Ragazzi
l'imbecillità irresponsabile che sta al governo non si rende conto del prezzo altissimo che si rischia andando in Libano come si trattasse di una 'gita premio'. Qualcosa mi dice che ce ne accorgeremo tutti molto presto!...![]()
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Da www.effedieffe.com...
Prodi come Mussolini… si ricordi piazzale Loreto!…
di Maurizio Blondet
Mussolini aveva fretta di entrare in guerra, prima che finisse: ‘Mi basta qualche centinaio di morti da portare alle trattative di pace…’, disse. E' finita come sappiamo, l'Italia distrutta, morti 250-mila e Mussolini a gambe in su. Prodi e D'Alema stanno imboccando la stessa strada. Hanno fretta di portare i nostri soldatini in Libano. Non ci vanno i tedeschi, i francesi si sono defilati. Ma noi prendiamo il comando della ‘missione’, salta su Prodi e D’Alema. I primi della classe della politica mondiale. Allora, Parigi ha ceduto. Essenzialmente per non lasciare il comando a un’Italia le cui qualità militari sono storicamente spregiate. Non per colpa dei suoi soldati, ma le armate italiane hanno spesso cominciato la guerra con un alleato per finirla con un altro, quando non si sono sgretolate sotto l’attacco [1]…
I piedi di piombo dei francesi, infatti, si spiegano con la saggezza concreta dei suoi generali, esperti di guerre coloniali e delle loro insidie. La Francia, in Europa, è il solo paese con una forza armata decente. Una ‘forza di proiezione rapida’ di 30-mila uomini con aerei e mezzi pesanti che possono essere spediti in ogni parte del mondo in poche ore, sperimentata in combattimento, e che ha al suo interno la Legione Straniera, soldati di ferro e più ‘spendibili’ del nostri ragazzi figli di mamma. Noi, non abbiamo niente di paragonabile. Le nostre truppe migliori [la solita Folgore, i soliti lagunari e alpini parà…] sono già sparse dall'Afghanistan all'Irak al Kossovo. D'accordo, li mandiamo in Libano. Con quali armi?… A fare ‘interposizione’ fra due avversari enormemente più potenti, armati e decisi di noi che saremo in mezzo. Hezbollah è il solo gruppo guerrigliero tanto forte e determinato da aver fatto un occhio nero a Israele. Ben addestrato e armato con anticarro RPG e altri razzi, tanto che in 34 giorni di battaglia ha distrutto il 10 % dei carri armati che Israele gli ha mandato contro. 20 su 200 ed erano carri Merkva, i più tosti che esistano nel mondo…
Dall'altra parte, ci interponiamo ad Israele. Ossia all'esercito fra i più potenti del mondo, strapieno di cingolati ultimo modello, di caccia, di bombe intelligenti da 3 quintali. Ha 2-300 bombe atomiche [più della Cina…] e tutti i missili necessari per lanciarle. E inoltre è anche quella una forza assai determinata e sperimentata, come abbiamo visto. In più, gli uni e gli altri sono abituati a giocare sporco. Se ne fregano delle regole ONU e delle norme internazionali umanitarie. Gli Hezbollah fanno attentati, il Mossad è capacissimo di fare provocazioni e attentati tali che pare li abbiano fatti gli Hezbollah. Ora, mettiamo il caso che Israele violi il cessate il fuoco [non è un'ipotesi…l'ha già fatto…]. Che fanno i nostri ragazzi interposti?… Fermano gli israeliani coi loro Merkva, i loro caccia F-16 che noi nemmeno ci sogniamo?… Ci mettiamo a sparare?…
Loro rispondono. Nemmeno questa è un'ipotesi, anche questo l'hanno già fatto. Hanno bombardato la caserma dell'ONU ammazzando quattro caschi blu, nonostante i segnali disperati dei comandi ONU. Un attacco deliberato, per togliere di mezzo i testimoni. In un caso come quello, i nostri soldati come reagiscono?… Si arriva alla sparatoria?… Allora entriamo in guerra contro Israele. Ci difende la NATO?… Manco a pensarci. A parte che la NATO è americana e quindi più vicina a Israele che a noi, l'armata israeliana è più potente di tutte le forze europee messe insieme. Ha i mezzi missilistici ed aerei per bombardare Roma e Parigi se gli salta la mosca al naso. E che non ci metta molto a farlo davvero, lo dicono le rovine di Beirut. Il nostro esercito non è nemmeno un centesimo di quello israeliano…
