
Originariamente Scritto da
metapolis
Capisco perfettamente quello che dici; spero, nel risponderti, di non essere equivocato.
Innanzitutto io non credo che l'elettorato voti AN per convenienza, se non altro per il fatto di essere un elettorato non proprio di "classe" o di "categoria".
Penso voti AN soprattutto per "tifo"
Io credo che la gente voglia illudersi di contare e si ostini a votare personaggi dello schermo (tali sono oggi i politic/ant/i) in modo da poter partecipare al reality show nelle discussioni di famiglia, di lavoro o di bar.
Se uno tifasse per "unità comunista" o "croce celtica" sarebbe preso in giro come un tifoso dell'Akragas che a Torino o a Milano si mettesse a parlare di serie A il lunedì mattina.
Per questo la gente finge di credere d'illudersi che Fini sia solo un "tattico" o che D'alema, gratta gratta, sia un rivoluzionario.
Per conquistare l'elettorato (di An o meno non è questo il punto) si dovrebbe irrompere sulla scena senza lasciarsi catturare dalla scena. Cosa che la d.r. non sa fare. Difatti ogniqualvolta siano stati chiamati sulla scena i segretari dei partiti di d.r. hanno usato frasi, linguaggio, aperture ideologiche e atteggiamenti tipici della scena.
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In quanto alla tua frase a proposito dei camerati in AN che partecipano ad un esercito nemico, dal punto di vista concettuale "iperuranio" dicevo ieri, hai ragione. Io però, che ho imparato da tempo che i criteri delle persone non sono identici e che le priorità variano a seconda dei singoli presupposti principali (o anche della loro "funzione di casta"; i "guerrieri" ad esempio sono molto propensi alle sfide a prescindere dai chiarimenti a priori), preferisco osservare i comportamenti delle persone e cercare di capire come e perché si comportino in un certo modo invece di limitarmi a giudicarle.
Così in questi anni ho scoperto fior fiore di camerati (nella generosità, nell'abnegazione, nel darsi senza remore e calcoli) che stanno in AN. Certo, insieme e a contatto di gomito con arrivisti, squallidi, minitangentisti e schifezze varie.
Ho poi trovato piccoli uomini, nullità che si fanno giudici, nani arroganti, emeriti vigliacchi, calcolatori non riusciti, gentaglia che sta nella d.r. insieme e a contatto di gomito con fior fiore di camerati (nella generosità, nell'abnegazione, nel darsi senza remore e calcoli).
Dunque ciò che in teoria DOVREBBE rappresentare uno spartiacque etico e di natura umana secondo il ragionamento che tu hai espresso e che, concettualmente, è perfetto, NON rappresenta però nella realtà quello spartiacque.
Il che significa, perlomeno, che quel ragionamento è INSUFFICIENTE.
E, piuttosto che rifiutare la realtà o ridisegnarsela a seconda di come ci piace soggettivamente, è sulle basi delle constatazioni oggettive che dovremmo partire.
Non per cedere alla sirena AN (ammesso e non concesso che eista ancora tale sirena) o alla sirena del conformismo tout court (che troppo spesso giunge alle orecchie dei segretari d.r. i quali si limitano, nei loro cedimenti al "conformismo" a trovare risibili alibi retorici nel fatto di non allinearsi dietro AN...) ma semplicemente perché prendendo atto delle cose come stanno si può agire sul mondo. Viceversa costruirsi il mondo come si vorrebbe che fosse porta ai fallimenti della d.r.
Perché se questa fosse composta di comunità differenziate benché impolitiche si potrebbe anche pensare di gettarsi a capofitto nelle sue riserve; poiché però è in gran misura un concentrato di fallimenti sociali ed esistenziali che si maschera dietro grandi ideali di cui non ha troppo spesso la minima cognizione, mi pare evidente che si debba mutare registro. Completamente.
Ponendo, quindi, sì delle discriminanti ma sul modo di comportarsi, di costruire, di gestire da parte di ognuno, e ciò sulla base delle VERIFICHE.