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Discussione: Chi lo sa?

  1. #31
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    Citazione Originariamente Scritto da Barsanufio
    La scomparsa - non so - di una Chiesa monofisita africana, anche se essa confluisse nel alveo romano-cattolico, mi parrebbe un impoverimento. Avremmo perso un'icona preziosa del Volto inesauribile e molteplice di Cristo, un'icona affidata a quella Chiesa, che ne garantiva il culto.
    Non è che, per caso, avremmo perso soltanto un volto .... eretico e distorto????
    Se ho ben inteso, in base a questa singolare teoria, Cristo sarebbe vero e falso ad un tempo; quindi, in ultima analisi, bene e male. Ho compreso bene?

  2. #32
    presbitero cristiano ortodosso
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    Citazione Originariamente Scritto da apoliticos
    ma a quest'essere si puo dire il fatto suo ?
    Ci dici chi sarebbe l'essere in questione?

    Il maligno?

    Un alieno?

    un teologo?

    Un presbitero cristiano ortodosso?

    una pipa vagante nel forum?


    Suvvia comunica questa notizia e proponi la terapia per dargli il fatto suo...

    Per quanto riguarda il maligno puoi chiamare me: tutti i presbiteri ortodossi sono di per sè esorcisti.....

  3. #33
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  4. #34
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    Citazione Originariamente Scritto da antonio
    addiritura come "la peste bubbonica", "mortale e contagiosa".

    mah.....
    Sì, spiritualmente parlando, of course.

  5. #35
    presbitero cristiano ortodosso
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    [QUOTE=antonio]


    Ovviamente nessun commento da parte mia...solo il silenzio.

    Lepanto è intervenuto come moderatore. Il post è rimasto perchè da ta richiamato. E va bene così

    Resta il mio silenzio e spero la meditazione comune e la mia consapevolezza di non pretendere di rappresentare l'ortodossia cristiana ad integrum ma un suo aspetto ...tutto qui

    Padre Giovanni

  6. #36
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    Citazione Originariamente Scritto da antonio
    no, proprio non ci siamo.
    certe uscite, cosi' pesantemente offensive, almeno negli intenti, dovresti risparmiartele.
    evita di ricalcare le orme di una nota forumista.
    anche se e' vero che , dette da te..si', insomma, ci siam capiti.
    Il messaggio va visto globalmente. Tu ne hai riportato solo uno stralcio, visto che il resto era stato censurato.
    Ma siccome tu ami essere una sorta di bastian contrario, non mi meraviglia per quel che dici. L'importante per te è trovarti su piani opposti. Ma in un certo senso son felice che ci troviamo su piani opposti. Mi sarei preoccupato del contrario.

    P.S.: chi sarebbe la nota forumista che non ho il piacere di conoscere?

  7. #37
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    Citazione Originariamente Scritto da antonio
    io avevo letto anche il precedente.
    e ho sempre notato l'estrema facilita' , dall'alto della tua presunzione e spocchia, con cui utilizzi termini volutamente offensivi allorche' ti riferisci a Padre Giovanni e ad altri forumisti (ma non parlo di me, francamente le tue opinioni nei miei confronti non mi interessano e lo sai).
    Non si tratta nè di presunzione nè di spocchia. Non avevo utilizzato termini offensivi.
    L'offesa è solo in chi, parzialmente, la vuole vedere.
    Detto da te tutto questo, però, mi conferma del contrario.
    E con questo chiudo la polemica mattutina con te.

  8. #38
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    Citazione Originariamente Scritto da antonio
    la nota forumista e' la nota forumista.
    Risposta diplomatica
    Me lo puoi dire almeno in pvt, visto che se tu non la gradisci, posso allora avere un'affinità spirituale, chi lo sa? Metti che sia la volta buona, dopo tante mie esperienze sentimentali.
    Almeno avrò un motivo per cui esserti grato.

  9. #39
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    Citazione Originariamente Scritto da Augustinus
    Non è che, per caso, avremmo perso soltanto un volto .... eretico e distorto????
    Se ho ben inteso, in base a questa singolare teoria, Cristo sarebbe vero e falso ad un tempo; quindi, in ultima analisi, bene e male. Ho compreso bene?
    Non direi, no, caro Augustinus. E' probabile però che il difetto stia nella mia esposizione. Ci riprovo.

