La parola «metafisica» è forse la parola fra le poche a nostra disposizione che maggiormente si avvicina a significare quanto vi è di più importante per la salvezza dell’uomo. Va però subito chiarito che tale ricchezza di significato è possibile al termine «metafisica» solo in virtù del suo carattere indeterminato e negativo.
Metafisica (τα` μετα` τα` φυσικά) significa infatti meta-fisica, ciò che è al di là delle cose fisiche. Il problema fondamentale nell’intendere correttamente tale espressione consiste nel risalire a sua volta all’originario significato di «fisica», il cui corrispettivo moderno altro non ne è che un rilevante impoverimento.
Fisica (η φύσις) ha come senso originario ed etimologico quello semplice ma senza restrizione alcuna di «Natura»1 ossia «divenire», perchè dire «natura» e «divenire» è dire la stessa cosa.
Dunque «fisica» è quella determinazione che circoscrive unicamente l’ambito dell’individuale, di tutto quanto cade sotto il dominio del divenire, vale a dire «gli stati nei quali gli esseri sono rivestiti di forme, poiché il carattere speciale dell’individualità, che la costituisce essenzialmente (la manifestazione formale) come tale, è precisamente la presenza della forma fra le condizioni limitative che definiscono e determinano uno stato d’esistenza»2.
Il mondo occidentale moderno, a causa della propria soluzione intellettuale fonte di mille equivoci e a causa di una parallela coagulazione della Natura stessa caratteristica dei tempi ultimi, ha ristretto la manifestazione formale, la Natura appunto, ad un solo suo grado di manifestazione, a quello più grossolano, all’esistenza corporea, ignorando del tutto l’altro grado della manifestazione formale che al precedente si relaziona secondo un’asimmetria di indefinito e definito, vale a dire ignorando ogni tipo di modalità sottile. Questo duplice aspetto della Natura non viene più percepito dall’uomo moderno, e quando ciò dovesse accadere, verrebbe subito confuso con il sovrannaturale, con quanto cioè sta invece per essenza al di sopra della Natura.
Lo stato sottile che costituisce dunque anch’esso la Natura si esplica secondo una molteplicità di possibilità in numero indefinito, le quali, prolungandosi in diversi sensi al di là delle possibilità corporee rappresentano insieme a queste la totalità della manifestazione formale.
Stabilito il vero significato di «fisica», si deve aggiungere che la preposizione greca metà è suscettibile di una doppia valenza, metà nel senso di dopo e metà nel senso di al di là.
Allora «metafisica», considerata nella prospettiva dell’uomo dei tempi ultimi, significa propriamente ciò che viene, quanto a conoscenza, conosciuto dopo le cose fisiche, ossia la contemplazione spirituale. Da quanto detto però prima, appare ora evidente che la contemplazione metafisica conseguita dopo le cose fisiche implica non solo un trascendimento dello stato di coscienza più grossolano, del comune senso dell’”uomo ordinario”, ma anche un trascendimento dello stato di coscienza più sottile, della sua psiche, che in quanto tale fa ancora parte della manifestazione formale.
Se invece si da’ al prefisso il valore di al di là, secondo una prospettiva più universale essa stessa metafisica, si giunge al significato primo e ultimo di «metafisica»: la Realtà il cui dominio è al di là della fisica, vale a dire al di là della manifestazione corporea e sottile della Natura, oltre il divenire3.
Come si potrà constatare facilmente, simile definizione è ancora inficiata da una prospettiva umana in quanto dal punto di vista principiale non può esistere nessun “al di là” o “al di qua” essendo tutto (anche il divenire stesso) contemplato secondo una presenza escludente qualsiasi condizione di tempo o spazio, leggi proprie solo del nostro stato di esistenza e in quanto tali implicite in ogni nostro tipo di espressione verbale.
Si comprende ora il perché si debba attribuire alla parola «metafisica» un carattere indeterminato e negativo: la positività del suo significato si fonda unicamente sulla allusione ad una Realtà che trascende le cose fisiche,ma proprio in tale negazione e trascendenza consiste anche tutto il valore della parola «metafisica»4.
1. Per una esposizione circa la sostanza primordiale indifferenziata Natura (Prakriti e i suoi tre gunas secondo la Tradizione indù) rimandiamo alle opere del Guénon e forse a un nostro futuro
scritto.
2. L’uomo e il suo divenire secondo il Vedanta, R. Guénon, Edizioni Studi Tradizionali, pag.41
3. Oltre il divenire ma oltre lo stesso Essere, principio della manifestazione formale. Metafisica non si identifica con ontologia.
4. Lo stesso vale per la parola «infinito» come attributo della Realtà eternamente presente. Si riafferma qui la distinzione tra infinito e indeterminato, quest’ultimo semplice prolungamento del finito.




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