Israele/Libano . Sale la tensione sui giacimenti di gas nel mare

I giacimenti di gas scoperti al largo di Israele appartengono a Israele. Lo ribadiscono le società Avner e Delek Kidouhim, responsabili delle perforazioni, in risposta alle accuse di Beirut secondo cui Israele vorrebbe “rubare” giacimenti di gas in acque non sue. “Le accuse sono infondate – informano le società – La pozione dei giacimenti è stata attentamente esaminata e giudicata in acque israeliane”. Dalle mappe disponibili si può invece vedere come i giacimenti siano ubicati in corrispondenza delle acque libanesi e al largo delle coste della Palestina occupata nel 1948. L'8 giugno, il giornale libanese "al-Safir" ha riportato la notizia, ricordando che si tratta di un evento importante perché la portata del giacimento supera quanto era stato scoperto in passato, nel giacimento di "Tamar", dove si rilevarono 4,8 miliardi di m3 di gas. Una società statunitense ha condotto alcuni test sismici tridimensionali, rilevando la possibilità di estrarre fino al 50% di gas "levitan". Queste scoperte sono state fatte in una zona del mar Mediterraneo orientale per una quantità di gas fino a 16 trilioni di m3. Questa scoperta di gas potrebbe influire sull'equilibrio regionale. Lo stesso studio ha rivelato che questi giacimenti in acque libanesi sono stati riscontrati anche, sebbene ad un livello inferiore, in acque internazionali al largo della Palestina e di Cipro. Grazie alla concessione di un consorzio USA, fino ad ora Israele riesce ad estrarre petrolio al largo del Libano, violando il diritto marittimo internazionale.


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