
Originariamente Scritto da
Rodolfo
Lo abbiamo sostenuto in occasione dell’ultima tornata elettorale nazionale fornendo una spiegazione politica e non tattica dello “zero voto”(cfr.
Astensionismo perché), lo ribadimmo all’indomani delle elezioni con un documento (cfr.
Considerazioni a margine di una pantomima) in cui, partendo da una dura critica dei comportamenti dei sedicenti rappresentanti di un’inesistente area, cercammo di tracciare alcune linee dell’azione che avrebbe dovuto caratterizzare il nostro ritorno al Politico.Torniamo ancora una volta a scriverne per spazzare via il campo da qualsivoglia, ritornante tentativo di ripercorrere strade già inutilmente seguite. “Punti Fermi” su cui non torneremo più: abbiamo perso troppo tempo ad inseguire la demenzialità spacciata per politica. O peggio ancora la supponenza ritenuta realismo politico da parte di strateghi senza anima e senza volto.
Non abbiamo paura dell’eventuale “indignazione” di quanti si sentiranno colpiti da quanto andiamo sostenendo.
Già nel lontano dicembre del 2003 dissi con chiarezza(cfr.
Fuori dalle palle!) quello che pensavo a proposito dei giovani antagonisti che si lasciavano sponsorizzare dai circoncisi ideologici di Alleanza Nazionale. Me ne fregai della loro indignazione ed andai da loro a chiarire il mio pensiero. Da solo, nel rispetto di un antico stile.
In quell’occasione mi scontrai, per altro, con Peppe Dimitri che non seppe accettare le mie considerazioni sulla sua appartenenza ad AN. E Peppe – oltre ad essere stato mio compagno di lotta – era Uomo di ben altra statura a fronte dei tanti nani che si agitano ai margini delle “Terre di Mezzo”…Di statura sicuramente altra a fronte di chi, giocando a fare il rivoluzionario ed usando la memoria del Fratello, è poi finito negli angiporti istituzionali. Tutti lo hanno potuto veder mentre in giacca e cravatta nell’aula del Senato andava a deporre nell’urna la scheda con su scritto il nome di Andreotti “for president”…
Davanti alle notizie di iniziative intese ad aggregare nella previsione di un articolato, improbabile fronte i “camerati” provenienti dalle diverse fallimentari esperienze elettoralistiche o nostalgici del MSI quando non addirittura militanti in AN, poniamo uno sbarramento invalicabile. Per motivi di ordine politico e, quindi, di ordine etico ed estetico.
Partiamo dall’etica. Non è accettabile che quanti si sono ostinati ad aderire a movimenti che per meschini motivi di carattere utilitaristico hanno fatto parte dello schieramento della CdL, tradendo proposizioni ideali e compagni di lotta possano essere considerati uomini di milizia. A maggior ragione è inaccettabile anche soltanto colloquiare con personaggi che da anni - e soltanto in nome dell’interesse personale – sono collocati nelle porcilaie di Alleanza Nazionale.
Continuiamo con l’estetica. La bruttezza di certi personaggi è sintetizzabile nell’immagine del “portavoce di Badoglio”.
Torniamo al politico. Noi non crediamo che “ logiche di loggia” possano legare i “camerati” ad un progetto politico rivoluzionario o quanto meno alternativo. Anche perché non esistono uomini che abbiano la statura ed il carisma del capo e lo stesso livello della militanza è nel tempo scaduto adeguandosi – purtroppo – ai trends generazionali, sempre più simili a quelli della “razza sfuggente”.
Quale strategia, allora? Una
strategia “capovolta” a fronte di quella non più percorribile movimento-progetto politico. Non si parte con i camions in cui si ammucchiano senza distinzione di origine e di metallo i “camerati”. Né – come prima sostenuto – dalla “ loggia” della quale fanno parte indistintamente gladiatori e circoncisi in base alla logica della funzione che spesso viene fraintesa con la tecnica dell’infiltrazione. Si parte dal Laboratorio politico-culturale che deve elaborare il Progetto che dovrà, poi, essere realizzato dal Movimento. Avendo ben chiari i nuovi segmenti che vogliamo andare a rappresentare ed a rendere compiuti nelle funzioni.
Per dirla con Franco G. Freda "
noi non conserviamo santini unti di patina agiografica, né proseguiamo le esperienze concluse e gli esperimenti esauriti dal movimento legionario rumeno, da quello nazional-socialista tedesco e da quello fascista italiano. Noi rappresentiamo invece un nuovo segmento sulla medesima linea retta, punti successivi che subentrano ai precedenti nello stesso significato in loro racchiuso, provvisori quanto i precedenti negli atti e nelle opere, ‘provvidenziali’ quanto i precedenti nei compiti e nelle funzioni"
Noi abbiamo, insomma, il compito di farci
“lievito” er ricreare un senso nuovo della politica, superando la raffigurazione di parte in direzione di un obbiettivo comunicabile, chiaro, comprensibile: la costruzione del
Movimento di Liberazione Nazionale.
Paolo Signorelli