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Discussione: Metafisica

  1. #1
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    Predefinito Metafisica


    La parola «metafisica» è forse la parola fra le poche a nostra disposizione che maggiormente si avvicina a significare quanto vi è di più importante per la salvezza dell’uomo. Va però subito chiarito che tale ricchezza di significato è possibile al termine «metafisica» solo in virtù del suo carattere indeterminato e negativo.
    Metafisica (τα` μετα` τα` φυσικά) significa infatti meta-fisica, ciò che è al di là delle cose fisiche. Il problema fondamentale nell’intendere correttamente tale espressione consiste nel risalire a sua volta all’originario significato di «fisica», il cui corrispettivo moderno altro non ne è che un rilevante impoverimento.
    Fisica (η φύσις) ha come senso originario ed etimologico quello semplice ma senza restrizione alcuna di «Natura»1 ossia «divenire», perchè dire «natura» e «divenire» è dire la stessa cosa.
    Dunque «fisica» è quella determinazione che circoscrive unicamente l’ambito dell’individuale, di tutto quanto cade sotto il dominio del divenire, vale a dire «gli stati nei quali gli esseri sono rivestiti di forme, poiché il carattere speciale dell’individualità, che la costituisce essenzialmente (la manifestazione formale) come tale, è precisamente la presenza della forma fra le condizioni limitative che definiscono e determinano uno stato d’esistenza»2.
    Il mondo occidentale moderno, a causa della propria soluzione intellettuale fonte di mille equivoci e a causa di una parallela coagulazione della Natura stessa caratteristica dei tempi ultimi, ha ristretto la manifestazione formale, la Natura appunto, ad un solo suo grado di manifestazione, a quello più grossolano, all’esistenza corporea, ignorando del tutto l’altro grado della manifestazione formale che al precedente si relaziona secondo un’asimmetria di indefinito e definito, vale a dire ignorando ogni tipo di modalità sottile. Questo duplice aspetto della Natura non viene più percepito dall’uomo moderno, e quando ciò dovesse accadere, verrebbe subito confuso con il sovrannaturale, con quanto cioè sta invece per essenza al di sopra della Natura.
    Lo stato sottile che costituisce dunque anch’esso la Natura si esplica secondo una molteplicità di possibilità in numero indefinito, le quali, prolungandosi in diversi sensi al di là delle possibilità corporee rappresentano insieme a queste la totalità della manifestazione formale.
    Stabilito il vero significato di «fisica», si deve aggiungere che la preposizione greca metà è suscettibile di una doppia valenza, metà nel senso di dopo e metà nel senso di al di là.
    Allora «metafisica», considerata nella prospettiva dell’uomo dei tempi ultimi, significa propriamente ciò che viene, quanto a conoscenza, conosciuto dopo le cose fisiche, ossia la contemplazione spirituale. Da quanto detto però prima, appare ora evidente che la contemplazione metafisica conseguita dopo le cose fisiche implica non solo un trascendimento dello stato di coscienza più grossolano, del comune senso dell’”uomo ordinario”, ma anche un trascendimento dello stato di coscienza più sottile, della sua psiche, che in quanto tale fa ancora parte della manifestazione formale.
    Se invece si da’ al prefisso il valore di al di là, secondo una prospettiva più universale essa stessa metafisica, si giunge al significato primo e ultimo di «metafisica»: la Realtà il cui dominio è al di là della fisica, vale a dire al di là della manifestazione corporea e sottile della Natura, oltre il divenire3.
    Come si potrà constatare facilmente, simile definizione è ancora inficiata da una prospettiva umana in quanto dal punto di vista principiale non può esistere nessun “al di là” o “al di qua” essendo tutto (anche il divenire stesso) contemplato secondo una presenza escludente qualsiasi condizione di tempo o spazio, leggi proprie solo del nostro stato di esistenza e in quanto tali implicite in ogni nostro tipo di espressione verbale.
    Si comprende ora il perché si debba attribuire alla parola «metafisica» un carattere indeterminato e negativo: la positività del suo significato si fonda unicamente sulla allusione ad una Realtà che trascende le cose fisiche,ma proprio in tale negazione e trascendenza consiste anche tutto il valore della parola «metafisica»4.

