
Originariamente Scritto da
Silvioleo
per l'ennesima volta, ecco un po' di Stagnaro per gli ignoranti.
"Alessandro Manzoni, I promessi sposi, capitolo XII. Renzo giunge a Milano, ove si trova coinvolto in un tumulto popolare. I fornai sono accusati di tenere nascosto il grano allo scopo di realizzare ingiusti profitti. Per sedare le proteste, il gran cancelliere Antonio Ferrer si rende conto «che l'essere il pane a un prezzo giusto, è per sé una cosa molto desiderabile; e pensò, e qui fu lo sbaglio, che un suo ordine potesse bastare a produrla. Fissò la meta (così chiamano qui la tariffa in materia di commestibili), fissò la meta del pane al prezzo che sarebbe stato il giusto, se il grano si fosse comunemente venduto trentatré lire il moggio: e si vendeva fino a ottanta. Fece come una donna stata giovine, che pensasse di ringiovinire, alterando la sua fede di battesimo».
Chi, come Manzoni, conosce le ferree leggi dell'economia sa bene che il prezzo non è una variabile indipendente. Esso porta con sé un'informazione: è un "indice di scarsità" sulla base del quale è possibile effettuare il calcolo economico. "L'economia di mercato - spiega Ludwig von Mises - è reale perché può calcolare". Quando però il prezzo viene "falsato" dall'intervento del governo (per esempio attraverso l'imposizione di una soglia massima o minima), l'intero mercato scivola su una buccia di banana. Cambiare i prezzi d'autorità è come decidere ope legis che il pi greco valga 3 anziché 3,14: senz'altro i calcoli sono più semplici, ma, disgraziatamente, i risultati sono del tutto avulsi dalla realtà.
Decidere arbitrariamente che, nella città di Vattelapesca, le zucchine costano, diciamo, mediamente 10 centesimi di troppo (rispetto a cosa?), e sanzionare quei commercianti che vendono le zucchine a un prezzo "eccessivo", significa porre le premesse perché in città vi siano meno zucchine. Esattamente come accadeva nella capitale lombarda dipinta da Manzoni: «i magistrati qualche cosa facevano: come di stabilire il prezzo massimo d'alcune derrate, d'intimar pene a chi ricusasse di vendere, e altri editti di quel genere. Siccome però tutti i provvedimenti di questo mondo, per quanto siano gagliardi, non hanno virtù di diminuire il bisogno del cibo, né di far venire derrate fuor di stagione; e siccome questi in ispecie non avevan certamente quella d'attirarne da dove ce ne potesse essere di soprabbondanti; così il male durava e cresceva».
Non sta alla Guardia di Finanza vigilare sui prezzi; i commercianti debbono badare a un guardiano ben più inflessibile: la concorrenza. Se qualcuno pretendesse di vendere le zucchine a 100 euro al chilo, non troverebbe alcun acquirente, perché un suo collega gli metterebbe i bastoni tra le ruote, per attirare nuovi clienti. Il libero mercato è un meccanismo meraviglioso proprio perché piega ogni egoismo individuale al bene comune. Nelle parole di Adam Smith, «non è dalla benevolenza del macellaio, del birraio o del fornaio che noi attendiamo il nostro pranzo, ma dalla loro considerazione del proprio interesse. Noi ci rivolgiamo non alla loro umanità, ma al loro interesse, e non parliamo mai dei nostri bisogni ma dei loro vantaggi». La libertà dei commercianti è la prima e più importante arma dei consumatori."