Oppure, la tregua è violata da Hezbollah. I nostri soldati sparano contro Hezbollah?… Costoro rispondono coi loro RPG russi Vampir. Se hanno traforato i Merkva con doppia corazza attiva e passiva, faranno un pizzo dei nostri patetici porta-truppe in alluminio, marca Fiat, che basta un kalashikov a trapassarli. E anche quei tipi, non ci pensano un attimo a passare ai fatti, imbaldanziti come sono dalla ‘vittoria’ su Israele e dalla fede sciita, che esalta il ‘martirio’. Farli scontenti è pericoloso. Nell'agosto 1983, pare siano stati loro a mandare un camion-bomba nella caserma presso Beirut che ospitava i Marines americani. Ne hanno ammzato 241. Stesso giorno e stessa ora, un'altra bomba ha fatto strage di francesi della Legione, 56 in un colpo. Anche se l’attentato fu rivendicato dalla Jihad Islamica, sigla alquanto dubbia [Mossad?…], una cosa è certa: secondo l’ex-spia Victor Ostovsky il Mossad sapeva in anticipo, e non avvisò né i francesi, né gli ‘amici’ americani. Farà sicuramente la stessa cosa a noi italiani, non tanto amici [2]…
Forse, con noi, verranno i turchi. Bell'esercito, soldati duri. La Turchia è nella NATO ed ha stretti rapporti militari con Israele. Specie il suo nuovo capo di Stato Maggiore, Yasar Bukuyanit, estremamente filo-israeliano. Però in Turchia è accaduta, giorni fa, una cosa strana. Qualcuno ha spedito su due milioni di telefonini turchi altrettanti SMS, che dicevano così: ‘il generale Bukuyanit è un ebreo messo a quel posto per portare i turchi alla guerra contro l'Iran’. Chi è stato non si sa. Si sospetta una fazione filo-islamica annidata nell'esercito. E' per questo che anche la Turchia, dopo il sì precipitoso all'interposizione in Libano, adesso tace e ci ripensa. I comandi non sono più sicuri che i oldati turchi, musulmani, spareranno contro Hezbollah se ne avranno l'ordine. O che non spareranno contro gli israeliani, anche senza ordini. E noi ci troveremo a fianco, in Libano, questi ‘alleati’…
Insomma, anche stavolta rischiamo di trovarvi trascinati un una guerra non nostra, senza averne valutato le conseguenze, e senza i mezzi. Come ai tempi di Mussolini, con le scarpe di cartone e i carri armati detti ‘scatole di sardine’. Mussolini aveva fretta perché credeva che la guerra sarebbe finita subito, che i tedeschi avrebbero vinto troppo presto.
Dia retta Prodi: anche questa guerra non finirà tanto presto. Non abbia fretta di fare il primo della classe. Resista alla tentazione. Può essere d'aiuto, magari, ricordare piazzale Loreto…
Note…
[1] Si legga, per un lucido ancorchè misericordioso giudizio sul nostro passato militare, THE ITALIAN MILITARY ENIGMA, del maggiore dei Marines Eric G. Hansen, 1988 [su GlobalSecurity.org], con ampie citazioni di Rommel, Kesslring e generali inglesi che ci hanno conosciuto da vicino come alleati e come nemici [o l’uno e l’altro successivamente…]. Hansen esamina le debolezze del nostro apparato militre, la viltà dei generali e dei politici, e le tragedie dei nostri soldati mandati allo sbaraglio in tutte le guerre senz’armi adeguate né addestramento, senza rifornimenti né organizzazione. Di fatto a farsi umiliare e coprirsi di vergogna con ritirate e rotte, e non per colpa loro. Cita Chris Buckley, corrispondente di guerra che risalì l'Italia con l’ottava armata britannica…
… mentre la campagna progredisce, si finisce per sentire dispiacere, e persino dolore, per le morti degli italiani. Sono tutte così prive di necessità. Sono così pateticamente male armati, le loro uniformi così logore, goffe e miserabili. Perché devono mettersi contro e farsi uccidere?… Non ce l’abbiamo con loro…
Hansen teme che ‘le ripetute disfatte politico-militari del passato’ abbiano spezzato per sempre la volontà della nazione che un conflitto mette alla prova suprema, e in una vera guerra che l’Italia si sgretolerebbe come a Caporetto o come l’8 settembre. I nostri corpi di élite [la solita Folgore…] hanno riscosso la stima generale nelle operazioni di pace. Ma le operazioni di pace sono operazioni di polizia e sorveglianza, essenzialmente diverse da una guerra. Non solo qui anche i nostri migliori soldati non sono sperimentati, ma la fiducia tra governanti e governati, e volontà della nazione dietro i combattenti [necessarie quando in linea la morte non è una possibilità, ma quasi la certezza…] non è loro garantita…
[2] Un lettore mi fa notare che la ministra degli esteri israeliana Tzipi Linvi, venuta in Italia per parlare con il suo pari D’Alema, è andata poi a trovare l'opposizione [Fini, Casini, Bondi…] con cui è meglio collusa. Uno sgarbo insultante e una pesante ingerenza nelle nostre questioni interne. Ma non si può protestare, dato che la ragazza appartiene al popolo eletto e arrogante. Prodi ha incassato questo schiaffo e questa vergogna. Pensate solo al caso opposto, se D’Alema andasse a Tel Aviv a parlare con l’opposizione al governo in carica. Pensate alle grida di Pacifici e della ‘comunità’…
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Nobis ardua
Comandante CC Carlo Fecia di Cossato





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