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Discussione: Romania

  1. #1
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    Predefinito Romania

    Romania

    Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


    Romania Visita il [[portale:{{{portale}}}]]





    (dettaglio)

    (dettaglio) Motto: "Nihil Sine Deo" (Niente Senza Dio)
    Informazioni Nome completo: Romania Nome ufficiale: Republica Română Lingua ufficiale: Romeno Capitale: Bucarest (2.354.510 ab. / 2002) Politica Governo: Repubblica parlamentare Presidente: Traian Băsescu Primo Ministro: Călin Popescu Tariceanu Indipendenza: 9 maggio 1877 Ingresso all'ONU: 14 dicembre 1955 Area Totale: 237.500 km² Pos. nel mondo: 78° % delle acque: 3,0 % Popolazione Totale: 22.303.552 ab. (2006) Pos. nel mondo: 49° Densità: 93,91 ab./km² Geografia Continente: Europa Fuso orario: UTC +2/Ora legale +3 Economia Valuta: Leu Romeno Energia: 0,24 kW/ab. Varie TLD: .ro Prefisso tel.: +40 Sigla autom.: RO Inno nazionale: Deşteaptă-te, Române! Festa nazionale: 1 dicembre

    La Romania (in romeno România) è uno stato nel sud-est dell'Europa. Confina a nord-est con l'Ucraina e la Republica di Moldavia, ad ovest con l' Ungheria e la Serbia e a sud con la Bulgaria. La Romania ha anche un piccolo litorale del Mar Nero. Il nome Romania deriva da Român, derivazione dell'aggettivo latino Roman, romano. Rappresenta le origini dello stato e giustifica la derivazione linguistica del Romeno dal Latino. Inoltre, "Ţara Românească" (Nazione Romena), è il nome che sta a indicare anche l'antico principato di Valacchia.
    Indice

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    Storia

    Per approfondire, vedi la voce Storia della Romania. L'origine della popolazione romena risale ai Daci, i quali furono conquistati dall'Impero romano nel 106. L'occupazione romana durò solo 165 anni, ma ebbe un'eredità permanente. Questo fatto segnò l'inizio di una serie di invasioni della Romania, sebbene i regnanti lasciassero di solito un alto grado di autonomia.
    Nel Medioevo i Romeni vivevano in tre principati distinti: la Valacchia, la Moldavia e la Transilvania. I primi due erano sotto l'influenza dell'Impero ottomano, pur godendo di un'autonomia interna, mentre la Transilvania apparteneva all'Ungheria, con un'autonomia paragonabile e più tardi all'Impero austroungarico.
    La Romania moderna nacque quando i principati di Principato di Moldavia e Valacchia si unirono nel 1859, e diventarono indipendenti nel 1877. Il Paese si espanse dopo la Prima guerra mondiale, quando Transilvania, Bucovina e Bassarabia furono inglobate.
    Parti della Romania vennero incorporate nell'Unione Sovietica nel 1940, soprattutto nell'attuale Stato moldavo e in parte nell'Ucraina. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la Romania divenne una nazione comunista sotto la pressione dell'Unione Sovietica, cui la Romania rimase sostanzialmente allineata fino alla fine degli anni '50.
    Nel 1948 venne abolita la monarchia e varata la costituzione della Repubblica Popolare Romena.
    Negli anni '60 i contrasti con l'Unione Sovietica, di natura principalmente economica, portarono ad una politica estera indipendente e, nel 1965, al varo della nuova Costituzione della Repubblica Socialista di Romania.
    Nel 1965 inizia il deleterio governo dittatoriale del presidente Nicolae Ceauşescu, che finì con una rivolta nel tardo 1989, quantunque gli ex-comunisti abbiano continuato in seguito ad essere presenti nel governo eletto democraticamente.

