

Ed infatti la contraddizione storica non la riescono a spiegare: i casi sono due, o hanno sempre e comunque bisogno di un re (l'ultimo è stato Diego Armando...prendiamola sul ridere, nessuno si offenda), oppure il loro pensiero va in cortocircuito e parlano di tradizioni, di identità, di valori, che pochi si misero a difendere. Anche perchè sono valori di tutti e quindi indifendibili, o meglio irrinunciabili.
Ripeto: l'Italia stremata del 1943, con solo quattro divisioni in Sicilia (lasciamo stare le costiere e la Marina...) e con due divisioni tedesche, vendette più cara la pelle contro un nemico che si presentò con una flotta pari a quella che schierò il 6 giugno di fronte alla Normandia...Altro che due piroscafi e Calatafimi...




E così saluto anch’io Sanco, ma sappia che lo aspetto al varco, con immutata simpatia e apprezzamento-non-retorico (ma Lui dice ‘addio!’).
Egli si congeda dal forum… (“ripiega”?), e noi Lo salutiamo.
Non faccia egli finta di aver risposto, perché sa di non averlo fatto. A suo tempo ci fu una articolata discussione su altro forum, ed egli chiuse anzitempo la discussione, allorquando gli parve comodo doverlo fare.
Ai miei interrogativi (se il Piemonte era mosso da nobili ideali unitari, perché rifiutò la lega italica; si definisca ‘unità’; perché il re del Piemonte continuò ad essere ‘II’ e via dicendo) non c’è stata risposta: va bene. Gli ho chiesto perché, curiosamente, sia Lui che la corrente di pensiero che rappresenta siano più risorgimentalisti dei risorgimentali, e perché difendano tesi ormai confinate nel regno della fantasia da qualsiasi storico.
Poco importa delle risposte. Sanco ha le proprie idee, non deve ‘sposare’ quelle degli altri. Però nemmeno Lui, e soprattutto chi gli tiene dietro a suon di grancassa, deve ritenere fanaticamente le proprie idee quelle ‘giuste’, squalificando coloro che non le sposano. Perché questo è il vero problema: secondo qualcuno saremmo noi (gli ‘antiitaliani’… ah!), a doverci vergognare, ed il silenzio di Sanco e di altre persone assai attente, cosa ancor più grave, ne dimostra l’implicito avallo.
Ma, soprattutto, (non è il suo caso) nessun vaiasso può andare in giro a strombazzare tale o tal’altro ‘eroe’ di una patria che altri non riconoscono come tale, pretendendo che nessuno insorga e gli si pari innanzi.
Se noi siamo filosofi o pastori, o entrambi, questo Sanco ‘non può saperlo né deve interessarlo’, tuttavia egli non deve far finta di non capire. Egli ha ben tirato in ballo l’immagine di un ‘vate’ che cantava perché non era anche lui coi suoi pastori e poi preferiva vivere da tutt’altra parte, facendosi defecare addosso da belle dame.
Una terra non la si conosce dal di fuori, e le radici non si acquisiscono coi libri o coi versi. Il punto di riferimento di Sanco è un professore di Napoli discendente dei mille? Il mio è il contadino che mettendosi la mano al cappello mi dice: ‘era meglio che Garibaldi si faceva i fatti suoi’… Il dramma di una terra io lo vedo, lo vivo, e so da dove viene. Non sono cose che si apprendono dai libri, vero Sanco?
Ora giro le spalle, osservo la bandiera che i miei antenati innalzarono contro un invasore che li chiamava ‘plebaglia’, ‘beduini’, e dico: “Trisavoli, devo vergognarmi della bandiera che voi innalzaste contro chi veniva a togliervi la terra per far felice Sanco?”
Saluti


Riportiamo in alto questa interessantissima discussione!
(W IL RISORGIMENTO!!!)


w i briganti


cari con-forumisti noto con piacere che nel solo riconoscere le differenze delle tesi altrui il livello della discussione si è alzato. Vi assicuro che una delle cose che internet può facilitare è L'ALLENAMENTO DIALETTICO, e penso che questa discussione abbia e stia svolgendo il suo ruolo. in base alle "vecchie" dispute sulla tecnica e sulla tcnologia, se non vogliamo che internet USI noi ma il contrario, il livello deve essere tenuto alto. (se poi si vuole usare internet come propaganda è altro discorso).
