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Discussione: Chi lo sa?

  1. #21
    presbitero cristiano ortodosso
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    Citazione Originariamente Scritto da Eymerich
    A parte che 55 devi ancora compierli, comunque....

    Lo sappiamo che sei presbitero, ed anche parroco: anzi Parroco Ortodosso a Palermo (nella parrocchia San Marco dove il pizzo bla bla il deserto bla bla) dell'ecumenico patriarcato ecc.ecc..

    Quello che mi stupisce è che anche tu abbia assunto il ministero dello "scrutatio cordis": hai ricevuto la benedizione del tuo vescovo anche per questo? O è solo frutto di lunghi anni di spiritualità-monastico-orante-antiidolatrica??

    Tutti i presbiteri ortodossi al momento della loro consacrazione sono di per sè esorcisti caro Eymerich....

    Entrambe le realtà ,caro amico: spero di migliorare nella seconda e lo dico veramente sopratutto nella consapevolezza anti-idolatrica

    Ho impiegato del tempo prima di risponderti perchè ho telefonato direttamente a Costantinopoli ,al Patriarcato per vedere se potevo farti contento ed andare via dal forum come tu stesso hai in altro 3d o in questo non ricordo più ) fraternamente chiesto

    Mi è stato risposto che non ti posso accontentare,anche perchè -a quanto pare- (così mi si dice dal Fanar ) - alcuni fratelli e sorelle romano-cattoliche (pare,EYMERICH, pare...ma guarda tu ...) gradiscono i miei interventi.

    Pare che procurino loro gioia e letizia rispetto ai " TONI DA BECCAMORTO"(ti prego non è rivolto a te,ma è testuale,mi si assicura dal Fanar) cui sono abituati ahiloro all'interno del loro arcipelago

    Quindi-per santa obbedienza ecclesiale non posso accontentarti

  2. #22
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    In generale sono interessato a leggere quello che non saprei scrivere io stesso. Gli interventi del Padre Giovanni di sicuro non li saprei scrivere, e mi sono preziosi perché mi mettono in contatto con un'esperienza umana interessante e clamorosamente differente dalla mia. Non mi piace cantarmela e suonarmela, e il mio bar ideale è il bar di Star Trek, in cui uno può incontrare e discutere con tipi piuttosto strani.

    Non sono, è ovvio, sempre d'accordo con lui.
    Per esempio vorrei dirgli che l'arcipelago romano-cattolico (e mi sembra una bella immagine) non è riconoscibile leggendo gli interventi di questo forum. La posizione di Augustinus o quella di Eymerich, per esempio, in tale arcipelago sono drammaticamente marginali (non dico che questo sia necessariamente un bene: è un fatto, non un giudizio di valore), mentre sono molto più diffuse, predicate e coltivate posizioni e forme di pensiero in questo luogo completamente assenti.
    L'altra cosa su cui dissento (ma è connessa con la prima) è la sua tendenza a riportare il senso di ogni interazione (più o meno fiammeggiante) alle appartenenze confessionali. In generale io, quando penso a me stesso, non mi penso 'romano cattolico'. Mi penso cristiano, aspirante discepolo di Gesù Cristo, a lui connesso attraverso una successione di vite, di parole, di gesti. Quando sono a Gerusalemme invece mi sento più spesso romano-cattolico, dovendomi confrontare continuamente con altri che non lo sono. Tuttavia, per quanto a Gerusalemme ci sia spesso, non ho sviluppato quella 'psicologia della minoranza' che a volte sembra ispirare gli interventi del padre Giovanni. Il quale, se vivesse ad Atene o a Mosca, non credo ricorderebbe con tale frequenza di essere proprio 'ortodosso'.

    Resto dell'avviso che i conflitti possono essere un'opportunità positiva, se non altro perché spingono - o dovrebbero spingere - verso la ricerca di un livello più alto (o più profondo) in cui l'opposizione si concilia.

    Auguro a tutti noi il buon uso del conflitto.

    Grazie,

    Barsanufio

  3. #23
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    Citazione Originariamente Scritto da ragazzosemplice
    Vorrei sapere se è stato apero il processo di beatidicazione di Henri J.M Nouwen, un maestro di spiritualità caro a milioni di persone nel mondo e verso il quale nutro grande stima.
    Grazie a chi risponde.
    Mentre Pio XII, per far contenti i non cristiani, non può essere ancora venerato sugli altari...

