Pagina 2 di 3 PrimaPrima 123 UltimaUltima
Risultati da 11 a 20 di 21

Discussione: Vlad Tepes

  1. #11
    Registered User
    Data Registrazione
    21 Jul 2006
    Messaggi
    1,293
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Come santo non credo...Ma nel monastero di Snagov tante gente va...

  2. #12
    Forumista senior
    Data Registrazione
    03 Aug 2006
    Messaggi
    1,860
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Cyprien
    Come santo non credo...Ma nel monastero di Snagov tante gente va...
    Un mio amico rumeno mi adetto di aver sentito dire in un documentario, se aveva capito bene, che c'era una sorta di culto popolare nei suoi confronti...

  3. #13
    Registered User
    Data Registrazione
    21 Jul 2006
    Messaggi
    1,293
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Questo no...

  4. #14
    Forumista senior
    Data Registrazione
    03 Aug 2006
    Messaggi
    1,860
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Esistono delle icone che lo raffigurano con l'aureola??? (come Stefan cel Mare)

  5. #15
    Registered User
    Data Registrazione
    21 Jul 2006
    Messaggi
    1,293
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    No...

  6. #16
    Forumista senior
    Data Registrazione
    03 Aug 2006
    Messaggi
    1,860
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Vlad III Dracula

    Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

    (Redirect da Vlad III)
    Vai a: Navigazione, cerca

    Vlad III Dracula


    Vlad III Dracula (2 novembre 1431 ? - dicembre 1476), conosciuto anche come Vlad Ţepeş (letto tse'pesh) o Vlad l'Impalatore, fu, a più riprese, principe di Valacchia: nel 1448, dal 1456 al 1462 ed infine nel 1476. Nacque a Sighişoara, in Transilvania.
    Grazie al suo dominio, la Valacchia riuscì a mantenere la sua indipendenza dall'Impero Ottomano. La crudeltà nei confronti dei prigionieri gli valse il soprannome di Dracul, che in Rumeno significa "drago", ma fu anche detto l'Impalatore. La storia (romanzata) della sue gesta è stata in parte raccontata da Bram Stoker nel romanzo Dracula.
    Indice

    [nascondi]
    //
    [modifica]

    L'origine del nome

    Vlad III Dracula nacque nel novembre o dicembre 1431, nella fortezza di Sighişoara, in Transilvania. Suo padre, Vlad II Dracul, aveva ricevuto l'Ordine del Drago circa un anno prima. Questo ordine - simile, per certi versi, all'Ordine di Malta - era un ordine religioso originariamente creato nel 1387 da Sigismondo, re d'Ungheria (in seguito Imperatore del Sacro Romano Impero) e dalla sua seconda moglie, Barbara Cilli. L'ordine aveva un drago come simbolo. Scopo dell'ordine era di proteggere gli interessi del Cattolicesimo e lottare contro i Turchi.
    L'Ordine in relazione a Vlad III è importante per diversi motivi: in primo luogo dà una spiegazione del nome Dracula: in rumeno Dracu indica diavolo, ed i nobili di Romania, conoscendo l'appartenenza di Vlad II all'Ordine del Drago, decisero di chiamarlo Dracul. Draculea che in rumeno significa Figlio di Dracul, fu spesso usato dallo stesso Vlad III nella corrispondenza ufficiale. In secondo luogo, fu l'abbigliamento tipico dell'Ordine ad ispirare a Bram Stoker certi particolari del suo Dracula.
    Altro nome con cui era indicato, più che altro dalla gente comune, era "Ţepeş", che significa l'impalatore in rumeno, essendo questo il suo supplizio preferito. Anche gli Ottomani si riferivano a Vlad come Kaziglu Bey, cioè il Principe Impalatore, termine attestato a partire dal 1550.
    [modifica]

