L’indulto
Maurizio Blondet
31/07/2006
Ruggero Jucker, fotografato un mese fa a San Vittore per aver ucciso l'ex fidanzata 4 anni fa.Lettori indignati mi chiedono di parlare dell'ìndulto.
Non vorrei.
Ma ora vedo che tra i beneficiari ci sarà Ruggero Jucker, il figlio della ricchissima famiglia svizzero-milanese (Cotonificio Cantoni, Banca di Legnano) che nel 2005 uccise a freddo la fidanzata Alenia.
In questo modo: a coltellate, dissezionò il corpo della ragazza e le strappò il fegato mentre era ancora viva.
Come ha confessato lui stesso, «fino ad ucciderla e praticamente di più».
Così, senza ragione: «per pura crudeltà e per menefreghismo», ha detto la madre della ragazza:
«è stata calpestata la dignità di un essere umano fino a fargli desiderare la morte».
Sospetto che questo individuo sia stato educato nella convinzione che quando si è ricchi si può fare quello che si vuole.
Infatti, il caro Ruggero era stato condannato a 30 anni; ma i suoi buoni avvocati, assoldati dai soldi della famiglia, hanno fatto il patteggiamento rinunciando al processo (perché si possa rinunciare a un processo per un flagrante omicidio, è un mistero della culla del diritto), sicchè la pena è stata ridotta a 16 anni.
In teoria, doveva restare in carcere fino al 2018.
Ma solo in teoria, perché intanto corrono le riduzioni e i vari benefici che la burocrazia giudiziaria non fa mai mancare ai delinquenti.
Ora, l'indulto dà un vantaggio decisivo al caro figlio di famiglia: altri tre anni in meno.
Nel 2010 sarà quasi certamente fuori.
Sei-sette anni per un omicidio gratuito ed efferato, è il massimo di giustizia che ci si possa aspettare in Italia.
Il caso Jucker non è poi tanto estremo.
Dopotutto, l'indulto è stato concepito - la scusa di sfollare le galere da piccoli delinquenti disgraziati è solo propaganda - per salvare i furbotti e i furbetti dei vari quartierini con enormi conti all'estero, «destra» e «sinistra» avevano i rispettivi furbetti da salvare e si sono messe d'accordo sottobanco.
E' in indulto per i ricchi, e precisamente per i ricchi di Stato, parastato e parassiti delle greppie pubbliche.
Se mi chiedete dunque il mio parere sull'indulto, eccolo: sono contro.
Ma non voglio parlarne.
E perché?
Perché questa è solo una delle manifestazioni di un male assai più profondo e radicale: la totale assenza di legittimità del potere politico.
Qualche tempo fa ho scritto che il partito di Mastella andava messo fuori legge, perché non ha diritto di esistere un partito il cui scopo dichiarato è lucrare privilegi e fondi alla famiglia Mastella e alle sue clientele.
Invece Mastella è ministro della Giustizia.
Non ci si può meravigliare che un personaggio che dovrebbe essere privato dei diritti civili e politici, e che è invece al potere, faccia un indulto di questo genere.
Sinistra e destra, nell'illegittimità assoluta che ci domina, sono etichette senza senso.
Si tratta di comitati d'affari.
Come dice Gore Vidal a proposito del potere americano (parimenti illegittimo), chi ci governa è un'oligarchia che ha due nomi, «destra e sinistra» da noi, «democratici e repubblicani» in USA.
La «democrazia» che si ritiene vigente serve a mascherare un'altra realtà: un gruppo che si arricchisce con tutti i mezzi palesi ed occulti consentiti quando si è nel formaggio del potere «legale», risucchiando i suoi enormi miliardari emolumenti e tangenti da una popolazione sempre più impoverita.
Gli ultimi dati ISTAT dicono che in Lombardia una famiglia deve spendere 2.398 euro al mese per vivere: nella «ricca» Lombardia, per la popolazione normale non attaccata alle mammelle pubbliche, questa cifra equivale a due salari medi, non ad uno.
Il 40 % delle spese familiari in Italia va per vitto e alloggio.
Calano le spese per vestiario e istruzione.
Si confrontino i 2.398 euro mensili, inarrivabili per un solo normale salariato medio, con gli 11 mila euro dei parlamentari, i 500 mila euro annuali dei senatori a vita, cui è consentito il cumulo tra pensione (miliardarie, come nel caso di Ciampi e di Napolitano), e le altre paghe la cui entità viene mantenuta segreta.
E' evidente che si tratta di due umanità: una arranca, l'altra è sempre più ricca, e senza responsabilità alcuna, e in totale impunità.
Se qualcuno di loro esagera, c'è sempre l'indulto.
Ora, è evidente tutto quel che succede.
L'oligarchia parassitaria che ci risucchia i soldi scarsi che abbiamo, è anche quella che ci accolla i delinquenti che libera con l'indulto, e che torneranno a derubarci appena fuori.
Ed è la stessa che libera i ladri, gli assassini e i criminali, mentre «disciplina» col bastone categorie di lavoratori - tassisti, panettieri - che criminalizza come «parassiti».
Tutto questo ha una logica.
Non ci sarà indulto per i tassisti.
Ma non voglio parlarne, perché è colpa nostra.
Di quella parte eccessiva e maggioritaria del popolo italiano (un ex-popolo ormai, senza linguaggio né valori comuni) che si occupa solo di calcio, che «fa sacrifici per il calcio», che in TV guarda
solo le partite.
Questa massa di passivi coglioni e ignoranti è la migliore complice dell'oligarchia illegittima.
La quale paga ai coglioni un mondiale, e loro sono contenti.
E' il Kali Yuga della stupidità e del gregge.
Maurizio Blondet
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