  4. #24
    presbitero cristiano ortodosso
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    Predefinito una canzone d'amore

    Citazione Originariamente Scritto da Barsanufio
    In generale sono interessato a leggere quello che non saprei scrivere io stesso. Gli interventi del Padre Giovanni di sicuro non li saprei scrivere, e mi sono preziosi perché mi mettono in contatto con un'esperienza umana interessante e clamorosamente differente dalla mia. Non mi piace cantarmela e suonarmela, e il mio bar ideale è il bar di Star Trek, in cui uno può incontrare e discutere con tipi piuttosto strani.

    Non sono, è ovvio, sempre d'accordo con lui.
    Per esempio vorrei dirgli che l'arcipelago romano-cattolico (e mi sembra una bella immagine) non è riconoscibile leggendo gli interventi di questo forum. La posizione di Augustinus o quella di Eymerich, per esempio, in tale arcipelago sono drammaticamente marginali (non dico che questo sia necessariamente un bene: è un fatto, non un giudizio di valore), mentre sono molto più diffuse, predicate e coltivate posizioni e forme di pensiero in questo luogo completamente assenti.
    L'altra cosa su cui dissento (ma è connessa con la prima) è la sua tendenza a riportare il senso di ogni interazione (più o meno fiammeggiante) alle appartenenze confessionali. In generale io, quando penso a me stesso, non mi penso 'romano cattolico'. Mi penso cristiano, aspirante discepolo di Gesù Cristo, a lui connesso attraverso una successione di vite, di parole, di gesti. Quando sono a Gerusalemme invece mi sento più spesso romano-cattolico, dovendomi confrontare continuamente con altri che non lo sono. Tuttavia, per quanto a Gerusalemme ci sia spesso, non ho sviluppato quella 'psicologia della minoranza' che a volte sembra ispirare gli interventi del padre Giovanni. Il quale, se vivesse ad Atene o a Mosca, non credo ricorderebbe con tale frequenza di essere proprio 'ortodosso'.

    Resto dell'avviso che i conflitti possono essere un'opportunità positiva, se non altro perché spingono - o dovrebbero spingere - verso la ricerca di un livello più alto (o più profondo) in cui l'opposizione si concilia.

    Auguro a tutti noi il buon uso del conflitto.

    Grazie,

    Barsanufio


    amico mio, anch'io sono da sempre tifoso e fan di tutta quanta la serie di Star Trek ,l'ultima compresa (bella e sensuale la subcomandante vulcaniana...) e la trovo insieme sogno e nostalgia.

    Dici psicologia della minoranza? probabile anzi quasi certo e sicuro; e poi ti confesso che sono uno dei pochi ortodossi che non gradirebbe per nulla vivere ad Atene e men che meno a Mosca . All'Athos si o comunque in qualche monastero. Mia moglie Nina da tempo ha profetizzato( e mi ha detto che in fondo ne è ben contenta,così mi tolgo dalle...circolazioni) che subito dopo la pensione e subito dopo che nostro figlio Pierpaolo avrè raggiunto la concretezza dei suoi progetti lavorativi ed affettivi, io trascorrerà sei mesi in famiglia e sei mesi in monastero e intanto ovviamente ci siamo messi in Parrocchia in situazione di preghiera sinodale per chiedere al Signore che ci doni il regalo di un diacono( rigorosamente uxorato ...abbiamo chiesto)

    Per quel che si può dire nel'im-mediatezza di un post in un forum vorrei cantare qui davanti a te e insieme con te una canzone d'amore ,si un canto d'amore alla chiesa romano-cattolica (hai letto bene amico mio,ma tu questo lo hai sempre intuito e saputo) che mi ha allevato nella fede in Cristo Signore(attraverso mia nonna e mio padre,si mio padre molto più di mia madre e il mio vecchio parroco di zona(per i palermitani Altarello di Baida,estrema periferia piccolo borghese di palermo) che ha avuto-fino a quando è rimasto in vita (ed io già ero altro) affetto e tanto per me ed infinita pazienza

    Da questa comunione,da questa tenda sono uscito per rispettare ed obbedire alla mia coscienza e alla mia coscienza devo l'essere ritornato(proprio per non sbiadire nulla,come tu hai ben scritto una volta) alla Chiesa che io ritengo la piena erede della Chiesa Una ed Indivisa.

    Ma resta la canzone d'amore(ed è sciocco chi non la vuol vedere qui in questo forum) ,la canzone d'amore che si condensa (e non può non condensarsi) se non nel ricordo di un grande vescovo di Roma ,cioè Paolo VI.

