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  1. #61
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    Citazione Originariamente Scritto da Nelson
    Non sono scomparsi i poveri, ma non è proseguito il trend. Non è però neanche invertito, quindi non c'è alcuna novità diretta, insomma, non c'è la notizia. Di cosa vorresti che si parlasse?
    Si parla della finanziaria, che può impattare sul fenomeno. Quando sarà chiaro almeno l'effetto prevedibile (se non l'effetto ancora da venire) di questa manovra sul fenomeno della divaricazione dei redditi e dell'impoverimento ci sarà materia per la stampa. Fino ad allora l'unica notizia è che il governo Berlusconi ha impoverito l'Italia e gli italiani. Mi sembra che, per quanto valga come notizia, sia ribadito anche in questi giorni. Forse, come notava qualcuno, per scoprirlo dovreste leggere qualcosaltro al posto di Libero e del "giornale di famiglia".
    ma quale trend?quello che é durato esattamente fino al 9 aprile e si é invertito dal 10?(ti ricordo che ci sono dichiarazioni di aprile 2006 prima delle elezioni che ripropongono il tema...
    di finanziaria si parla da un mese...negli altri 2 mesi nessuno ha mai tirato fuori questo argomento...?la finanziaria?se sarà positiva lo sapremo dal 2007 in poi(e forse piu' tardi)...ad oggi ricordo che nel 2002 si parlava di poveri che non avevano soldi per campare...nel 203 anche cosi' come nel 2004,05 e 06 fino al 10 di aprile...poi il trend é cambiato?

  2. #62
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    Qualcuno ne parla....

    LAVORO: IRES, DUE TERZI OCCUPATI SOTTO 1.300 EURO
    (ANSA) - ROMA, 5 SET - CIRCA DUE TERZI DEI LAVORATORI
    ITALIANI GUADAGNA AL MASSIMO 1.300 EURO NETTI AL MESE: E' QUANTO
    RISULTA DA UNA RICERCA DELL'IRES CGIL SULLA BASE DI UN CAMPIONE
    RAPPRESENTATIVO DI 6.015 LAVORATORI DIPENDENTI E CON CONTRATTI
    ATIPICI SECONDO LA QUALE CIRCA IL 35% GUADAGNA MENO DI 1.000
    EURO AL MESE MENTRE APPENA IL 16% PERCEPISCE UN GUADAGNO
    SUPERIORE AI 1.500 EURO.
    SECONDO L'INDAGINE PRESENTATA OGGI IN UN CONVEGNO NELLA SEDE
    DELLA CGIL A CUI HANNO PARTECIPATO IL MINISTRO DEL LAVORO CESARE
    DAMIANO, IL SEGRETARIO GENERALE DELLA CGIL GUGLIELMO EPIFANI E
    IL VICEPRESIDENTE DELLA CONFINDUSTRIA ANDREA PININFARINA,
    RESTANO FORTI LE DIFFERENTI, A PARITA' DI LAVORO PRESTATO, SIA
    SUL FRONTE DEL TERRITORIO, DEL GENERE E DEL TIPO DI IMPRESA IN
    CUI SI OPERA. LE DONNE GUADAGNANO TENDENZIALMENTE MENO DEGLI
    UOMINI (IL 48,9% DELLE DONNE PERCEPISCE MENO DI 1.000 EURO AL
    MESE CONTRO IL 26,8% DEGLI UOMINI) MA LE RETRIBUZIONI SONO
    DIFFERENTI ANCHE TRA LAVORATORI DELLE GRANDI E PICCOLE IMPRESE E
    IMPIEGATI AL NORD RISPETTO AL SUD. SE IN MEDIA UN LAVORATORE
    DIPENDENTE CON UN CONTRATTO DI LAVORO STANDARD GUADAGNA UN
    SALARIO NETTO MENSILE PARI A 1.010 EURO - SPIEGA LA RICERCA -
    QUESTO VALORE SI RIDUCE A 879 SE IL LAVORATORE E' OCCUPATO IN
    UNA PICCOLA IMPRESA E SI ATTESTA SU 950 EURO SE SI LAVORA NEL
    MEZZOGIORNO. QUESTO VALORE SCENDE A 800 EURO SE SI HA UN
    CONTRATTO DI LAVORO NON STANDARD E SI ATTESTA A 881 EURO SE SI
    E' UN LAVORATORE IMMIGRATO EXTRACOMUNITARIO REGOLARE.
    LA RICERCA SOTTOLINEA ANCHE COME I PERCORSI DI LAVORO SIANO
    PROFONDAMENTE CAMBIATI NEGLI ULTIMI ANNI. E' INFATTI PROPRIO TRA
    I PIU' GIOVANI CHE SI REGISTRA UNA MAGGIORE MOBILITA' TRA
    UN'OCCUPAZIONE E L'ALTRA. IL 24% DEI LAVORATORI DI ETA' COMPRESA
    TRA I 25 E I 34 ANNI INFATTI HA CAMBIATO DA TRE A CINQUE LAVORI
    PRIMA DI QUELLO ATTUALE E ADDIRITTURA IL 9,9% HA CAMBIATO PIU'
    DI CINQUE LAVORI. ANCHE TRA COLORO CHE HANNO TRA I 35 E I 44
    ANNI UNA QUOTA RILEVANTE HA CAMBIATO DA TRE A CINQUE LAVORI
    PRIMA DI QUELLO ATTUALE (22,4%) O ALMENO DUE (23,3%). I
    LAVORATORI PIU' ANZIANI INVECE SI CONTRADDISTINGUONO PER UNA
    MAGGIORE STATICITA' LAVORATIVA. NELLA FASCIA TRA I 55 E I 64
    ANNI INFATTI SI REGISTRA LA MAGGIORE PRESENZA DI CHI NON HA
    SVOLTO ALCUN LAVORO PRIMA DI QUELLO ATTUALE (26,3%) O AL MASSIMO
    NE HA CAMBIATO UNO (27,8%).(ANSA).
    TL/IMP
    05-SET-06 15:13 NNNN

