Non so se sia nato prima l'uovo o la gallina! Ma su Palestina e Israele non ci capisco più niente.
Premetto che a monte c'è l'errore (INGLESI?) di aver ceduto una fetta di terra palestinese agli ebrei a fronte delle loro agevolazione per risolvere tanti problemi legati a Suez. (Finanziamenti alle imprese da parte di danarosi magnati ebraici e interessamento verso tribù locali per espropri terrieri nelle località interessate) ma aizzare le guerriglie con la legittima ambizione di movimenti della palestina per riottenere il territorio a loro espropriato e concesso allo Stato ebraico è stato come mettere benzina sul fuoco, con il pericolo ora che tramutando la rivolta come guerra di religione, non se ne uscirà più e anche con il pericolo che potendo avere delle armi atomiche, il conflitto verrà esteso anche ad altri stati, di riflesso ci coinvolge e non poco!
Come se ne esce?
Ritengo che il popolo della sinistra non è stata sempre imparziale nei
confronti di Israele. Da un lato perchè difende i pù deboli e dall'altra
parte perchè è appoggiata dagli USA. E' vero tanti sono stati gli abusi ed
avevano ragione i pacifisti a protestare. Purtroppo quell'aiuto della
sinistra ha incoraggiato i coruttori palestinese in un primo tempo ed i
fondamentalisti in un secondo tempo.
Israele ha capito che una pace durevole si crea solo con il dialogo e le concessioni. Si è ritirata da Ghaza e si preparava ad evacuare anche altri territori occupati. In compenso Hamas haincominciato a lanciare missili, a sequestrare in militare.
Dall'altro lato gli Hesbollah hanno rapito altri militari e lanciato missili a lunga portata con il proposito dichiarato di eliminare lo stato di Israele (appoggiati
dall'Iran). Gli Hesbollah si stavano preparando a quella operazione in modo
massiccio. Che cosa avrebbe potuto fare Israele? Lasciarsi soppraffare? O
rispondere con violenza alla violenza? E quali sono i limiti della violenza?
Purtroppo la guerra provoca vittime e vittime innocenti sia da una parte che
dall'altra. La soluzione è il dialogo per giungere alla pace. Ma come si può
dialogare con chi non vuole dialogare (la restituzione dei soldati
sequestrati avrebbe evitato tanta strage). La risposta è ancora il dialogo
accompagnato da un contingente neutrale che impone (con la forza se
necessario) l'interruzione dei combattimenti per una pace duratura e non
provvisoria come nel passato. Ve lo dice un anziano over 60 che milita nelle
file della sinistra da quando era ragazzo.




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