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Discussione: 4 anni del forum

  1. #31
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    io sono l'ultimo arrivato, ma essendo privo di falsa modestia e ritenendo di poter intervenire in discussioni di accesso pubblico vorrei esprimere alcuni pensieri

    1 - auguri a lepanto per il suo forum. se lo ha voluto, ci ha lavorato, lo ha sostenuto, ed ancora dura significa che del buono nella sua idea c'era. oltretutto se, come mi pare di cogliere, questi 4 anni siano stati un po più che burrascosi, con tempeste, scissioni, fughe e cacciate varie.

    2 - inviterei con calma, ma anche con fermezza, giovannipresbit e augustinus a piantarla.

    volete litigare tra voi? non vi sopportate? ignoratevi, ma ignoratevi seriamente.

    giovannipresbit, abbiamo capito tutti che il deserto ipponense è il periodo di sospensione che hai dovuto subire per il ban derivato da una catena di eventi iniziata con la denuncia che augustinus ha fatto riguardo te presso l'amministrazione del forum

    d'altronde agostino dippona -> ipponense. non ci voleva un genio.

    Secondo me il ban e le motivazioni erano molto opinabili, ma da regolamento del forum non si possono discutere i provvedimenti dei moderatori pena il ban, e quindi taccio.

    3 - resta il fatto che questo gioco della "resistenza ipponense" è pericoloso, e inviterei tutti i coinvolti a piantarla.

    Se si ha qualcosa da dire a un utente (ad esempio a me) la si dice in faccia. Senza insultare, senza faccine che ridono sguiatamente, senza mettere in dubbio la cattolicità o la religiosità dell'intelocutore.
    ma si parla faccia a faccia. GUAI se qui si iniziano a creare i "portavoce" di altri. GUAI.

    Sarebbe un ulteriore passo per appesantire l'aria di questo forum, e dal mio punto di vista si renderebbe un pessimo servizio a Lepanto com epadrone di casa.

    4 - Giovannipresb, se dico questo è PROPRIO per essere chiaro e sincero. Spero che si sia notato che se devo dire qualcosa, pur conservando il rispetto e l'educazione, non guardo in faccia nessuno né mi spaventano le citazioni dotte.

  2. #32
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    Citazione Originariamente Scritto da bottero
    io sono l'ultimo arrivato, ma essendo privo di falsa modestia e ritenendo di poter intervenire in discussioni di accesso pubblico vorrei esprimere alcuni pensieri

    1 - auguri a lepanto per il suo forum. se lo ha voluto, ci ha lavorato, lo ha sostenuto, ed ancora dura significa che del buono nella sua idea c'era. oltretutto se, come mi pare di cogliere, questi 4 anni siano stati un po più che burrascosi, con tempeste, scissioni, fughe e cacciate varie.

    2 - inviterei con calma, ma anche con fermezza, giovannipresbit e augustinus a piantarla.

    volete litigare tra voi? non vi sopportate? ignoratevi, ma ignoratevi seriamente.

    giovannipresbit, abbiamo capito tutti che il deserto ipponense è il periodo di sospensione che hai dovuto subire per il ban derivato da una catena di eventi iniziata con la denuncia che augustinus ha fatto riguardo te presso l'amministrazione del forum

    d'altronde agostino dippona -> ipponense. non ci voleva un genio.

    Secondo me il ban e le motivazioni erano molto opinabili, ma da regolamento del forum non si possono discutere i provvedimenti dei moderatori pena il ban, e quindi taccio.

    3 - resta il fatto che questo gioco della "resistenza ipponense" è pericoloso, e inviterei tutti i coinvolti a piantarla.

    Se si ha qualcosa da dire a un utente (ad esempio a me) la si dice in faccia. Senza insultare, senza faccine che ridono sguiatamente, senza mettere in dubbio la cattolicità o la religiosità dell'intelocutore.
    ma si parla faccia a faccia. GUAI se qui si iniziano a creare i "portavoce" di altri. GUAI.

