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  1. #1
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    Predefinito ...E i problemi di coscienza?

    Alla fine i senatori "ribelli" di Rifondazione hanno votato per la missione in Afghanistan, anche se mediata dal voto di fiducia.

    Dov'è andato a finire il loro problema di coscienza?

    Dov'è andato a finire il tanto proclamato pacifismo "senza se e senza ma"?

    E i forumisti che ne hanno difeso le posizioni (Assata, Yurj e altri), sono ancora con loro, ho hanno deciso di trovare altri referenti politici, più coerenti con le loro "irrinunciabili" richieste?

    Non vi pare che estremismo, in questo caso, abbia fatto rima con cinismo?

  2. #2
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    Predefinito

    provocazione inutile, mi pare.

    *****

    Votiamo oggi la fiducia al Governo ma ribadiamo il nostro NO alla missione militare italiana in Afghanistan, che abbiamo sempre contrastato (anche con il voto contrario per chi di noi era in Parlamento) fin dal novembre 2001, fedeli ai principi irrinunciabili contenuti nell'articolo 11 della Costituzione.

    Abbiamo chiesto con forza al nuovo esecutivo un chiaro segno di discontinuità con le politiche di guerra del governo Berlusconi, indicando da subito - insieme al ritiro del contingente italiano dall'Iraq, previsto dal programma dell'Unione - almeno la cancellazione della partecipazione italiana a Enduring Freedom e un progetto di strategia di uscita dalla stessa missione multinazionale ISAF, sempre più integrata nei piani militari di Washington.

    Mentre il ritiro dall'Iraq è stato pur tardivamente calendarizzato, nessun disimpegno neanche parziale è stato annunciato rispetto al teatro afghano, per il quale è anzi previsto un drammatico incremento del potenziale bellico - in termini di truppe con relativo mutamento delle regole d'ingaggio e di mezzi di distruzione devastanti - da parte delle forze alleate.

    Il non aver accolto tale incremento di strumenti di morte propostoci dalla NATO da parte dell'Italia non può essere presentato come un "successo", perché in guerra non è accettabile una presunta politica di "riduzione del danno".

    L'avvio della prospettata "riflessione" sulle missioni militari italiane sarà per noi l'occasione per avanzare con forza il ritiro del nostro contingente dall'Afghanistan, spingendo perché il governo sviluppi un'iniziativa in tutte le sedi internazionali contro la guerra come strumento per raggiungere obiettivi di pace. La guerra ha alimentato e non ridotto il terrorismo, la pace si prepara con la pace.

    Lo stesso ruolo dell'Italia e dell'Europa in Medio Oriente, di fronte alla pericolosissima escalation in atto come vediamo in queste ore in Libano, non potrà dispiegarsi a favore di una soluzione negoziata dei conflitti con la necessaria credibilità e autorevolezza se contemporaneamente saremo parte in causa sui fronti di guerra.

    Ci auguriamo che le tante voci che nel Paese si levano contro le missioni di guerra e che i sondaggi ci dicono riflettere le speranze di una larga maggioranza del popolo italiano, che va oltre lo stesso elettorato dell'Unione, siano raccolte dal nuovo Governo. Apprezziamo che le nostre posizioni siano oggi considerate dall'insieme delle forze politiche della maggioranza non solo legittime, ma anche serie e rappresentative. Perché tuttavia non restino vuote parole, chiediamo che si traducano in atti concreti. La riproposizione tra qualche mese dello stesso scenario in Afghanistan con l'ennesima proroga della missione sarebbe un regresso negativo e per noi inaccettabile.

    Per continuare la nostra lotta dentro e fuori le istituzioni a sostegno di una vera politica di pace da parte dell'Italia ci batteremo non solo per il ritiro dall'Afghanistan e da ogni teatro di guerra, ma anche, come previsto dal Programma elettorale dell'Unione, contro gli armamenti nucleari e le basi militari nel nostro Paese, per la riduzione delle spese militari e per l'affermarsi di una cultura di pace in tutte le istanze della società.

    Sen. Mauro Bulgarelli Ver
    Sen. José Luis Del Rojo Prc-Se
    Sen. Loredana De Petris Ver
    Sen. Anna Donati Ver
    Sen. Fosco Giannini Prc-Se
    Sen. Claudio Grassi Prc-Se
    Sen. Gigi Malabarba Prc-Se
    Sen. Marco Pecoraro Scanio Ver
    Sen. Oskar Peterlini Svp
    Sen. Franca Rame Idv
    Sen. Natale Ripamonti Ver
    Sen Fernando Rossi Pdci
    Sen. Gianpaolo Silvestri Ver
    Sen. Dino Tibaldi Pdci
    Sen. Franco Turigliatto Prc-Se
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    www.erre.info

  3. #3
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    Io gradirei un ragionamento, invece di un comunicato (tra l'altro scritto da altri).