    1. Per una esposizione circa la sostanza primordiale indifferenziata Natura (Prakriti e i suoi tre gunas secondo la Tradizione indù) rimandiamo alle opere del Guénon e forse a un nostro futuro
    scritto.
    2. L’uomo e il suo divenire secondo il Vedanta, R. Guénon, Edizioni Studi Tradizionali, pag.41
    3. Oltre il divenire ma oltre lo stesso Essere, principio della manifestazione formale. Metafisica non si identifica con ontologia.
    4. Lo stesso vale per la parola «infinito» come attributo della Realtà eternamente presente. Si riafferma qui la distinzione tra infinito e indeterminato, quest’ultimo semplice prolungamento del finito.

  2. #2
    presbitero cristiano ortodosso
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    Predefinito dell'antimetafisca come possibilità di relazione teologica ed esistenziale

    Del pensar debole,della fede in Cristo Signore,della e nella pienezza della sinfonia e del pleroma ecclesiale

    …farsi carico del proprio strazio,della propria lacerazione e della propria consapevole e strutturale inadeguatezza e non risolverla e non risolverla mai perché risolverla potrebbe (e lo è) essere tentazione idolatrica, il personale vitello d’oro della propria conciliazione ,l’in sé e per sé felice o presunto tale del proprio et…et ,anzi è tentazione idolatrica,del sarete come dio,ove e qualora si potesse dire e sapere cosa e chi mai è Dio .

    Costruire conflitti,sempre conflitti,stare dentro il conflitto,sposare il conflitto come eterna icona di indissolubilità .La mia debole e fragile fede(ed è l’ora che io dica a me stesso che questa debolezza e questa sua fragilità è il carattere strutturale di essa,che fuori da questa debolezza e da questa fragilità io non incontrei mai Cristo Signore e Cristo Signore mi si presenta proprio nel tessuto di questa debolezza e di questa fragilità perché egli sa(egli sa…!!!!) che se non coniuga con me e non si coniuga in questa debolezza e in questa fragilità egli con me non ha speranza .E la debolezza e la fragilità di Cristo Signore (e lo intuisco confusamente) non sta nella morte di croce,non è debole e fragile perché è il servo sofferente,l’uomo dei dolori.Egli è (in sé e per sé?)debole e fragile proprio perché è il Risorto,l’unico vincitore della morte .

    E allora qui la mia confusa intuizione di fede sa che la professione di fede non si può negoziare,non si può né si deve sottomettere e sottoporre ai ludi cartacei e verbali dell’ermeneutica .Ma cosa vuoi mai negoziare e cosa mai vuoi mediare ?Vuoi negoziare e vuoi mediare ,vuoi per caso interpretare un gesto fazioso,la violenza (si violenza bella,elegante,selettiva) di comunità già cristiane che professano apertamente(su questo apertamente poi ci sarebbe tanto da dire) il loro im-mediato apriori,il Cristo Risorto che è all’inizio e alla fine(l’alfa e l’omega?) della gioiosa tragedia della fede stessa?