    Sarebbe un ulteriore passo per appesantire l'aria di questo forum, e dal mio punto di vista si renderebbe un pessimo servizio a Lepanto com epadrone di casa.

    4 - Giovannipresb, se dico questo è PROPRIO per essere chiaro e sincero. Spero che si sia notato che se devo dire qualcosa, pur conservando il rispetto e l'educazione, non guardo in faccia nessuno né mi spaventano le citazioni dotte.


    Condivido e quoto in pienezza

    Padre Giovanni Festa

  3. #33
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    Citazione Originariamente Scritto da Mappo Tappo
    da quando sono sul forum mi hanno dato del fascista, del comunista, del tradizionalista e del modernista, ultimamente del noachita (sono dovuto andare su internet per capire cosa fosse un noachita )
    Mi pareva t'avessero dato del "noachide" (ma forse è lo stesso di noachita): che, per chi non lo sapesse e vuole risparmiarsi la fatica di cercare su internet, non è altri che colui che desidera e si adopera per lo sterminio di tutti i criceti dell'universo
    "In girum imus nocte et consumimur igni"

  4. #34
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    Citazione Originariamente Scritto da bottero
    giovannipresbit, abbiamo capito tutti che il deserto ipponense è il periodo di sospensione che hai dovuto subire per il ban derivato da una catena di eventi iniziata con la denuncia che augustinus ha fatto riguardo te presso l'amministrazione del forum

    d'altronde agostino dippona -> ipponense. non ci voleva un genio.
    Ah, è questa la soluzione dell'enigma?? Un po' contorta...

    Anche perchè la realtà potrebbe essere diversa: chi sa che invece il deserto di giovanni non sia un deserto "geronense" ed il misterioso intercessore l'ipponate accusato di delazione?
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  5. #35
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    Citazione Originariamente Scritto da Eymerich
    Mi pareva t'avessero dato del "noachide" (ma forse è lo stesso di noachita): che, per chi non lo sapesse e vuole risparmiarsi la fatica di cercare su internet, non è altri che colui che desidera e si adopera per lo sterminio di tutti i criceti dell'universo
    Augh
    viso pallido parlare con lingua biforcuta
    La famosa artista idolo delle folle :" si figuri che uno ha addirittura scritto che avrei dovuto investire i MIEI soldi comprando un bar! Io!!!! La barista!!!!"

  6. #36
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    Citazione Originariamente Scritto da Mappo Tappo
    Basta con questi scambi di artiglieria, ci bastano già quelli del mondo reale.
    Auguri al forum e al suo fondatore.

    Prosit


    URCA è vero: pensavo di scrivere sul 3d "notizie da ippona" ed invece questo è il 3d dei 4 anni del forum!!!

    Chiedo sinceramente scusa a Lepanto per aver contribuito a guastare questo 3d lietamente celebrativo e chiudo qui ogni polemica e discussione.


    Auguri sinceri al forum per i suoi 4 anni, a Lepanto per aver tirato avanti la baracca e a tutti coloro che contribuiscono alla crescita di questo spazio. Ad Maiora!!!!!
    "In girum imus nocte et consumimur igni"

  7. #37
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    Citazione Originariamente Scritto da bottero
    io sono l'ultimo arrivato, ma essendo privo di falsa modestia e ritenendo di poter intervenire in discussioni di accesso pubblico vorrei esprimere alcuni pensieri

    1 - auguri a lepanto per il suo forum. se lo ha voluto, ci ha lavorato, lo ha sostenuto, ed ancora dura significa che del buono nella sua idea c'era. oltretutto se, come mi pare di cogliere, questi 4 anni siano stati un po più che burrascosi, con tempeste, scissioni, fughe e cacciate varie.