Capitare in "disputa" fra due "filosofi" poi è bellissimo. (fatemi sapere quando discuterete da vicino, che voglio essere presente).
Caro Muti mi piace pensare e sperare che nessuno di noi ha aperto una nuova discussione, non per "indispettire" i mazziniani, ma perchè poco personalisti. Eravamo interessati all'argomento, non a far sapere che "sapevamo".
Troppi personalismi si "sfogano" in internet. ed anche quando il dato "umano troppo umano" è comparso nella discussione è stato evidente il contegno è la dignità.
Grazie DADOUKOS per le parole dette, spero che avremo il piacere di incontrarci.
Faccio notare a Sanco che c'è voluto IMPEGNO per riportare nei canoni della dialettica e del confrotto costruttivo (quindi culturale se presupponiamo uno scambio) una discussione che stava per divenire uno scambio di proclami nel deserto. Ringrazio Caio che ha convenuto su tale punto.
mi spiace che Sanco "abbandoni" la disputa e non comprendo i motivi (ma di sicuro ci saranno) perchè gli argomenti esposti e la loro discussione penso che ci abbiano gia condotti a dei punti fermi.
Alcuni condivisi:
Il rispetto dell'idealismo in campo, l'alto sentire dei protagonisti coevi alle argomentazioni, il riconoscere l'eroismo in entrambi gli schieramenti, il nesso atemporale che lega il "perchè" dei periodi discussi, sino ai giorni nostri (o per alcuni almeno sino al fascismo, ma si sa che è molto difficile capire che il tempo non è fermo al ventennio o ai Borbone.)
Alcuni non condivisi: L'azione determinante della massoneria, che il risorgimento non fu un fatto del tutto e solo italiano, che ha prescindere dai risultati pratici bisogna guardare alla "bontà" degli ideali, che a Tutti i costi bisognava unire l'italia, che l'italianità non è lo stato-italiano-unito, il grado di intervento e di guida della massoneria e dei banchieri..........
Penso che a prescindere (come diceva Totò) il fatto che siamo daccordo che i Borbone erano meglio o preferibili, fate voi, ai Savoia , abbia fatto contento alcuni dei con-forumisti e di sicuro Principato.Citeriore e Driver, la cui IRRUENZA giovanile sia più che giustificabile (penso che abbiamo un pò tutti una reale/presunta gioventù irruenta alle spalle giusto?).
Ma ritengo che la discussione non sia chiusa, in quanto l'argomento principe; L'ITALIANITà di quelli che lottarono contro lo stato-unito-savoia non è ben evidenziata (nell'uno e nell'altro caso si intenda) nella nostra discussione.
Ed avendo dichiarato che importante nel futuro sarà lo scontro IDENTITà-omologazione, L'IDENTITà del mito identitario meridionale e meridionalista resta ancora da dibattere. Al sud non potrà nascere nulla di simile alla lega, se nascerà qualcosa (ed oltre al fatto che qualcuno ci creda o no, resta la legge dei grandi numeri) sarà molto meglio o molto peggio. La sceltà di cosà nascerà sarà dettata anche dalla buona o cattiva comprensione dei miti fondanti.
Caro Muti a ben pensarci noi non stiamo "fuori" tema in quando più che omaggiarlo o denigrarlo postumo, stiamo attualizzando gli ideali della sua vita.
Pensi che sarebbe più contento se invece di vederci "attivi" nel fortificare le nostre capacità dialettiche (che per chi non è un intellettuale sono sempre propedeutiche all'azione) su temi a lui cari (italia, europa, italianità, spirito d sacrificio, libertà dei popoli......), ci vedrebbe tutti proni ad omaggiarlo (per chi lo ha fatto sia chiaro) e desertificati nel cuore e nelle azioni?


