
Originariamente Scritto da
Satyricon
Certo che hanno valore.
Tuttavia per studiare il popolamento e le migrazioni dei popoli sono insufficenti e scarsamente attendibili (oltrechè in parte fuovianti) per il lungo perido.
Ripropongo quanto scritto:
I dati forniti dall'antropologia fisica (il colore della pelle, l'aspetto fisico del corpo, i tratti facciali, ecc.) sono ormai considerati insufficienti e inadatti a descrivere in modo completo la storia del popolamento umano soprattutto rispetto alle analisi dei dati genetici.
I caratteri antropometrici possono variare anche di molto a causa di mutate condizioni ambientali (l'esempio classico è l'aumento di statura nell'ultimo secolo non certo imputabile a cause genetiche).
Basta anche confrontare le mappe genetiche con quelle derivante dall'analisi classica dell'antropologia fisica per rendersi conto delle incongruenze (qui l'esempio classico è quello degli arborigeni australiani e delle popolazioni subsahariane che mostrano la max distanza genetica contrariamente a quanto i dati dell'antropologia fisica farebbero supporre).
Solamente i geni (almeno la maggior parte di loro) "sono dotati della stabilità necessaria per poter discutere i processi di divisione, fusione e migrazione che le popolazioni della nostra specie hanno vissuto nella loro storia" (Cavalli-Sforza) e non certo l'antropologia fisica che può essere fuorviante perché certi caratteri fisici osservati e misurati nelle ossa talvolta cambiano rapidamente al mutare delle condizioni ambientali.