  3. #63
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    Citazione Originariamente Scritto da AnnoZero
    i giornali che ne parlavano ieri oggi non ne parlano più.
    e questo significa che in qualche modo occultano la notizia
    per fare un favore all'attuale governo.

    è questa la verità, concordi?

    Nelson sostiene che i poveri non fannno più notizia.
    io sospetto che non siano mai stati una notizia, ma una vera e propria campagna propagandistica montata ad arte, alla faccia dei poveri davvero.
    Sarebbe drammatico se davvero lo fosse stata, e ancora peggio se lo fosse ancora.
    Con quale coraggio, infatti, potevano proporre - loro, una vita alla difesa dei deboli e dei lavoratori - di accorciare il mese lavorativo dei deputati e senatori di fronte all'immagine di un bimbo che grida: "Latte!!!"
    E come pensare che - invece dell'indulto - di fronte a tanta tragedia, non ci fosse qualcuno dei difensori dei deboli che si fosse messo a cavalcare - lancia in resta - l'ignobile pensione dopo 27 mesi ai parlamentari!
    Tutto ciò mi fa riflettere e pensare che siano state solo delle frottole.
    Voi che ne dite ?

    .

    A fool and his money can throw one hell of a party.

  4. #64
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    non hai risposto alla mia domanda.

    secondo te il problema della quarta settimana esiste/è esistito o no?

  5. #65
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    Perchè la realtà quotidiana fa notizia?

    Aspettiamo che cosa farà questo governo per migliorare (o peggiorare) la situazione poi vedremo riempirsi le pagine dei giornali (con commenti positivi o negativi).

    La differenza è che mentre gli elettori di destra sono molto più accondiscendenti alle scelte anche per loro dannose del “loro” governo, quelli di sinistra sono diventati molto più diffidenti e pronti anche a scagliare per primi le pietre contro un governo di sinistra.

    Ciò è anche comprensibile considerando la delusione che si verrebbe a creare dopo l’aspettativa-

    Saluti

  6. #66
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    Citazione Originariamente Scritto da robert jordan
    guarda che la situazione non e' ancora (purtroppo) cambiata.

    c'e' piu' fiducia, perche' chi ci governa non ha come agenda i propri interessi, e si iniziano ad affrontare i problemi.

    Il più fiducia è da intendere che chi prima non aveva fiducia nel governo ora ce là ?
    Allora metti in conto chi prima aveva fiducia nel precedente ...ora non ce la . punto e a capo , Il presunto motivo era (prima ) l'azienda personale di berlusconi ? Bhè ora tocca prodi con la sua "cooperativa "

    ma, tanto per dirne una, per rimediare al disastro dei 5 anni di governo di CD occorre una manovra da 30 miliardi (alla faccia dei conti in ordine!!!).

    Tremonti, non contento delle volte che si e' sentito dare del buffone, continua a pontificare ( una manovra da 30 miliardi di cui lui ha la paternita').

    Il governo sta puntando sui mercati dell' estremo oriente (era l' ora!), invece di irritare parlando di bambini bolliti, e il PdC CAPEGGIA la missione in Cina anziche' delegare un ministro di second' ordine per potersi occupare dei fatti suoi.

    Ma serve tempo, perche' nei cinque anni del governo di B, Calderoli, Gasparri, Castelli, Buttiglione, Giovanardi, Tremonti etc etc siamo andati indietro anziche' andare avanti.
    Meno male che dal tuo elenco hai "salvato " il ministro Maroni ..... O era compreso nel etc.....