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    Geografia

    Gran parte della frontiera romena con la Serbia e la Bulgaria è formata dal Danubio. Il Danubio ha come affluente il fiume Prut che forma il confine con la Moldavia.
    I monti Carpazi dominano la parte occidentale della Romania, con cime fino a 2500 m e raggiungendo i 2544 m del monte Moldoveanu.
    Le città principali sono Bucureşti, Braşov, Timişoara, Cluj-Napoca, Costanţa, Craiova e Iaşi.
    I fiumi più importanti della Romania sono:La Romania entrerà nel 2007 nella U.E. come previsto nel trattato di adesione firmato il 25 aprile 2005 a Lussemburgo e gia ratificato da 22 paesi.
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    Politica

    Per approfondire, vedi la voce Politica della Romania. Il potere legislativo nello Stato romeno consiste in due camere, il Senat (Senato), che conta 143 membri e la Camera Deputaţilor (Camera dei Deputati), che ha 343 membri. I membri di entrambe le camere sono scelti in elezioni che si tengono ogni quattro anni.
    Il presidente, il capo del potere esecutivo, è eletto a suffragio universale, ogni 5 anni (fine al 2004 - quattro anni). Il presidente nomina il primo ministro, che presiede il Consiglio dei ministri, nominato, quest'ultimo, dal primo ministro.
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    Suddivisione Amministrativa

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    Provincie

    La Romania è divisa in 41 provincie (judeţ, plurale judeţe) e la città di Bucarest -- la capitale.
    Mappa amministrativa della Romania

    Le provincie sono (in ordine alfabetico):
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    Regioni storiche della Romania
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    Economia

    Dopo il collasso del Blocco Sovietico nel 1989-91, la Romania rimase con una base industriale obsoleta ed un paniere di capacità industriali totalmente inadatto ai suoi bisogni.
    Nel febbraio 1997, la Romania si imbarcò in un programma comprensivo di stabilizzazione macroeconomica e riforma strutturale, ma questa riforma fu successivamente un frustrante processo a singhiozzo. I programmi di ristrutturazione includevano la privatizzazione o liquidazione di grandi industrie ad alto consumo elettrico (combinat) e maggiori riforme nel settore dell'agricoltura e della finanza. Nel 1999 l'economia della Romania si contrasse per il terzo anno consecutivo di circa il 4,8%.
    La Romania raggiunse in agosto un accordo con il Fondo Monetario Internazionale per un prestito di 547 millioni $, ma il rilascio della seconda rata fu procrastinato in ottobre a causa dei requisiti non raggiunti sul prestito per il settore privato e cambiamenti nelle spese budgetarie.
    Bucureşti ha evitato di dichiararsi insolvente per gli interessi di metà anno, ma ha dovuto usare le riserve per farlo, riserve che sono arrivate approssimativamente a 1,5 miliardi di dollari alla fine dell'anno 1999.
    Le priorità del governo includevano: ottenere un rinnovo del prestito del FMI, concentrarsi sulla politica fiscale, accelerare la privatizzazione e ristrutturare le imprese senza profitto.
    Dal 2002 vi sono stati anni di successo economico di crescita economica che è stata stimata essere del 4,5% per anno, tasso che è cresciuto al 5% nel 2005. Il salario medio mensile in Romania è stato di 7 021 231 vecchi lei in novembre 2003. Questo mostra che l'aumento dei salari superava il tasso di inflazione, che era di circa 1,2% per mese. Il salario netto medio mensile nel novembre 2005 era di 937 RON, cioè circa 320 Euro / . Nel 2005 l'inflazione si è abbassata al 7.8% annuo, ed è stimata in calo anche per il 2006. Sono però in forte aumento i prezzi immobiliari. Col calo dell'inflazione, è stata possibile una riforma monetaria che ha introdotto il nuovo Leu (RON) in luogo di 10.000 vecchi Lei. Il peso del settore agricolo, che ancora di recente sfiorava il 40% sul PIL complessivo, sta diminuendo in favore dei settori industriale e dei servizi.

