La corte dei conti, scopre un altro blufffffff del nano![]()
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Per la magistratura contabile il governo Berlusconi ha varato
norme con discutibili modalità di copertura finanziaria
Corte dei Conti: "Seriamente perplessi
su copertura leggi gennaio-aprile 2006"
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ROMA - A fine legislatura il governo Berlusconi ha varato una serie di leggi senza verificarne la copertura finanziaria. A dirlo è la Corte dei Conti, che si è definita "seriamente perplessa" sulle modalità di copertura finanziaria delle leggi recenti, in particolare quelle varate nel quadrimestre gennaio-aprile 2006. La magistratura contabile si dice preoccupata soprattutto perché per finanziare alcune leggi si sono stornate risorse già destinate ad altri provvedimenti, senza spiegare perché tali fondi non sono invece stati utilizzate per le finalità originarie. E tra le risorse che si sono visti sottrarre per finanziare altre leggi ci sono quello per la protezione civile, per gli interventi strutturali di politica economica, per le aree sottoutilizzate, e per l'occupazione.
Nella relazione sulla "tipologia delle coperture adottate e sulle tecniche di quantificazione degli oneri, relative alle leggi pubblicate nel primo quadrimestre", appena depositata in Parlamento, la Corte analizza l'attività legislative dell'inizio di ciascun anno e rileva che nel 2001 le leggi sono state un numero elevato, 104, ma negli anni successivi la media annua dei corrispondenti periodi del quadriennio 2002/2005 è stata di appena 45 leggi. Poi, il picco dell'ultimo periodo del governo Berlusconi, che si è concluso appunto nell'aprile 2006, e che preoccupa la magistratura contabile perché c'è stata "omissione di indicazioni" .
Il metodo di copertura finanziaria più utilizzato nel corso dell'intera legislatura, fa notare la Corte, è la "riduzione di precedenti autorizzazioni di spesa". Un metodo che preoccupa perchè, anche se "rientra a pieno titolo nella fisiologia del sistema", allo stesso tempo "presuppone, oltre ovviamente ad una corretta quantificazione delle nuove esigenze e alla dimostrazione della disponibilità degli stanziamenti a cui si attinge, anche e soprattutto accurate indicazioni sui motivi del mancato utilizzo delle risorse" per le finalità originarie. E il governo Berlusconi non ha fornito adeguate indicazioni in merito.
Per la magistratura contabile, "l'omissione di queste indicazioni, che determina un ulteriore elemento di perplessità sui criteri di quantificazione degli stanziamenti a legislazione vigente, si ripete senza eccezione anche nel quadrimestre in esame". L'omissione poi è stata "particolarmente negativa" quando è effettuata "mediante generica imputazione degli oneri a capitoli-fondo". E' il caso ad esempio del Fondo per la protezione civile, di quello per gli interventi strutturali di politica economica, di quello per le aree sottoutilizzate e di quello per l'occupazione. Questi fondi, rileva la Corte, "sembrano aver assunto la valenza di fondi di riserva e non di stanziamenti rapportati ad esigenze già individuate".
Delle 106 leggi pubblicate nel primo quadrimestre del 2006, la Relazione spiega che quelle che determinano conseguenze di carattere finanziario ammontano a 58: di esse, 36 riguardano la ratifica di trattati internazionali e 9 provvedono alla conversione di decreti-legge. Delle restanti 13, le leggi di iniziativa parlamentare sono nove. L'incidenza finanziaria di queste leggi è pari nell'arco dei tre anni (2006/2008), che si estende anche all'esercizio 2005, a circa 4,8 miliardi di euro.




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