
Originariamente Scritto da
ziobob
23 Agosto 2006
L'indulto con gli occhi di una vittima

Ho ricevuto numerose
lettere sull’indulto, pubblico oggi quella di
Emanuela, una ragazza di 18 anni di Reggio Calabria.
“Caro Ministro Di Pietro,
mi chiamo Emanuela, ho 18 anni e sono di
Reggio Calabria. Le scrivo perchè ho apprezzato la sua ostinazione contro la legge sull'indulto, soprattutto perchè lei si è esposto in prima persona. Questa lettera non avrebbe importanza, o forse non sarebbe nemmeno stata scritta se io non fossi tra le vittime che lei difende; infatti deve sapere che circa un anno fa
il mio ex ragazzo, solo perchè non avevo intenzione di continuare ad essere la sua ragazza non faceva altro che picchiarmi per futili motivi, ha attentato alla mia vita dandomi
quattro coltellate alle spalle, arrecandomi gravi danni al polmone, al fegato e al rene, e se sono rimasta viva è grazie al pronto intervento e alla bravura dei medici e forse anche per un miracolo, dato che le mie condizioni non davano speranze di vita agli stessi medici. Bene, veniamo al dunque, non è giusto che chi ha sofferto,
chi è stato una vittima continui ad esserlo, infatti quale indulto ci sarà per le quattro coltellate che ho ricevuto, per tutte le violenze che ho subito e per il dolore che continuo a provare? E' ingiusto che lo Stato non tuteli abbastanza, anche perchè non essendoci stato ancora, nel mio caso, l'appello e la cassazione lui sta scontando la sua pena agli arresti domiciliari, e la paura che lui potesse scappare, appena ho saputo di ciò, mi ha portato a
tentare il suicidio. Io vorrei maggior tutela, vorrei avere le forze per battermi per i miei diritti, ma chi mi ascolterebbe?
La ringrazio per aver dato ascolto ai miei dolori e per essersi schierato a favore di noi vittime.
Distinti saluti.
Emanuela.”
Postato da Antonio Di Pietro in
Giustizia
Tanto per essere precisi