    2 - inviterei con calma, ma anche con fermezza, giovannipresbit e augustinus a piantarla.

    volete litigare tra voi? non vi sopportate? ignoratevi, ma ignoratevi seriamente.

    giovannipresbit, abbiamo capito tutti che il deserto ipponense è il periodo di sospensione che hai dovuto subire per il ban derivato da una catena di eventi iniziata con la denuncia che augustinus ha fatto riguardo te presso l'amministrazione del forum

    d'altronde agostino dippona -> ipponense. non ci voleva un genio.

    Secondo me il ban e le motivazioni erano molto opinabili, ma da regolamento del forum non si possono discutere i provvedimenti dei moderatori pena il ban, e quindi taccio.

    3 - resta il fatto che questo gioco della "resistenza ipponense" è pericoloso, e inviterei tutti i coinvolti a piantarla.

    Se si ha qualcosa da dire a un utente (ad esempio a me) la si dice in faccia. Senza insultare, senza faccine che ridono sguiatamente, senza mettere in dubbio la cattolicità o la religiosità dell'intelocutore.
    ma si parla faccia a faccia. GUAI se qui si iniziano a creare i "portavoce" di altri. GUAI.

    Sarebbe un ulteriore passo per appesantire l'aria di questo forum, e dal mio punto di vista si renderebbe un pessimo servizio a Lepanto com epadrone di casa.

    4 - Giovannipresb, se dico questo è PROPRIO per essere chiaro e sincero. Spero che si sia notato che se devo dire qualcosa, pur conservando il rispetto e l'educazione, non guardo in faccia nessuno né mi spaventano le citazioni dotte.
    Il problema, ti assicuro, non è mio, perchè io ignoro per davvero. Ma certuni no.

  8. #38
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    [quote=bottero]Secondo me il ban e le motivazioni erano molto opinabili, ma da regolamento del forum non si possono discutere i provvedimenti dei moderatori pena il ban, e quindi taccio.
    quote]

    Approfitto anch'io di questo thread per esprimere - da ultimissimo arrivato - alcune considerazioni sul forum.

    1. E' del tutto evidente che la comunicazione che si realizza in questo luogo virtuale è segnata da un vizio d'origine: si tratta della difficoltà di comprendere in quale contesto avviene il nostro colloquiare.
    Per esempio: uno potrebbe pensare di stare parlando - e di fatto molti interventi sembrano aver dietro questo tipo di intenzione - ma invece sta scrivendo, e una parola scritta è infinitamente differente da una parola detta.
    Io sono nato a Firenze, per quanto milanese da molti anni. Nelle campagne del Chianti i contadini toscani - gente sarcastica, se mai ve ne fu una, e gente permalosissima, se mai ve ne fu una - solevano sfidarsi a colpi di stornelli (fior di ginestra...fior di giaggiolo...) fra arpeggi, risate, colossali bevute e danze. Ma se qualcuno avesse detto le medesime cose senza cantarle, e non nell'osteria o a veglia, ma a voce bassa nella piazza (non parliamo se le avesse scritte!), sarebbe scorso il sangue, e non il vino. La musica, il canto, il contesto rendevano possibile la comunicazione di ciò che altrimenti non lo era affatto.
    Io ho l'impressione che frequentemente i malintesi derivino dal non condividere il medesimo contesto. Io, per esempio, quando scrivo in questo posto, lo faccio come se dovessi mandare una lettera a tutti. Il mio contesto è epistolare, per così dire. Oltretutto, poiché non mi piacciono (esteticamente) le faccine sorridenti, occhialute, digrignanti, sbadiglianti, salutanti eccetera, mi faccio punto d'onore di trasmettere le emozioni (che ovviamente provo) attraverso le parole stesse. Per cui ogni parola che scrivo ha l'arduo compito di trasmettere e un contenuto intellettuale e un contenuto emotivo. Spesso ovviamente non riesco: e comprensibilmente Augustinus (in altro thread e, come spesso dice lui, per incidens) avvertiva il mio stile come inutilmente arzigogolato.
    Altri affidano le loro emozioni alle emoticons. Altri forse pensano di stare parlando in un cerchio di sedie al bar, con in mano un Martini ben freddo, mentre chi lo ascolta lo vede come su un podio a un convegno.
    L'indeterminazione del contesto, il fatto che esso debba essere costantemente ridefinito, beninteso, è anche la ricchezza e la novità di questo tipo telematico di comunicazione. Sperimentarla è la ragione per cui io mi trovo qui.
    Però vorrei che ci rendessimo conto che scrivere le cose non è come dirle. Al colto e all'inclita suggerirei - se vogliono - AUSTIN JL, How to Do Things with Words, Oxford - New York: Oxford University Press, 1975

