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Risultati da 11 a 20 di 20
  1. #11
    alfredoibba
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    Sullo spontaneismo, so bene quanto oggi sia difficile. Tuttavia, se ci si riesce, è l' unica strada percorribile per vincere, altre vie più "istituzionali", degenerebbero in burocratizzazione oppure non riuscerebbero del tutto perchè troppo inframezzate con l' assetto moderno del lavoro.

  2. #12
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    Citazione Originariamente Scritto da alfredoibba
    Sullo spontaneismo, so bene quanto oggi sia difficile. Tuttavia, se ci si riesce, è l' unica strada percorribile per vincere, altre vie più "istituzionali", degenerebbero in burocratizzazione oppure non riuscerebbero del tutto perchè troppo inframezzate con l' assetto moderno del lavoro.
    francamente non sono molto daccordo sullo spontaneismo come arma di lotta politica. E' un arma a doppio taglio che può ritorcersi contro. Quando manca un organizzazione anche minima il rischio grande è quello di esaurire la spinta rivoluzionaria e le forze che la alimentano creando poi gli inevitabili settarismi, piccole ripicche e lotte intestine. E' chiaro che tutto parte dallo spontaneismo ma poi un organizzazione accurata e ben strutturata (che non è sinonimo di burocratizzazione becera e nepotista) è sempre necessaria.

    A luta continua

  3. #13
    alfredoibba
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    Più che altro, ci vuole spontaneismo diretto nei binari di una minima organizzazione, sburocratizzata e semi-informale.
    Un organizzazione formale e burocratizzata espone alle commistioni con i difetti del mondo moderno.

  4. #14
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    Ciao Skarm, proposta interessante ed articolata! Me la studio bene e poi scrivo il mio giudizio

  5. #15
    Con l'Iraq che si ribella
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    Citazione Originariamente Scritto da Sandokan80
    Ciao Skarm, proposta interessante ed articolata!
    Grazie...

    Citazione Originariamente Scritto da Sandokan80
    Me la studio bene e poi scrivo il mio giudizio
    Ottimo...

    Ciao.
    Skarm
    Alle europee io voto Codacons...e tu?

  6. #16
    Con l'Iraq che si ribella
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    Citazione Originariamente Scritto da alfredoibba
    Più che altro, ci vuole spontaneismo diretto nei binari di una minima organizzazione, sburocratizzata e semi-informale.
    Un organizzazione formale e burocratizzata espone alle commistioni con i difetti del mondo moderno.
    Secondo me la questione principale, Alfredo, è di definire come possa essere un modello di società "di transizone" e in seguito la cosa potrebbe crescere tramite "passaparola" se l'idea risulta abbastanza convincente e si perfeziona col tempo.

    Io credo che la struttura dovrebbe essere "unitaria"...cioè dovrebbe andare a raccogliere tutti i lavoratori per la professione in questione...questo in effetti sarebbe il potere su cui si fonderebbe una simile struttura...

    ...effettivamente però trovo che tu abbia ragione e concordo sul fatto che le componenti di struttura dell'organizzazione debbano essere ridotte all'osso...questo per almeno due ragioni :
    - Le strutture complesse e altamente burocratizzate "costano" e andrebbero
    a pesare sui soldi dei lavoratori stessi.
    - La struttura dovrebbe essere autogestita e, nei casi limite, la gestione delle
    attività più onerose dovrebbe essere lasciata ai lavoratori temporaneamente
    non-occupati...per questi quindi ci dovrebbe essere un "ricircolo" via via che
    si aprono nuove posizioni d'impiego; questo naturalmente è possibile solo
    riducendo al minimo la complessità dell'organizzazione.

    Per quanto riguarda la natura semi-informale...non so...la presenza di un sindacato unitario di professione secondo me dovrebbe essere ufficializzata nei confronti dello Stato...quanto alla semi-informalità interna credo che sia una ipotesi possibile, ma nei limiti di una realtà che, arrivata a regime, potrebbe contare migliaia e migliaia di membri...

    Ciao,
    Skarm
    Alle europee io voto Codacons...e tu?

  7. #17
    alfredoibba
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    Skarm, la tua proposta va bene per un nuovo sistema consolidato dopo, supponiamo, una rivoluzione.
    E' in senso di cambiamento dell 'ordinamento economico che non la trovo valida. Specie nel mondo moderno, parlare di sindacati unitari di professione è inattuale perchè il mondo del lavoro è molto fluido, direi incasinato alla massima potenza. Vengono, inoltre, esclusi indirettamente, precari, disoccupati cronici, lavoratori privi di qualifiche particolari, che sono proprio la categorie più distrutte da questo mercato. E' sbagliato proporre, in questo momento, divisioni tra i lavoratori, secondo organizzazioni che finirebbero per rappresentare interessi indipendenti e a volte contrastanti; ci vuole invece più unità popolare.
    Le tue critiche contro la burocratizzazione invece le condivido al 100%.

  8. #18
    Omia Patria si bella e perduta
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    Citazione Originariamente Scritto da Skarm
    Sindacati Unitari di Professione

    Concetto di partenza. Al di là delle chiacchere propagandiste (libero mercato, ecc...), nella società capitalista c'è una evidente tendenza del capitalista stesso al monopolio privato laddove ciò sia possibile (anche illegalmente) e questo discende direttamente dalla natura amorale del capitalismo e del suo unico costituente...lo scopo di lucro...

    ...di fatto lo scopo conscio o inconscio di ciascun capitalista è quello di assurgere alla stabilità reddituale (o rendituale) di un signorotto feudale, ma senza riconoscere quei vincoli sociali ai quali quest'ultimo era (teoricamente) vincolato...mentre l'obiettivo di lungo termine dei capitalisti come casta è quello di creare una vera e propria casta dove la propria dinastia possa parassitare in eterno, al di là dell'imbecillità dei propri discendenti...che è ciò che possiamo vedere in America...
    Lo scopo di lucro è sicuramente fondamentale, perché altrimenti il capitale non si potrebbe riprodurre e l’intero sistema collasserebbe, ma esso presuppone una lotta strategica per la conquista di posizioni di potere e per la spartizione dei mercati. Spesso, come messo in luce dagli economisti istituzionalisti americani, le imprese puntano a sopravvivere in un contesto di concorrenza oligopolistica. In altre parole di fare il minimo di profitti indispensabile per non scontentare gli azionisti e puntare tutte le risorse nella ricerca di dimensioni sufficienti a non essere schiacciati dai concorrenti. Profitti o sopravvivenza? Quale dei due è il principio più importante? Dipende dai mercati e dai periodi storici.
    Ovviamente la morale qui non svolge alcun ruolo e appunto per questo si parla continuamente di etica aziendale.
    Io non penso che i capitalisti costituiscano una casta, al di là del desiderio di alcuni e della volontà di trasmettere le ricchezze ai figli. In America mi sembra che sia esistente una gerarchia sociale basata su una sorta di darwinismo sociale, in cui il potere è dato dalla ricchezza. La classe dei capitalisti è quindi aperta e assorbe i membri dei ceti inferiori capaci di arricchirsi qualunque sia la loro origine etnica, ponendo come unica condizione l’accettazione di alcuni coordinate culturali. La differenza tra i capitalisti americani e i ceti inferiori non risiede in una chiusura di casta, ma nel fatto che i primi hanno coscienza di classe, mentre gli altri no.

