che ho appena trasmesso le coordinate di Caserta ai bombardieri yankees!


che ho appena trasmesso le coordinate di Caserta ai bombardieri yankees!


appena ho saputo che c'era dentro pannella ho fermato i bombardieri.


di aver fatto bene?![]()
omar proietti


beh senti nel '96 Clinton aveva la possibilità di far fuori bin laden, ma il capo di al qaeda stava in un ristorante con una quarantina di civili e vi rinunciò. non mi fare venire dubbi. Poi c'era pure la sbarbola con la sua pelliccetta. Non la potevo far disintegrare, Essa.


secondo te a Caserta c'erano civili innocenti?![]()
E poi allaSbarbati potevi far arrivare una soffiata poco prima del raid.Avrebbe forse perso la pelliccia perchè non avrebbe fatto in tempo a prenderla,in compenso però, avrebbe salvato la "pellaccia"!![]()
omar proietti


Un bellissimo articolo di Yehoshua , che dimostra ancora una volta la superiorità morale e culturale della sinistra israelliana nell' analizzare il medio oriente . Peccato che molti sedicenti amici di israele quando va bene la ignorano se non la insultano ( informazione corretta ha definto stravagante questo articolo). Ovviamente il mondo degli imbecilli è anche popolato da moltissimi sedicenti amici dei palestinesi che di fronte a posizioni come come quella di Yehoshua dicono che tanto gli israeliani ( se non gli ebrei) sono tutti uguali e se sembrano equanimi ci deve essere qualcosa.
La STAMPA 13/2/2007
AVRAHAM B. YEHOSHUA
Israele, il contagio della corruzione
Le indagini dalla polizia in questi giorni in Israele, le commissioni d’inchiesta che cercano di fare chiarezza sugli errori compiuti durante la seconda guerra del Libano, la ripugnanza destata dai sospetti reati sessuali commessi dal presidente Moshe Katsav, l’arresto dei vertici delle autorità fiscali e altre vicende suggeriscono profonde lacerazioni nel tessuto morale di Israele. I vecchi israeliani come me, che ben conoscono la storia dello Stato fin dalla sua fondazione, rimangono sbalorditi dalle dimensioni assunte dal fenomeno della corruzione e dal moltiplicarsi delle inchieste, e si domandano: che è successo? Che è cambiato? A cosa è dovuta questa situazione? È uno stato di cose che esiste da anni? O viene alla luce solo ora, in seguito a controlli più temerari e approfonditi da parte del procuratore generale, della polizia, dei controllori dello Stato (come nel corpo umano si possono all’improvviso scoprire patologie presenti da tempo mediante esami più moderni e raffinati)?
No, io non accetto questa ipotesi. Non credo che la corruzione sia venuta a galla solo per merito delle forze dell’ordine, della magistratura, o del coraggio di cittadini - uomini e donne - che hanno sporto denuncia contro chi commette abusi (come le dipendenti della residenza presidenziale che hanno accusato il presidente Katsav di stupro e molestie sessuali).
Ciò che si rivela è un malessere molto più profondo, una perdita di valori all’interno della società israeliana e del suo apparato governativo come mai si era registrato in passato. Anche il comportamento degli accusati e dei sospettati di reato è oggi molto più sfacciato e aggressivo. Ricordo che negli Anni Settanta, allorché si paventò il sospetto di corruzione nei confronti di un ministro del partito laburista, quel ministro si tolse la vita. Lo stesso fece il direttore di una grande banca, brillante economista, perché sospettato di reati finanziari. Quando Pinkhas Sapir, il leggendario ministro delle Finanze del governo di Golda Meir morì, si scoprì che tutto ciò che possedeva era un modesto appartamento in un quartiere periferico di Tel Aviv e qualche risparmio in banca. E il fondatore dello Stato d’Israele, nonché la sua personalità politica di maggior spicco, David Ben Gurion, trascorse gli ultimi undici anni della sua vita con la moglie in una casetta di legno del kibbutz Sde Boker, nel deserto. Una casetta che ancora oggi stupisce i visitatori per la sua estrema modestia. Anche il leader della destra ed ex primo ministro Menachem Begin visse fino alla morte in un semplice appartamento di Tel Aviv e mai fu sfiorato dall'ombra del benché minimo sospetto di corruzione.
È vero, negli ultimi tempi episodi di malcostume sono diffusi anche in altri Paesi, e molte democrazie sono macchiate dagli intrecci tra potere politico e finanziario. Gli interessi economici soppiantano le ideologie del passato e il denaro serve da strumento nell’elezione di governanti. Ma come mai Israele, Paese che fino a pochi anni fa non era quasi toccato da frodi e corruzioni, ne è ora travolto?
