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Discussione: La donna d'azione

  1. #31
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    Citazione Originariamente Scritto da skorpion Visualizza Messaggio
    Il dato oggettivo reale non lo conoscerà mai nessuno, tanto meno le statistiche ufficiali. L'oggettività da me affermata pertanto risiede nella constatazione oggettiva di una situazione da me constatata personalmente. Io non me lo invento se vedo più omosessuali di quanti ne vedevo vent'anni fa e le mie diottrie sono sempre uguali, te lo assicuro. Tu forse sarai portato ad affermare che prima le cose si tenevano nascoste.
    Io invece ti risponderò che la svirilizzazione dell'uomo e la corrispondente virilizzazione della donna è frutto di un cambiamento dettato da tendenziali indotti e devianti che favoriscono l'insorgenza del fenomeno.
    Per quanto riguarda il nesso fra l'insorgenza dell'omosessualità ed il cambiamento sociale della donna la questione è molto semplice.
    Un tempo l'uomo godeva di prerogative e libertà che alla donna non erano concesse, ma i ruoli dettati dalle circostanze, imponevano differenziazioni che creavano complementarietà spesso costruttive.
    L’abuso forse di tali prerogative da parte dell’uomo, ha favorito l’infiltrazione dei pensieri rivoluzionari e di rivalsa che son sfociati nei ben noti movimenti libertari femministi del ’68.
    Da quel momento ed a conseguenza di una ben precisa presa di coscienza della donna in merito ai diritti paritetici, la donna ha finito con l’assumere la consapevolezza di alcune libertà che prima non aveva e che in quel momento poteva pretendere.
    Orbene, nella sua evoluzione, il fenomeno ha comportato una situazione diffusa di impreparazione dei componenti del sesso cosiddetto forte a confrontarsi con il problema nuovo di una donna completamente mutata sia negli atteggiamenti che nelle pretese di indipendenza, sia di natura economica che di costume.
    Da ciò, a distanza di qualche decennio, la nascita di contrapposizioni che prima non erano manco lontanamente pensabili e che hanno portato all’infragilimento psicologico dell’uomo e ad un apparente rafforzamento caratteriale delle componenti del gentil sesso.
    Le conseguenze più evidenti dettate dalle circostanze, sono state principalmente la difficoltà di creare nuclei familiari solidi e di lunga durata con conseguente crescita del fenomeno dei single.
    Smantellata pertanto la premessa di “complicità” fra uomo e donna che stava alla base dei percorsi ante ’68, mirata alla creazione di nuclei familiari che un tempo duravano una vita, si è instaurato un clima di contrapposizione fra i due sessi che secondo me ha comportato un incremento notevole della propensione all’omosessualità sia maschile che femminile.
    Allora il discorso è interessante ed articolato ma nonostante questo non mi convince. Innanzitutto risponderò alla prima parte. Per quanto la tua osservazione possa essere oggettiva tu rimani sempre solo uno e come tale il tuo grado di osservazione rimane soggettivo e unico. Come puoi dunque definirlo oggettivo quando ti mancano i riscontri personali di persone diverse in parti geografiche differenti. L'oggettività delle statistiche sta tutta lì non credi? Mi spiego meglio. Tu potresti benissimo vivere in un luogo dove l'omosessualità è diffusa e chi sta a soli 50 km da te potrebbe dire esattamente il contrario. Un dato personale per quanto osservato con una mente ermeneuticamente neutra ( e già questo sarebbe un fatto molto difficile da ottenere) rimarrebbe sempre un dato personale senza possibilità diun vasto riscontro e dunque contestabile e non oggettivizzabile.