Quando parlo di “favole” non ti offendere. Il Regno borbonico era certamente migliore (sotto tutti i punti di vista; carceri comprese) di quanto non sia stato dipinto dai suoi avversari interni ed esterni sia all’epoca della sua esistenza sia dopo. Le cose funzionano sempre così: lo spiegava già Machiavelli. Chi fa storia onestamente (e io direi, anche politica con la volontà di sanare ferite passate) deve dire la verità e quindi, relativamente al Regno di Napoli (o delle Due Sicilie), riconoscerne tutti i dati positivi.
Ottimo
Le “favole” cominciano quando la caduta del Regno viene spiegato tutta con i complotti massonici, i tradimenti, gli inglesi, la mafia e la camorra filogaribaldine ecc.
E' evidente che le "favole" sono tali a prescindere da chi le racconta, Ma se volessimo dare una semplificazione al tutto (cosa ipotetica sia chiara, che serve solo a comprendere meglio le distanze n campo) i complotti massonici, i tradimenti, gli inglesi, la mafia e la camorra filogaribaldine ecc. che valore hanno avuto in percentuale nella costituzione dello stato-unito-savoia? Hano determinato per il 10 il 30 o il 70 per cento la riuscita del risorgimento?
Nella caduta dell'IRAQ tu vedi che tutti gli iracheni odiavano saddam e perciò e caduto lo stato iracheno indipendente , ma soprattutto sovrano dei suoi pozzi? O pensi che la bufala delle armi di distruzione di massa abbia "agevolato" il desert strom?
Sono in parte le stesse “favole” che il neofascismo si è sempre raccontato per motivare lo sbarco alleato in Sicilia, il 25 luglio ecc. Se il 25 luglio l’Italia fascista non insorge contro i gerarchi traditori e il Re e aspetta settembre per far qualcosa vuol dire che nello Stato fascista e nel PNF qualche problema intrinseco c’è.
Certo che c'era qualche problema, ma statale, di organizzazione, contingentale al momento storico, a cui si deve aggiungere la tenuta umana che va valutata singolarmente e socialmente.
Ma se siamo daccordo che il fascismo non è caduto perchè i "fascisti" erano tutti geneticamente criminali incalliti, o perchè il duce era un tiranno errore della storia, dovremmo pur essere daccordo che il sud non è caduto perchè era infestato di banditi, erano tutti sfaticati, il borbone era un tiranno, ci puzzavamo tutti quanti della fame più nera, che eravamo criminali genetici perchè ci mancava una vertebra........che da sempre emigravamo.....Ma quale sempre!
In entrambi i casi la "caduta" non è naturale, ma frutto di bravura (e cazzimma) degli avversari e di errori interni.
Ma a alle scuole di questo stato liberale e liberista insegnano questo?
Ci hanno insegnato l'onore ed il rispetto dei nostri avi?
Così, se un Regno tanto amato dalle sue popolazioni viene così facilmente sbaragliato da una banda di avventurieri allogeni, qualche problema lo avrà avuto, anche in termini di consenso popolare.
Sicuramente, ma sei troppo inteligente per non capire il ruolo delle minoranze attive sulle dalle masse passive. Il sud aveva tanti problemi, ma ne aveva molti di più il nord, (all'epoca e forse pure oggi) quindi perchè non è caduto il Savoia?
La D.C. in ogni sua forma e nome ha creato uno stato pieno di problemi.....Perchè non riusciamo a farlo cadere?
Non si può spiegare il crollo di un sistema di potere con gli "errori" o con il consenso popolare. Ricordo che in bulgaria una minoranza attiva comunista, guidava un paese intero che comunista non era, ma che al momento giusto esprimeva minoranze bulgare.
Intanto, perché l’esercito borbonico, tranne qualche buona prova, non regge alla sfida? Guarda la contemporanea storia del conflitto Nord-Sud negli Usa: i Confederati erano in svantaggio perché un paese agricolo, ma stanno in guerra, con l’esercito, 5 anni. Dov’è il “nostro” (di noi meridionali) esercito confederato? Anche nel ’99, di fronte ai francesi, l’esercito borbonico di Mach era svanito di fronte al minoritario esercito di Championnet… Sono “favole” queste?
come ti ho gia detto i Borbone (cioè la classe dirigente di allora) era convinta di star "sicura" tra "l'acqua santa e l'acqua di mare", quindi prestò poca attenzione all'aspetto militare. Troppa era la fiducia del Re borbone nelle parole dell'aristocrazia (sic) europea. Il Borbone sino all'ultimo non concepi che un Re (nel senso tradizionale) potesse essere al soldo dei banchieri e che potesse tramare alle spalle di altri italiani, alleandosi con gli inglesi. Il Borbone fu vittima delle sue convinzioni aristocratiche. Lo stesso errore che ,più o meno, fece qualcuno che in nome di una "aristocratica" fratellanza arya non coprì quella spiaggia di tombe inglesi.