    Pensa amico mio a quanto è accaduto al mio Liceo: uno dei docenti di filosofia,un giacobino serio e rigoroso mi ha chiesto quest'anno di partecipare ad un dibattito a tre( lui,io ed un docente di filosofia cattolico) proprio sulla riflessione etico-politica di Paolo VI

    Non appena io( quel giorno in talare con la croce protopresbiterale a tutto tondo) ho appenna appena sussurato Paolo VI sono scoppiato in lacrime .Per l'anno prossimo ha proposto uan riflessione su Don Dossetti;prevedo altre lacrime.
    Come-nei toni fiammeggianti e in fondo non provocatori ma pro-vocatori -ho già postato io vi chiedo,vi supplico, si supplico l'arcipelago romano-cattolico di recepire sul serio e definitivamente il Concilio Vaticano II,perchè io ritengo (e continua la canzone d'amore) che il vaticano II avrebbe potuto essere e potrebbe essere(in questo non condivido la linea di quanti sedevacantisti cattolici o cristiani ortodossi vedono el vaticano II l'estrema vostra dissoluzione) proprio la svolta .Ma constato che esso forse è morto (spero solo che agonizzi ma si possa richiamare in vita) sotto i colpi del post concilio a sinistra( e per quel che mi riguarda io ho partecipato al post concilio ma non faccio la fine di Adriano Sofri che pontifica su tutto compreso il tennis da tavolo) ma anche sotto la censura reale,totale,programmatica operata e lo dico con chiarezza(nella canzone d'amore che sto cantando) dal pontificato di giovanni paolo II,nemico vero e concreto dell'unità (ora gli scudi si alzeranno) e teorico di una nuova lettura del ministero petrino rispetto alla quale il vaticano I è solo un semplice raffredore stagionale


    Una canzone d'amore che nè Augustinus(al quale ho chiesto scusa per le teorie ipponensi ) nè Eymerich nè Dreyer possono forse comprendere .una canzone d'amore cantata da un'apostata felice di aver lasciato la destinataria di questa canzone perchè non poteva non essere lasciata. Essa stessa si è cercato l'essere piantata e malamente senza neppure una lettera d'addio (e forse grazie a te questa è la lettera d'addio con circa 30 anni di ritardo)

    Sai quale mai è stata la mia ultima esperienza romano-cattolica? Amico mio ero a Roma con Nina in un caldo pomeriggio d'agosto per pregare per l'anima santa e benedetta di un grande uomo,di un santo vescovo,Paolo VI

    ...e vengono le lacrime...

    Padre Giovanni

  5. #25
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    Lasciatemi ricordare con gioia e gratitudine quel brano del "credo del popolo di Dio" che Paolo VI pronunciò il 30 giugno 1968, al termine dell’Anno Anno della fede indetto per il XIX centenario del martirio degli apostoli Pietro e Paolo a Roma, che recita:

    Noi crediamo che la Chiesa, che Gesù ha fondato e per la quale ha pregato, e indefettibilmente una nella fede, nel culto e nel vincolo della comunione gerarchica. Nel seno di questa Chiesa, sia la ricca varietà dei riti liturgici, sia la legittima diversità dei patrimoni teologici e spirituali e delle discipline particolari, lungi dal nuocere alla sua unità, la mettono in maggiore evidenza (28).


    Riconoscendo poi, al di fuori dell’organismo della Chiesa di Cristo, l’esistenza di numerosi elementi di verità e di santificazione che le appartengono in proprio e tendono all'unita cattolica (29), e credendo all’azione dello Spirito Santo che nel cuore dei discepoli di Cristo suscita l’amore per tale unità (30), noi nutriamo la speranza che i cristiani, i quali non sono ancora nella piena comunione con l’unica Chiesa, si riuniranno un giorno in un solo gregge con un solo Pastore.


    Noi crediamo che la Chiesa è necessaria alla salvezza, perché Cristo, che è il solo mediatore e la sola via di salvezza, si rende presente per noi nel suo Corpo, che é la Chiesa (31). Ma il disegno divino della salvezza abbraccia tutti gli uomini: e coloro che, senza propria colpa, ignorano il Vangelo di Cristo e la sua Chiesa, ma cercano sinceramente Dio e sotto l’influsso della sua grazia si sforzano di compiere la sua volontà riconosciuta nei dettami della loro coscienza, anch’essi, in un numero che Dio solo conosce, possono conseguire la salvezza (32).


