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Discussione: Torna Mazzini

  1. #261
    legione muti
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    Citazione Originariamente Scritto da Paul Atreides Visualizza Messaggio
    x Gaio Mario

    Nella ''Sacra famiglia'', Marx rimprovera Robespierre di aver ''confuso la repubblica antica, realistica e democratica, che poggiava sul fondamento della schiavitù reale, con lo Stato rappresentativo moderno, spiritualistico e democratico, che poggia sulla schiavitù emancipata, sulla società borghese. Che colossale illusione: essere costretti a riconoscere e a sanzionare nei diritti dell'uomo la società borghese moderna, la società dell'industria, della concorrenza generale, degli interessi privati che perseguono liberamente i loro fini, la società dell'anarchia, dell'individualismo naturale e spirituale alienato a se stesso, e contemporaneamente voler annullare retroattivamente in taluni individui le manifestazioni vitali di questa società, pretendendo di modellare al modo antico la testa politica di questa società".

    Il classicismo giacobino è dunque una ''colossale illusione''. E ciò ovviamente non significa affatto difendere Maria Antonietta.

    A mio avviso, Paul, la posizione matura di Sorel è una posizione di rottura effettiva e rispetto a Maria Antonietta e rispetto al filone "rivoluzionario" giacobino....continua una certa tradizione proudhoniana (socialismo gallico, gallico prima che socialista...!) ma separandola completamente dal materialismo che talvolta si affaccia nel grande oppositore di Marx...sai che la sua, di Sorel, collaborazione con Maurras non era da posizioni reazionarie filomonarchiche, ma potrei azzardare nazional-rivoluzionarie...molto più ardite dello stesso nazionalismo francese classico...che ne dici?

  2. #262
    legione muti
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    Citazione Originariamente Scritto da Paul Atreides Visualizza Messaggio
    Anche io ho avuto la stessa impressione [quella su Mosse]. Non so a quali saggi alludi.

    PS. sul periodo termidoriano c'è un bel saggio di Sergio Luzzatto, ''L'autunno della rivoluzione. Lotta e cultura politica nella Francia del Termidoro", Einaudi.

    Alludo al saggio "Religioni della politica" di cui dibattevamo...l'ho letto quello di S Luzzato, sì è buono....ma sui testi di Lefevbre Mathies che mi dici...supearti ormai o contengono elementi validi?

  3. #263
    Paul Atreides
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    Citazione Originariamente Scritto da legione muti Visualizza Messaggio
    A mio avviso, Paul, la posizione matura di Sorel è una posizione di rottura effettiva e rispetto a Maria Antonietta e rispetto al filone "rivoluzionario" giacobino....continua una certa tradizione proudhoniana (socialismo gallico, gallico prima che socialista...!) ma separandola completamente dal materialismo che talvolta si affaccia nel grande oppositore di Marx...sai che la sua, di Sorel, collaborazione con Maurras non era da posizioni reazionarie filomonarchiche, ma potrei azzardare nazional-rivoluzionarie...molto più ardite dello stesso nazionalismo francese classico...che ne dici?
    Concordo. Per me l'intesa tra Sorel e Maurras è la prefigurazione dell'incontro tra Mussolini e i nazionalisti [Rocco e Federzoni su tutti].

  4. #264
    la ricerca della bellezza nascosta
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    Mazzini : ovvero il trionfo della massoneria nella penisola italiana.
    Ma possibile che non vi rendete conto del legame di mazzini con i massoni inglesi ?. Tra l'altro il maestro di mazzini, tale pike, era anche dedito a pratiche sataniche.

  5. #265
    Paul Atreides
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    Citazione Originariamente Scritto da legione muti Visualizza Messaggio
    Alludo al saggio "Religioni della politica" di cui dibattevamo...l'ho letto quello di S Luzzato, sì è buono....ma sui testi di Lefevbre Mathies che mi dici...supearti ormai o contengono elementi validi?
    L'allusione era a quali testi di Mathiez e Lefebvre.

    Io penso che di Lefebvre siano ancora validi "L'Ottantanove" e "La grande paura del 1789" oltre che il testo su Napoleone. La storia della rivoluzione francese scritta dai due è ottima come ricostruzione dei fatti ma l'interpretazione mi pare da rigettare in buona parte, specie quella sul termidoro e sul giacobinismo. Gli studi di storia economico-sociale di Mathiez sono datati, a mio parere.

  6. #266
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    Citazione Originariamente Scritto da legione muti Visualizza Messaggio
    A mio avviso, Paul, la posizione matura di Sorel è una posizione di rottura effettiva e rispetto a Maria Antonietta e rispetto al filone "rivoluzionario" giacobino....continua una certa tradizione proudhoniana (socialismo gallico, gallico prima che socialista...!) ma separandola completamente dal materialismo che talvolta si affaccia nel grande oppositore di Marx...sai che la sua, di Sorel, collaborazione con Maurras non era da posizioni reazionarie filomonarchiche, ma potrei azzardare nazional-rivoluzionarie...molto più ardite dello stesso nazionalismo francese classico...che ne dici?
    Beh del resto l'action française stessa è tutt'altro che "reazione", tanto che da lì provengono Rebatet, Maulnier, e Brasillach...
    L'incontro tra Cercle Proudhon e Action Française richiama direttamente la volontà di superare quelle ciò lo stesso Maulnier chiamerà "tirannia del Denaro" (riferendosi alla destra liberale) e "tirannia del Numero" (riferendosi alla sinistra francese) e quindi la logica "materialista" che spingeva entrambe.
    L'incontro può chiaramente essere paragonato a quello che ci sarà in Italia tra sindacalismo rivoluzionario e nazionalismo (facendo i necessari distinguo del caso), del resto è intorno a questo dato che molto lucidamente Sternhell svolge la sua tesi in "nascita dell'ideologia fascista".
    L'Action française, tra parentesi, era un movimento vivissimo sia dal punto di vista culturale che da quello politico, non è un caso che per essa (o meglio contro di essa) a un certo punto si sia scomodato addirittura il Papa.

