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Risultati da 1 a 9 di 9

Discussione: Censimento?

  1. #1
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    Predefinito Censimento?

    Il tema "censimento" torna di moda. C'è chi lo vede come un modo di ridurre la percentuale degli Sloveni, poichè di questi si tratta in primo luogo, e chi invece pensa che serva a fornire dati utili e porre fine a speculazioni.
    Se sarà fatto con i piedi, come quello del 96 (o 97), quando nessuno si preoccupò di "censire" me e mia madre, non credo avrà una grande utilità.
    Però, se fatto bene e privo di pressioni a dichiarare il falso, potrebbe essere uno strumento utile per quantificare quello che ormai si basa solo su supposizioni.
    Come la vedete voi?

  2. #2
    Viribus Unitis
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    Bella questione...dipende dai parametri. Se Bandelli, per dire il primo che mi capita per la testa, che in realtà si chiamava Bandelj prima che arrivasse da ste' parti Benito, si dichiara italiano allora siamo alla barzelletta dove il maresciallo dell'esercito Gennaro Esposito residente a Bolzano che dichiara di far parte della comunità di lingua tedesca per poter far accedere il figlio all'asilo.
    L'appartenenza alla comunità slovena andrebbe decisa a tavolino, andando ad esaminare nomi, luoghi di residenza della famiglia nel passato, liste di leva, ecc, non chiedendo alla gente da che parte vuole stare.

  3. #3
    Europeista e Asburgico
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    io sono tendenzialmente sempre favorevole a queste cose... si parla troppo, e non ci sono dati su cui parlare. diamoci un taglio, "contiamoci", e poi torniamo a chiacchierarci sopra.

    purtroppo non sono d'accordo con il buon Schiffsbauer.
    per me l'identità è data dalla volontà del singolo, non dal sangue.

    capisco il rischio di gente truffaldina, ma d'altronde non ha senso tutelare come "blu" chi ha nonni "blu" ma è orgoglioso di sentirsi "verde". le nazioni evolvono...

    e poi se la metti in questione di sangue, saremmo divisi tutti in italiani e sloveni (a parte minoranze piccole come quella tedesca). un censimento VALIDO implica un GRANDE NUMERO di opzioni, e magari pure la voce "altro".

    italiano
    friulano
    maranese/gradese/bisiacco/triestino/istroveneto
    veneto
    sloveno
    sloveno-resiano/nedisko/ecc (isole linguistiche)
    croato-ciacavo (istriano dunque)
    austriaco
    austriaco-saurano/timau/ecc (isole linguistiche)
    +
    altra nazionalità UE (specificare)
    +
    altra nazionalità extraUE (specificare)

    vedi che se fai così ben pochi si definiscono italiani tout court

  4. #4
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    Condivido quanto scrive Der Görzer, soprattutto sul metodo. Su quanto scrive Schiffsbauer invece ho le mie riserve: viviamo, specialmente a GO e TS in una Regione di "sanguemisti", pertanto cosa ce ne faremmo di identità costruite da burocrati che si dilettano a fare gli storici? Anche se facessero bene il loro lavoro, si scontrerebbero con migliaia di persone dalle origini miste, come me per esempio. Io ritengo che, al fine di appartenere ad un gruppo linguistico piuttosto che ad un altro, sia essenziale la sensazione specifica di appartenenza e la conoscenza non superficiale della lingua.
    Per tornare al caso di "Gennaro Esposito": in Sudtirolo c'è lo stimolo economico a fingersi di lingua diversa da quella reale, per entrare nelle "quote" riservate (però occorre il patentino, che pare non sia facilissimo da ottenere). In FVG che interesse può avere uno a dichiararsi di madrelingua falsa? A parte qualche decina di persone che gravitano sulle associazioni culturali (sovvenzioni), il 99% dei cittadini non avrebbe nessuna convenienza a dichiarare il falso.

    Non so se potrebbe essere un buon filtro, ma sarebbe pensabile che la domanda riguardante il gruppo linguistico fosse la prima dell'intervista. Questa poi, almeno per le 4 lingue protette, magari anche per il veneto, sarebbe svolta rigorosamente nella lingua dichiarata. Se l'intervistatore nota che l'intervistato non la conosce, allora lo inviterà a cambiare la risposta alla prima domanda.

  5. #5
    Viribus Unitis
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    Leggo ciò che tu e Goerzer scrivete, ed entrambi avete le vostre ragioni, ma continuo a pensare che uno non è italiano perchè si sente italiano. Altrimenti giustifichiamo tutti quei traditori che nel 1915 hanno disertato la chiamata alle armi per passare il confine ed arruolarsi nell'esercito italiano e combatterci contro.
    Il sangue conta. Non solo quello, certo, ma un peso bisogna darglielo altrimenti domani basta che il politicante di turno crei una qualche forma di vantaggio a dichiararsi italiani e ci ritroviamo punto e a capo.
    Anche la conoscenza approfondita della lingua...beh io sono di origini slovene, nato in città da genitori che a loro volta sono nati in città e di sloveno a casa mia si sa molto poco, certo meno che il tedesco. Questo non fa di me un italiano nè un tedesco, anche se la vicinanza di sentimenti e cultura certo pendono verso la seconda opzione. Che faccio ? Mi dichiaro apolide ?

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Schiffsbauer Visualizza Messaggio
    1. Altrimenti giustifichiamo tutti quei traditori che nel 1915 hanno disertato la chiamata alle armi per passare il confine ed arruolarsi nell'esercito italiano e combatterci contro.

