
Originariamente Scritto da
Barsanufio
Non direi, no, caro Augustinus. E' probabile però che il difetto stia nella mia esposizione. Ci riprovo.
L'idea di fondo di questa 'singolare teoria' è che la persona di Cristo non sia interamente traducibile in un set - per quanto complesso - di definizioni dottrinali su di Lui. Certo, Egli si è rivelato (le risparmio gli interessanti giochi teologici che si potrebbero fare sul prefisso 'apo'). Ma coloro che hanno accolto quella rivelazione hanno composto i quattro Evangeli, e non - almeno non immediatamente - il Denzinger. Evidentemente questo non vuol dire che non ci sia verità in Cristo (che è quel che lei mi attribuisce, mi pare) ma che non c'è 'tutta' la verità nel nostro linguaggio e nella nostra capacità di definire l'indefinibile e di dire l'indicibile. Una definizione dogmatica è comunque un'approssimazione: e un sano uso della medesima consiste nell'aver ben presente l'eccedenza di senso che essa non riesce a cogliere. La conseguenza di questa idea di fondo (discutibile, ovviamente, ma siamo qui per questo) è che ciascuna confessione cristiana (ovviamente connessa a una tradizione viva e antica) colga, colga meglio, sottolinei, enfatizzi (scelga pure lei) alcuni aspetti della persona di Cristo che risultano più opache o velate in altri impianti dogmatici. La pluralità delle prospettive cristologiche ("Una parola ha detto Dio, due ne ho udite") non significa affatto relativismo, ma consente una stereoscopia tale da darci un'immagine più piena e ricca di senso del Signore, il quale non può essere contenuto in una o più stringhe di parole. Le affermazioni si contraddicono? Benissimo. Anche questa contraddizione ci parla, e rende necessaria la ricerca di quel livello della pensabilità di Cristo in cui tali contraddizioni possono essere conciliate.
Del resto i Vangeli sono quattro. E, 'pace' Taziano (e in un certo senso anche 'pace' l'Abate Ricciotti), sono quattro 'ritratti' di Gesù. Ciascun ritratto ha un proprio stile, ed è la teologia propria dell'Evangelista. Il soggetto è il medesimo in ciascuno dei quattro ritratti, ma contemporaneamente è al di là di tutti loro. Infine: capisco meglio il soggetto guardandoli tutti e quattro che guardandone uno solo.
Come lei certamente sa, Matteo pone il grande discorso etico di Gesù sulla montagna (avendo lettori prevalentemente ebrei, era essenziale che anche la nuova legge venisse promulgata sul monte. Luca, per cui questo non era essenziale, lo fa accadere in pianura. Ora, dove è 'veramente accaduto' il discorso etico di Gesù? Ovviamente non si può sapere. Ma i vecchi (e, mi consenta, un po' fasulli) concordisti sostenevano: Ma certo! Su una montagna che è anche una pianura. Su un altopiano!!
Non è così che si rende un buon servizio alla verità, secondo me. Anzi.
Inoltre, Augustinus, vorrei dirle che mi ha piuttosto colpito la 'shortcut' che lei inserisce tra livello noetico (vero/falso) e livello etico (bene/male). E' il tratto tipico, questo, di ogni fondamentalismo.
Grazie,
Barsanufio