    Principe di Valacchia

    Nell'inverno del 1436-1437, Vlad II divenne Principe di Valacchia (una delle tre province di Romania) e prese residenza nel Palazzo di Târgovişte, la Capitale della Valacchia.
    Vlad III seguì suo padre, vivendo sei anni alla corte principesca. Nel 1442, per motivi diplomatici, Vlad III ed il fratello minore Radu furono dati in ostaggio al Sultano Murad II: Vlad III rimase prigioniero in Turchia fino al 1448, mentre il fratello Radu vi rimase fino al 1462.
    Questo periodo di prigionia probabilmente giocò un importante ruolo nel carattere di Vlad III. Pare che proprio in quel periodo Vlad III assunse una visione molto pessimista. Nel 1447 i Turchi lo liberarono, informandolo della morte del padre Vlad II Dracul per mano di Vladislav II, un altro pretendente al trono di Valacchia. A Vlad venne anche detto di come il suo fratello maggiore Mircea era stato torturato e, infine, bruciato vivo a Târgovişte.
    All'età di 17 anni, Vlad III Dracula, appoggiato dalla cavalleria turca e da un contingente del Pascià Mustafa Hassan, fece la sua mossa all'attacco del Trono di Valacchia, ma l'altro pretendente al Trono, Vladislav II, lo sconfisse solo due mesi dopo.
    Per assicurarsi il trono di Valacchia, Vlad III dovette aspettare il 10 agosto 1456, quando riuscì finalmente ad uccidere il suo nemico (nonché assassino di suo padre). Vlad III iniziò quindi il suo più lungo periodo (sei anni) alla testa del principato, nel quale commise buona parte degli atti che lo resero famoso, rendendogli la fama per cui è a tutt'oggi noto.
    Inoltre Vlad III era anche soprannominato "Nosferatu" (colui che non muore, il morto vivente).
    [modifica]

    Contro le orde ottomane

    Nel 1463, Vlad Ţepeş Dracula, a Plenari (Transilvania), con un piccolo esercito privato, affrontò le orde ottomane che dilagavano nella penisola Balcanica, riuscì ad intrappolare una parte dell’esercito nemico (12.000 uomini) in una gola e a distruggere il contingente nemico. Non fece prigionieri, i sopravvissuti furono tutti impalati, salvo uno, che fu rimandato indietro, con una cesta contenente la testa del suo generale. Con il suo coraggio e la sua ferocia impedì l’invasione del paese. Vlad Ţepeş è l’eroe nazionale della Transilvania. Nacque da tale episodio anche la leggenda del vampiro (in turco, dracula = il sanguinario). Vlad aveva comme compagnia una donna detta Cristiana (ma in documenti -Cristina-)che aveva un segno particolare sul seno sinistro,che voleva rappresentare una rosa magica che dava forze divine ! Era nata sul Mare Nero e proveniva da padre turco e madre rumena. Era di un bellezza particolare, mora con occhi verdi che nascondevono misteri mai scoperti. Il suo primo atto, una volta insediato sul trono di Valacchia, fu la vendetta verso i boiardi di Târgovişte per la morte di suo padre Vlad II Dracul e suo fratello Mircea: Nella domenica di Pasqua del 1456 arrestò tutti i boiardi, fece impalare i più anziani e costrinse gli altri a marciare fino alla città di Poenari. Durante questo terribile viaggio di cinquanta miglia molti morirono, ma ai sopravvissuti non fu concesso riposo fino alla destinazione. Quindi, Vlad III ordinò loro di costruire una fortezza sulle rovine di un antico castello, sul fiume Arges. L'impresa causò la morte di parecchi boiardi, dando a Vlad III il destro per creare una nuova nobiltà in Valacchia, e di ottenere una fortezza per eventuali future situazioni di emergenza.
    Vlad III continua ad essere ricordato per le sue brutali punizioni, come descritto dai suoi detrattori Sassoni di Transilvania.


    [modifica]

