"Ecco il film che Hoolywood non vuole che vediate". Sembra un pò costruita come tagline, eppure è pressoché andata così per Hooligans, il film di Lexi Alexander (regista tedesca che muove i suoi primi passi, dopo una nomination all'Oscar per un cortometraggio) rimandato mese dopo mese e a cui è stato addirittura cambiato titolo a metà produzione.
Green Street Hooligans commercialmente ha il vantaggio di avere come protagonista Elijah Wood, che attirerà un certo numero di spettatori/spettatrici. Tuttavia la forza del film, stando alle prime, positive recensioni (e si tratta di nomi come Variety e AICN), sta proprio nell'interpretazione di Wood (Matt), che a quanto si dice ha trovato il modo da staccarsi dal ruolo "appiccicato" del Frodo Baggins e ha trovato una via artistica tutta sua (cosa che avevamo notato già con scelte del calibro di Eternal Sunshine e Sin City), e nel personaggio di Charlie, per niente stereotipato.
La trama del film è piuttosto complessa. Matt Buckner (Wood) è uno studente americano espulso ingiustamente da Harvard due mesi prima di diplomarsi. La sua carriera finisce ancora prima di incominciare, e così parte per Londra per stare con la sorella (Claire Forlani) sposata con l'inglese Steve (Marc Warren).
Steve presenta Matt al fratellino Pete (Charlie Hunnam) che lo introduce nel mondo del fanatismo calcistico.
Pete e i suoi amici infatti fanno pare della Green Street Elite, un gruppo di supporter estremi della West Ham United. Quella che in un primo momento sembra essere una compagnia di allegri tifosi in compestizione con gli altri gruppi di supporter, si rivela essere poi qualcosa di più unito, un legame indissolubile volto all'umiliazione dei gruppi avversari.
Per Matt non si tratta più solo di calcio, ma anche di amicizia, fratellanza e lealtà all'interno del GSE. L'adrenalina che la violenza gli trasmette fa si che Matt provi un senso di potere mai avuto prima, ma i conflitti e le invidie interne al gruppo (c'è chi non ha intenzione di accettare un 'outsider' come lui) prima o poi devono esplodere, e quando Bovver (uno dei supporter che proprio non sopportano Matt) scopre alcuni segreti della vita del ragazzo, è l'inizio della fine.
Una violenza molto più realistica di Fight Club, data forse anche dal passato di Kick-Boxer della regista.




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