FORSE PUO' ESSERE INTERESSANTE
“Il più grande regalo della cristianità all’uomo è la ragione”
Lo storico Rodney Stark ci racconta il flirt degli evangelici americani con il “progressista” Joseph Ratzinger
Senza l'ottimismo cristiano non ci sarebbe stata rivoluzione scientifica, senza l'idea di creazione niente capitalismo né tecnologia • Il fallimento dei postmodernisti: "Come l'Urss cadranno nel tentativo di sradicare la religione" • La decadenza della trinità liberal "madre, figlio e utero"
Tratto da Il Foglio del 28 luglio 2006
Roma. E’ uno dei più celebri studiosi di storia delle religioni. Rodney Stark è autore di ventisette libri sulla storia della religione, l’ultimo dei quali è “The victory of reason” (che in autunno sarà nelle librerie italiane). Stark insegna alla Baylor University, una delle principali università evangeliche negli Stati Uniti. Al Foglio spiega perché Benedetto XVI, “il Papa della ragione”, sia un pontefice molto amato dagli evangelici americani, la congregazione protestante in grande crescita negli Stati Uniti. “Benedetto XVI è molto rispettato da parte degli evangelici americani. Le più grandi differenze sono istituzionali e amministrative, oltre alla questione israeliana, su cui gli evangelici hanno le idee molto più chiare nell’affermazione dell’esistenza dello stato ebraico”.
Il vero collante fra Ratzinger e una parte consistente del mondo protestante è la valorizzazione dell’uso della ragione umana. “Fra le fedi principali, soltanto la cristianità ha abbracciato la ragione e la logica come guida primaria alla fede religiosa. Mentre le altre fedi ‘stressavano’ il mistero, raccomandavano la meditazione e l’ispirazione come cammino principale alla verità, fin dai primi giorni la chiesa dei Padri ha pensato che la ragione fosse il regalo più grande di Dio e lo strumento per accrescere progressivamente la nostra comprensione, anche della Scrittura e della rivelazione. Come ha spiegato Sant’Agostino, sebbene ci siano questioni della dottrina della salvezza che non possiamo afferrare, un giorno saremo in grado di farlo. Come? Usando il grande regalo della creazione, la ‘natura razionale’. Si basa su un ottimismo fondamentale proprio della visione della ragione come strada per il progresso”.
Secondo Stark la più grande mistificazione ai danni della chiesa cattolica è che sia nemica della scienza. “La chiave del progresso occidentale si è basata sulla fede, era immerso nella fede che Dio avesse creato un universo razionale e regalato agli esseri umani la capacità intellettuale per capirlo. In questo modo, l’occidente ha fatto enormi passi in avanti nella scienza e nella tecnologia. Se parti dalla presunzione che l’universo è un mistero impenetrabile, non cercherai mai di capire come funzioni. La cristianità ha pensato che il progresso attraverso la ragione non solo fosse possibile, ma inevitabile. Le prime grandi figure della scienza, come Newton, Cartesio e Malpighi, ricercavano le leggi scientifiche perché erano certi che queste leggi esistessero e potessero essere scoperte. Avevano ragione”. Diversa è la situazione per il mondo orientale e l’islam. “Le grandi menti di Cina e India non hanno compiuto sforzi scientifici perché pensavano fosse ridicolo. L’universo non ha creatore, la sua esistenza è immersa in un mistero profondo in cui ci si può abbandonare soltanto attraverso il pensiero mistico e la meditazione. La scienza invece vuole che l’universo sia razionale e che gli esseri umani abbiano ragione a sufficienza perché possa essere scoperto e compreso. I primi partecipanti alla rivoluzione scientifica erano religiosi, molti facevano parte di ordini religiosi, Newton scrisse più di teologia che di fisica”.
La partita di football della religione
La perdita dell’uso della ragione, con l’inerente dignità umana, è uno dei motivi secondo Stark del precipitoso declino di una parte della cristianità occidentale. “I gruppi religiosi che hanno cambiato Dio in una sorta di ‘potenza superiore’ o di stato intimo psicologico, hanno pochissimo oggi da offrire all’uomo. Aspettarsi qualcosa da questi gruppi è come andare a una partita di football in cui i giocatori ne aspettano l’inizio che non arriva mai. Così come ci sono molte ragioni per andare allo stadio, ce ne sono altrettante per andare in chiesa. Ma così come i fan smetteranno di andarci se la partita non inizia mai, così i fedeli faranno lo stesso. La cosiddetta cristianità liberal, un genere sofisticato che non crede più nella salvezza, nel peccato e nella resurrezione, non ha alcun futuro. Mentre i gruppi che continuano a basare i propri insegnamenti sulla fede tradizionale continuano a crescere, come in America Latina, Asia e Africa”. Jim Tonkowich su Weekly Standard scrive che la santa trinità delle denominazioni liberal è “madre, figlio e utero”. Charlotte Allen sul Los Angeles Times sostiene così che il calo drammatico dei fedeli (oltre 35 milioni in quattro decenni) è dovuto ai “peccati” commessi. Si tratta, in particolare, dell’apertura ai ministri di culto gay e donne e alla revisione teologica,in cui a Dio si preferisce il culto femminino di Sophia.
Stark è convinto che il progresso economico debba moltissimo, se non tutto, alla razionalità cristiana. “La crescita economica e la nascita dell’industria sono legate ai monasteri medievali. Divennero unità economiche dove sviluppare le prime forme di capitalismo, che è ancora oggi l’applicazione della ragione al commercio. Tutte le altre religioni hanno assunto una visione pallida del commercio. La cristianità è l’unica religione maggiore ad aver proibito la schiavitù. Ha liberato gli schiavi in Europa e quando la schiavitù fu introdotta nel Nuovo Mondo, il Papa si oppose e i gesuiti si opposero, fino al’espulsione in America Latina. La cristianità credeva nella dignità umana e nel bisogno di libertà per gli essere umani responsabili delle proprie azioni”. Coloro che attaccano la religione in nome della scienza non sono scienziati, ma scientisti. “I sondaggi nelle università americane rivelano che la maggioranza degli scienziati va in chiesa ed è religioso. Gli atei sono presenti nelle arti e nelle scienze umane. La cristianità sapeva che non solo il progresso era possibile, ma inevitabile. La cristianità crede in un Secondo Avvento, le altre religioni che ci stiamo allontanando da un’Età dell’Oro. Altri ancora che il mondo è racchiuso in un ciclo infinito di progresso e declino. Solo chi crede che il futuro non sia ancora definito cercherà di fare qualcosa per cambiare l’ordine sociale. I nemici della ragione oggi sono i postmodernisti, ma falliranno come i settant’anni dell’Unione Sovietica a cercare di eliminare la religione”.