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    Predefinito Israele in Libano: zero risultati

    SCHEDA SEGNAPUNTI
    >
    >
    > di TONY SAYEGH
    >
    > Palestinian Pundit
    >
    >
    >
    > Gli obbiettivi di Israele: Risultato (scala da 0 a 10)
    >
    >
    > 1) Uccidere Hasan Nasrallah: 0
    >
    > 2) Impedire il lancio di missili su Israele come reazione: 0
    >
    > 3) Occupare l'area a sud del Litani: 0
    >
    > 4 ) Spingere Hizbullah a nord del Litani: 0
    >
    > 5) Volgere i Libanesi e gli Arabi contro Hizbullah: 0
    >
    > 6) Distruggere la capacità militare di Hizbullah: 0
    >
    > 7) Disarmare Hizbullah: 0
    >
    > 8) Dimostrare la decisiva capacità militare di Israele: 0
    >
    > 9) Dimostrare agli Arabi che la resistenza è inutile: 0
    >
    > 10) Rafforzare i regimi fantoccio di Giordania, Egitto, Arabia
    Saudita ed
    > altri: 0
    >
    > 11) Aumentare il supporto alle politiche statunitensi in Libano e nel
    > resto
    > del Medio Oriente: 0
    >
    > 12) Rafforzare il vis-a-vis di USraele contro la Siria e l'Iran ed
    > intimidire entrambi: 0
    >
    >
    > Risultato finale: 0
    >
    > Decidete voi, chi ha vinto questa guerra?
    >
    >
    > Tony Sayegh
    > Fonte: http://palestinianpundit.blogspot.com/
    > Link:
    http://palestinianpundit.blogspot.co...core-card.html
    >
    16.08.2006
    >
    > Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da CARLO MARTINI

  2. #2
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    Predefinito

    Una lettera aperta sulla cessazione della violenza in Libano


    Il "cessate il fuoco" è stato imposto al Libano e Hezbollah e ratificato dal Consiglio di sicurezza dell’ONU il 12 agosto, un mese dopo che Israele ha cominciato la sua ingiustificata e vendicativa operazione "Just Reward". Il disprezzo di Israele per la vita dei libanesi e dei palestinesi ha significato nello scorso mese la morte orribile di 1.110 civili innocenti, 3.698 feriti e l’esodo forzato di 980.393 anime, più di un quarto della popolazione libanese. Il costo finanziario si calcola in miliardi e influenzerà la crescita e lo sviluppo del Libano per i prossimi dieci anni e ha distrutto i mezzi di sussistenza di decine di migliaia dei cittadini più poveri del Libano. La popolazione libanese è stata sottoposta ad armi bandite di tipo chimico e termobarico, così come a due tonnellate di testate all’uranio impoverito. Un enorme rovesciamento di petrolio (dalle bombe di Israele) ha causato un disastro ambientale, danneggiando potenzialmente in maniera permanente l’ecosistema marino. Il fallimento dei governi occidentali ed arabi di fermare Israele, che stava fedelmente eseguendo i piani imperiali di Bush nel Medio Oriente, è incriminabile, mentre la collusione tra i media occidentali e molti di quelli arabi con le macchine di propaganda di Israele e USA è stato vergognoso.

    Mentre Attac Libano rigetta le politiche reazionarie e settarie di Hezbollah, sosteniamo il diritto di tutti i libanesi a resistere all’occupazione di Israele così come il diritto di tutti i libanesi di difendersi dall’aggressione sionista con ogni mezzo necessario.

    Attac Libano condanna l’uso del terrore in Libano da parte di Israele come un meccanismo con fini politici. Usando i due soldati rapiti come pretesto, l’offensiva di Israele non è stata una "guerra al terrore" ma una calcolata guerra terroristica. L’uso illegale della forza in Libano è stato finalizzato a forzare il governo neoliberista libanese a posizionare un ovviamente inefficace e debole esercito libanese alla frontiera. Israele ha creato una crisi umanitaria, sofferenze di massa e la demolizione dell’economia del Paese per raggiungere i suoi obiettivi politici, cioè forzare il processo politico di "normalizzazione" tra i due Paesi. Usando il terrore, Israele si è impudentemente impegnato in una punizione collettiva e in una rappresaglia sproporzionata (altro che autodifesa). Quindi lo stato sionista ha violato l’articolo 50 del Regolamento dell’Aja, l’articolo 33 della Quarta Convenzione di Ginevra e l’articolo 75 del protocollo I delle Convenzioni di Ginevra.