    Se non ricordo male l’antifona di introito dell’antica e nobile liturgia gallicana cantava e salmodiava Io sono il Signore della danza,danzate con me .E allora si danza con il Signore dentro la sua stessa tenda e solo dentro la tenda,dentro la quale cerchiamo tutti noi di portare e far entrare amici,parenti,conoscenti,uomini e donne a cui annunciamo la assoluta gratuità della fede,la sua im-motivata esistenza,la su continua conflittualità,il suo eterno aut aut ,il suo assurdo dire Nel nome di Gesù il Nazareno alzati e cammina ,il suo essere tenda in quanto ecclisia(chiamare dentro da fuori,strappare,rapire,il regno dei cieli è di coloro che lo prendono facendo effrazione di sé),e il suo essere ecclisia invocante senza un perché,senza uno scopo,senza una progettualità che non sia quella del proprio Signore e sapere(forse ora è troppo!!!!) che fuori dal circuito liturgico,fuori dalla tenda,fuori dalla danza il Vangelo,i Padri e le Madri sono ottimi testi affabulatori ma solo affabulatori e solo dentro la tende invece l’affabulazione è salvifica e tale salvezza è però reale( l’affabulazione in Cristo e di Cristo salva,Cristo salva nell’affabulazione,cos’è mai un ossimoro?) ed allora la tenda o è quella dell’Unam Sanctam o non è ? e allora ma come mai sostieni che solo la tua tenda è quella dell’Unam Sanctam,anzi è l’unam sanctam o è in via esclusiva?
    Te l’ha detto per caso la Santa Triade?
    Nell’assoluta debolezza e nella totale perfida ingenuità (o presunta tale) e con molto timore e con molto tremore mi e vi dico di si ,si mi è stato rivelato dalla Santa Triade e tuttavia io non ho le visioni né visioni e devo dire che la stessa Santa Triade ha pure perso tempo a rivelarmelo o forse ero io a non coglierne prima i segnali i fumo di comunicazione o forse entrambe le questioni e quindi ancora una volta Signore non tardare

    Padre Giovanni Festa

  3. #3
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    Predefinito Risposta a Padre Giovanni Festa

    Rare volte ci è accaduto di imbatterci in una tale confusione e disintegrazione interiore quale quella manifestata purtroppo dal Padre Giovanni Festa nel suo intervento al nostro scritto. Non è assolutamente nostra intenzione estrapolare da simile groviglio psichico un qualsivoglia barlume di intelligibilità poiché tanta è la negazione dei consueti, seppur minimi, canoni di dialogo umano da inficiare da subito ogni tipo di risposta.
    Chi si permette per bocca di uomini di pronunciare frasi come:”l’antimetafisica come possibilità di relazione teologica ed esistenziale” deve retrocedere immediatamente da noi per la forza di quel Santo Nome che egli bestemmia.
    Ci permettiamo invece di consigliare al Padre Giovanni Festa il costante colloquio col proprio Padre spirituale per lenire il più possibile, mediante pratiche ascetiche quali digiuni o riti appropriati, una preoccupante condizione di passività interiore, stato consono al formarsi di soffi perversi.
    Infine, augurandoci di poter in futuro argomentare in modo più costruttivo con chiunque sia interessato seriamente alla Tradizione Perenne, avvertiamo il Padre Giovanni Festa che a una sua non adeguata replica non farà più seguito una nostra risposta ma direttamente un reclamo preciso al moderatore di questo forum.

    SATTWA

  4. #4
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    Predefinito la fede cristiana come rottura

    [
    QUOTE=SATTWA]Rare volte ci è accaduto Infine, augurandoci di poter in futuro argomentare in modo più costruttivo con chiunque sia interessato seriamente alla Tradizione Perenne, avvertiamo il Padre Giovanni Festa che a una sua non adeguata replica non farà più seguito una nostra risposta ma direttamente un reclamo preciso al moderatore di questo forum.
    SATTWA
    [/QUOTE]

    Con molta delicatezza e senza alcuna iattanza( deciderà poi il sig forumista SATTWA se proporre provvedimenti al moderatore di questo forum o perfino all'intera amministrazione di politica on line e senza per nulla soffermarmi non dico insulti ma vere e proprie violazioni del mio privato interiore che Sattwa ha fatto a commento del mio precedente intervento, vorrei esprimere -ove possibile-l'esistenza(certo in contro tendenza rispetto al forum stesso) di una lettura della fede cristiana come rottura della linea della tradizione perenne:

    Certo il cristianesimo ( il vocabolo non mi piace,preferisco sempre dire la sequela a Gesù Cristo,il figlio di Dio,Dio egli stesso,il Risorto dai morti)è una tradizione,una traditio,una paradosis,ma l'identità di essa sta nel suo essere una tradizione anti-tradizionale,il crstianesimo o è sovversivo della tradizione o non è.
    Gli elementi fondanti -a mio avviso-di tale riflessione( che è stata alla base della mia scelta cristiana) sono i seguenti,ovviamente all'interno stavolta della professione di fede
    1-Gesù di Nazareth(per i cristiani Gesù Cristo) non solo è morto di croce ma come-nella nostra professione di fede-afferma Paolo(per i cristiani l'apostolo Paolo) su questa croce è stata definitivamente crocifissa la legge ( e non solo quella di mosè ma anche a mio avviso la legge in quanto e perchè tale ed ogni continuità sapienziale-Gesù Cristo è scandalo e paradosso). Quindi il cristianesimo non è un'etica,anzi è un'anti-etica (questo discorso andrebbe anche visto in modo più articolato)
    2-Gesù di Nazreth(Gesù Cristo per i cristiani) è morto ed è risorto nella nostra professione di fede fuori le mura della città....come fatto straniero ed alieno dalla comunità nazionale dominante ed esistente intendendo per comunità nazionale la continuità di una logica identitaria

    3-Gesù di Nazareth ha crocifisso sulla croce qualsiasi tradizione,ha rotto qualsiasi legge,qualsiasi etica e qualsiasi tentativo perennalista. Egli è l'homo novus,se vogliamo usare questo vocabolo, che chiude con le tradizioni sapienziali e le sovverte,cioè opera una precisa trasmutazione di priorità,una sovversione.

    4-il popolo cristiano( al di là poi se tale vocazione si sia o meno realizzata o sia stata perfino tradita ed apostatata) è oggettivamente( e non in senso strettamente sociologico ed economico) il popolo dei miserabili,degli schiavi dei reietti e tale dovrebbe continuare ad essere in assoluta distonia ed alternativa alle tradizioni che iperboree ed imperiali definibili anche definire iniziatico-tradizionali.


    Ho semplicemente ppstato( lo so in controtendenza rispetto al forum) una possibilità di lettura dell'evento e del fatto cristiano,che è poi la lettura per la quale e con la quale sono diventato cristiano e cristiano ortodosso ed è una spiritualità assolutamente anti-metafisica Avrei preferito un confronto ma non è obbligatorio

    Vi ringrazio comunque per l'ospitalità e per qualunque fine farà questo mio post.Ma andava postato....ovviamente alcuni giorni dopo l'intervento di Sattwa

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da giovannipresbit
    Gesù di Nazareth ha crocifisso sulla croce qualsiasi tradizione,ha rotto qualsiasi legge,qualsiasi etica e qualsiasi tentativo perennalista.
    Perfetto, ma se la pensa così vi sono altri fora dove esternare simili convinzioni. Penso di interpretare il pensiero di molti se ricordo (e chiedo scusa al moderatore se mi permetto di dirlo io) che questo è un forum perennialista, e di Perennialismo vorremmo discutere. Grazie.
    Inoltre, colgo l'occasione per uno sfogo personale: sinceramente mi sono un pò seccato del fatto che uno spazio potenzialmente così interessante sia puntualmente soffocato - in quasi ogni thread che lo compone - da noiose polemiche relative a questioni elementari che molti di noi hanno già superato da tanto tempo - volendo oramai, se possibile, affronatare discussioni più interessanti e francamente più elevate. Se qualcuno qui è giunto, in merito ad argomenti come la presunta esclusività salvifica del Cristianesimo o l'apparente politeismo dell'Induismo e delle Tradizioni europee pre-cristiane, a conclusioni differenti da quelle postulate dalla scuola Perennialista o dall'opera di Renè Guènon, può tranquillamente dare libero sfogo al suo pensiero nei fora appositi, senza venire a disturbare chi non ha alcuna intenzione di perdersi in sterili polemiche, ma brama invece arricchirsi intellettualmente attraverso delle discussioni costruttive.

