
Originariamente Scritto da
Gaio Mario
Anche di più, per quanto riguarda Robespierre.
Se non mi sbaglio, nel suo ultimo discorso alla Assemblea, discorso che in qualche modo ne sancirà la morte politica (e poco dopo quella fisica) rimprovera il Terrore inutile ed ateo il quale aveva spinto a fare scrivere sui muri o sugli ingressi dei cimiteri la terribile frase: "La morte è un sonno eterno". Dice l'Incorruttibile: cancellate quella vergognosa frase (pare voluta da quel galantuomo "destro" di Fouché, il massacratore di Lione, l'intrigante termidoriano, il ministro degli Interni di Napoleone, e per poco anche per Lugi XVIII...), e sostituitela con questa: "La morte è l'inizio di un'altra vita". Non so se le citazioni sono precise, ma suonano così.
Questo ad indicare la profonda religiosità di Massimiliano Robespierre, il quale cade vittima di una congiura dei veri terroristi, degli "enciclopedisti", degli autoritaristi barrasiani (cioè i restauratori democratici dell'ancien regime che non a caso apriranno la strada a Napoleone).
Ma anche in questo caso, presso troppi tradizionalisti clerical-neopagani: massone, terrorista, servitore del diavolo, lucido razionalista senza Dio, sovversivo, avvocaticchio di provincia pieno di risentimenti, folle, comunista, adoratore di simulacri...
Devo dire, faccio un po' fatica a seguire questa discussione molto colta e forbita, perché non sono così preparato. Però tutto l'atteggiamento e l'interpretazione sulla rivoluzione del 1789 mi cambiarono una decina di anni fa quando iniziai a leggere una bellissima biografia (edita da Sonzogno negli anni '20 in Italia) su Robespierre, un'antologia dei suoi scritti e discorsi (meno interessante se non per l'ultimo discorso sopra citato, capolavoro di commozione retorica e di esasperazione) e poi, tre anni fa un altro bel testo: "Ronespierre, politico e mistico". E su quel filone mi nacque l'interesse per Mazzini (vi erano alcune note nel volume della Sonzogno che parlavano di Mazzini e della sua critica alla Rivoluzione Francese) e comunque per un approccio positivo verso il Risorgimento ed una feroce critica ai suoi detrattori.
Infine, sempre a seguire le suggestioni..., anche il bolscevismo ebbe dei caratteri "sacrali", sempre che non costituissero scimmiottature: ho visto un manifesto di Trotzsky che a cavallo, con la lancia, trafigge il drago capitalista (insomma San Giorgio).