    Le atrocità di Vlad Tâpeş

    Prima ancora di essere ricordato come un guerriero senza paura, le gesta inumane di Dracula saranno per molto molto tempo il suo eco più forte. Il suo metodo di tortura preferito era l'impalamento. Dracula non solo riadottò dai turchi questo atroce strumento di tortura, ma creò una propria "arte di impalare".
    Dracula inventò un modo per impalare i ricchi, stendedoli più in alto di tutti o facendo ricoprire l'asta d'argento, inventò un modo per impalare i mercanti, con delle tacche incise sull'asta che avrebbero in qualche modo intralciato lo scivolamento del corpo verso la base dell'asta aumentando così sia la durata della tortura che l'agonia, creò un metodo per impalare le donne incinte, i bambini, i ladri, i vecchi, i guerrieri nemici, gli ambasciatori del Sultano, i traditori. Una registrazione dell'epoca, narra che durante un pasto dopo la battaglia, Dracula ricevette la visita di un cronista dal Vaticano. L'uomo si rivolse al Principe dicendo :"Come fate a mangiare qui mio Signore, l'odore è insopportabile. Dracula non si fermò a mangiare e nemmeno ostentò la benché minima sensazione umana quando, a seguito di quelle parole, ordinò ad una guardia di impalare quell 'uomo più in alto di tutti cosicché non avrebbe sentito l'odore dei corpi.
    Nella città di Sibiu, nel 1460 Dracula fece impalare 10.000 persone in solamente tre ore. Non contento del suo atto, cosparse alcuni corpi con del miele (usato per oliare le aste da impalamento) cosicché sarebbero stati invasi da ogni tipo di insetto.
    Nel 1459 Dracula si rese responsabile di uno dei più macabri avvenimenti nella storia umana. Durante il giorno di San Bartolomeo, a Brazov, Dracula fece invitare a palazzo alcuni mercanti, odiati e disprezzati dalla sua persona.
    Prima di iniziare a mangiare, si rivolse loro con fare ironico domandando quanti regni essi avevano visto crollare nella zona della Transilvania e se il suo avrebbe avuto una sorte differente. Le risposte, esattamente come Dracula pensò, furono spudoratamente sarcastiche, atte ad esaltare il disprezzo che ognuno di loro provava per quel pezzo di terra.
    Dracula decise di fargli riempire la pancia, e subito dopo la fine del pranzo, fece entrare le guardie e arrestò i mercanti. Ne mise uno di fronte all'altro, in una sorta di fila indiana. Fece sventrare il primo e obbligò il secondo a mangiare ciò che il collega, ormai senza vita, aveva nello stomaco. Continuò così e l'ultimo mercante ebbe una fine differente; venne fatto bollire e la sua carne fu data in pasto ai cani. Subito questo atroce spettacolo uscì per le strade e impalò 3.000 persone, tra Boiari e mercanti.
    Nel 1461 un'ambasciatore del Sultano turco arrivò nel palazzo di Dracula. Si prostò ai piedi di Vlad III ma non si volle togliere il turbante perché rappresentava il simbolo della propria religione. Dracula irritato da quel gesto ordinò di inchiodare (con chiodi simili a quelli della crocefissione di Cristo) il turbante alla testa dell'ambasciatore, e pronunciò le parole:Credetemi se vi dico che non voglio che mai perdiate quel prezioso turbante.
    Dracula fu sadico e spietato, inventò le armi battereologiche, o meglio, ordinò agli appestati di travestirsi da guerrieri turchi e di entrare nella fila del nemico, espandendo così la malattia. Buttò carogne di animali e uomini nei corsi d'acqua, incendiò interi villaggi nell'intento di terrorizzare il nemico infondendogli l'orrore nel cuore.
    Dopo la sua morte misteriosa (cè chi dice sia stato ucciso dai suoi uomini perché scambiato per un turco) sul campo di battaglia, molte sono le ipotesi su dove sia finita la sua salma. Alcuni pensano sia stata bruciata, altri pensano sia stata fatta a pezzi ed esposta ad Istanbul, ma la teoria più storica, è che il corpo di Dracula è stato ritrovato in una tomba di una cappella nella città di Snagov. Lo scheletro ritrovato infatti, aveva abiti in seta vermiglia ed un'anello con inciso il simbolo dell' Ordine del Drago, l'Ordine a cui Dracula apparteneva. Dulcis in fundo, sembra che tutte le mattine un gruppo di monaci dedichi delle preghiere a quella tomba con lo scopo di "farlo stare buono"

  7. #17
    Forumista senior
    Data Registrazione
    03 Aug 2006
    Messaggi
    1,860
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Da Vlad Dracula al Conte Dracula il vampiro (articoli del quotidiano "Avvenire")

    "Che romantico questo Dracula..."