    La Romania è stata invitata a unirsi all'Unione europea nel dicembre 1999, data di inizio delle negoziazioni. Entrerà nell'UE il primo gennaio del 2007 insieme alla Bulgaria, data che potrebbe essere ritardata di un anno. Nel frattempo è entrata nell'Alleanza Atlantica.
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    Demografia

    La lingua ufficiale è il Romeno, una lingua neolatina della sottofamiglia italica, la quale conta lingue parlate da 670 milioni di persone in tutto il mondo, principalmente in Europa. La Romania è l'unica nazione del blocco orientale dove una lingua neolatina è dominante (Grecia, Serbia e Bulgaria hanno delle piccole minoranze romanze).
    Vi sono delle notevoli minoranze ungheresi (6,6% secondo il censimento del 2002) e tedesche soprattutto in Transilvania. La minoranza magiara è maggioritaria in due delle regioni centrali del Paese (Harghita e Covasna) e si esprime tramite un partito politico. Fino al 1990 era piuttosto rilevante anche una minoranza tedesca presente soprattutto in Transilvania (Siebenburgen) e nelle regioni occidentali, ma per la più parte, date le condizioni economico-sociali, è tornata dopo tanti secoli in Germania. Altri gruppi etnici includono gli zingari Rom ed una piccola minoranza polacca (circa diecimila persone) che vivono nella provincia di Suceava. La maggior parte dei romeni sono membri della Chiesa Ortodossa Romena, che è una chiesa della Chiesa Ortodossa dell'Est. Il Cattolicesimo (sia romano che romeno) e il protestantesimo sono confessati soprattutto nell'ovest del paese da popolazioni di origine ungherese.
    In Dobrogea, la regione che si trova sulla costa del Mare Nero, vi è una piccola minoranza islamica resto della colonizzazione ottomana del passato.
    Le numerose minoranze etniche, oltre una ventina, tra le quali anche una piccola presenza italiana (circa 9.000 persone, in particolare a Iasi e Hateg), sono per legge rappresentate in Parlamento ciascuna da un parlamentare,
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    Cultura
    Festività ufficiali Data Nome italiano Nome locale Commenti 31 dicembre/1 gennaio Capodanno/Primo dell'anno Revelion/Anul nou
    aprile/maggio Pasqua Paştele La maggioranza degli romeni festeggiano la Pasqua ortodossa. La festività dura 3 giorni. 1 maggio Festa del lavoro Ziua muncii Festa internazionale del lavoro 1 dicembre Festa nazionale
    (Giorno dell'Unificazione) Ziua Unirii Si festeggia l'unificazione della Transilvania con la Romania 1 dicembre, 1918 24 dicembre/25 Natale Crăciunul I romeni festeggiano la vigilia il 24 ed il Natale il 25 dicembre. Feste tradizionali Data Nome Commenti 14 febbraio Dragobete Festa degli innamorati San Valentino 1 marzo Mărţişorul Festa dell'arrivo della primavera 8 marzo Ziua femeii Festa delle donne 1 novembre Luminaţia Festa dei morti [modifica]

    Voci correlate
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    Collegamenti esterni

    Romania su DMoz (Segnala qui un link pertinente all'argomento Romania)

    Commons contiene file multimediali
    su Romania.

  2. #2
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    Il nome ufficiale del Paese è "ROMANIA".Di fatto è una Repubblica semipresidenziale e non parlamentare.Poi i cattolici sono solo parzialmente di lingua ungherese.

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Cyprien
    Il nome ufficiale del Paese è "ROMANIA".Di fatto è una Repubblica semipresidenziale e non parlamentare.Poi i cattolici sono solo parzialmente di lingua ungherese.
    Grazie delle puntuali precisazioni...

  4. #4
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    Bisogna sempre cercaree il meglio...

  5. #5
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    Il Cattolicesimo (sia romano che romeno) e il protestantesimo sono confessati soprattutto nell'ovest del paese da popolazioni di origine ungherese.
    Visto che dobbiamo cercare il meglio...che differenza c'è tra Cattolicesimo Romano e Romeno ...oltre alle a/e ...... ??

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da anaghnosti
    Visto che dobbiamo cercare il meglio...che differenza c'è tra Cattolicesimo Romano e Romeno ...oltre alle a/e ...... ??
    Come "cattolicesimo romeno" forse l'autore un pò ingnorantello intendeva la CHiesa Greco-Cattolica Romena che fa capo ad un Arcivescovo Maggiore.