    Citazione Originariamente Scritto da Skarm
    Conseguenza. Per questo motivo credo che l'unico modo per cominciare realisticamente ad intaccare il potere dei capitalisti è procedere alla costituzione di una galassia di monopoli privati del lavoro autogestiti e fondati sul concetto dell'interesse dei membri...si tratta di "combattere il fuoco col fuoco" insomma, preparando magari le basi per una svolta socio-culturale in senso comunista...
    Citazione Originariamente Scritto da Skarm
    Qui c’è una possibile obiezione: non tutti i mercati sono organizzati allo stesso modo. Per esempio quello delle automobili è organizzato in poche imprese mondiali ed si basa su un regime oligopolistico. Quello delle forbici in piccole imprese che operano in un regime di concorrenza quasi perfetta.
    Come si articolano i monopoli privati del lavoro autogestiti nei due differenti ambiti?

    Citazione Originariamente Scritto da Skarm
    Limiti delle organizzazioni sindacali contemporanee

    Naturalmente, avendo parlato di Sindacati Unitari di Professione, credo si debba definire "perchè" io ritenga che le attuali strutture sindacali siano altamente inadeguate al contesto contemporaneo e persino, se mi concedete il termine, "Nemiche del Popolo"...

    Le principali organizzazioni sindacali dimostrano, come minimo, chiaramente i seguenti problemi :

    - Natura eterogenea rispetto al lavoro. Ê inutile che ve lo spieghi, ma,
    mentre, ai livelli più bassi, un sindacalista è un lavoratore che fa anche il
    sindacalista, più si "sale" e più si hanno "sindacalisti di professione",
    nonchè una struttura para-sindacale scissa dal "corpo" dei lavoratori da
    tutelare. Questo comporta che il sindacalista abbia interessi diversi
    da quelli del lavoratore che, molto teoricamente, "tutela" e che quindi possa
    fare ogni genere di porcate per portare avanti quello che è, nella migliore
    delle ipotesi (cioè se non è pure un farabutto), il suo vero
    interesse...l'interesse del sindacato come entità a se stante!
    Questo spiega come mai i sindacati abbiano quote di agenzie interinali,
    colludano con gli enti finanziari per inculare i lavoratori con le "pensioni
    integrative", imbastiscano intrecci poco chiari con "imprese di Sinistra",
    compiano loro stessi lo sfruttamento dei lavoratori, abbiano una relazione
    piuttosto "zozza" con certe formazioni politiche liberiste, non siano molto
    zelanti nel difendere i lavoratori (tranne che per fare scena), ecc...

    - Totale scollamento dell'interesse dei vertici dai lavoratori. Questo
    elemento è un corollario di quanto sopra, ma, diciamo, se uno che va a fare
    il sindacalista, come diceva (più o meno) una persona che conosco, è
    spesso un operaio che voleva fare il dirigente...uno che va a fare il capo
    dei sindacalisti in genere è uno che fa sedimentare il proprio ruolo
    parassitario fino a poter "fare il balzo" e andare a fare il parassita
    permanente in Parlamento!
    Ê evidente quindi come l'inclinazione dei vertici del sindacato a vendersi in
    blocco il culo dei lavoratori per fare contenta la propria fazione politica (a
    sua volta pesantemente collusa e "mossa" da Confindustria e simili) è
    esponenzialmente più spiccata via via che si sale la gerarchia del sindacato!
    Non credo di dovervi dire chi ha firmato il Patto per l'Italia o chi ha
    parlato di "Governo amico" riferendosi alla formazione prodista...ma forse ho
    un vuoto di memoria...non sono stati mica i sindacalisti part-time che
    stanno dentro le imprese, no??
    No...sono stati gli "amministratori delegati" dei Sindacati
    Confederati!!
    Io conosco un solo esempio di sindacato senza funzionari burocratizzati e staccati dalla massa dei lavoratori: il sindacato anarchico spagnolo del periodo degli anni ’30. Esempio unico e non più ripetuto, anche a causa del suo fallimente e della situazione assolutamente anormale che ne aveva permesso lo sviluppo.
    In tutti gli altri casi e contesti storici, i lavoratori hanno sempre prodotto una burocrazia di sindacalisti di professione per gestire i loro interessi che, in un certo senso, ripropone la divisione capitalistica del lavoro. Su questo punto bisogna riflettere, probabilmente lo scollamento dei vertici è certo per ragioni strutturali. Per esempio, i lavoratori non sono in grado di dirigere la produzione perché non hanno le conoscenze che invece sono a disposizione di manager e ingegneri e per questo scelgono di farsi dirigere. Non potendo dirigere tutto da soli, e quindi non essendo forza rivoluzionaria, allora scelgono di limitarsi a contrattare una migliore distribuzione del reddito sotto la guida di un ceto professionalizzato. Ovviemente poi questi si ritagliano i loro privilegi e posti di potere e si accordano con i capitalisti sulla base dei rapporti di forza esistenti.

    Citazione Originariamente Scritto da Skarm
    - Natura settoriale. La natura di base settoriale dei sindacati comporta
    che i lavoratori si trovino a lottare sullo stesso terreno dei capitalisti e, solo
    in maniera secondaria (tramite i "dirigenti" di cui sopra), a livello
    intersettoriale...laddove i capitalisti prendono la loro forza dalla propria
    intersettorialità, usando solo secondariamente la propria natura settoriale
    come strumento di pressione (ma generalmente verso altre realtà)!
    Citazione Originariamente Scritto da Skarm
    Come si fa a mettere insieme in una sola vertenza i lavoratori degli alberghi e i metalmeccanici? La specializzazione settoriale mi sembra inevitabile.
    I capitalisti non prendono forza dalla loro intersettorialità perché spesso i capitalisti di diversi settori sono in lotta ferocissima tra di loro, ma dalla possibilità di aprire una fabbrica di auto in Brasile e una in Romania mettendo in concorrenza tra di loro i dipendenti.
    Citazione Originariamente Scritto da Skarm
    - Galassia para-sindacale. Il sindacato originariamente aveva creato
    delle facilitazioni per venire incontro ai propri iscritti, ma in seguito è fiorita
    una galassia di realtà imprenditoriali para-sindacali legate al sindacato. Su
    tali realtà ho francamente molti dubbi che il sindacato vada a guardare,
    anche perchè che queste tengano bassi i loro costi va a beneficio
    dell'interesse n° 1 : Finanziarsi e spendere il meno possibile*!

    Qui ti quoto in pieno

    Citazione Originariamente Scritto da Skarm
    Alcune realtà sindacali al di fuori della Triade superano queste problematiche,
    ma mantengono alcuni limiti o alcune problematiche (in forma minore) di quelli di cui sopra :

    - Natura prevalentemente politica. Anche se è moralmente legittimo
    che un sindacato lotti per questioni che vanno al di là del brutale interesse
    dei propri membri, ciò evidentemente non è consono al suo ruolo!
    Questa natura prevalentemente politica comporta che, soprattutto nei
    sindacati maggiori, si abbiano abominevoli collusioni con formazioni politiche
    di idee smaccatamente filo-capitaliste e evidentemente nemiche dei
    lavoratori...mentre, nelle altre realtà, tendono a disperdere le energie del
    sindacato su tematiche che, francamente, non c'entrano un cazzo con
    l'interesse qui ed ora del lavoratore che dovrebbe essere il suo
    faro...una tendenza questa che mi sembra tanto più marcata in realtà
    diverse da quelle della Triade...
    Inoltre non credo che sia accettabile che si riproponga nel sindacato quella
    spaccatura tra visioni politiche che è propria del campo politico...il
    faro deve essere uno...l'arresto del degrado delle condizioni
    economiche dei lavoratori e dei futuri lavoratori...a questi fini non importa
    poi se uno c'ha il busto di Mussolini a casa o c'ha la foto di Che Guevara...
    ...importa solo che uno lotti veramente per gli interessi propri di
    lavoratore-membro del sindacato e quelli della collettività dei membri!
    Sennò è un "nemico", al di là di che casacca porta!!
    Sulla lottizzazione politica dei sindacati italiani e sulla sua dannosità sono perfettamente concorde. Oggi però la situazione è più diluità non c’è più un forte appartenenza politica e in molte regioni, come la Lombardia, gli iscritti alla CGIL per esempio votano Lega o simili. Ovvero, voto il partito che più mi piace e mi iscrivo al sindacato che meglio difende i miei interessi.
    Un tempo c’era la distinzione tra il modello sindacale tedescho secondo cui il sindacato non doveva aderire ad alcuna ideologia, ma solo vendere la merce forza-lavoro al massimo prezzo possibile e il modello italiano secondo cui il sindacato era efficace solo se aveva una concezione del mondo alternativa ai capitalisti (tipo economia neoricardiana contro economia marginalista). Oggi vediamo che i due modelli in realtà non erano diversi, ma hanno portato entrambi a un’integrazione subalterna dei lavoratori nella società consumistica.