    di Massimo Introvigne ("Avvenire", 10 giugno 1995)
    C'era una volta il conte Dracula, il vampiro della Transilvania. O meglio c'era una volta un nobile romeno che non era conte ma principe, non era transilvano ma valacco, non veniva chiamato "Dracula" se non occasionalmente e soprattutto non era un vampiro. Vlad Tepes (1431-1476) rimane nella storia della Romania una figura controversa. Principe di Valacchia, venne in origine soprannominato "Dracula" (cioè "figlio di Dracul": di Vlad Dracul, 1390-1447, il padre e predecessore sul trono di Valacchia) ma passò alla storia con il soprannome di "Tepes", cioè "impalatore", dal supplizio che usava per i nemici e che aveva imparato dai turchi. Spietato ma coraggioso, temerario ma capace di improvvise ritirate strategiche (che lo portarono, per esempio, dalla Valacchia invasa dai turchi in Transilvania), Vlad Tepes è per alcuni storici il primo sovrano capace di pensare alla Romania come a un moderno stato nazionale, per altri un tiranno cinico e brutale capace perfino di alleanze sotterranee con i cattolici e con i turchi pur di sottrarre potere ai feudatari rivali della sua stessa religione ortodossa.
    ?I vampiri non c'entrano granché. L'idea che alcuni morti possano uscire dalla tomba di notte e attaccare i viventi per nutrirsi del loro sangue è di origine molto antica e si ritrova presso molti popoli, dai greci ai romani e dagli indiani ai cinesi. A partire dalla fine del Seicento autentiche crisi di paura collettiva dei vampiri dilagarono nell'Europa dell'Est dall'Istria all'Ungheria e dalla Polonia alla Serbia; la Transilvania e la Valacchia rimasero in realtà alla periferia del fenomeno. Alla fine del Settecento si spensero le ultime crisi di panico vampiristico collettivo, ma della figura del vampiro cominciarono a impadronirsi i poeti, da Coleridge a Keats e da Goethe a Byron. I morti che uscivano dalle tombe negli incubi dei contadini dell'Europa orientale nel Seicento e nel Settecento non avevano nulla di affascinante: si trattava, in genere, di vecchi compaesani morti con una cattiva reputazione. Sono i poeti romantici a fare del vampiro un personaggio affascinante, quasi sempre aristocratico, colto e bello. Dalla poesia il vampiro passa alla prosa. Il romanzo dell'irlandese Bram Stoker (1847-1912) pubblicato a Londra nel 1897 non è il primo, ma è il più famoso. Stoker chiamò il suo vampiro "Dracula", ispirandosi al principe valacco che aveva lasciato una fama sulfurea per il modo in cui trattava i nemici e che lo scrittore trasformò - sbagliando, appunto - in un conte transilvano. L'identificazione fra Vlad Dracula o Vlad Tepes - per molti un eroe nazionale - e il vampiro non fece piacere ai romeni, e il romanzo di Stoker non venne tradotto né nella Romania monarchica né in quella di Ceausescu. La prima traduzione ha dovuto attendere la caduta del comunismo, ed è uscita nel 1991. Ceausescu, peraltro, si fece convincere a fare costruire in Transilvania al Passo di Borgo (il luogo dove Stoker colloca la dimora del suo vampiro) un albergo "Castle Dracula" ad uso dei turisti americani, sfortunatamente lontano parente anche nell'architettura di quello del romanzo ottocentesco. Caduto Ceausescu, gli entusiasti di Dracula - numerosissimi nel mondo (il romanzo di Stoker è il quarto libro più letto di tutti i tempi, e Dracula insieme a Sherlock Holmes è il personaggio più ripreso nel Novecento da autori diversi dal suo creatore) - hanno potuto organizzarsi anche in Romania, dove è nata una Transylvanian Society of Dracula che ha ora potuto proclamare il 1995 "anno di Dracula" e celebrare un congresso mondiale itinerante che ha portato un centinaio di docenti universitari (storici, sociologi, folkloristi) e altrettanti appassionati e giornalisti in giro per la Romania per una settimana, sui luoghi sia del Vlad Dracula storico che del conte Dracula immaginario di Stoker.