  7. #7
    daniil
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    Altre precisazioni:
    La Romania confina con l’Ucraina anche a sud-est;
    La dittatura di Ceausescu, per quanto criminale, fu all’acqua di rose in confronto a quanto fatto dal suo predecessore Dej e dai suoi scagnozzi.
    Român deriva dal latino romanus.
    Affermare che il romeno appartiene alle lingue italiche è assurdo, in realtà era il latino che faceva parte di questo gruppo, mentre il romeno è una lingua neolatina del gruppo orientale (assieme al dalmatico e ai dialetti italiani centrali e meridionali, toscano incluso).
    Anche il contributo sulle minoranze etniche è assai impreciso. Prima di tutto non si comprende perché si citi la minoranza polacca ( assai esigua 3500 persone al massimo), e non si faccia menzione delle minoranze ucraina (61000 persone), dei russo-lipovena (36000) o serba (23000 persone) ecc.
    Rispetto ai musulmani (più o meno 67.000 persone concentrate soprattutto nella regione di sud est) è bene chiarire che circa 35.000 sono di etnia turca mentre circa 25.000 di etnia tartara (mongola).
    Oltre alla formula infelice “cattolicesimo romano e romeno”, anche protestantesimo risulta essere una definizione assai vaga. In realtà, in Romania si può parlare di tre nuclei storici di “protestanti”: i luterani (quasi tutti di origine tedesca, i cosiddetti “sassoni” di Transilvania), i calvinisti (soprattutto ungheresi) e gli unitariani (soprattutto ungheresi). In epoca più recente si assiste ad una diffusione esponenziale ( ma senza una concentrazione etnica preponderante) dei culti neo-protestanti: pentecostali (più di 300.000 fedeli), 120000 battisti (che vantano una presenza nello spazio romeno risalente alla metà del 1800), avventisti (100000) e altri gruppi più piccoli (forse 100.000 fedeli in tutto). In sostanza i neo-protestanti sembrano ormai occupare il terzo posto tra le confessioni religiose (dopo ortodossi e cattolici). Sempre per amor di precisione alla “voce” ortodossia bisognerebbe ricordare che esiste una consistente “minoranza” di romeni ortodossi (forse 500.000) fedeli al vecchio calendario, a cui si devono aggiungere anche serbi, ucraini e russi-lipoveni (quest’ultimi in realtà appartengono ai cosiddetti “vecchi credenti”…).
    Nella voce della wikipedia il massimo del ridicolo si raggiunge con le “feste tradizionali”. In primo luogo, per quanto ne so, la festa di Dragobete cade il 24 febbraio e non il 14; secondariamente associarla al "Valentine's day" è una pratica recente dettata più da ragioni di acritica imitazione delle mode occidentali che da altro; in fine, per quanto interessante sia la tradizione di Dragobete, in Romania esistono delle feste molto più importanti ( tra quelle popolari basti citare Sânziene che corrisponde alla festività religiosa di San Giovanni). In fondo tutte le “feste di precetto” della tradizione ortodossa sono ancora vissute con grande partecipazione dai fedeli e spesso collegate a tradizioni popolari e quindi meriterebbero di essere inserite nella voce “feste tradizionali”.
    Per lo meno bizzarra mi pare la decisione di inserire l’8 marzo tra le feste tradizionali. Per quanto concerne Luminatia, credo sia diffusa solo in Transilvania e Banato e sia influenzata dalla tradizione cattolica.

  8. #8
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    Completamente d'accordo.

  9. #9
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    Romania: l'ombra della continuità

    24.08.2006 scrive Mihaela Iordache Paladini della trasparenza che invece erano spie. Ex ufficiali della Securitate che ora, da opinionisti, commentano quanto sta avvenendo. L'apertura degli archivi dei servizi di sicurezza sta sconvolgendo l'opinione pubblica rumena
    La parlamentare Monica Musca

    Dall’apertura degli archivi – finora tenuti segreti - dell’ex Securitate, la polizia politica del regime comunista in Romania, emergono quasi ogni giorno nomi di politici. Politici che in questi ultimi sedici anni nonostante abbiano avuto più occasioni per parlare del loro passato di fedeli collaboratori della temuta Securitate - quando spiavano e informavano su colleghi e in generale su tutti quelli con i quali entravano in contatto e che rappresentavano una potenziale minaccia per il regime - hanno optato invece per il silenzio.