    2. La difficoltà è aumentata ulteriormente dal dover parlare dovendo costantemente misurarsi con il metro dell' 'ortodossia' (non nel senso di Chiesa d'Oriente, ma di conformità all'assetto dogmatico).
    E ce n'è fra noi di gente - lo diceva benissimo Mappo Tappo - pronta a includerti senz'altro fra i borboriti, fra i carpocraziani, fra i pelagiani, fra i sociniani, fra i turlupinanti, fra gli orbibariani, fra gli sfrontati, fra i patripassiani, fra i cafarnaiti, fra gli aftartodoceti, fra i catabattisti, fra gli arraboniani, fra i condormienti, fra gli entusiasti, fra gli esitanti, fra i monarchiani, fra gli onfalopsichisti, fra i metanghismoniti, fra gli agonicliti, fra i paraermeneuti, fra gli ofiti, fra gli anomei, o fra gli artotiriti.
    Ce n'è di etichettatori, che neanche il cassiere del supermercato che spara codici a barre sui prodotti alla velocita del fulmine...
    Ora, premesso che io non darò mai a nessuno dell'eterodosso (non per relativismo - altra etichetta - ma perché non ho né gli elementi / né la voglia / nè il tempo / né, soprattutto, l'autorità per farlo), e premesso che una patente di eterodossia ricevuta da uno qualunque di voi è per me acqua freschissima, non riconoscendo ad alcuno di voi il diritto e la legittimità per dirlo: se quindi qualcuno di voi lo farà lo guarderò come si guarda uno che cammina nel centro della strada - coi pantaloni del pigiama a righe e lo scolapasta in testa - dicendo di essere Napoleone; ciò premesso, forse sarebbe utile lasciar cadere questo orizzonte falsamente chiaro dell'ortodossia: siamo poveri uomini legati da un'appartenenza religiosa comune che sperimentano forme innovative di comunicazione e di relazione fra loro. Definire orto- o eterodosso un pensiero (o perfino una persona) è troppo per noi. L'ortodossia è cosa troppo seria, lasciamola a chi deve occuparsene.

    3. Piccola apologia del malinteso e del conflitto verbale. Il malinteso e il conflitto sono utili inviti a modificare il livello della comunicazione, spesso verso modalità più serie e profonde. Un moderatore dovrebbe pensarci bene prima di interrompere uno scambio, anche duro o durissimo, e dovrebbe - a mio giudizio - sempre motivarlo adeguatamente, così come ogni censura o altro provvedimento. L'insindacabilità del moderatore e addirittura la sua indiscutibilità pubblica mi sembrano appartenere a uno stile antidemocratico. Aggiungo che - in un forum che davvero si proponesse di dar voce ai 'Cattolici Romani' - il moderatore dovrebbe forse addirittura essere eletto dai partecipanti (con questo, a me per adesso va benissimo il moderatore felicemente regnante).

    Grazie a tutti,

    Barsanufio

  9. #39
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    Citazione Originariamente Scritto da Barsanufio
    Approfitto anch'io di questo thread per esprimere - da ultimissimo arrivato - alcune considerazioni sul forum.