    PS. Ai francesi purtroppo mancava però un Mussolini

  7. #267
    Paul Atreides
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    Citazione Originariamente Scritto da Gaio Mario Visualizza Messaggio
    D'accordo, ma allora non abbiamo politicamente scampo...siamo al dilemma del Constant: la libertà degli antichi era dovere e diritto di partecipazione (con la schiavitù degli sconfitti o dei disprezzabili); la libertà dei moderni è libertà dall'impegno politico, di fare il proprio interesse garantiti nella sicurezza tramite una delega politica (elettorale).
    Il giacobinismo è un ritorno (fallace fin che vuoi) a quella libertà degli antichi. Idemo lo furono nazionalsocialismo, comunismo sovietico e fascismo, almeno in termini tendenziali.
    Non riesco a trovare una via d'uscita da questo dilemma e da questo alternarsi storico...
    Il punto di partenza l'hai centrato in pieno. E' quasi sicuro che la critica di Marx sia stata scritta sotto l'influsso di Constant.

    Io separerei nazionalsocialismo e fascismo dal comunismo, in quanto nei primi c'è un effettivo tentativo di riaggancio che manca al comunismo. Ma la questione, affascinante, è davvero enorme.

    Inoltre, e credo sia fondamentale, nel tuo elenco mancano forse i riferimenti politici più importanti alla tradizione repubblicana: la rivoluzione inglese e la guerra d'indipendenza americana.

  8. #268
    legione muti
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    Citazione Originariamente Scritto da Paul Atreides Visualizza Messaggio
    L'allusione era a quali testi di Mathiez e Lefebvre.

    Io penso che di Lefebvre siano ancora validi "L'Ottantanove" e "La grande paura del 1789" oltre che il testo su Napoleone. La storia della rivoluzione francese scritta dai due è ottima come ricostruzione dei fatti ma l'interpretazione mi pare da rigettare in buona parte, specie quella sul termidoro e sul giacobinismo. Gli studi di storia economico-sociale di Mathiez sono datati, a mio parere.

    Sì, appunto, mi riferivo ai due volumi dell'Enaudi su "La Rivoluzione Francese". Condivido il tuo giudizio; infatti mi sembravano appunto "datati"....

  9. #269
    legione muti
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    Predefinito Sorel

    Citazione Originariamente Scritto da Paul Atreides Visualizza Messaggio
    Concordo. Per me l'intesa tra Sorel e Maurras è la prefigurazione dell'incontro tra Mussolini e i nazionalisti [Rocco e Federzoni su tutti].

    Un aspetto interessante, Caro Paul, è che Sorel rigetta il giacobinismo già dal suo periodo marxista...la sua teoria della "violenza" come levatrice della storia rafforzerà la sua antitesi al giacobinismo. Svilupperà una analisi molto interessante nelle "considerazioni sulla violenza": il giacobinismo è il terrorismo di stato legalizzato, ma non moralmente legittimo (secondo Sorel continuerà pari pari nel fenomeno napoleonico), la "violenza" dei sindacalisti rivoluzionari, viceversa, è l'azione diretta moralmente legittima che distrugge creativamente l'astratta legalità borghese. Che cosa stabilisce la differenza qualitativa? Il Mito, i sindacalisti rivoluzionari (dal 1906) ed i nazionalisti (dal 1911) devono per il pensatore francese essere capaci di immettere il MIto nell'immanenza storica. Non è teoreticamente il punto più alto del processo di "sacralizzazione della politica" di cui parlavamo?

  10. #270
    legione muti
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    Citazione Originariamente Scritto da cristiano72 Visualizza Messaggio
    Beh del resto l'action française stessa è tutt'altro che "reazione", tanto che da lì provengono Rebatet, Maulnier, e Brasillach...
    L'incontro tra Cercle Proudhon e Action Française richiama direttamente la volontà di superare quelle ciò lo stesso Maulnier chiamerà "tirannia del Denaro" (riferendosi alla destra liberale) e "tirannia del Numero" (riferendosi alla sinistra francese) e quindi la logica "materialista" che spingeva entrambe.
    L'incontro può chiaramente essere paragonato a quello che ci sarà in Italia tra sindacalismo rivoluzionario e nazionalismo (facendo i necessari distinguo del caso), del resto è intorno a questo dato che molto lucidamente Sternhell svolge la sua tesi in "nascita dell'ideologia fascista".
    L'Action française, tra parentesi, era un movimento vivissimo sia dal punto di vista culturale che da quello politico, non è un caso che per essa (o meglio contro di essa) a un certo punto si sia scomodato addirittura il Papa.

    PS. Ai francesi purtroppo mancava però un Mussolini

    Concordo Cristiano ma alcuni passi delle opere di Sorel, non solo le "Riflessioni sulla violenza", ma anche articoli sparsi, lettere a Croce ed a Missiroli, pongono Sorel su un piano di puro avanguardismo rivoluzionario che forse mancava ai nazionalisti....

 

 
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