    Non è una provocazione inutile, la coscienza è la coscienza, è una cosa seria. Se io penso che con il mio voto contribuisco a massacrare bambini afghani (anche questo è stato scritto), non potrei mai darlo in buona fede. Mi dimetterei (come ha fatto Cacciari), piuttosto.

    Io sono riformista, ho approvato la missione in Afghanista e IO sono a posto con la mia coscienza, o lo sarei se fossi un deputato e avessi votato a favore. Ma gli altri, coloro che dicevano che l'Afghanistan è come l'Iraq?

    E' ovviamente una provocazione, ma a me sembra utile. Mi piacerebbe servisse a dimostrare che noi riformisti siamo più "morali" e "idealisti" dei c.d. rivoluzionari...

  4. #4
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    Se tu pensi che la missione in Afghanistan sia una cosa positiva.. beh, ripensaci. È solo il solito imperialismo.
    Detto questo, se si pone il voto di fiducia, e quando sai che in caso di caduta del Governo tornano i bananas e continua anche la missione imperialista in Iraq.. beh, voti per la missione. E speri che gli Afghani si liberino da soli.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da assata
    provocazione inutile, mi pare.

    *****

    Votiamo oggi la fiducia al Governo ma ribadiamo il nostro NO alla missione militare italiana in Afghanistan, che abbiamo sempre contrastato (anche con il voto contrario per chi di noi era in Parlamento) fin dal novembre 2001, fedeli ai principi irrinunciabili contenuti nell'articolo 11 della Costituzione.

    Abbiamo chiesto con forza al nuovo esecutivo un chiaro segno di discontinuità con le politiche di guerra del governo Berlusconi, indicando da subito - insieme al ritiro del contingente italiano dall'Iraq, previsto dal programma dell'Unione - almeno la cancellazione della partecipazione italiana a Enduring Freedom e un progetto di strategia di uscita dalla stessa missione multinazionale ISAF, sempre più integrata nei piani militari di Washington.

    Mentre il ritiro dall'Iraq è stato pur tardivamente calendarizzato, nessun disimpegno neanche parziale è stato annunciato rispetto al teatro afghano, per il quale è anzi previsto un drammatico incremento del potenziale bellico - in termini di truppe con relativo mutamento delle regole d'ingaggio e di mezzi di distruzione devastanti - da parte delle forze alleate.

    Il non aver accolto tale incremento di strumenti di morte propostoci dalla NATO da parte dell'Italia non può essere presentato come un "successo", perché in guerra non è accettabile una presunta politica di "riduzione del danno".

    L'avvio della prospettata "riflessione" sulle missioni militari italiane sarà per noi l'occasione per avanzare con forza il ritiro del nostro contingente dall'Afghanistan, spingendo perché il governo sviluppi un'iniziativa in tutte le sedi internazionali contro la guerra come strumento per raggiungere obiettivi di pace. La guerra ha alimentato e non ridotto il terrorismo, la pace si prepara con la pace.

    Lo stesso ruolo dell'Italia e dell'Europa in Medio Oriente, di fronte alla pericolosissima escalation in atto come vediamo in queste ore in Libano, non potrà dispiegarsi a favore di una soluzione negoziata dei conflitti con la necessaria credibilità e autorevolezza se contemporaneamente saremo parte in causa sui fronti di guerra.

    Ci auguriamo che le tante voci che nel Paese si levano contro le missioni di guerra e che i sondaggi ci dicono riflettere le speranze di una larga maggioranza del popolo italiano, che va oltre lo stesso elettorato dell'Unione, siano raccolte dal nuovo Governo. Apprezziamo che le nostre posizioni siano oggi considerate dall'insieme delle forze politiche della maggioranza non solo legittime, ma anche serie e rappresentative. Perché tuttavia non restino vuote parole, chiediamo che si traducano in atti concreti. La riproposizione tra qualche mese dello stesso scenario in Afghanistan con l'ennesima proroga della missione sarebbe un regresso negativo e per noi inaccettabile.

    Per continuare la nostra lotta dentro e fuori le istituzioni a sostegno di una vera politica di pace da parte dell'Italia ci batteremo non solo per il ritiro dall'Afghanistan e da ogni teatro di guerra, ma anche, come previsto dal Programma elettorale dell'Unione, contro gli armamenti nucleari e le basi militari nel nostro Paese, per la riduzione delle spese militari e per l'affermarsi di una cultura di pace in tutte le istanze della società.

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    Ma non eravate contrari all'ingresso in questo governo ed alla missione in Afghanistan? Adesso invece votate la fiducia a questo governo per finanziare la missione. Ridicoli!
    L'unico modo per non avere cattivi padroni è non avere padroni

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da chessmate
    Io gradirei un ragionamento, invece di un comunicato (tra l'altro scritto da altri).

    Non è una provocazione inutile, la coscienza è la coscienza, è una cosa seria. Se io penso che con il mio voto contribuisco a massacrare bambini afghani (anche questo è stato scritto), non potrei mai darlo in buona fede. Mi dimetterei (come ha fatto Cacciari), piuttosto.