L’origine e la radice profonda dei recenti episodi di malcostume deriva, secondo me, dalla scissione, a partire dal 1967, tra due distinti insiemi di norme e di valori. Da un lato i principi morali e giurisdizionali dello Stato democratico hanno continuato a essere applicati secondo la tradizione dello Stato di diritto, e si sono persino raffinati negli ultimi anni; dall’altro, nei territori palestinesi, occupati durante la guerra dei sei giorni, si è andato stabilendo un nuovo sistema di valori. Questi due sistemi operavano affiancati, ma il confine che li separava si è fatto via via più sottile e le brecce aperte in esso sempre più grandi.
A differenza di altri stati colonialisti, i cui domini erano lontani dalla madrepatria e che mantenevano una presenza poco significativa dei propri cittadini nelle colonie (a eccezione dell’Algeria e di pochi altri casi) i territori palestinesi sono adiacenti e confinanti con il territorio nazionale israeliano. E in Cisgiordania gli organi di giurisdizione operano in modo completamente diverso: terreni di palestinesi vengono confiscati illegalmente, i coloni ebrei agiscono come fuorilegge, compiendo atti provocatori ai danni di palestinesi ma senza incorrere in alcuna sanzione penale, esempi di ingiustizia e di sfruttamento diventano bazzecole che possono sempre essere giustificate adducendo motivi di sicurezza o ideologici, in conformità all’ideale politico del grande Israele.
Ma il confine tra i due criteri di giurisdizione non poteva rimanere chiuso e impenetrabile. Un poco alla volta lo stato di occupazione, che avrebbe dovuto essere temporaneo, è divenuto una realtà stabile, e mediante una politica di insediamenti civili nel cuore della popolazione palestinese, i legami tra Israele e i territori occupati si sono fatti più stretti. Le norme del regime colonialista e militarista hanno cominciato a filtrare all’interno degli organi giurisdizionali e governativi democratici, pregiudicandone la corretta attività. Politici, funzionari, ufficiali dell’esercito - soprattutto appartenenti alla destra - hanno introdotto nella vita pubblica israeliana norme deprecabili invalse nei territori occupati, e la corruzione è cresciuta.
Per fortuna il sistema giuridico israeliano è indipendente e poggia su fondamenta di provata integrità. E la presenza di molte donne nella magistratura e nella polizia ha contribuito molto, a mio avviso, a rafforzare tale sistema. Ma nel momento in cui norme inammissibili vengono tollerate in silenzio, nemmeno il sistema giuridico più forte riuscirà a destabilizzarle.
Non dimentichiamo inoltre che l’economia globale apre infinite e complesse opportunità a reati finanziari, e Israele, negli ultimi anni, grazie anche alla diaspora ebraica, mantiene forti legami con l’economia mondiale. Quindi non bastano un sistema giuridico e una polizia sempre all’erta, occorre anche il sostegno dell’opinione pubblica. E ho l’impressione che gli ultimi, sconvolgenti episodi di corruzione tra politici e funzionari statali abbiano risvegliato dal loro torpore i cittadini israeliani, che ora pretendono con fermezza che la legalità e la giustizia tornino a occupare un posto di primo piano nella vita pubblica.
La Stampa


Quoto per venire incontro all esigenza espressa da numerosi forumisti di riaprire il dibattito sulla questione israelo-palestinese, ripartendo da uno dei più bei thread del compianto Catilina.


bravissimo Filippo,
mi chiedevo proprio dove fosse finito il 3d, dove in tanti avevamo postato riflessioni e documenti importanti
Ps eh catilina, che nostalgia ! anche quando c'erano dissensi come in queso caso le sue elaborazioni sempre interessanti, mai puri e semplici copia incolla, mai ripetizioni ossessive di concetti ricopiati chissà dove...
E' proprio vero sono i migliori che se ne vanno...![]()
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Qualcuno può cortesemente ricordare quale è l'opinione della maggioranza del MRE (= segreteria e direzione nazionali) sul tema?
Inoltre, i moderatori possono intervenire per correggere gli errori ortografici e le provocazioni nei titoli (Israele non è un problema, semmai un tema)?
Grazie in anticipo.