Ma gli errori dei Borbone furono anche altri, una corte piena di spie e di massoni, una flotta con il 75% di graduati iscritti alla massoneria e contattati da emissari del Cavour ben prima dell'"eroica" garibaldata, la nunziatella infestata da sette giacobine, una borghesia troppo avida di potere e poco moderna per gestirla, riforme agricole non portate a termine......
Ma gli errori dei Borboni non devono distrarti, il sud si difese e come, altro che 5 anni dei confederati, i briganti lottarono ben oltre (quasi dieci) anche se dopo i primi 5 la Politica (nel senso di partecipazione alla polis) non c'entrava più. Ti ricordo che se al fronte con l'Austria L'italietta risorgimentale aveva un esercito in pianta stabile di 120mila uomini al sud nello stesso periodo c'è n'erano 140mila.
Come vedi pur non essendo FAVOLE non dicono tutto.
Uno Stato con la S maiuscola è innanzitutto uno Stato con un esercito “nazionale” (non mezzo mercenario come sarà sempre quello borbonico) valido.
Stato con la S maiuscola? Cioè che corrisponda all'avere un territorio, una popolazione e la sovranità?
In questo senso il sud era uno stato Italiano con dei confini delineati ed immutati da almeno 700 anni. Aveva un poplo con lingua, usi e costumi differenti, ma che si riconoscevano nel comune destino e nel re, ed aveva molto più sovranità di quella che il congresso americano ha oggi sugli americani.
Non è l'esercito a fare uno stato , ma come ti ho gia detto le ragioni che spinsero il borbone a convincersi di "non avere nemici" non sono certo le mie ragioni. L'imperatore d'Austria più o meno disse del Borbone "......la sua convinzione nella neutralità perfetta l'ho ha convinto a non avere nemici, in realtà non avrà alleati". In nota mi fa piacere che hai virgolettato "nazionale".
Tu/con altri/ dirai che anche l’esercito italiano dei Savoia e poi sabaudo-fascista non era un grande esercito. Va bene, ma ha vinto nella I guerra mondiale, si è preso l’Etiopia, è stato su tanti fronti per 3 anni quando la Francia (la secolare nazione!) si è fatta fottere al 1° anno…
Dimentichi che ho gia distinto l'italietta risorgimentale, dall'Italia del ventennio, quindi ciò che vale per l'uno non vale certamente per l'altro. Questo non perchè me ne freghi di elogiare il fascismo, ma perchè è indubbio che l'Italia di Giolitti era una cosa, l'Italia di Mussolini (bada bene di Musoolini , non di tutto il fascismo -opinione personale- ) era tutt'altra. Ma una cosa voglio rimarcare sulla prima guerra civile Europea, un pensiero che non è mio ma dell'allora direttore del mattino Scarfoglio. "perchè allearsi con l'inghilterra ed avere se vinciamo due pezzi di terra , quando alleandosi con l'austria in caso di vittoria potremmo avere tutto il mediterraneo?" Come vedi la politica Italiana Savoiarda dell'Italietta risorgimentale favorì sempre le scelte contro il sud. Perchè il sud è il mediterraneo. Ti prego non dirmi perchè quelle terre erano italiane se no pensando a Nizza e alla Savoia mi taglio le vene.![]()
Io non nego affatto che l’unificazione del Sud al Regno d’Italia ebbe aspetti di conquista e colonizzazione interna. Non nego neanche la realtà degli orribili episodi di cui i “piemontesi” furono responsabili nella controguerriglia postunitaria. Tutto questo va conosciuto, va detto, perché non mi piacciono neanche le “favole” della vecchia storiografia liberale, contrariamente a quello che crede Daudokos.