    1. E' del tutto evidente che la comunicazione che si realizza in questo luogo virtuale è segnata da un vizio d'origine: si tratta della difficoltà di comprendere in quale contesto avviene il nostro colloquiare.
    Per esempio: uno potrebbe pensare di stare parlando - e di fatto molti interventi sembrano aver dietro questo tipo di intenzione - ma invece sta scrivendo, e una parola scritta è infinitamente differente da una parola detta.
    Io sono nato a Firenze, per quanto milanese da molti anni. Nelle campagne del Chianti i contadini toscani - gente sarcastica, se mai ve ne fu una, e gente permalosissima, se mai ve ne fu una - solevano sfidarsi a colpi di stornelli (fior di ginestra...fior di giaggiolo...) fra arpeggi, risate, colossali bevute e danze. Ma se qualcuno avesse detto le medesime cose senza cantarle, e non nell'osteria o a veglia, ma a voce bassa nella piazza (non parliamo se le avesse scritte!), sarebbe scorso il sangue, e non il vino. La musica, il canto, il contesto rendevano possibile la comunicazione di ciò che altrimenti non lo era affatto.
    Io ho l'impressione che frequentemente i malintesi derivino dal non condividere il medesimo contesto. Io, per esempio, quando scrivo in questo posto, lo faccio come se dovessi mandare una lettera a tutti. Il mio contesto è epistolare, per così dire. Oltretutto, poiché non mi piacciono (esteticamente) le faccine sorridenti, occhialute, digrignanti, sbadiglianti, salutanti eccetera, mi faccio punto d'onore di trasmettere le emozioni (che ovviamente provo) attraverso le parole stesse. Per cui ogni parola che scrivo ha l'arduo compito di trasmettere e un contenuto intellettuale e un contenuto emotivo. Spesso ovviamente non riesco: e comprensibilmente Augustinus (in altro thread e, come spesso dice lui, per incidens) avvertiva il mio stile come inutilmente arzigogolato.
    Altri affidano le loro emozioni alle emoticons. Altri forse pensano di stare parlando in un cerchio di sedie al bar, con in mano un Martini ben freddo, mentre chi lo ascolta lo vede come su un podio a un convegno.
    L'indeterminazione del contesto, il fatto che esso debba essere costantemente ridefinito, beninteso, è anche la ricchezza e la novità di questo tipo telematico di comunicazione. Sperimentarla è la ragione per cui io mi trovo qui.
    Però vorrei che ci rendessimo conto che scrivere le cose non è come dirle. Al colto e all'inclita suggerirei - se vogliono - AUSTIN JL, How to Do Things with Words, Oxford - New York: Oxford University Press, 1975

    2. La difficoltà è aumentata ulteriormente dal dover parlare dovendo costantemente misurarsi con il metro dell' 'ortodossia' (non nel senso di Chiesa d'Oriente, ma di conformità all'assetto dogmatico).
    E ce n'è fra noi di gente - lo diceva benissimo Mappo Tappo - pronta a includerti senz'altro fra i borboriti, fra i carpocraziani, fra i pelagiani, fra i sociniani, fra i turlupinanti, fra gli orbibariani, fra gli sfrontati, fra i patripassiani, fra i cafarnaiti, fra gli aftartodoceti, fra i catabattisti, fra gli arraboniani, fra i condormienti, fra gli entusiasti, fra gli esitanti, fra i monarchiani, fra gli onfalopsichisti, fra i metanghismoniti, fra gli agonicliti, fra i paraermeneuti, fra gli ofiti, fra gli anomei, o fra gli artotiriti.
    Ce n'è di etichettatori, che neanche il cassiere del supermercato che spara codici a barre sui prodotti alla velocita del fulmine...
    Ora, premesso che io non darò mai a nessuno dell'eterodosso (non per relativismo - altra etichetta - ma perché non ho né gli elementi / né la voglia / nè il tempo / né, soprattutto, l'autorità per farlo), e premesso che una patente di eterodossia ricevuta da uno qualunque di voi è per me acqua freschissima, non riconoscendo ad alcuno di voi il diritto e la legittimità per dirlo: se quindi qualcuno di voi lo farà lo guarderò come si guarda uno che cammina nel centro della strada - coi pantaloni del pigiama a righe e lo scolapasta in testa - dicendo di essere Napoleone; ciò premesso, forse sarebbe utile lasciar cadere questo orizzonte falsamente chiaro dell'ortodossia: siamo poveri uomini legati da un'appartenenza religiosa comune che sperimentano forme innovative di comunicazione e di relazione fra loro. Definire orto- o eterodosso un pensiero (o perfino una persona) è troppo per noi. L'ortodossia è cosa troppo seria, lasciamola a chi deve occuparsene.