    2.Il sangue conta. Non solo quello, certo, ma un peso bisogna darglielo altrimenti domani basta che il politicante di turno crei una qualche forma di vantaggio a dichiararsi italiani e ci ritroviamo punto e a capo.

    3. Anche la conoscenza approfondita della lingua...beh io sono di origini slovene, nato in città da genitori che a loro volta sono nati in città e di sloveno a casa mia si sa molto poco, certo meno che il tedesco. Questo non fa di me un italiano nè un tedesco, anche se la vicinanza di sentimenti e cultura certo pendono verso la seconda opzione. Che faccio ? Mi dichiaro apolide ?

    1. Quello era il frutto di una capillare propaganda che veniva da ovest e passava attraverso le logge massoniche di Udine, dato che la massoneria era proibita in Austria.

    2. Io conosco tantissimi triestini di sangue tedesco (anche qualcuno di sangue croato o sloveno), che non sanno una parola della "lingua del sangue", ma solo triestino, con una "resentada de taliàn". Quelli non li vorrei nel mio gruppo etnico, perchè sarebbero semplicemente traditori (chi non ha avuto una famiglia rispettosa delle tradizioni linguistiche, difficilmente potrà assorbire altri elementi della cultura che gli indicano i cromosomi)

    3. Io sono per parte di padre friulano (con 1/8 tirolese) e per parte di madre tedesco (con 1/4 svizzero francese). Mio padre aveva conoscenze rudimentali del Friulano, se la cavava discretamente con tedesco e francese, ma la lingua in cui si esprimeva più facilmente era l'italiano (ben curato e senza inflessioni dialettali).
    Mia madre parlava come madrelingue sia il tedesco che il triestino, in modo discutibile l'italiano, e decorosamente il francese.

    A casa mia normalmente si parlava italiano (con i dovuti limiti da parte di mia madre), con mio nonno parlavo tedesco e con mia nonna tedesco e francese.

    Se prendi una situazione del genere, come definiresti uno come me dal punto di vista dei cromosomi?
    Credimi, è più pratico affidarsi alle dichiarazioni spontanee. In fondo, per i sanguemisti quello che conta è il sentimento ed il modo di ragionare.

  7. #7
    Viribus Unitis
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    Citazione Originariamente Scritto da Mitteleuropeo Visualizza Messaggio
    Credimi, è più pratico affidarsi alle dichiarazioni spontanee. In fondo, per i sanguemisti quello che conta è il sentimento ed il modo di ragionare.
    Si, forse hai ragione tu, è il cuore quello che conta.
    Anche se stento a definire traditori quelli che provenendo da un gruppo etnico non ne parlano la lingua. Ricordiamoci che molti fra i tedeschi che si erano trasferiti a Trieste facevano i fabbri in arsenale, non i consiglieri aulici, e quindi erano ad un livello culturale facilmente influenzabile dal fatto che dopo il 18 le uniche scuole erano in lingua italiana.
    Io ho imparato un po' di tedesco perchè mio nonno me l'ha insegnato prima di morire e perchè ho voluto arrivare a leggere i suoi diari di guerra e quelli di suo padre, mio bisnonno, ma la maggior parte di quelli che dici tu arrivavano al massimo alla terza classe.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Schiffsbauer Visualizza Messaggio
    Ricordiamoci che molti fra i tedeschi che si erano trasferiti a Trieste facevano i fabbri in arsenale, non i consiglieri aulici, e quindi erano ad un livello culturale facilmente influenzabile dal fatto che dopo il 18 le uniche scuole erano in lingua italiana.
    Non ne sono sicuro, ma penso che tu più che a tedeschi ti riferisci ad austriaci, magari di province dell'Impero dove il tedesco non era la madrelingua. Da quanto ne so, i tedeschi (di Germania) trasferiti a TS erano per lo più di classe media e medio-alta. Hausbrandt, von der Weid, Weyprecht, Banfield, von Bruck ed anche l'austriaco Kugy.
    D'altra parte considera i Siebenbürger Sachsen, i Banater Schwaben, i Wolga-Deutsche: tutti contadini, ma hanno sempre conservato la lingua tedesca, magari in versione antidiluviana, attraverso le generazioni. Vai nella città vecchia di Kronstadt o Hermannstadt e ti sembrerà che i ragazzini per strada parlino come Goethe o Schiller.
    Se invece sentivi parlare tedesco un rampollo di una di quelle 5 famiglie che ho elencato, proprio uno con dignità consolari . ti veniva il latte alle ginocchia.

  9. #9
    Viribus Unitis
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    Citazione Originariamente Scritto da Mitteleuropeo Visualizza Messaggio
    Non ne sono sicuro, ma penso che tu più che a tedeschi ti riferisci ad austriaci, magari di province dell'Impero dove il tedesco non era la madrelingua. Da quanto ne so, i tedeschi (di Germania) trasferiti a TS erano per lo più di classe media e medio-alta. Hausbrandt, von der Weid, Weyprecht, Banfield, von Bruck ed anche l'austriaco Kugy.
    D'altra parte considera i Siebenbürger Sachsen, i Banater Schwaben, i Wolga-Deutsche: tutti contadini, ma hanno sempre conservato la lingua tedesca, magari in versione antidiluviana, attraverso le generazioni. Vai nella città vecchia di Kronstadt o Hermannstadt e ti sembrerà che i ragazzini per strada parlino come Goethe o Schiller.
    Se invece sentivi parlare tedesco un rampollo di una di quelle 5 famiglie che ho elencato, proprio uno con dignità consolari . ti veniva il latte alle ginocchia.
    Si, hai ragione, parlavo di sprachdeutsche...e quel console faceva venire il latte alle ginocchia anche in italiano.

 

 

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