    La stragrande maggioranza degli ex (o attuali) collaboratori hanno probabilmente ormai nel sangue la pratica del celare segreti. Anche quando parlare era diventato, secondo quanto affermavano le nuove istituzioni, un dovere morale rispetto alle vittime.

    Le nuove rivelazioni hanno duramente colpito l'opinione pubblica ed incrinato la fiducia nell'integrità morale di almeno parte dei parlamentari. In questi casi il silenzio equivale a mentire, hanno scritto molti quotidiani rumeni. E la bugia assume dimensioni e significati ancora più torbidi quando la persona in causa, per nascondersi, sta promuovendo leggi con l'obiettivo dichiarato di “fare pulizia morale” e “smascherare chi ha collaborato con i servizi segreti”.

    E' il caso del deputato Monica Musca, 57 anni, ministro della Cultura fino a qualche mese fa, tra i politici più popolari della Romania. I suo discorsi erano sempre centrati sulla pulizia morale, sulla verità, sulla correttezza. Una verità che nel suo caso personale pensava non sarebbe mai venuta a galla. Ma tra le decine di dossier che in questi giorni vengono analizzati dai membri del Consiglio nazionale per lo studio degli archivi dell’ex Securitate c’era anche il suo. Pur se incompleto era abbastanza rilevante per svelare il passato di Monica Musca che negli anni '70 – '80, da assistente universitaria a Timisoara, spiava gli studenti stranieri.

    ”Dana” - questo il suo nome in codice - inviava regolarmente rapporti ai servizi segreti. Di lei si è parlato anche con un altro nome in codice, Eva. Musca è sospettata da alcuni giornali di aver collaborato con la Securitate – o meglio con le strutture che le sono succedute - anche dopo l’89.

    In un primo tempo l'ex ministro ha negato qualsiasi coinvolgimento. Poi, man mano che le prove arrivavano dal Consiglio dello studio degli archivi, Musca ammetteva di aver collaborato “per patriottismo”.

    Per patriottismo o no dopo l’89 Musca è entrata a far parte di un partito storico, quello liberale, dove era arrivata ad occupare ad un certo punto la carica di vicepresidente. Ora il Partito liberale del premier Calin Popescu Tariceanu ha escluso Monica Musca dalle sue strutture, ritirandole l’appoggio politico e chiedendole di dimettersi dal parlamento per lasciare il posto a “rappresentanti autentici del partito liberale”. Ma la Musca non ha alcuna intenzione di fare un passo del genere. E nel Parlamento non è la sola del resto ad aver collaborato con i servizi segreti. Ci sono anche alcuni ex ufficiali della Securitate che ora si ritrovano a proporre e votare le leggi del Paese.

    Il caso Musca ha sconvolto la società romena e gli intellettuali. Il noto scrittore Gabriel Liiceanu ha pubblicato su un giornale una lettera aperta nella quale ha esternato tutta la propria delusione. Anche rispetto al caso dell'ex ministro della Cultura: ”In tutti questi anni, occupando varie cariche, ha fatto varie dichiarazioni sulla Securitate. E non ha mai parlato di un proprio impegno in quest'ultima. Non certo perché l’abbia considerato irrilevante o un atto “di patriottismo”, tenuto con modestia sotto silenzio, ma perché ha contato sul fatto che tutto sarebbe rimasto per sempre segreto. Lei ha violato in questo modo la legge, si è assunta una responsabilità penale, ha mentito agli elettori. Non autodenunciandosi lei è rimasta una povera bugiarda”.

    In questo clima di furia contro chi nel passato ha fatto parte della polizia politica, mandando spesso in rovina le vite di amici o addirittura parenti che dissentinvano dal regime, le rivelazioni arrivano a cascata.

    Presto i casi non si conteranno più. Due presidenti di partiti del Parlamento di Bucarest sono stati accusati di legami con la Securitate. Il numero dei parlamentari che hanno lavorato per la Securitate è destinato a crescere. In questi tempi sono molto ricercati – per essere intervistati - anche gli ex o gli attuali agenti.

    Tra questi ad esempio l'ex ufficiale Ilie Merce, ora deputato del partito Romania Grande, con una ricca attività nella Securitate. Tra i suoi numerosi compiti c’è stato anche quello - nel biennio ‘85-’86 - di combattere le testate radiofoniche estere in lingua romena, come Radio Europa Libera. Merce ha lavorato per il Servizio romeno di informazioni fino al 1996, poi accusato di passare informazioni al Partito Romania Grande (considerato ultranazionalista) ha lasciato il sistema e si è iscritto nella stessa formazione politica. Non ha cercato però di nascondere il proprio passato, di cui oltretutto si dichiara fiero. Ora “da patriota informato sui fatti”, partecipa come opinionista a varie trasmissioni televisive.

    Senza dubbio assistiamo ad un periodo di grandi convulsioni morali anche legate ad una lotta intestina nei servizi segreti. Quest'ultima alimenta, manipola e intossica l’opinione pubblica. Ci sono rivelazioni incrociate e spesso emergono “novità” la cui sincerità dovrebbe essere messa in dubbio.

    C'è chi tira in ballo anche i servizi segreti stranieri. Secondo l’ex capo del Servizio romeno di informazioni di Costanza, sul Mar Nero, l’avvocato Gheorghe Dinu, “in questi giorni assistiamo ad una diversione, una manipolazione orchestrata da servizi segreti stranieri di spionaggio per destabilizzare la Romania”. Dinu ha difeso in questi giorni anche il Presidente della Repubblica, Traian Basescu, accusato di aver collaborato con la Securitate quando era comandante di navi, prima dell’89. Secondo l’ex capo dei Servizi segreti della città sul Mar Nero a carico di Basescu non vi sarebbe un dossier di collaboratore né prima né dopo l’89.

    La pensa invece diversamente l’ex Presidente della Romania, Emil Constantinescu, che annuncia di voler portare nell'aula di un tribunale sia gli attuali responsabili dei servizi segreti, sia il Consiglio per gli studi degli archivi per non aver risposto alla sua richiesta di verificare il dossier dell’attuale capo dello stato, Traian Basescu.

    Secondo Constantinescu, Basescu è “un erede del sistema della Securitate, lo stesso sistema che ora denuncia”. Basescu si limita invece a precisare: ”Ho fatto quello che dovevo fare. Ho chiesto l’apertura degli archivi della Securitate. Era inconcepibile che la Romania entrasse nell’UE con gli archivi intatti”. Poi aggiunge di non aver collaborato con i servizi di sicurezza comunisti ma solo di aver elaborato delle note informative che ”tutti quelli che andavano all’estero dovevano scrivere al rientro”.

    Ma se qualcuno trovasse un suo dossier, il presidente si dice disposto a renderlo pubblico. Intanto il senatore indipendente, Ioan Talpes, ex capo dei servizi di informazione esteri butta altra benzina sul fuoco creando ancora più confusione. Talpes, come “persona informata sui fatti” annuncia che altre rivelazioni incendiarie stanno per arrivare. Ci sarebbe infatti un archivio ancora intatto con nuovi film e microfilm speciali.

    Non è purtroppo un film quanto accade in questo periodo in Romania. La stampa ha individuato gli attori: “I traditori, le vittime, i boia”. Ormai tutti si chiedono dove si andrà a finire. Chi ha dovuto soffrire per la polizia politica spera nella verità, nella giustizia. Chi ha collaborato e ha avuto benefici non sembra farsi molti problemi di coscienza. Questi ultimi affermano di essere loro ora le vittime di una vera e propria “polizia politica”.

  10. #10
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    Adesso si comincia di pubblicare i nomi dei vescovi ortodossi collaboratori della Securitate.

 

 
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