    Io sono riformista, ho approvato la missione in Afghanista e IO sono a posto con la mia coscienza, o lo sarei se fossi un deputato e avessi votato a favore. Ma gli altri, coloro che dicevano che l'Afghanistan è come l'Iraq?

    E' ovviamente una provocazione, ma a me sembra utile. Mi piacerebbe servisse a dimostrare che noi riformisti siamo più "morali" e "idealisti" dei c.d. rivoluzionari...
    Avrei preferito anche io gesti come Cacciari.

    Tuttavia dovresti essere contento Chess, han votato la fiducia (doppia, imposta, l'ennesima, mi inizia a rompere le palle il sior Prodi con questo fare da caudillo) rientrando nei ranghi.
    Si son fatti fottere, non c'è che dire.

  7. #7
    lorenzo v.
    Ospite

    Wink

    Citazione Originariamente Scritto da Ragioniamo!
    Se tu pensi che la missione in Afghanistan sia una cosa positiva.. beh, ripensaci. È solo il solito imperialismo.
    Detto questo, se si pone il voto di fiducia, e quando sai che in caso di caduta del Governo tornano i bananas e continua anche la missione imperialista in Iraq.. beh, voti per la missione. E speri che gli Afghani si liberino da soli.

    BENE!

    Questo è quanto TUTTI volevamo sentirci dire

    se si pone il voto di fiducia, e quando sai che in caso di caduta del Governo tornano i bananas e continua anche la missione imperialista in Iraq.. beh, voti per la missione.
    con questa logica si prevedono 3 voti di fiducia ogni 24 ore
    -come abbiamo visto-

    purchè non tornino i bananas

    Quindi SI a TUTTO

    -Pena di Morte purchè non tornino i bananas

    -Abolizione diritti civili purchè non tornino i bananas

    -Carcerazione preventiva purchè non tornino i bananas

    -Abolizione stato sociale purchè non tornino i bananas

    -Siamo tutti compagneros purchè non tornino i bananas

    -Non abbiamo la maggioranza ma è ok purchè non tornino i bananas

    -Ipercoop multiutility nazionale UNICO purchè non tornino i bananas

    -W stalin purchè non tornino i bananas

    -Foibe ancora purchè non tornino i bananas

    -Volanti rosse per vigilare purchè non tornino i bananas

    -Siamo stronzi ma fa lo stesso purchè non tornino i bananas

    - Missione Combact purchè non tornino i bananas

    - W il Sionismo purchè non tornino i bananas

    -Scannate i Libanesi purchè non tornino i bananas

    ..vuoi vedere che l'itaglia cambia davvero?
    ...........purchè non tornino i bananas.......

    GRANDIIIIIIIIII

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Mat Kava
    Avrei preferito anche io gesti come Cacciari.

    Tuttavia dovresti essere contento Chess, han votato la fiducia
    Si son fatti fottere, non c'è che dire.

    Io sono contento.

    Ma visto che sono 20 anni che mi si dice che i "riformisti" sono disposti a ogni compromesso per la poltrona, ho colto l'occasione per rifarmi.

    Per ora si sente solo un assordante silenzio. Ma di certa Assata sta cercando un altro comunicato da postare...

  9. #9
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    anch'io avrei preferito le dimissioni in blocco, tanto viste le proporzioni dal gruppo parlamentare non si cava un ragno dal buco, e faccio sinceramente moooolta fatica a capire e il rientro nei ranghi e soprattutto le pressioni a favore della fiducia, espediente odioso che ci mette al pari del pdci. Se si continua di questo passo il partito (o meglio, quello che ne resta) ne uscirà devastato in maniera definitiva (e non credo che ai piani alti la cosa dispiaccia più di tanto, il cammino è segnato). Speriamo che esca qualcosa di nuovo dalla conferenza sull'organizzazione, ma sinceramente ne dubito.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da chessmate
    Io sono contento.

    Ma visto che sono 20 anni che mi si dice che i "riformisti" sono disposti a ogni compromesso per la poltrona, ho colto l'occasione per rifarmi.

    Per ora si sente solo un assordante silenzio. Ma di certa Assata sta cercando un altro comunicato da postare...
    Chess, bisogna pure decidersi ad un certo punto:

    Se si accettano le regole della coalizione, non va bene si è poltronari.

    Se si lotta in parlamento per ciò che si ritiene giusto, non va bene e si è "massimalisti".

    Se si sceglie di starsene fuori dalla coalizione, non va bene perchè si è irresponsabili.

    Se si sceglie di starsene direttamente fuori dal Parlamento, non va bene perchè si è rivoltosi e inconcludenti.

    Come sempre, l'unica alternativa che propone la sinistra cosiddetta riformista è la non esistenza per ciò che è più a sinistra di lei.
    Con un fare ben poco riformista e molto autoritario. E' uno dei motivi che mi allontanò dai DS un paio di anni fa.

 

 
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