Sempre più bravo, le tue premesse sono sempre splendide. Ma vorrei ricordarti che queste cose in realtà non VENGONO DETTE, NON VENGONO PORTATE A CONOSCENZA dei meridionali. Sono convinto che se questa parte della storia italica venisse conosciuta a scuola ci sarebbero dei problemi per l'ordine costituito. Credo che se mio cugino da bambino avesse saputo che i Carabinieri a 20 km dal suo paese hanno razziato, ucciso, violentato, sterminato interi paesi , soprattutto donne e bambini, da persona onesta e sensibile non sarebbe tanto orgoglioso della divisa che porta, e non piazzerebbe il figlio innanzi la TV a farsi le seghe con "carabinieri4". Ciò messo due ore a fargli capire che i 200 anni che hanno festeggiato della fondazione dell'arma "nazionale" mal si conciliavano con gli appena i 145 della nazione.
Ma se tutto questo deve divenire parte di un processo di negazione della stessa nozione antichissima di ITALIA e del diritto e dovere degli Italiani ad essere una grande nazione con a capo Roma (oggi è il 20 settembre, ed io lo festeggio), beh, allora mi cascano le braccia e pure qualcosa d’altro.
Ecco il nocciolo della discussione. La paura che dietro le rivendicazioni alla dignità di un popolo Italico , si voglia distruggere la speranza della nazione Italica? Almeno per quanto mi riguarda io nego che OGGI ci sia la vera nazione italica, quindi al massimo la vogliamo ricostruire puntando piu in alto negli ideali e più vicino alle identità dei popoli con la giustizia. IO e tutti i meridionalisti identitari non neghiamo un bel niente. se rileggi quel che ho scritto non potrai che darmi ragione. Io sono Napoletano, Italiano ed Europeo....... e se scendessero i Marziani domani mattini mi presenterei come terrestre. Sono orgoglioso di essere quel che sono e non ho mai rinnegato il senso dell'appartenenza è il valore dell'identità. L'Italia è un concetto antichissimo, ma ancor più antico è l'appartenenza degli italici a qualcosa che ingloba tutti (o quasi) gli Europei (anch'io ho festeggiato qualcosa, ma se è la stessa cosa io l'ho festeggiato fra il 22 ed il 23 -secondo calendario astronomico- ma la data e poco importante, se non è la stessa cosa e magari è una battaglia romana, avendo i Romani combattutto per mille anni mi scuserai di non ricordarmi dove).
Roma e i suoi monti sono il fulcro che prescinde dalla romanità , ed i romani della Roma Prisca da popolo religioso , ne hanno fatto il centro dell'azione Italica. Tutto questo non va confuso con la nazione cosi come la intendono molti, cioè in termini giacobini. Noi Sanniti restammo sanniti pur essendo CITTADINI di Roma. Ora non solo Noi napoletani cittadini d'Italia, non siamo più Napulitani, ma siamo anche cittadini di serie B, anzi colonia di una PAX liberale che distrugge l'italianità di tutti i popoli italici. "hanno fatto un deserto e lo hanno chiamarto pace" ti ricorda qualcosa?
Diritto? Nessuno ti regala niente è se gli Italici vogliono quel diritto devono concquistarselo. Non basta enunciare un diritto per esercitarlo.
Seconda questione IMPORTANTE. iN NOME DI UN "DIRITTO antichissimo" posso io giustificare l'umiliazione e lo sfruttamento di una parte di quelle persone che di quel diritto dovrebbero esserne parte???
Se un uomo si sente in "diritto e dovere" di garantire alla propria Figlia un destino da principessa puo mandare la moglie a prostituirsi.....e dire che lo fa in nome della famiglia????
Roma è il centro di molte cose , lo stato-nazione che noi del sud subiamo è un'altra cosa. Questo non vuol dire che non dobbiamo ripartire su basi diverse per ricostruire l'identità Italica e fondare l'impero dei popoli indeuropei.
Se il diritto che tu declami è lo stesso che reclama Ciampi.....beh di sicuro ti sono cadute solo le braccia. (ma ti ripeto non penso che sia cosi ed ho seguito solo il tuo esempio, non è nel mio stile)
Poi, se i discendenti dei Borbone se ne vanno alle feste mondane della grande aristocrazia con i discendenti dei Savoia, chi chiama noi meridionali a tenere il lutto per “’o re”?