    In virtà di queste splendide parole, ricche di amore e di fede, prego gli amici di non allontanare e non allontanarsi da questo piccolo forum perchè sarebbe profondamente contrario al Vangelo di N.S. Gesù Cristo.



    Pietro e Andrea, icona regalata dal patriarca di Costantinopoli Atenagora a Paolo VI in ricordo del loro incontro a Gerusalemme il 5 gennaio 1964.

    Per l'icona credo non ci sia neanche bisogno della dedica.

  6. #26
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    Non mi ricordo chi diceva che l'unico modo di diventare veramente il marito di una donna (o la moglie di un uomo) è divorziare (o morire). Divorziando (o morendo) sei stato (per l'eternità) marito di lei o moglie di lui. Al contrario, in costanza di matrimonio, non è chiaro esattamente cosa sei, lo devi continuamente decidere e rinegoziare.
    A me sembra perfettamente comprensibile che il padre Giovanni dica (con amore) di essere stato (per l'eternità) romano-cattolico proprio nell'atto di lasciare quella casa. Forse è proprio per questo, invece, che io (in costanza del legame) sento maggiore difficoltà a definirmi tale.

    Personalmente, pensando alla diversità delle Chiese, non mi sento a mio agio né con l'immagine dell'albero (l'unità è nel tronco, nel passato, all'inizio, poi ci sono le ramificazioni progressivamente sempre più numerose e irrimediabilmente distanti l'una dall'altra) né con l'immagine del fiume (l'unità è alla foce, nel futuro, alla fine, ove tutti gli affluenti confluiranno nel corso principale).

    Preferisco pensare all'immagine di una rete o - appunto - di un arcipelago. L'unità e la divisione sono contemporaneamente da sempre e per sempre. Sempre sarà data la possibilità di percepire l'arcipelago come un'unica realtà (composta di tante isolette) e sempre sarà data la possibilità di vedere la separazione e la singolarità irriducibile di ciascuna isola.

    La scomparsa - non so - di una Chiesa monofisita africana, anche se essa confluisse nel alveo romano-cattolico, mi parrebbe un impoverimento. Avremmo perso un'icona preziosa del Volto inesauribile e molteplice di Cristo, un'icona affidata a quella Chiesa, che ne garantiva il culto.

    Grazie,

    Barsanufio

  7. #27
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  8. #28
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    ma a quest'essere si puo dire il fatto suo ?

  9. #29
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    Citazione Originariamente Scritto da giovannipresbit
    Ho impiegato del tempo prima di risponderti perchè ho telefonato direttamente a Costantinopoli ,al Patriarcato per vedere se potevo farti contento ed andare via dal forum come tu stesso hai in altro 3d o in questo non ricordo più ) fraternamente chiesto

    Quindi-per santa obbedienza ecclesiale non posso accontentarti
    Hai speso per nulla i soldi della telefonata: quando mai ti ho chiesto di andare via dal forum?

    Citazione Originariamente Scritto da giovannipresbit
    Mi è stato risposto che non ti posso accontentare,anche perchè -a quanto pare- (così mi si dice dal Fanar ) - alcuni fratelli e sorelle romano-cattoliche (pare,EYMERICH, pare...ma guarda tu ...) gradiscono i miei interventi.
    Quindi c'è anche un altro motivo: e quale sarebbe?
    "In girum imus nocte et consumimur igni"

  10. #30
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    Citazione Originariamente Scritto da Barsanufio
    Non sono, è ovvio, sempre d'accordo con lui.
    Per esempio vorrei dirgli che l'arcipelago romano-cattolico (e mi sembra una bella immagine) non è riconoscibile leggendo gli interventi di questo forum. La posizione di Augustinus o quella di Eymerich, per esempio, in tale arcipelago sono drammaticamente marginali (non dico che questo sia necessariamente un bene: è un fatto, non un giudizio di valore), mentre sono molto più diffuse, predicate e coltivate posizioni e forme di pensiero in questo luogo completamente assenti.
    Siete proprio convinto che sia "marginale"? Sulla base di quali dati dite questo? Magari potrebbe esserlo tra quelli dalla fede approssimativa .....
    D'altronde, se fosse davvero tale, allora, lo sarebbe anche la posizione del Papa, in compagnia del quale ci onoriamo di stare io ed Eymerich. Anzi, proprio questo mi farebbe esclamare: Domine, non sum dignus!!!!!

 

 
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