I danni di Trichet
il Giornale - 13 ore fa
Per chi ha contratto un mutuo a tasso variabile l'aumento del costo del denaro (dal 2,75% al 3%) deciso dalla Banca centrale europea di Francoforte, presieduta da Jean Trichet, è una vera e propria stangata. ...
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I danni di Trichet
Carlo Pelanda
Per chi ha contratto un mutuo a tasso variabile l'aumento del costo del denaro (dal 2,75% al 3%) deciso dalla Banca centrale europea di Francoforte, presieduta da Jean Trichet, è una vera e propria stangata. Centinaia di euro in più all'anno per una famiglia del ceto medio. E non è finita. La Bce è orientata ad alzare ulteriormente i tassi se verranno confermate le previsioni che indicano un rialzo dell'inflazione. In tal caso avremo un impatto sostanziale sui consumi - data la vastità del ricorso al mutuo in Italia - ed un aumento pesante del costo annuo (interessi) del debito pubblico.
Se ci fossero motivi tecnici urgenti dovremmo accettare il salasso come male minore. Ma, qui il punto, tali motivi non sono evidenti. Quindi Trichet deve spiegarli.
Ma ancor prima a Francoforte devono dare spiegazioni al Fondo monetario internazionale che ha emesso una dichiarazione durissima contro la Bce: «la invitiamo ad una maggiore cautela». Che, tradotto dal diplomatichese, significa: o siete matti o incompetenti. E qualche ragione per tale durezza c'è. Il rialzo dei tassi dell'euro ne alza il valore di cambio sul dollaro.
Questo tende al basso già di suo indebolito dall'enorme deficit commerciale statunitense. Se si spinge ancora più giù il biglietto verde, alla fine, tale deficit verrà riequilibrato perché vi saranno meno importazioni. Ma al prezzo di una recessione pesante di tutti i Paesi esportatori. La dottrina corrente di «governance globale» mette sì in priorità la riduzione del deficit commerciale americano perché destabilizzante, ma non con il metodo di far crollare il dollaro e causare una recessione mondiale