    Un saluto,
    Talib.
    “Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero”

    Proverbio arabo

  6. #6
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    Non sono avvezzo a partecipare a questo forum..a causa di alcune incomprensioni..ma visti gli ultimi interventi..mi sento portato a dire la mia..
    Giovannipresbit..esterna un concetto di metafisica..per così dire..rivoluzionario..in quanto ammette che il cristianesimo..non ne faccia parte..ma..in realtà..nella sua concezione..identifica metafisica e tradizione..con qualcosa di pesante e pedante..e cioè..il costume..che come sappiamo..nulla ha a che fare con la Tradizione..
    Vorrei dire a Giovannipresbit..che la Tradizione..è proprio quello che lui pensa al riguardo di Gesù..perchè l'Infinito..che poi è la Tradizione nel suo aspetto metafisico..dovendo rinnovarsi continuamente..a causa del manifestarsi di possibilità che si devono manifestare..è costretto a dare continuamente scandalo..perchè lo scandalo..come negazione di possibilità che si sono manifestate..è la levatrice di possibilità che aspettano la loro manifestazione..e..appunto per il carattere di negazione e di rivoluzione che..il.. Cristo..lo possiamo arruolare nella Tradizione..la quale..per conservarsi..è costretta a morire e a rinascere continuamente...
    La Tradizione è la Verità..o l'Infinito..e nulla a lei si oppone..se non i nostri pregiudizi..che essendo stabili..possiamo chiamarli profani..perchè tutto ciò che è stabile..tranne il supremo Brahman..è solo apparenza e illusione..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  7. #7
    Servitore dell'Unico
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    Citazione Originariamente Scritto da SATTWA
    Rare volte ci è accaduto di imbatterci in una tale confusione e disintegrazione interiore quale quella manifestata purtroppo dal Padre Giovanni Festa nel suo intervento al nostro scritto. Non è assolutamente nostra intenzione estrapolare da simile groviglio psichico un qualsivoglia barlume di intelligibilità poiché tanta è la negazione dei consueti, seppur minimi, canoni di dialogo umano da inficiare da subito ogni tipo di risposta.
    Chi si permette per bocca di uomini di pronunciare frasi come:”l’antimetafisica come possibilità di relazione teologica ed esistenziale” deve retrocedere immediatamente da noi per la forza di quel Santo Nome che egli bestemmia.
    Ci permettiamo invece di consigliare al Padre Giovanni Festa il costante colloquio col proprio Padre spirituale per lenire il più possibile, mediante pratiche ascetiche quali digiuni o riti appropriati, una preoccupante condizione di passività interiore, stato consono al formarsi di soffi perversi.
    Infine, augurandoci di poter in futuro argomentare in modo più costruttivo con chiunque sia interessato seriamente alla Tradizione Perenne, avvertiamo il Padre Giovanni Festa che a una sua non adeguata replica non farà più seguito una nostra risposta ma direttamente un reclamo preciso al moderatore di questo forum.

    SATTWA
    Chi cerca Dio è umile, caro Sattwa, non borioso.

    Un saluto,
    Talib.
    “Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero”

    Proverbio arabo

  8. #8
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    La superficialità con cui si trattano temi tanto delicati sulla Tradizione ci impedisce di entrare troppo nel merito sulla replica di Testadiprazzo, se non far notare a Testadiprazzo la confusione che egli opera tra Tradizione, manifestazione perenne della Parola di Brahma, e le tradizioni, espressioni per certi versi contingenti e inerenti ad ogni ciclo di manifestazione di quella Tradizione immutabile. Il concetto di Tradizione che emerge in questa replica è forse più vicino ad un sospetto vitalismo di incessante morte e rinascita, più simile alla Natura secondo i movimenti critici al progresso tecnologico del secolo diciannovesimo o al Dio di Spinoza, entrambi però prodotti dalla stessa degenerazione spirituale. L’affermazione poi di un “arruolamento” di Cristo nella Tradizione è troppo grossolana e blasfema per essere commentata.