    L'idea di fondo di questa 'singolare teoria' è che la persona di Cristo non sia interamente traducibile in un set - per quanto complesso - di definizioni dottrinali su di Lui. Certo, Egli si è rivelato (le risparmio gli interessanti giochi teologici che si potrebbero fare sul prefisso 'apo'). Ma coloro che hanno accolto quella rivelazione hanno composto i quattro Evangeli, e non - almeno non immediatamente - il Denzinger. Evidentemente questo non vuol dire che non ci sia verità in Cristo (che è quel che lei mi attribuisce, mi pare) ma che non c'è 'tutta' la verità nel nostro linguaggio e nella nostra capacità di definire l'indefinibile e di dire l'indicibile. Una definizione dogmatica è comunque un'approssimazione: e un sano uso della medesima consiste nell'aver ben presente l'eccedenza di senso che essa non riesce a cogliere. La conseguenza di questa idea di fondo (discutibile, ovviamente, ma siamo qui per questo) è che ciascuna confessione cristiana (ovviamente connessa a una tradizione viva e antica) colga, colga meglio, sottolinei, enfatizzi (scelga pure lei) alcuni aspetti della persona di Cristo che risultano più opache o velate in altri impianti dogmatici. La pluralità delle prospettive cristologiche ("Una parola ha detto Dio, due ne ho udite") non significa affatto relativismo, ma consente una stereoscopia tale da darci un'immagine più piena e ricca di senso del Signore, il quale non può essere contenuto in una o più stringhe di parole. Le affermazioni si contraddicono? Benissimo. Anche questa contraddizione ci parla, e rende necessaria la ricerca di quel livello della pensabilità di Cristo in cui tali contraddizioni possono essere conciliate.

    Del resto i Vangeli sono quattro. E, 'pace' Taziano (e in un certo senso anche 'pace' l'Abate Ricciotti), sono quattro 'ritratti' di Gesù. Ciascun ritratto ha un proprio stile, ed è la teologia propria dell'Evangelista. Il soggetto è il medesimo in ciascuno dei quattro ritratti, ma contemporaneamente è al di là di tutti loro. Infine: capisco meglio il soggetto guardandoli tutti e quattro che guardandone uno solo.
    Come lei certamente sa, Matteo pone il grande discorso etico di Gesù sulla montagna (avendo lettori prevalentemente ebrei, era essenziale che anche la nuova legge venisse promulgata sul monte. Luca, per cui questo non era essenziale, lo fa accadere in pianura. Ora, dove è 'veramente accaduto' il discorso etico di Gesù? Ovviamente non si può sapere. Ma i vecchi (e, mi consenta, un po' fasulli) concordisti sostenevano: Ma certo! Su una montagna che è anche una pianura. Su un altopiano!!
    Non è così che si rende un buon servizio alla verità, secondo me. Anzi.

    Inoltre, Augustinus, vorrei dirle che mi ha piuttosto colpito la 'shortcut' che lei inserisce tra livello noetico (vero/falso) e livello etico (bene/male). E' il tratto tipico, questo, di ogni fondamentalismo.

    Grazie,

    Barsanufio

  10. #40
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    Citazione Originariamente Scritto da Barsanufio
    Non direi, no, caro Augustinus. E' probabile però che il difetto stia nella mia esposizione. Ci riprovo.

    L'idea di fondo di questa 'singolare teoria' è che la persona di Cristo non sia interamente traducibile in un set - per quanto complesso - di definizioni dottrinali su di Lui. Certo, Egli si è rivelato (le risparmio gli interessanti giochi teologici che si potrebbero fare sul prefisso 'apo'). Ma coloro che hanno accolto quella rivelazione hanno composto i quattro Evangeli, e non - almeno non immediatamente - il Denzinger. Evidentemente questo non vuol dire che non ci sia verità in Cristo (che è quel che lei mi attribuisce, mi pare) ma che non c'è 'tutta' la verità nel nostro linguaggio e nella nostra capacità di definire l'indefinibile e di dire l'indicibile. Una definizione dogmatica è comunque un'approssimazione: e un sano uso della medesima consiste nell'aver ben presente l'eccedenza di senso che essa non riesce a cogliere. La conseguenza di questa idea di fondo (discutibile, ovviamente, ma siamo qui per questo) è che ciascuna confessione cristiana (ovviamente connessa a una tradizione viva e antica) colga, colga meglio, sottolinei, enfatizzi (scelga pure lei) alcuni aspetti della persona di Cristo che risultano più opache o velate in altri impianti dogmatici. La pluralità delle prospettive cristologiche ("Una parola ha detto Dio, due ne ho udite") non significa affatto relativismo, ma consente una stereoscopia tale da darci un'immagine più piena e ricca di senso del Signore, il quale non può essere contenuto in una o più stringhe di parole. Le affermazioni si contraddicono? Benissimo. Anche questa contraddizione ci parla, e rende necessaria la ricerca di quel livello della pensabilità di Cristo in cui tali contraddizioni possono essere conciliate.