    3. Piccola apologia del malinteso e del conflitto verbale. Il malinteso e il conflitto sono utili inviti a modificare il livello della comunicazione, spesso verso modalità più serie e profonde. Un moderatore dovrebbe pensarci bene prima di interrompere uno scambio, anche duro o durissimo, e dovrebbe - a mio giudizio - sempre motivarlo adeguatamente, così come ogni censura o altro provvedimento. L'insindacabilità del moderatore e addirittura la sua indiscutibilità pubblica mi sembrano appartenere a uno stile antidemocratico. Aggiungo che - in un forum che davvero si proponesse di dar voce ai 'Cattolici Romani' - il moderatore dovrebbe forse addirittura essere eletto dai partecipanti (con questo, a me per adesso va benissimo il moderatore felicemente regnante).

    Grazie a tutti,

    Barsanufio
    Caro Barsanufio,
    proverò a risponderti brevemente.
    1. Il contesto lo vedi considerare. Questo è un forum, cioè una piazza virtuale. Di conseguenza, non si scrive come se dovessi spedire una lettera. Ma, appunto perchè è una "piazza", si avvicina molto ad un modo di colloquiare tipico delle persone presenti (virtualmente). Di qui anche la presenza di emoticons o faccine che vedi .... .
    E' un modo di comunicare nuovo, che è espressione della tecnologia oggi imperante. La tecnologia consente, quindi, OGGI, di superare quella differenza tra parola scritta e detta (e non a caso citi un testo del 1975!!!!!!!!!!!!!! Cioè di un trentennio addietro, quando di forum non esisteva neppure l'ombra). Mi potrai dire che questa modalità "spersonalizza" i rapporti. E' vero. Ma bisogna prenderla per il verso giusto, senza pretendere di farne analisi sociologiche o filosofiche.

    2. La difficoltà non è aumentata dal doversi confrontare col metro dell'ortodossia in se stesso. Il problema è un altro. Premesso che un forum, cioè una piazza virtuale, è un luogo di incontro, sempre virtuale, tra persone, anche molto diverse, nondimeno va precisato che:

    A. un forum tematico deve necessariamente mantenere la sua linea d'intentità. In POL ci sono anche altri fora, più generali, meno specifici, dove è possibile "chiacchierare" (uso non a caso quest'espressione) come il Fondoscala o aprire threads liberi come quelli sulla "Politica Nazionale", ecc. Se ti fai un giro al di là dei forum tematici, ti potrai rendere conto della varietà. Però, essendo questo un forum tematico, necessariamente ti devi misurare con la sua netiquette come, del pari, capiterebbe se postassi in un forum politico - dove ti dovresti misurare con l'"ortodossia" politica dello stesso. Ed in POL abbiamo un sacco di forum politici, come quello della Casa delle libertà, quello dei comunisti, quello di destra radicale, di destra sociale, dei padanisti, di rifondazione, dell'unione, ecc.

    B. Il fatto che ci siano forum tematici e, quindi, "orientati" (diciamo così), però non impedisce anche a chi non condivide quell'orientamento di postare. L'importante è che ciò avvenga in maniera pacata. Dialogo sì, ma con carità e verità.