    Sattwa

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da SATTWA
    La superficialità con cui si trattano temi tanto delicati sulla Tradizione ci impedisce di entrare troppo nel merito sulla replica di Testadiprazzo, se non far notare a Testadiprazzo la confusione che egli opera tra Tradizione, manifestazione perenne della Parola di Brahma, e le tradizioni, espressioni per certi versi contingenti e inerenti ad ogni ciclo di manifestazione di quella Tradizione immutabile. Il concetto di Tradizione che emerge in questa replica è forse più vicino ad un sospetto vitalismo di incessante morte e rinascita, più simile alla Natura secondo i movimenti critici al progresso tecnologico del secolo diciannovesimo o al Dio di Spinoza, entrambi però prodotti dalla stessa degenerazione spirituale. L’affermazione poi di un “arruolamento” di Cristo nella Tradizione è troppo grossolana e blasfema per essere commentata.

    Sattwa

    Varie volte sono intervenuto in questo forum..e raramente mi è stato risposto in merito a certe mie osservazioni..e ...anche questo tuo post..caro Satwa..non chiarifica dove sarebbe il mio errore..dal momento che obiettivamente errore non c'è..se non in ciò che presumi io abbia detto..
    La Tradizione è una cosa..e le Tradizioni sono un'altra cosa..in quanto vivono come Tradizione calata nel tempo e nello spazio..solo..e qui nascono probabilmente i problemi..io considero Tradizione ciò che a dirla con Guenon è conforme ai Veda..mentre altri considerano Tradizione ciò che ha una sua rispettabile durata temporale..squalificando tutto ciò che non ha un simile orizzonte di durata..Riguardo al Cristo..poi..le mie considerazioni erano di natura simbolica..assimilandolo al concetto di Illuminato..e non certamente a quello di unigenito figlio di Dio...Ma ..tornando al concetto che ha fatto scandalo..e cioè quello di morte e rinascita delle Tradizioni affinchè la Tradizione si conservi..non mi sembra di dire nulla di vitalistico o peggio di moderno..in quanto le Tradizioni..sono dei semplici rivestimenti creati in funzione della caduta ciclica..e..modificandosi gli yuga..anche le Tradizioni si modificano..Vorrei sapere se in vista del nuovo Manvantara..la Tradizione giustamente non avrà una nuova riformulazione..o se invece dovremo rimanere a valutare l'exoterismo Tradizionale..quando sappiamo che è stato creato per una umanità difettosa di comprensione..
    Capisco che alle volte l'attaccamento alla Forma..impedisce la comprensione della Sostanza..ma se la Sostanza si è compresa..la Forma pur importante non avrà quelle caratteristiche di immutabilità..a cui un certo difetto di Intuizione Intellettuale la condanna..
    Poste queste premesse..mi sembra ovvio che il discorso Tradizionale..possa essere capito appieno solo da chi stabilizzatosi nella Sostanza..osservi il mutamento di Forma..come necessità a cui sono sottoposte tutte le cose che si manifestano nello spazio e nel tempo..
    Mi fermo qui..non reputando utile sottolineare quelle forme che stanno nascendo in vista del Manvantara futuro..ma gradirei..qualora mi si risponda..di usare argomenti fondati..dal punto di vista Tradizionale..e non esternare semplici congetture per di più erronee..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  10. #10
    VINCIT OMNIA VERITAS!
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    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo
    Mi fermo qui..non reputando utile sottolineare quelle forme che stanno nascendo in vista del Manvantara futuro..ma gradirei..qualora mi si risponda..di usare argomenti fondati..dal punto di vista Tradizionale..e non esternare semplici congetture per di più erronee..
    Sarebbe invece molto utile se tu volessi sottolineare quali siano "quelle forme che stanno nascendo in vista del Manvantara futuro"... ovviamente, qualora intendessi farlo, sarebbe gradito tu usassi "argomenti fondati..dal punto di vista Tradizionale..e non semplici congetture per di più erronee".

    "In girum imus nocte et consumimur igni"

 

 
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