    Del resto i Vangeli sono quattro. E, 'pace' Taziano (e in un certo senso anche 'pace' l'Abate Ricciotti), sono quattro 'ritratti' di Gesù. Ciascun ritratto ha un proprio stile, ed è la teologia propria dell'Evangelista. Il soggetto è il medesimo in ciascuno dei quattro ritratti, ma contemporaneamente è al di là di tutti loro. Infine: capisco meglio il soggetto guardandoli tutti e quattro che guardandone uno solo.
    Come lei certamente sa, Matteo pone il grande discorso etico di Gesù sulla montagna (avendo lettori prevalentemente ebrei, era essenziale che anche la nuova legge venisse promulgata sul monte. Luca, per cui questo non era essenziale, lo fa accadere in pianura. Ora, dove è 'veramente accaduto' il discorso etico di Gesù? Ovviamente non si può sapere. Ma i vecchi (e, mi consenta, un po' fasulli) concordisti sostenevano: Ma certo! Su una montagna che è anche una pianura. Su un altopiano!!
    Non è così che si rende un buon servizio alla verità, secondo me. Anzi.

    Inoltre, Augustinus, vorrei dirle che mi ha piuttosto colpito la 'shortcut' che lei inserisce tra livello noetico (vero/falso) e livello etico (bene/male). E' il tratto tipico, questo, di ogni fondamentalismo.

    Grazie,

    Barsanufio
    Caro Barsanufio,
    innanzitutto mi permetta un appunto: se scrivesse in maniera, diciamo, meno "ingessata", meno "accademica" e "filosofica", forse mi consentirebbe di leggerla in maniera più immediata. Personalmente faccio un po' fatica. E mi perdoni se sono un po' tardo ............. . Forse se non la riesco a comprendere, una buona parte è da attribuire a questo linguaggio da "trattato", che rende un po' pesante, almeno per me, la conversazione?
    Ciò ovviamente senza offesa alcuna.
    Detto questo, da quel che mi sembra di capire (qui il "sembra", per me, è d'obbligo) anche le eresie sarebbero a questo punto in grado di rivelarci una parte del volto di Cristo. E per questo, sempre da quel che io comprendo, Ella troverebbe una conferma nei Vangeli, che ci tramanderebbero, ciascuno, un'immagine di Gesù diversa dall'altro.
    Il problema è che le immagini di Gesù sono tra loro pienamente compatibili. Non parlo dei dettagli - montagna o pianura che sia (senza contare che quel discorso Gesù potrebbe, nel corso di tre anni, in ipotesi, averlo ripetuto più di una volta e ciascun evangelista avrebbe "registrato" uno di quei momenti) - ma degli aspetti essenziali. Le divergenze attengono a questioni di dettaglio. L'essenziale è altro e cioè che, alla fine, l'immagine di Gesù che se ne trae è unica.
    Dunque, anche dalle eresie si può trovare la rivelazione di un volto di Cristo? Com'è possibile?
    A detta di S. Paolo, infatti, “non c’è accordo tra Cristo e Belial”, “non essendoci nessun legame tra la luce e le tenebre”, come si esprime sempre l'Apostolo delle Genti.
    Come dice S. Tommaso, "Il vero sta alla conoscenza come il bene alla realtà. Ora, come tra le cose reali è impossibile trovarne una priva di qualsiasi bontà; così è impossibile trovare una conoscenza che sia del tutto falsa, senza nessuna mescolanza di verità. Dice infatti S. Beda, che “non c'è una dottrina falsa, la quale non inserisca nel falso qualche verità”. ... Di qui le parole del Crisostomo: “È stato concesso al demonio di dire talora delle verità, per avallare, con quel poco di verità, la sua menzogna”" (Summa Theol., II-II, q. 172, a. 6).
    In conclusione, la Sua teoria, a me pare condivisibile nella misura in cui dice S. Tommaso che anche ciò che è falso ha in sè mescolati elementi di verità per avallare, appunto, ciò che non è vero.
    Ovviamente io parlo da un punto di vista teologico, non culturale ed antropologico.

 

 
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