    3. Il conflitto ed il malinteso non alzano il livello comunicativo, verso modalità più serie e profonde. Anzi, l'abbassano alla trivialità. Ricordi, infatti, che questa è una piazza? E come tra persone presenti il conflitto può generare delle risse, così anche qui possono generarsi risse - ovviamente virtuali. Mi potrai dire che è un fenomeno interessante da un punto di vista scientifico. Ma è così. Capita così. La tecnologia, in un certo senso, ha abbattutto le barriere di spazio e di tempo esistenti tra persone, consentendo a queste di incontrarsi virtualmente in una piazza. Ecco, perchè un moderatore è TENUTO ad evitare le risse virtuali, interrompendo la comunicazione, come se si fosse tra persone presenti che si accapigliano.
    Il moderatore è un arbitro, in un certo senso, che deve evitare che tra forumisti si pervenga alle "armi" virtuali. Poi, puoi anche chiamarla antidemocraticità. Ma lo strumento virtuale impone questa linea.
    Eleggere un moderatore? In un passato non molto lontano è capitata una proposta del genere, che, però, finì male. Anzi, malissimo. Lepanto e gli altri forumisti con un'anzianità virtuale di oltre un anno se ne ricorderanno.
    D'altronde, devi considerare anche questo. Un forum è vero che è uno spazio pubblico; chiunque può entrare in questa piazza virtuale. Ma è anche - giuridicamente - uno spazio privato, che è di proprietà di privati. Ergo, chi ne è proprietario ha il pieno diritto di far accedere chiunque, di imporre dei filtri, delle regole, di escludere taluno, ecc.
    Quando infatti entri in casa d'altri, non puoi fare ciò che vuoi, ma ti devi attenere alle regole del padrone o dei padroni di casa.

  10. #40
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    Citazione Originariamente Scritto da Augustinus
    Caro Barsanufio,
    proverò a risponderti brevemente.
    Caro Augustinus,

    cominciare un discorso con 'Caro X, (a capo)' è un incipit quanto mai epistolare. La ringrazio di essersi rapidamente adattato al mio stile di comunicazione.

    Non direi mai che questa modalità spersonalizza i rapporti. Perché mai pensa che dovrei dirlo? No, semmai li iperpersonalizza, nel senso che prende una frase che forse dovrebbe essere solo udita (non letta), quindi dovrebbe dileguarsi nell'aria nello spazio di un amen, e la scrive nero-su-bianco su un supporto e la rende accessibile a lettori sconosciuti anni e anni dopo,e forse all'infinito.
    E questo è il problema che volevo sottolineare.
    Quanto al riferimento, ovviamente lei sa che si tratta di un capolavoro della filosofia analitica oxoniense, e che è citato da chiunque si occupi di filosofia del linguaggio (ivi compresi i teologi che si occupano di capire che tipo di linguaggio sia quello della Scrittura, del Magistero, etc.). Posso assicurarle che libri del genere non invecchiano in trent'anni, e neppure in trecento, anche se si occupano di una cosa fluida come il linguaggio

    Non mi dispiace affatto che vi siano forum (mi scusi, uso il singolare: le parole che passano alla lingua italiana da altre lingue non riesco a metterle al plurale, mi sembra grottesco dire sports o meetings; e, per quanto forum sia parola latina, di fatto torna a noi passando dall'angloamericano) tematici.
    Però a mio giudizio dovrebbero essere tematici nel senso per l'appunto del tema, o - come dicono qui in giro - del topic. Il moderatore dovrebbe censurare il fuori tema, non il fuori dottrina. Anche perché chi stabilisce che la dottrina del moderatore sia quella vera?
    Che io sappia, ad argomenti si contrappongono altri argomenti, e non provvedimenti.

    Concordo con lei: il forum è giuridicamente cosa privata: ma il mio discorso non era relativo alla forma, ma alla sostanza.
    Quando un bambino mette in piazza il suo pallone perché tutti ci giochino, non so se abbia veramente il diritto (sostanziale) di andarsene quando vuole o di farci giocare solo chi decide lui.

    Grazie.

    Barsanufio

 

 
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