    Quindi:

    1 Attac Libano fa appello alla comunità internazionale ed al Tribunale dell’Aja per i Crimini di Guerra di spingere per il processo di Ehud Olmert e Amir Peretz così come dei principali ufficiali dell’esercito di Israele, dell’aeronautica e della marina per crimini di guerra e negligenza criminale in Libano e per la violazione delle convenzioni sui diritti umani e delle leggi internazionali in Libano e Palestina.

    2 Attac Libano fa appello alla comunità internazionale di boicottare tutti i beni, i servizi, i prodotti, le organizzazioni e gli eventi culturali ed accademici di Israele. Questo boicottaggio durerà fino a che Israele:

    (a) sia processato per i suoi crimini di guerra e la negligenza criminale;

    (b) restituisca tutti i territori occupati in Palestina, Libano e Siria;

    (c) paghi le riparazioni ai familiari degli uomini, donne e bambini innocenti uccisi a sangue freddo;

    (d) paghi per la completa ricostruzione delle infrastrutture e le proprietà distrutte nella sua invasione criminale del Libano e nell’assedio di Gaza.

    3 Attac Libano rigetta la risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU come un ulteriore meccanismo coercitivo di controllo per Israele e gli Stati Uniti, che usano e rispettano selettivamente le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza a loro piacimento. La 1701, come la 1559, è una violazione della sovranità libanese e spoglia ingiustamente i libanesi del loro diritto di autodifesa e di liberazione del proprio territorio e dei cittadini illegalmente incarcerati in Israele.

    4 Attac Libano chiede le dimissioni immediati del governo libanese incluso il presidente, il primo ministro e il consiglio dei ministri, la cui gestione incompetende dell’invasione e della crisi dei rifugiati ha inasprito la sofferenza di milioni di libanesi. Inoltre tutti gli alti ranghi degli ufficiali dell’esercito dovrebbero essere licenziati, degradati e pensionati per abbandono del dovere.

    5 Attac Libano chiede al governo di aprire immediatamente tutti gli spazi vivibili e disabitati nel centro di Beirut e le arene pubbliche come Biel e il Forum di Beirut per i rifugiati. Migliaia di metri quadri sono vuoti e sono stati costruiti e ristrutturati alle spese dei contribuenti libanesi. Chiediamo che questi spazi siano usati come alloggio temporaneo o permanente, qualora ve ne fosse necessità, per i rifugiati le cui case sono state distrutte.

    6 Attac Libano chiede anche al governo libanese di rifiutare tutti gli aiuti dalla Gran Bretagna e dagli Stati Uniti e di espellere i loro ambasciatori.

    7 Attac Libano chiede al governo libanese di dismettere il suo esercito e tutte le forze interne di sicurezza. Dato che queste forze armate e di sicurezza hanno dimostrato poca abilità nel difendere il Libano, insistiamo che il governo riconverta tutto il personale militare, i finanziamenti e le equipaggiature in una agenzia umanitaria e di soccorso. I soldati e gli ufficiali riconvertitti ricostruiranno le case distrutte, le fabbriche, aiuteranno a ripiantare le aziende agricole distrutte e i raccolti che erano inaccessibili a causa dell’aggressione israeliana.

    8 Attac Libano chiede che sia posizionata una forza multinazionale all’interno di Israele sulle frontiere con il Libano, la West Bank e Gaza, così come le terre ancora illegalmente occupate da Israele, incluse le fattorie di Sheeba, Kfar Shuba, il Golan, e la maggior parte della West Bank. Questa forza multinazionale dovrebbe essere formata da truppe dal Venezuela, Brasile, Indonesia, Cina o Paesi non allineati. Questa forza multinazionale dovrebbe essere responsabile di pattugliare il lato israeliano dei confini e di proteggere i libanesi e i palestinesi dallo stato sionista.

    Attac Libano ringrazia altresì le migliaia di compagni da tutto il mondo, con un ringraziamento speciale ai nostri fratelli e sorelle in Egitto, Iraq, Marocco, Tunisia, Svizzera, Belgio e Francia per la importante manifestazione di solidarietà e sostegno. Rimaniamo saldi nella nostra lotta.

    Stephen Sheehi, ATTAC LUBNAN Lebanon


    (trad. it. di Francesco Locantore)

    pubblicato su http://www.attac.it

 

 

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