    ?Chi scrive - tra i relatori del congresso insieme a nomi noti della sociologia della religione, da Eileen Barker a J. Gordon Melton - ha una buona esperienza di convegni, ma questo romeno su Dracula (o piuttosto sui vampiri) non è stato simile a nessun altro. Se si superano le difficoltà di un'organizzazione non ancora del tutto pronta a ricevere un turismo complesso - e il folklore che ha chiesto agli accademici di stare al gioco - rimangono le montagne della Transilvania e della Valacchia, fra le più belle del mondo, le tradizioni popolari contadine ancora vive nei villaggi più discosti dalle strade di grande comunicazione, e la scoperta che sul tema del vampiro specialisti di campi diversi - che in parte si sono incontrati per la prima volta proprio al congresso - possono dare vita a discussioni di grande interesse culturale. Gli studiosi hanno ora a disposizione con le novecento pagine di The Vampire Book di J. Gordon Melton (Visible Ink, Detroit 1994) una vera e propria bibbia sul tema. Per i non specialisti - attendendo gli atti del congresso, che si annunciano appassionanti - rimangono soprattutto due domande: "esistono" i vampiri? e perché appassionano tanta gente, dalla letteratura ai fumetti e ai film? Benché nell'Ottocento (ma non nel Settecento, quando la gerarchia della Chiesa cattolica si mise piuttosto alla guida degli scettici) qualche demonologo abbia ipotizzato che il Diavolo - come può possedere un vivente - possa servirsi anche di un cadavere, come di una sorta di manichino animato, e trasformarlo in un "vampiro", oggi la credenza nel vampiro come "non-morto" alla Stoker è in genere respinta anche dagli esorcisti e dai parapsicologi (ma è condivisa da un sorprendente 20% degli studenti liceali americani secondo una ricerca della folklorista Norine Dresser). Esistono invece, naturalmente, i "vampiri" come essere umani vivi e vegeti che bevono il sangue dalle vene di "donatori" volontari o di vittime involontarie: nel secondo caso si tratta di psicopatici che di tanto in tanto si affacciano nelle cronache criminali, nel primo di feticisti di un genere particolare o di membri di piccoli movimenti magici "vampiristici" (che di solito succhiano il sangue dei "donatori" non dal collo - la manovra è difficile e dolorosa - ma, più prosaicamente, da un dito punto con un ago sterile). Con questi "vampiri" non vanno confuse le migliaia di persone che collezionano libri e oggetti relativi a Dracula, leggono romanzi su vampiri diversi da Dracula come il Lestat di Anne Rice o il Saint-Germain di Chelsea Quinn Yarbro, o si iscrivono a organizzazioni come l'americano Count Dracula Fan Club. Tutti costoro - e i milioni di lettori di Bram Stoker dal 1897 a oggi - vedono nel vampiro un archetipo del male più vicino e inquietante rispetto allo stesso Diavolo. Il vampiro, infatti, non è un angelo caduto ma è uno di noi, e - esaminato con serietà - ci costringe a riflettere sulla domanda seria relativa al male che si nasconde nel cuore di ogni uomo.