Che i Borbone andassero dove vogliono, si impiccassero al primo palo che trovano, andassero alle feste delle aristocrazie dei cetriolini saclà, alle feste con puttane....l'aristocrazia non è neanche più nobiltà d'animo. "chi vuole essere libero deve liberarsi da solo" , per altro sono pure republicano. (in onore al grande Mazzini) così facciamo contento Muti.![]()
Infine, questione “massoneria”. Gli anni d’oro dei Borboni furono anche anni d’oro della Massoneria napoletana. Da napoletano, sarei onorato di avere come concittadino illustre un massone come Raimondo di Sangro, ad esempio.
Caro Sanco come ho gia detto che c'è Massoneria e Massoneria, Parlare del Principe di San Severo ci porterebbe troppo lontano dall'argomento. Certo sono onorato......ma è un'altra cosa.
La massoneria è stata tante cose, buone e cattive. Non è il diavolo: lasciamo agli integralisti cattolici questa stupida credenza. Poi, mi è capitato di scrivere altre volte, smettiamola di credere che nella storia i massoni stanno sempre da una parte e non dall’altra. Massoni erano tanti ufficiali di Napoleone, ma massoni erano anche tanti ufficiali di eserciti, dall’inglese al prussiano, dall’austriaco al russo, che combattevano contro Napoleone. Idem per la guerra di Secessione: l’ufficialità del Sud era massonica al 90%. Il KKK (simpatico o antipatico che stia) viene pure da lì.
Daccordissimo, ma ripeto la massoneria nella sua diversità ha costituito un filo di Arianna per il raggiungimento di determinati obiettivi , unendo aspetti diversificati che in un breve periodo di tempo sono confluiti in punti ben congeniali al progetto liberale. Ma su questo argomento non troveremo un punto di incontro quindi mi fermo qui. Discutere è importante , parlarsi addosso no.
Appendice sulla massoneria. Ai “filoborbonici antimassoni”: Perché non indagate per scoprire se negli attuali movimenti neoborbonici non ci siano dei massoni? Credo che avreste delle belle sorprese!
Non lo so (in quando non neo-borbonico, nonostante la simpatia per alcuni loro esponenti) ma non dubito che possa essere la verità. La prima persona che mi parlò delle vicessitutidi del Banco di Napoli dopo l'unità dovette dirmelo che era un massonico (oltre ad essere un onorevole che prendeva più voti di Almirante a Napoli) da all'ora in poi ne ho incontrati tanti altri (riferimenti, parole, gesti). Ti assicuro che mi sono sembrati più interessati al "potere" delle raccomandazioni , che ad altri poteri a cui faccio riferimento io, ma lo ripeto, c'è massoneria e massoneria.
Per chiudere. Il mio intervento termina qui. L'ho scritto prima di vedere il nuovo intervento di Daudokos, che mi offre soltanto l'invito a formare una compagnia di attori-contendenti in viaggio da un forum all'altro in cerca di fans: mi dispiace, ma lui con me deve, se ha interesse a riprendere rapporti costruttivi (di cui gli ho dato di recente un segnale che fa finta di non aver colto), parlare d'altro.
Non voglio dire niente di più, non voglio rispondere ad altre domande su questa questione, anche fatte da parte di persone che la pensano come me. Non è per mancanza di rispetto per gli interlocutori, è che a me le discussioni senza fine non interessano, tanto più che ho molte cose da fare: non ho le capre ma ho due figlie, una in carne ed ossa e una di carta.
Può anche darsi che non interverrò mai più su questo forum, anche nelle discussioni (pro)positive come questa: alla fine succede sempre qualcosa per cui devi pentirti di averci messo piede.
mi dispiace perdere un ottimo interlocutore, soprattutto non capendone i motivi, ma va bene anche così.
nella mia vita ho avuto amici che mi davano problemi essendo "uomini di paglia" non immaggino cosa può comportare avere una "figlia di carta".... ma ti facciò i miei migliori auguri. Non bisognerebbe mai innamorarsi delle cose che si fanno per l'ideale
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