    Citazione Originariamente Scritto da Skarm
    - Natura non-professionale. Anche i sindacati inter-settoriali hanno il
    problema di avere una natura fondante non-professionale, cioè...se sono
    "inter-settoriali" lo sono divenendo una sorta di "eterogeneo minestrone di
    professioni"...al punto da perdere potere di pressione nei confronti delle
    imprese e da auto-istigarsi verso orizzonti politici ampi, ma potenzialmente
    inconcludenti...

    ...mi ricordo chiaramente qualche mese fa...meditai di iscrivermi ad un
    sindacato...inizialmente pensai di iscrivermi allo Slai-Cobas, perchè mi era
    piaciuta la loro azione a Pomigliano...ma poi sono andato sul loro sito e ho
    cominciato ad avere qualche dubbio...tipo "ma poi dove li trovo i loro
    sindacalisti" (nella mia impresa non ce ne sono) e poi "e alla fine, in
    soldoni, cosa portano a casa questi a colpi di lotte sindacali"?

    ...bè...il problema è proprio questo...il ruolo-cardine del sindacato è portare
    più quattrini nella busta paga del lavoratore...se non lo fa, per un motivo o
    per l'altro, allora il sindacato non serve proprio ad un bel cazzo...

    ...da cui il problema per le basi non-professionali...sia settoriale (che
    comporta il ricatto della congiuntura o della situazione strutturale
    economica del settore da parte delle organizzazioni di categoria delle
    imprese...) sia politiche (che rischiano di spendere le proprie forze su
    fronti troppo ampi per poi non portare a casa nulla di concreto)...

    * = Questo probabilmente, immagino, per far incamerare stipendi "da top manager" ai vari "pezzi da novanta" e per sistemare nel sindacato gli "amici degli amici"...perchè sennò che guadagno c'è a "far guadagnare" di più ad un sindacato?
    ...chi ne incamera le "extra rendite"???
    Citazione Originariamente Scritto da Skarm
    Non ho capito bene che ruolo attribuisci ai Sindacati Unitari di Professione. Devono agire sul lato della distribuzione del reddito (più soldi ai lavoratori in un ambito capitalistico) oppure della produzione del reddito (mettere le basi socio-culturali per la svolta comunista)? Sindacalismo distributivo o sindacalismo rivoluzionario?

    Citazione Originariamente Scritto da Skarm
    Sindacati Unitari di Professione

    Perchè "sindacati"?

    Perchè mai come nella realtà moderna c'è una disperata necessità di ridare potere negoziale ad un lavoratore soffocato da tutti i vari parassitismi che gli succhiano il sangue, dalle speculazioni sul cambio dell'Euro e sugli affitti, dalla precarietà e dalla compressione spinta dei salari e dei diritti!!

    Perchè "unitari"?

    Perchè le separazioni settoriali fanno il gioco dei capitalisti le cui più violente aggressioni agli interessi ed ai diritti dei lavoratori le compiono agendo uniti e compatti...perchè le separazioni politiche fanno il gioco dei capitalisti perchè creano l'idea fittizia che ci sia un interesse del lavoratore diverso se è di destra o di sinistra...e invece no!
    L'unica differenza è se il lavoratore è intelligente e fa i propri interessi o è coglione e fa a suo discapito gli interessi degli altri*!!
    Questo è vero i sindacati devono difendere i lavoratori non portare acqua a mulini politici di varia osservanza.

    Citazione Originariamente Scritto da Skarm
    Perchè "di professione"?

    Perchè in una società sempre più specializzata la concentrazione del sapere professionale di varie professioni può essere una leva nelle negoziazioni...in una società dove si chiacchera tanto di formazione e di "società basate sulla conoscenza" la realtà è che le imprese non fanno un cazzo (o quasi) per formare il lavoratore perchè "questo poi gli chiede soldi" o "questo poi se ne va"...bè...allora la formazione deve essere autogestita dai lavoratori stessi!
    Anzi...essa deve costituire un "patrimonio" sulla cui concentrazione i sindacati
    [i]devono arroccare il loro patrimonio...questo assieme al fatto che lo Stato, invece che dare sussidii qua e là o dare "redditi di cittadinanza" debba rivedere radicalmente tutto il sistema educativo dall'asilo nido all'università e debba al contempo vietare categoricamente ogni assunzione al di fuori del sindacato (pena l'esproprio dell'impresa e di tutti i beni del proprietario, vendita all'asta e devoluzione spartita tra lavoratori e sindacato con una piccola porzione per lo Stato)!
    Citazione Originariamente Scritto da Skarm
    Ottima idea! Il monopolio del mercato del lavoro al sindacato dei lavoratori, questo è un potere reale che fa paura alle imprese.




    Citazione Originariamente Scritto da Skarm
    Sindacati Unitari di Professione : Una idea corporativa?

    Di fatto si potrebbe ritenere che i SUP condividano con le corporazioni medievali la natura di detentori delle conoscenze professionali e di monopolisti privati delle professioni...non credo però che si possa associare tale realtà al corporativismo fascista in quanto, a quanto mi risulta, in quest'ultimo tipo di corporativismo si ha la mediazione dello Stato e il cosiddetto "interesse nazionale" come elemento sovrastante gli interessi dei lavoratori
    e (teoricamente) quelli delle imprese...ma, naturalmente, il cosiddetto "Stato" è una struttura composta da gente comune dotata di potere superiore a quello del singolo cittadino...quindi gente "corruttibile" e "dotata di grande potere"...questo comporta che quando si parla di "interesse collettivo" o di "interesse nazionale" in genere (purtroppo) si parli in realtà di interesse della classe dominante...perciò, traducendo, si aveva il subordine dell'interesse dei lavoratori a quello delle imprese...salvo, ovviamente, alcuni "aiuti" dati dal regime per farsi bello e, naturalmente, le collettivizzazioni della RSI fatte da un regime disperato a cui buona parte dei capitalisti (naturalmente) avevano già voltato le spalle...

    Ebbene...di questo la teoria dei SUP non può essere tacciata, perchè ciò che viene teorizzato è un confronto diretto tra monopoli privati senza alcuna mediazione statale e senza alcun diritto dello Stato di metterci becco!

    Naturalmente la struttura "di professione" non implica che non si possano, eventualmente, creare famiglie di professioni simili oppure che non sia possibile coordinarsi per "dare battaglia" qualora i diritti dei lavoratori intesi collettivamente vengano aggrediti da qualche governo!
    Per piacere non tiriamo in ballo le corporazioni che non erano sindacati, ma cinghie di trasmissione e di controllo al servizio del fascismo e dei padroni…..

    Citazione Originariamente Scritto da Skarm
    SUP : Alcuni concetti-chiave...

    Alcuni concetti-chiave che, a mio avviso, dovrebbero costituire il nucleo fondante dei SUP :

    Autogestione. I sindacati unitari di professione dovrebbero essere auto-gestiti dai lavoratori stessi, cioè non dovrebbe esservi spazio per alcuna forma «stabile» di occupazione «sindacale». Le posizioni che risultassero necessarie ai fini delle negoziazioni/trattative periodiche dovrebbero essere ricoperte da membri di alto livello temporaneamente inoccupati e regolarmente eletti, ma il ruolo non dovrebbe poter essere ricoperto per più di una volta senza che vi sia un periodo di regolare occupazione; gli altri ruoli necessari alla gestione del sindacato potrebbero essere ricoperti su base volontaria da lavoratori occupati o temporaneamente non-occupati, a seconda dell’onerosità in termini di tempo.
    Sono favorevole all’autogestione e alla democrazia diretta, ma questo è in contraddizione con il carattere unitario dei sindacati. Infatti se un lavoratore è in disaccordo con la linea sindacale deve avere il diritto di uscire e fondarsi un altro sindacato con pari diritti e poteri. Questo è potenzialmente in contrasto con il controllo del mercato del lavoro da parte del sindacato unitario di professione.
    Citazione Originariamente Scritto da Skarm

    Formazione professionale. I sindacati unitari di professione avrebbero un ruolo privilegiato come detentori della conoscenza professionale. In una società come questa dove si parla tanto di formazione, ma dove le imprese ne fanno poca o nulla, questo “accumulo di sapere” potrebbe risultare utile al fine di garantire una manodopera altamente qualificata; inoltre la conoscenza professionale accumulata (e, possibilmente, archiviata) potrebbe aprire le porte a qualche entrata addizionale per il sindacato e quindi per tutti i suoi membri.

    Quindi una parte del costo di formazione della forza lavoro dovrebbe essere trasferito ai lavoratori stessi attraverso i sindacati?
    Citazione Originariamente Scritto da Skarm
    Meritocrazia. I sindacati unitari di professione dovrebbero costituire una difesa forte per coloro che svolgono regolarmente il loro lavoro, mentre il “fancazzismo” dovrebbe essere disincentivato in quanto esso, per sua natura, tende a divenire una forma parassitaria nei confronti del prossimo. Il livello retributivo per i membri del sindacato dovrebbe essere fondato su un
    sistema di punteggi che abbia i seguenti pilastri :
    - Anzianità occupazionale
    - Corsi di formazione (interna) seguiti
    - Valutazione del datore di lavoro*
    - Valutazione dei colleghi di lavoro
    Naturalmente il “prezzo” imposto alle imprese dovrebbe tenere conto anche di una quota per “coprire” i periodi di disoccupazione, garantendo almeno un salario minimo anche in quei momenti...salario che potrebbe essere incrementato organizzando (temporaneamente) formazione interna o prestando temporaneamente la propria opera per il sindacato; per evitare fenomeni parassitari si dovrebbe introdurre i seguenti concetti :
    - I periodi di mancato impiego causano una riduzione graduale del punteggio, fatta salva la
    possibilità di recuperare punti seguendo corsi di formazione (possibilmente tesi al reinserimento).
    - Organizzare formazione “congela” per qualche tempo la riduzione del punteggio.
    - Prestare opera volontaria per il sindacato “rallenta” per qualche tempo la riduzione del punteggio.
    Coloro che stessero a casa troppo tempo senza lavorare nè formarsi potrebbero, ipoteticamente, arrivare ad un punteggio di zero che verrebbe accettato dal sindacato per pochissimi mesi, oltre i quali il membro verrebbe espulso per evidente parassitismo.
    Inoltre un aspetto importante credo che sia il fatto che i capi dei SUP ricevano, al termine del mandato, una valutazione che dipenderà da due fattori :
    - Il livello di non-occupazione dei propri membri.
    - Il livello di soddisfazione dei propri membri nei confronti del proprio operato, che verrebbe
    valutato nel corso della votazione per l’elezione dei nuovi “capi”.
    In caso di un punteggio basso, il capo (o ex-capo) del SUP riceverebbe una penalità al suo punteggio ai fini retributivi...questo dovrebbe poter arrivare persino a dimezzarne lo stipendio se opera in modo particolarmente scadente...invece un punteggio particolarmente alto potrebbe, ipoteticamente, aumentarne leggermente il punteggio (non di molto però).

    Monopolio privato. Il potere dei sindacati unitari di professione risiede nel fatto che essi sarebbero gli unici “fornitori” autorizzati di lavoratori per quella “professione” e che chiunque non passi tramite di loro rischierebbe pene davvero severe (incluso esproprio dell’impresa, di tutti i propri beni e di metà di quelli della famiglia). In caso di sciopero di fatto un’impresa si ritroverebbe
    «paralizzata» in una certa funzione...questo potrebbe davvero significare “prenderla per le palle”...
    Citazione Originariamente Scritto da Skarm
    Insomma proponi il modello di un sindacato unico e potente, ma qui c’è il problema prima ricordato della libertà di creazione di sindacati da parte dei lavoratori. Mi rendo conto che c’è sempre il rischio di sindacati gialli, ma non si può obbligare la gente ad autogestire un’organizzazione imposta dall’alto.
    Per le pene non esageriamo, colpire anche la famiglia mi pare eccessivo e in contrasto con il regime delle società per azioni.
    Citazione Originariamente Scritto da Skarm
    Mutua assistenza. Visti gli squallidi giochetti che lo Stato italiano fa con i soldi e la previdenza dei lavoratori, i sindacati unitari di professione dovrebbero gradualmente assorbire in sè il ruolo assistenzialistico...eventualmente agendo in modo coordinato per malattia/maternità e separato per le pensioni...comunque tali costi rimarrebbero un “extra” nel costo fatto pagare alle imprese, assieme al costo “extra” per la copertura dei lavoratori temporaneamente non-occupati.
    La quota assistenziale dovrebbe essere dichiarata esentasse dallo Stato.
    Inoltre i livelli retributivi dovrebbero essere comunque strettamente legati tra loro da proporzioni fisse, percui eventuali “concessioni” da parte dei capi del sindacato sulle retribuzioni d’ingresso avrebbero effetti deleteri su tutte le retribuzioni (...incluse le loro!).
    Citazione Originariamente Scritto da Skarm
    Il problema di chi controlla i soldi dei contributi dei lavoratori è importantissimo. Più se li autogestiscono i lavoratori, con la garanzia dello stato, meglio è.
    Citazione Originariamente Scritto da Skarm
    Pianificazione occupazionale. L’accesso ad un sindacato unitario di professione dovrebbe avvenire attraverso concorsi organizzati internamente (eventualmente presieduti/vigilati da un esterno); la difficoltà delle prove d’ingresso di ciascun anno ed il numero di “accessi” possibili dovrebbe essere calibrata, nei limiti del possibile, sulla prospettiva occupazionale dei prossimi 5 anni. Le schede dei test dovrebbero essere il più possibile anonime con numeri assegnati casualmente ad ogni test; i risultati verrebbero esposti pubblicamente così che ciascuno possa rintracciare il proprio numero e vedere il proprio risultato.
    Ipotesi : Nel test d’accesso dovrebbe essere fatto scrivere a ciascun candidato la propria disponibilità a spostarsi sul territorio nazionale ed internazionale; a parità di punteggio dovrebbe essere scelto il candidato che dichiari maggiore disponibilità a spostarsi, essendo interesse del sindacato assicurare la piena occupazione dei suoi membri; naturalmente tale affermazione verrebbe archiviata nella scheda personale dei candidati che avessero accesso al sindacato.

    Recupero sociale. I sindacati unitari di professione, recuperando una coesione sociale all’interno delle singole professioni, potrebbero creare le basi per un recupero sociale, eventualmente organizzando occasionali eventi sociali minori sul territorio.

    Stabilità/sicurezza. Gli assegnamenti del lavoratore potrebbero avere una durata ridotta, benchè non ritenga auspicabile la possibilità di assegnamenti inferiori a 12 mesi, ma l'appartenenza al sindacato per un lavoratore che si dia da fare, sarebbe "a vita"...inoltre anche nei periodi di disoccupazione percepirebbe un reddito (magari inferiore). Naturalmente il lavoratore dovrebbe essere disponibile anche spostarsi in altre città o regioni, ma, date le dimensioni potenziali di simili sindacati, il sindacato potrebbe organizzarsi per assisterlo nei suoi trasferimenti, qualora si possa parlare di un vero e proprio "trasloco" che necessiti di trovare un alloggio.

    Alcuni possibili strumenti di lotta che potrebbe usare il sindacato o che potrebbero assumere forme differenti da quelle attuali, potrebbero essere :

    Boicottaggi. I sindacati unitari di professione sarebbero probabilmente in una posizione migliore rispetto ad altri enti per organizzare boicottaggi nei confronti di imprese che si siano meritate di finire nelle “blacklist”.

    Comunicazione negativa. I sindacati unitari di professione potrebbero vergare delle “blacklist” o addirittura delle “fedine sindacali” di aziende che attuino politiche anti-sindacali; tali “blacklist” dovrebbero essere condivise nel sistema informativo comune dei SUP in modo che ciascun sindacato possa agire come ritiene più consono quando viene contattato da un’impresa per ottenere manodopera della propria professione.

    Multe. I sindacati unitari di professione potrebbero imporre un “rincaro” selettivo nei confronti delle imprese che attuino politiche anti-sindacali o contro i lavoratori; questo rincaro costituirebbe di fatto una forma di “multa” tesa a disincentivare tali comportamenti.

    Sciopero. I sindacati unitari di professione dovrebbero poter far scattare uno sciopero senza alcun preavviso e gli scioperi «simbolici» di 1 ora e cagate simili dovrebbero essere vietati, perciò uno sciopero dovrebbe essere di almeno 8 ore. In questo modo il sindacato diventerebbe una “potenza” inquietante per l’impresa, ma, in compenso, chi comanda il sindacato verrebbe incentivato a fare sciopero unicamente quando fosse realmente necessario.


    * = Per questa dovrebbe essere fatto un “controllo incrociato” per accertarsi che il datore di lavoro non dia giudizi bassi e falsi a tutti i suoi dipendenti per cercare di tenerli tenendo basso il loro “costo”; nel caso in cui il suo giudizio risulti effettivamente estremamente basso per tutti i dipendenti o per larga parte degli stessi, potrebbe essere “multato” per aver cercato di falsare il dato.
    Citazione Originariamente Scritto da Skarm

    Ultima modifica di Skarm : 12-08-2006 alle 01:14.
    SUP : Alcune premesse...

    Io credo che alcune premesse che sarebbero utili per l'instaurazione
    dei SUP siano :
    - Rivoluzione del sistema educativo/universitario. Partendo
    eventualmente da un progetto-pilota procedere al cambiamento del
    processo educativo perchè sia studente-centrico e sia ripartito in tre
    componenti :
    * Formazione
    * Orientamento
    * Selezione (professionale)
    Il giovane deve essere educato e formato, ma deve anche essere
    selezionato valutando le sue attitudini ed orientato affinchè scelga un
    percorso di studi consono con ciò che è, teoricamente, bravo a fare; in
    seguito si potrebbe procedere alla nazionalizzazione del sistema educativo
    ed universitario, rendendo più duri i test e precludendo l'accesso agli studi
    superiori a chi non superasse determinati esami, indipendentemente dal
    reddito; questo significa che un figlio svogliato di un ricco verrebbe
    sbattuto a calci in culo fuori dal processo educativo, mentre un figlio
    meritevole di un povero potrebbe procedere...e viceversa...questo di fatto
    permetterebbe di evitare di "ingorgare" la società di universitari svogliati,
    fatto salvo che comunque la gente verrebbe incentivata a fare ciò che è
    più brava a fare. Al termine dei propri studi a ciascun giovane verrebbe
    fornita una rosa di professioni che deriva dalle varie "rose" di scelte
    educative fatte in passato e potrebbe procedere ai concorsi;
    eventualmente al giovane che ne avesse bisogno potrebbe essere
    assicurato un piccolo "reddito d'assistenza" dallo Stato per questo periodo
    che non dovrebbe assolutamente protrarsi oltre 1 anno (sennò il "sostegno"
    viene "tranciato"); per questi motivi i concorsi delle professioni della stessa
    famiglia dovrebbero essere incasellati con cura.
    - Banca dati italiana del lavoro. Lo Stato italiano dovrebbe fare
    un'opera di "censimento delle professioni", di incasellamento delle stesse in
    un unico elenco professionale aggiornato che verrebbe impiegato da tutti gli
    uffici pubblici (attualmente non è così); inoltre dovrebbe essere predisposto
    un modulo curriculare standard con l'aiuto dei sindacati unitari di professione
    in modo che questo contenga una buona quantità di competenze rilevanti;
    tale modulo curriculare dovrebbe essere reso pubblicamente disponibile, ma
    comunque l'invio dei curriculum ed il loro aggiornamento avverrebbe ad
    opera del sindacato stesso tramite un accesso privilegiato alla banca dati.
    Qualunque impresa potrebbe accedere a tale banca dati pagando una certa
    "fee" dipendente dal fatturato del gruppo di appartenenza, benchè questa
    possa essere pagata a livello di gruppo; le ricerche di personale potrebbero
    essere effettuate con vari filtri a seconda delle esigenze dell'impresa.
    I dati dei lavoratori dovrebbero essere aggiornati ad ogni passaggio di
    livello, in modo che le imprese possano valutare quanto gli venga
    l'assunzione di un dato lavoratore con date competenze.

    Insomma tutto il potere ai sindacati unitari di professione! E i lavoratori indipendenti o non sindacalizzabili, i pensionati, le persone che non partecipano al mercato del lavoro? Dovrebbero avere anche loro voce in capitolo soprattutto perché il modello sindacale che tu proponi di fatto è il “padrone” di tutta la vita economica. Mi sembra più un modello da dopo rivoluzione…..anche se interessante e in grado di cogliere alcuni punti centrali della vita sindacale.
    Non mi sembrano che ci siano soggetti sociali interessati a portare avanti il discorso dei sindacati unitari di professione. I lavoratori oggi sono consapevoli dei rapporti di forza sfavorevoli e restano ancorati alle vecchie organizzazioni sindacali.
    Un primo passo utile e possibile nel breve periodo sarebbe, a parer mio, una bella legge sulla rappresentanza sindacale. Così si elimina lo scandalo di contratti firmati da organizzazioni poco rappresentative e si costringono i sindacati a competere tra di loro per avere il consenso dei lavoratori, sindacalizzati e non, eliminando parecchie rendite di posizione.
    Questo mi sembra un primo passo per una riorganizzazione dei rapporti sindacali

  9. #19
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    Doppio post, scusatemi!

  10. #20
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    Citazione Originariamente Scritto da Sandokan80
    Profitti o sopravvivenza? Quale dei due è il principio più importante? Dipende dai mercati e dai periodi storici.
    Infatti io ho parlato di ciò a cui "tende naturalmente" il Capitalismo...non
    esiste un capitalista che, potendo, non vorrebbe avere il monopolio...ma ciò a cui poi sono "costretti" dalle situazioni non mi sembra così rilevante...


    Citazione Originariamente Scritto da Sandokan80
    Ovviamente la morale qui non svolge alcun ruolo e appunto per questo si parla continuamente di etica aziendale.
    A me quando sento parlare di "etica aziendale" mi viene da sganasciarmi dalle risate...

    Citazione Originariamente Scritto da Sandokan80
    ...la classe dei capitalisti è quindi aperta...
    Non sono d'accordo, Sandokan...se osservi con attenzione, noterai che ultimamente non sono sorte molte grandi imprese e ben poche sono "ascese" alla grandezza...le grandissime imprese sono pressochè tutte vecchie e quelle nuove gratta gratta sono spesso messe su da gente che aveva già un mucchio di soldi...il tempo del "capitalismo avventuriero" è finito...è per questo che ritengo che il Capitalismo si conformi sempre più come una "casta", soprattutto negli USA dove le "dinastie" capitalistiche sono poche
    ...considerando tra questi solo "i veri ricchi" e non il piccolo capitalista da quattro soldi che, pur sfruttando anche lui e difendendo le stesse logiche, è non di rado economicamente poco più "grande" di chi gli sta sotto...

    ...se vedi poi negli USA si comincia a parlare di come la "monarchia" sia meglio della "democrazia"...ti fa venire in mente qualcosa?

    A me sì...i plutocrati di merda si sono rotti i coglioni di tenere in piedi la fiction democratica e ora vogliono una bella dittatura ereditaria (o elettiva) con tanto di taglio dei costi (tasse) a loro beneficio...

    Citazione Originariamente Scritto da Sandokan80
    Qui c’è una possibile obiezione: non tutti i mercati sono organizzati allo stesso modo...
    Ciò non è rilevante per i lavoratori...ciò che interessa è schiacciare i testicoli al capitalista laddove ha forza...laddove egli è debole finirà inevitabilmente in balia del sindacato, ma non sarà grave...semplicemente dovrà tenere conto della scarsa flessibilità del costo di una nuova "merce"...il lavoro...

    Citazione Originariamente Scritto da Sandokan80
    Come si articolano i monopoli privati del lavoro autogestiti nei due differenti ambiti?
    Se ne fregano perchè sono legati unicamente alla professione...ci sono impiegati o operai in quel settore? Sì? Allora ciò che viene condiviso, archiviato e diffuso all'interno del sindacato saranno le conoscenze tecniche necessarie ad operare nel settore...come questo opera non è d'interesse nè per il sindacato nè tantomeno per i lavoratori...sono cazzi del capitalista e che questo se li "gratti"...


    Citazione Originariamente Scritto da Sandokan80
    Io conosco un solo esempio di sindacato senza funzionari burocratizzati e staccati dalla massa dei lavoratori: il sindacato anarchico spagnolo del periodo degli anni ’30. Esempio unico e non più ripetuto, anche a causa del suo fallimente e della situazione assolutamente anormale che ne aveva permesso lo sviluppo.
    Sì...ok...ma tieni conto che un sindacato moderno può sfruttare i benefici della tecnologia per mantenere una struttura leggera...tieni anche conto che spesso e volentieri nel mondo del lavoro vengono artificiosamente tenute in piedi strutture colossali perchè vi è un interesse "politico" nel farlo...in realtà una strutturazione efficiente ed efficace del lavoro...quindi una auto-organizzazione efficiente...permette di ridurre il fabbisogno di "lavoro indiretto"...tieni anche conto che all'interno di un sindacato autorganizzato non vi sarebbero "interessi politici" a ridurre l'efficienza, perchè chi "dirige" rischia di pagare economicamente l'errore di una cattiva pianificazione
    dell'occupazione...infatti egli è valutato sia sui livelli occupazionali che sul livello salariale (quest'ultimo dalla votazione dei lavoratori...che si spera non siano così pirla da votare uno che gli fa avere una paga misera!)...

    Citazione Originariamente Scritto da Sandokan80
    In tutti gli altri casi e contesti storici, i lavoratori hanno sempre prodotto una burocrazia di sindacalisti di professione per gestire i loro interessi che, in un certo senso, ripropone la divisione capitalistica del lavoro.
    Su questo punto bisogna riflettere, probabilmente lo scollamento dei vertici è certo per ragioni strutturali. Per esempio, i lavoratori non sono in grado di dirigere la produzione perché non hanno le conoscenze che invece sono a disposizione di manager e ingegneri e per questo scelgono di farsi dirigere.


    Ê inesatto su due punti...in primo luogo sia il manager che l'ingegnere sono spesso "dipendenti" e quindi mi pare legittimo definirli "lavoratori".

    Ê evidente ed inevitabile a mio avviso che, laddove si ha una specializzazione delle attività, si finisce per fare ciò che si ha ricevuto la formazione e si hanno le competenze per fare...ciò che auspico è che questa "attribuzione dei lavori" avvenga nel modo più "efficiente" possibile (cioè chi è più bravo a fare questo o quello venga formato e vada a fare questo o quello...indipendentemente dalle sue condizioni economiche o di quelle della sua famiglia...)...e ciò nel capitalismo non avviene.

    Citazione Originariamente Scritto da Sandokan80
    Non potendo dirigere tutto da soli, e quindi non essendo forza rivoluzionaria, allora scelgono di limitarsi a contrattare una migliore distribuzione del reddito sotto la guida di un ceto professionalizzato. Ovviemente poi questi si ritagliano i loro privilegi e posti di potere e si accordano con i capitalisti sulla base dei rapporti di forza esistenti.
    Francamente credo che tu sia stato troppo benevolo nell'esprimerti...il concetto, detto in modo spicciolo, è che "la maggior parte dei lavoratori è pirla* e non è in grado di capire che, se non lotta per i suoi interessi, nessuno gli leverà le castagne dal fuoco"...io credo che sia giusto e legittimo che il lavoratore si dia una smossa e si svegli da questo stato di rincoglionimento, rendendosi conto che nessuno combatterà per lui le sue battaglie...io credo che l'idea dei SUP debba servire proprio a questo! In effetti è proprio per questo che la ritengo una soluzione "di transizione"...non si è ancora al "lavoratore rivoluzionario" perchè in questa fase il lavoratore ha chiaro unicamente un suo interesse di breve termine...ma si ha chiaro il valore della lotta, che con i sindacati impostati come sono ora si è completamente perso...ma mi verrebbe da dire "legittimamente perso"...perchè che senso ha sostenere le lotte di un sindacato che fa apertamente bene solo i suoi porci comodi??!

    Citazione Originariamente Scritto da Sandokan80
    Come si fa a mettere insieme in una sola vertenza i lavoratori degli alberghi e i metalmeccanici? La specializzazione settoriale mi sembra inevitabile.
    Non è affatto inevitabile...è evidente come possano essere diversi il lavoro di un operaio nella fabbrica ed il lavoro di un cameriere...che mi sembra chiaro nel modo in cui poni la domanda...ma in realtà ciò è possibile!

    Quello che evidentemente non noti è che tali settori hanno soltanto alcune professioni in comune...tendenzialmente quelle amministrative...sono solo le professioni "operative" ad essere diverse, ma in questo caso le professioni sarebbero distinte e non vi sarebbe la "vertenza comune"!

    E se hai qualche dubbio riguardo al fatto degli "scioperi separati"...non so se hai presente che puttanaio diventa il lavoro quando c'è una persona che fa una "specifica" attività a cui devi "necessariamente" rivolgerti che è in ferie...

    ...credi che un albergo può funzionare senza i camerieri o senza i cuochi?
    ...credi che possa funzionare un albergo se nessun amministrativo va a lavorare (magari con sciopero "a sorpresa" a fine mese...in fase di chiusura)? Chi farebbe tutte le registrazioni o le attività...sì...di supporto, ma comunque necessarie al normale funzionamento?

    Metterebbero gli amministrativi a lavorare ai tavoli e i camerieri a fare le registrazioni contabili?

    Credo che per molti versi un simile sistema funzionerebbe molto meglio di quello attuale...per il semplice motivo che fa leva su uno degli aspetti cardine del sistema economico moderno...la specializzazione...fortificando peraltro le competenze dei lavoratori si renderebbe la "percettibilità" dello sciopero persino più forte...pensa al capitalista che si mette a fare quanto di cui sopra, anche se teoricamente sarebbe "illegale"...IMPAZZIREBBE!!

    Ê come quando mi capita di parlare del mio lavoro con qualcuno che fa generalmente tutt'altro...per quanto possa essere una persona intelligente e preparata è facile che capisca poco o nulla di quanto gli vado "cianciando"...
    ...magari devi chiarirgli uno o due punti "oscuri"...

    ...e, francamente, per quanto sia bravo nel mio lavoro, se io dovessi mettermi a portare in giro due o tre piatti in una volta sola sarei un disastro...i primi giorni di sicuro piatti rotti e casini vari...ora che uno si "adatta" lo sciopero finisce...diviene difficile capire se all'impresa conviene "insaccare" o "barcamenarsi"...perchè se l'attività è di supporto i casini possono rimanere "a lungo termine", mentre per una attività operativa ci possono essere danni all'immagine o anche peggio!!

    Citazione Originariamente Scritto da Sandokan80
    I capitalisti non prendono forza dalla loro intersettorialità perché spesso i capitalisti di diversi settori sono in lotta ferocissima tra di loro, ma dalla possibilità di aprire una fabbrica di auto in Brasile e una in Romania mettendo in concorrenza tra di loro i dipendenti.
    Bè...no...loro hanno potere "interno" grazie all'intersettorialità, la delocalizzazione va combattuta estendendo la pratica dei SUP a livello europeo ed istituendo "camere di baratto" con l'esterno...delle "camere" che dovrebbero (in una maniera da definire) filtrare tutti i prodotti finiti che provengono dall'esterno in grandi quantità, indipendentemente dalla nazionalità del capitalista...


    Citazione Originariamente Scritto da Sandokan80
    ...voto il partito che più mi piace e mi iscrivo al sindacato che meglio difende i miei interessi.
    Questo lo so...qualche anno fa mi è capitato di incontrare un neo-nazista dichiarato che votava Forza Nuova e che era molto propenso ad iscriversi
    alla CGIL...mi rendo perfettamente conto che queste cose avvengono, ma non è questo che intendo...io intengo che il sindacato ha delle faziosità politiche...

    ...i discorsi di Epifani sul "governo amico" mi paiono chiarire molto bene ciò che intendo...mi spiego?

    Citazione Originariamente Scritto da Sandokan80
    Non ho capito bene che ruolo attribuisci ai Sindacati Unitari di Professione. Devono agire sul lato della distribuzione del reddito (più soldi ai lavoratori in un ambito capitalistico) oppure della produzione del reddito (mettere le basi socio-culturali per la svolta comunista)? Sindacalismo distributivo o sindacalismo rivoluzionario?
    Sarebbe inizialmente "distributivo", ma il suo obiettivo è di porre le basi di "risveglio delle coscienze" perchè questa sia una "leva" rivoluzionaria...di base, una volta riportata la maggioranza dei lavoratori ad un minimo di "sfavillio critico" facendo in modo che si rieduchino a fare i propri interessi e quindi a riacquistare una coscienza di "interesse collettivo" sarebbe possibile mostrare loro come fare l'interesse "di tutti" sia la via migliore per trarre il proprio vantaggio personale...


    Citazione Originariamente Scritto da Sandokan80
    Per piacere non tiriamo in ballo le corporazioni che non erano sindacati, ma cinghie di trasmissione e di controllo al servizio del fascismo e dei padroni…..
    Di fatti la mia soluzione non c'entra col corporativismo fascista, sebbene forse possa vedersi qualcosa di ciò che erano le corporazioni medievali, benchè esso sia ancora diverso da esse per un semplice motivo...il capitalista non ne fa parte...


    Sono favorevole all’autogestione e alla democrazia diretta, ma questo è in contraddizione con il carattere unitario dei sindacati...
    La prima forse no, ma la seconda certamente sì...non ci sarebbe una democrazia diretta...io ritengo che la democrazia diretta sia un elemento da introdurre soltanto in una fase più avanzata del processo rivoluzionario e comunque sarebbe legata alla gestione delle risorse comunitarie locali...non all'aspetto economico (...io auspico una gestione "di mercato", ma con fini non-possessivistici, anche nella società comunista...insomma...il "capitalista" non ci sarebbe più, ma l'imprenditore esisterebbe ancora...)...

    Quindi una parte del costo di formazione della forza lavoro dovrebbe essere trasferito ai lavoratori stessi attraverso i sindacati?
    Bè...vogliamo essere sinceri, Sandokan?
    Tu dove le vedi tutte stè imprese che fanno "formazione"?

    Le imprese di "formazione" cianciano tanto, ma non fanno quasi mai una sega...se va bene e trovi il dirigente assennato che ti prende e ti dà carichi di lavoro a seconda delle tue capacità ed impari lavorando...ma sembra che i dirigenti assennato siano sempre meno...in genere vogliono quello che sa già tutto e che pulisce pure il pavimento con la scopa infilata nel culo...

    ...la formazione vera e propria è un fenomeno veramente raro...di base anche perchè chi ti fa formazione teorica in genere non capisce un cazzo di "pratica", non è in grado di spiegartela o ha interesse a non spiegartela...
    ...mentre in genere ciò che interessa alle imprese è la formazione "pratica"...
    ...ma quella te la può dare solo chi "è sul pezzo"...solo che in genere ha poco tempo e ha da fare...

    ...quindi il costo della formazione finisce a carico del sindacato, ma, dato che il sindacato ha "per istituzione" l'obbligo di mantenere i suoi membri, questo costo è semplicemente una porzione extra pagata ad alcuni membri temporaneamente non occupati...quindi si tratta di un costo ridotto...inoltre è formazione pratica fatta da gente che fa quel lavoro nella pratica...

    ...sarebbe anche un modo per mantenere una "continuità del sapere professionale" tra le varie generazioni...qualcosa che, grazie ad imprese sempre più ottuse e a enti di formazione sempre più alienati, è sempre più difficile al giorno d'oggi...

    ...è chiaro che le imprese potrebbero avere interesse nella cosa, perchè sanno benissimo il genere di "formazione" che fanno internamente...solo che potrebbe essere anche un modo per ridurre il feroce darwinismo sociale che c'è nella società moderna...

    ...non so se hai presente...per i lavori amministrativi ti chiedono di conoscere il pacchetto Office e magari qualche sistema gestionale...magari conoscere SAP...ora...il primo costa migliaia di euro...il secondo spesso e volentieri ci vuole un corso e costa una vagonata di soldi...

    ...chi riesce a formarsi con stè cose?

    ...quello che c'ha già i quattrini e/o quello più "sgamato"...anche se ultimamente direi chi ha entrambe le cose perchè il darwinismo sociale (salvo raccomandazione) sta assumendo aspetti paradossali nella nostra società...

    Insomma proponi il modello di un sindacato unico e potente, ma qui c’è il problema prima ricordato della libertà di creazione di sindacati da parte dei lavoratori. Mi rendo conto che c’è sempre il rischio di sindacati gialli, ma non si può obbligare la gente ad autogestire un’organizzazione imposta dall’alto.
    I capi sarebbero regolarmente eletti tra i membri "anziani" (o meglio di alto livello) temporaneamente non-occupati...non sarebbe quindi una democrazia diretta, ma...a parte questo...perchè non dovrebbe essere proponibile?

    Francamente mi sembra più sensato entrare a far parte di un sindacato unico dove io voto un membro "anziano" e se non fa il mio interesse (cioè "essere occupato" e "guadagnare uno stipendio decente") poi si trova lo stipendio pesantemente decurtato piuttosto che iscrivermi alla CGIL dove Epifani fa quel cavolo che gli pare, parla di "Governo amico", probabilmente si beccherà lo stesso stipendio anche quando i suoi iscritti l'avranno preso in culo fino a farselo sfondare (e ci siamo quasi) e poi magari va a fare il "pensionato d'oro" in politica!! Eppure ci credi?? La gente si iscrive alla CGIL!!

    Se il "membro anziano" si mette a delirare di "Governo amico" alla prossima elezione, quando mi vedo in busta paga lo stipendio decurtato, il mio voto
    sarà "0"...probabilmente lo stesso sarà per parecchi altri...il che significa che lui "cascherà" di parecchi livelli...e le conseguenze pratiche dell'avermelo messo in culo lo pagherà lui e fors'anche la sua famiglia!

    Credi che lo stesso possa dirsi di Epifani e della CGIL?

    Non credo...

    ...quindi credo che sia più sensato cercare di "portare a casa" una soluzione magari non perfetta, ma funzionale piuttosto che voler avere davvero "tutti i fili a posto" per finire a trovarsi a mangiare il semolino assieme a tanti altri vecchietti che cianciano della Memoria della Resistenza o del Socialismo di Mussolini (che certamente sono temi innovativi e utilissimi per i lavoratori! )!!

    Per le pene non esageriamo, colpire anche la famiglia mi pare eccessivo e in contrasto con il regime delle società per azioni.
    No...affatto...perchè?
    Un capitalista che ti fa causa per questo o per quello e col suo denaro paga fior d'avvocati e ti manda sul lastrico la tua famiglia la risparmia?

    Io credo che l'estensione alla famiglia sia giustificata dalla palese tendenza dei capitalisti ad impiegare i familiari come prestanome...del regime delle società per azioni, francamente, me ne strafotto anche perchè la sanzione sarebbe una estensione pecuniaria di un reato che io definirei "penale"...

    Il problema di chi controlla i soldi dei contributi dei lavoratori è importantissimo. Più se li autogestiscono i lavoratori, con la garanzia dello stato, meglio è.
    Concordo...è anche per questo che auspico l'autogestione del sindacato...ma dello Stato mi fido poco...basta vedere la merda che hanno fatto i politici con i soldi dei lavoratori usando i soldi dell'INPS come proprio "porcellino salvadanaio"...no...no...lo Stato deve starsene fuori dai coglioni il più possibile...deve solo garantire che il sindacato sia tutelato nella sua posizione dichiaratamente monopolistica...

    E, nel momento stesso in cui non lo facesse più, un bello sciopero generale di tutti i SUP ed arresto totale del Paese...

    Insomma tutto il potere ai sindacati unitari di professione! E i lavoratori indipendenti o non sindacalizzabili, i pensionati, le persone che non partecipano al mercato del lavoro? Dovrebbero avere anche loro voce in capitolo soprattutto perché il modello sindacale che tu proponi di fatto è il “padrone” di tutta la vita economica. Mi sembra più un modello da dopo rivoluzione…..anche se interessante e in grado di cogliere alcuni punti centrali della vita sindacale.
    I lavoratori indipendenti sarebbero parte di un sindacato di professione...in pratica questo sostituirebbe anche gli albi professionali...non sarebbe possibile essere "indipendenti" dai SUP di appartenenza...sarebbe espressamente vietato dalla legge.

    Per i pensionati ci dovrebbe essere un periodo di gestione congiunta tra INPS e SUP con un "fondo di partecipazione"...peraltro lo Stato dovrebbe cagare fuori i soldi che ha rubato all'INPS in passato grazie alla "gestione allegra" dei politici e che dovrebbero essere chiaramente conteggiati...una volta entrato a regime il sistema i pensionati sarebbero ex-membri del SUP...per il loro mantenimento sarebbe stato accumulato un certo ammontare, come teoricamente doveva avvenire per l'INPS...magari la gestione delle pensioni potrebbe essere unificata tra "famiglie professionali", ma dovrebbe essere il più possibile limpida e assolutamente priva di rischio...

    I lavoratori non sindacalizzabili?
    La categoria in questione non esisterebbe...tutti i lavori esistenti verrebbero puntualmente definiti, "consolidati" e convertiti in precise professioni...

    ...ovviamente si cercherebbe di trovare il modo di affinare le capacità tecniche e migliorare l'efficienza di qualunque attività lavorativa, incluse quelle che potrebbero apparire più "generiche", e, al contempo, di cercare di "unire" gli impieghi "generici" e "non-qualificati" ad attività il più possibile similari, ma meno "generiche"...

    Quanto a chi non partecipa al mercato del lavoro...

    ...chi intendi?

    Il sistema sarebbe strutturato per minimizzare o annullare il tasso di disoccupazione all'interno del sindacato...i giovani sarebbero convogliati verso le professioni verso cui mostrano più talento ed inclinazione...nei primi tempi avrebbero il sostegno dello Stato e poi entrerebbero nei SUP dove sarebbero tutelati come tutti gli altri...

    Gli studenti non conterebbero un cazzo nel sistema suddetto...è vero...ma, abolendo "stage" e tutte le robe che cianciano di "formazione", non avrebbe rilevanza e poi, diciamocelo schiettamente, gli studenti in genere non hanno mai contato un cazzo...hanno sempre fatto del gran casino e gran confusione, nonchè grancassa per permettere ad alcuni di loro di fare i politici "da grandi"...

    ...francamente non vedo perchè un sistema dovrebbe dare, a livello di economia, voce in capitolo a chi spesso e volentieri non capisce un cazzo neppure di ciò percui fa le autogestioni e le occupazioni (a parte scopare, ubriacarsi, farsi le canne e non studiare)!!

    Non mi sembrano che ci siano soggetti sociali interessati a portare avanti il discorso dei sindacati unitari di professione. I lavoratori oggi sono consapevoli dei rapporti di forza sfavorevoli e restano ancorati alle vecchie organizzazioni sindacali.
    Al momento no...ma al momento la teoria dei SUP non è nè diffusa nè tantomeno dettagliata**...è una "direzione generale di marcia"...indicare una direzione è un modo come un altro perchè, prima o poi, a furia di indicare e gesticolare, qualcuno cominci a muovere il culo e gli altri ("a pecorone", come disgraziatamente è tipico quando c'è limitata coscienza politica) seguano...
    Skarm

    * = Mò liberi di "guerreggiare" sul termine o sulla legittimità del suo uso da parte di un comunista, cari compagni, ma mi pare che il concetto di "mancanza di coscienza politica" o magari "mancanza di coscienza di classe" pecchi di eleganza a tutto discapito della comprensione del significato...

    ** = Peraltro non fa manco parte di un "sistema alternativo unificato" che peraltro auspico...cioè una alternativa dettagliata di società "di transizione" che, in questa fase buia, andrebbe indicata come obiettivo...anche se, personalmente, auspico il successivo procedere verso una forma di comunismo con lo Stato (così come lo concepiamo ora) ridotto al minimo, la dissoluzione dei grandi complessi urbani e la gestione delle comunità attraverso modalità di democrazia diretta...questo però, a mio avviso, è un passaggio possibile unicamente dopo aver superato quello che, secondo me, è il più grande scoglio teorico per il comunismo :

    "Il superamento del potere illusoriamente incentivante del possesso e la definizione di strumenti incentivanti spirituali e superiori più vicini alla reale soddisfazione dei bisogni superiori umani"
    Alle europee io voto Codacons...e tu?

 

 
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