    "Ceausescu e il vampiro [intervista a Nicolae Paduraru]"

    di Massimo Introvigne ("Avvenire", 10 giugno 1995)
    Per molti anni hanno dovuto lottare con una sorta di vampiro politico, Nicolae Ceausescu, che di vampiri letterari proprio non voleva sentire parlare (forse temendo una possibile identificazione simbolica con il suo regime), ma alla fine gli appassionati romeni della letteratura sui vampiri ce l'hanno fatta. Caduto Ceausescu, hanno fondato The Transylvanian Society of Dracula che - benché più piccola e meno antica di organizzazioni come il Count Dracula Fan Club di New York o la Dracula Society di Londra - è stata subito riconosciuta come prima inter pares dagli appassionati di Dracula di tutto il mondo per il suo singolare privilegio di trovarsi sui luoghi stessi del romanzo di Bram Stoker. Della Transylvanian Society of Dracula fanno parte storici della letteratura, sociologi, folkloristi, etnologi di tutto il mondo, ma il presidente è un appassionato di Dracula che viene da una carriera nel ministero romeno del turismo, Nicolae Paduraru. A lui, maestro di cerimonie del 1995 come "anno di Dracula" e del World Dracula Congress, abbiamo posto alcune domande sulla relazione fra il principe valacco del quattrocento Vlad Dracula, il mito del vampiro e la Romania.
    • C'è un solo Dracula o ce ne sono due? Il principe Vlad Dracula della storia e il vampiro Conte Dracula della letteratura hanno qualche rapporto fra loro?
    Per rispondere, mi è necessario dividere la storia culturale di Dracula in tre cicli. Nel primo ciclo, che va dal 1897 (quando Bram Stoker pubblica il suo romanzo e decide di chiamare il suo vampiro Dracula) al 1972, fuori dalla Romania nessuno conosce il Vlad Dracula storico e la Transilvania rimane un concetto mitico, un paese fantastico (tanto che molti americani pensano tuttora che la Transilvania non esista, sia solo un'invenzione letteraria). In questo clima il mito del vampiro sviluppa appieno le sue potenzialità letterarie. Il secondo ciclo si apre nel 1972 con la pubblicazione dello studio di due professori di storia al Boston College, Raymond McNally e Radu Florescu, In Search of Dracula: un libro estremamente popolare che rivela all'Occidente la verità storica sul principe valacco Vlad Dracula e sulla storia della Valacchia e della Transilvania. Da allora - grazie anche a qualche cauta apertura del regime di allora - gli americani e gli europei hanno cominciato a collegare il Vlad Dracula storico e il Dracula letterario e a venire in Romania, dove hanno imparato a leggere il paesaggio attraverso la duplice ottica della storia e del mito. Ma bisogna riconoscere che la storia non è all'altezza del mito. Anche noi romeni abbiamo sbagliato a cercare di attirare l'attenzione dei visitatori soltanto sul Vlad storico, che non può che deludere le attese di chi viene in Transilvania alla ricerca di un archetipo universale come il vampiro. I miti hanno le loro leggi, che non sono le leggi della storia.
    • E il terzo ciclo?
    Amo pensare che inizi con l'anno di Dracula, il 1995, e con questo congresso mondiale. Noi romeni per primi, ma anche tutti coloro che da specialisti o da appassionati si interessano a Dracula o ai vampiri, dobbiamo cercare un equilibrio fra il mito e la storia. Dobbiamo integrare nell'archetipo, che parla alla coscienza universale dell'uomo che si interroga sul bene e sul male, nuovi vampiri della letteratura e del cinema come il Lestat della Rice o il Saint-Germain della Yarbro. Nello stesso tempo dobbiamo ricordare che l'archetipo affonda le sue radici nel folklore valacco e transilvano e ha uno specifico sapore che viene dall'Europa orientale. Stoker fa dire al conte Dracula nel romanzo che "i vecchi secoli avevano - e hanno ancora - poteri tutti loro, che la prosaica modernità non può eliminare".

  8. #18
    Registered User
    Data Registrazione
    21 Jul 2006
    Messaggi
    1,293
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Stoker non aveva capito proprio niente della storia di Vlad III l'Impallatore.

  9. #19
    Forumista senior
    Data Registrazione
    03 Aug 2006
    Messaggi
    1,860
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Cyprien
    Stoker non aveva capito proprio niente della storia di Vlad III l'Impallatore.
    Spiegaci qualcosa tu!!!

  10. #20
    Registered User
    Data Registrazione
    21 Jul 2006
    Messaggi
    1,293
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Il Principe Vlad non era vampiro, il "suo "castello non era nella Transilvania...

    Il nome "Dracul" significa "il Diavolo"...

 

 
Pagina 2 di 3 PrimaPrima 123 UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Vlad Tepes III Dracula
    Di Silvia nel forum Esoterismo e Tradizione
    Risposte: 9
    Ultimo Messaggio: 09-05-18, 23:26
  2. Chi era Vlad Tepes
    Di Ezechiele (POL) nel forum Storia
    Risposte: 22
    Ultimo Messaggio: 29-11-15, 15:31
  3. Vlad Tepes, eroe eurosiberiano
    Di EternoOccidente nel forum Destra Radicale
    Risposte: 72
    Ultimo Messaggio: 21-07-08, 21:05
  4. Onorevole Vlad
    Di TERPAVBOMB nel forum Destra Radicale
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 11-09-06, 12:31
  5. Vlad insegna...
    Di Danny nel forum Prima Repubblica di POL
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 16-04-05, 17:31

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito