
Originariamente Scritto da
Orazio Coclite
Di chi è la colpa che accadono fatti del genere? Solamente delle due bestie allogene? Non solo dico io.
Secondo me la colpa è anche di chi aveva il dovere di educare queste due ragazze, nella fattispecie: la famiglia e lo Stato.
In Francia ormai è invalsa da tempo l'opinione secondo cui algerini, tunisini e allogeni vari siano francesi al 100%. Questo lo dice a gran voce lo Stato, la televisione, il sistema educativo, i media, i personaggi famosi dello spettacolo. E lo stesso viene replicato in famiglia: "non esistono razze", "quelli sono francesi come noi", "anche i 'bianchi' stuprano e/o rubano", ecc.
E il risultato lo abbiamo sotto gli occhi: andare a fidarsi di due tipi le cui intenzioni erano chiarissime fin dalle premesse.
Ma io dico, ma come si fa a fidarsi di due allogeni camiti incontrati alla stazione che offrono un passaggio a due giovani ragazze bianche? Ma in famiglia a queste scellerate non hanno insegnato nemmeno i fondamenti del vivere?
Perché sta qui il problema. Ossia che in una società che tra pubblicità con famigliole multietniche dove il bambino negro risponde alla mamma bianca (sic) con perfetto accento meneghino, telefilm dove ci dicono che gli zingari sono tutta brava gente e dove colui che non accetta la società multirazziale è sempre e solo un ferocissimo e cattivissimo nazzysta, in una società che ci bombarda di messaggi devianti e malati le persone, oramai sempre più inacculturate ed inebetite, perdono la cognizione della realtà e credono veramente alle panzane che gli vengono ammanite.
Si arriva così all'assurdità di accettare un passaggio da parte di due negri alla stazione, una cosa che anche solo quindici anni fa nessuna ragazza avrebbe mai fatto.
Io, di contro, alla mia progenie insegnerò, chiaro e tondo, che "quelli là" non sono italiani come noi, non sono persone di cui potersi fidare o con cui fare comunella; perché "quelli là" sono nient'altro che invasori, e come tali vanno osteggiati e un bel dì ricacciati da dove sono venuti.
E questo non è razzismo né tantomeno odio del diverso, quanto semplice e sacrosanto dovere alla salvaguardia della propria Stirpe, della propria Patria e, lampante in questo caso, della propria progenie.
Poi se qualcuno penserà di perseguirmi penalmente per il fatto che affermo a ogni piè sospinto queste mie idee, beh, che faccia pure. In questo momento storico è necessario che tutte le persone di buon sangue solleviano la testa dalla melma e urlino forte il proprio malcontento. Questi sono anni cruciali per il destino e la storia d'Italia e d'Europa. Non dobbiamo più nasconderci né tantomeno vergognarci di quello che pensiamo. Dobbiamo fregarcene se creiamo 'scandalo'. La gravità del momento ha buttato alle ortiche ogni tatticismo e riservatezza.
Oggi è in corso un'invasione con annessa guerra contro gli europei, non è tempo di pensare ai massimi sistemi quando ti stanno portando via la terra da sotto i piedi.