    Passo ora alla seconda parte del discorso. Sorvolo sulla disquisizione articolata circa il cambiamento dei ruoli dei sessi negli ultimi decenni. Non mi convince questa diffusa generalizzazione dell'Uomo e della Donna come enti astratti che al loro interno dovrebbero racchiudere tutte le modalità di articolazione dell'esistenza personale. Detto questo pur dando per completamente condivisibile il tuo discorso il nesso psicologico necessario (scientificamente inteso) per cui un disorientamento dei ruoli possa portare ad un incremento dell'omosessualità a mio parere (e lo dico senza polemica) nasconde fondamentalmente un discorso di tipo discriminatorio. Ovvero viene dato per scontato che l'omosessualità sia accostabile ad un problema psicologico della persona stessa, sorvolando completamente la possibilità che un orientamento sessuale sia del tutto indifferente dalle pressioni dell'ambiente esterno.
    Se la tua analisi fosse giusta allora non si spiegherebbe a parer mio l'amplia diffusione dell'omosessualità nel mondo classico precristiano quando omosessualità e bisessualità erano la norma e non l'eccezione. Socrate era bisessuale, Cesare era bisessuale, Omero stesso nei suoi poemi mette in luce l'omosessualità di alcuni degli eroi, primo fra tutti Achille che se da un lato gode dei favori sessuali di Criseide (che tuttavia rimane solo una schiava e quindi un oggetto, nella mentalità misogina tipica del mondo greco), dall'altro vive la sua implicita storia d'amore con Patroclo per la cui morte piange lacrime amare.
    Eppure Achille e Cesare (uno figura mitica e quindi archetipale del mondo che la crea, l'altro guerriero, condottiero e tiranno storico) sono entrambi espressioni di virilità che tutt'oggi rimangono da esempio per chi vuole considerarsi un uomo virile. Allo stesso tempo dall'altra parte abbiamo le Amazzoni, figure mitiche la cui società è costituita da donne libere e liberate la cui società esclude categoricamente il ruolo del maschio.
    Eppure nella società classica le figure archetipali di Uomo e Donna o se vuoi di Maschio e Femmina erano ben distinte nei ruoli, molto più della società prefemminista di cui tu parli.
    Se quanto da te detto fosse vero, come sarebbe stato possibile tutto questo?
    Forse si dovrebbe cominciare a parlare di omosessualità facendo prima un lavoro di tabula rasa ermeneutica che elimini le categorie di aberrazione sessuale della psicanalisi e soprattutto delle categorie di peccato originale e conseguentemente di sessualità finalizzata alla pura riproduzione innestate nella cultura classica dal Cristianesimo.

    A luta continua

  2. #32
    Roberto Mime
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    Citazione Originariamente Scritto da Sandinista Visualizza Messaggio
    Immagino che per te questo sia un grande problema. Comunque mi piacerebbe vedere a riguardo delle statistiche che supportino la tua tesi.

    A luta continua
    No guardi quì non ci si deve preoccupare se sia un problema per il signor Skorpion, per Lei o per me, il problema è tutto loro, in quanto persone che soffrono, che soffrono come cani.

  3. #33
    Forumista esperto
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    Citazione Originariamente Scritto da Roberto Mime Visualizza Messaggio
    No guardi quì non ci si deve preoccupare se sia un problema per il signor Skorpion, per Lei o per me, il problema è tutto loro, in quanto persone che soffrono, che soffrono come cani.
    Ma chi lo avrebbe stabilito che l'omosessualità porti inevitabilmente alla sofferenza? Non capisco se questa discussione debba avvenire con una mente sgombra da pregiudizi e preconcetti oppure no. Mi puoi dimostrare con dati oggettivi quanto affermi? Questo riscontro oggettivo ci deve essere altrimenti si finisce per inficiare ogni possibile discussione a riguardo in quanto alla base non ci può essere solamente una visione soggettiva della cosa sia che parta da te, da Skorpion o da me.
    Se si seguisse questo discorso allora io potrei rispondere con l'affermazione soggettiva per cui l'omosessualità non comporta alcuna sofferenza. Sarebbe a parer tuo una risposta soddisfacente e esaustiva? Io credo di no.

    A luta continua

 

 
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