  7. #67
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    Citazione Originariamente Scritto da Max50
    Eppure la soluzione sarebbe semplice : finalizzare il contributo a degli obiettivi.
    Ad esempio , si parla tanto di energie alternative e di fotovoltaico in particolare.
    Supponiamo che la resa media del processo attuale fosse del 20%.
    Basterebbe stabilire che chi dimostra di poter produrre un processo , o un materiale nuovo che aumenti la resa del 50% (quindi al 30%) , per avere il totale , o parziale rimborso delle spese di ricerca , ovviamente documentate.
    Questo in un arco ragionevole di tempo , ad esempio 2 anni.
    Dopo i 2 anni , si rinnoverebbe il progetto , ponendo che so , di arrivare al 40% e così via.
    Si creerebbe un processo di competizione ed emulazione fra imprese , centri di ricerca ecc. che potrebbe portare in pochi anni a risultati significativi......
    LO stesso dicasi per le ricerche sul cancro e le malattie rare....
    La cosa è molto più complessa perché, riferendomi al suo esempio, una ricerca potrebbe soddisfare quell'obiettivo
    (ma chi lo definisce? Per un ente di ricerca (interessato ai finanziamenti) potrebbe essere sufficiente una riduzione dello 0,05% e pronto a dichiarare su montagne di fogli che quello è già un risultato STUPEFACENTE).
    Ma il prodotto così concepito non essere commerciabile per esempio per i costi di produzione che potrebbero essere così alti da non giustificarne la produzione in serie.
    Oppure potrebbe comportare complicazioni tali che richiederebbe sistemi di taratura continui.
    Infiniti altri fattori da sconsigliarne la messa in produzione. La ricerca ha milioni di risultati simili raggiunti ma mai riconducibili ad una produzione.

    Alcuni risultati di alcune ricerche poi possono anche giungere alla produzione ma questo magari lo si raggiunge dopo anni di ulteriore ricerca di tipo tecnologico legati alla industrializzazione.

    Vi sono esempi di progetti nati in Italia che poi si è dovuto vendere a grandi aziende straniere perché i costi ed i tempi per la sua industrializzazione non erano superabili dalle nostre piccole imprese.

    Oggi magari le stesse imprese comprano il risultato da quelle imprese straniere.

    Insomma nel migliore dei casi occorrono strutture che anche con tutta la nostra buona volontà le nostre strutture industriali non sono neanche in grado di produrre, immettere sul mercato ed imporle sul mercato. Cosa fattibilissima per molte grandi imprese straniere.

    Purtroppo per poter trarre frutti dalla ricerca occorrono anche strutture industriali che ormai non esistono quasi più nella nostra realtà industriale.

    Purtroppo anni addietro i nostri incompetenti politici hanno puntato per anni sulla chimica di base, la metallurgia pesante, sulla bassa tecnologia a basso costo per mercati economici e soprattutto sulle piccole imprese perché le grandi comportavano alti investimenti e capacità gestionali che nessuno si sentiva di avere.

    Inoltre le piccole imprese possono più agevolmente aggirare fisco, leggi, normative, contratti. Così si è voluto puntare su un tessuto industriale diffuso che però non è adatto a sviluppare alta tecnologia e complesse ed a lunghe scadenze studi di industrializzazione che comportano ingenti investimenti a lunga scadenza.

    Insomma la ricerca senza un supporto, un tessuto industriale elevato ed evoluto non porta a nulla. Nella migliore delle ipotesi comporta alla svendita del risultato della ricerca a chi può effettivamente riportare alla pratica quei risultati ed imporre sul mercato prodotti innovativi a prezzi competitivi.
    Una condizione che comporta investimenti e che porta a magri guadagni. A quel punto molto meglio sfruttare quei soldi per investimenti che già si sa improduttivi che comportano meno rischi anche se poi si concludono in un nulla di fatto che non si può neanche vendere a terzi.

    Così economicamente ragiona (e da un punto di vista logico è pure giusto) la nostra imprenditoria.

    Come dargli torto?

    D’altra parte la miopia politica ma anche popolare ha visto nelle grandi imprese il diavolo da spremere ed oggi non c’è da meravigliarsi se siamo destinati a ridurci ad un paese da terzo mondo nel prossimo millennio. In questo modo a nulla servirà investire ulteriore denaro nella ricerca.

    Servirà solo ad allontanare lo spettro della distruzione industriale e produttiva del paese che tanto piace e tanto desiderata da molti italiani esterofili, masochisti ed incoscienti!

    Saluti

  8. #68
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    Citazione Originariamente Scritto da AnnoZero
    i giornali che ne parlavano ieri oggi non ne parlano più.
    e questo significa che in qualche modo occultano la notizia
    per fare un favore all'attuale governo.

    è questa la verità, concordi?
    E' solo che non fanno più notizia.
    Lo faranno quando ci saà una inversione di tendenza o quando ci saranno dei peggioramenti.

    Nel primo caso griderete allo scandalo e vi arrampichere come al solito sugli specchi.

    Nel secondo caso elettori di destra e di sinistra tireranno le pietre a questo governo che non potrà che nuovamente dimettersi dimostrando che non esiste più una sinistra politica ma che esistono due destre una un po' più moderata e l'altra meno!

    Saluti

  9. #69
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    Citazione Originariamente Scritto da tolomeo
    Nelson sostiene che i poveri non fannno più notizia.
    io sospetto che non siano mai stati una notizia, ma una vera e propria campagna propagandistica montata ad arte, alla faccia dei poveri davvero.
    Sarebbe drammatico se davvero lo fosse stata, e ancora peggio se lo fosse ancora.
    Con quale coraggio, infatti, potevano proporre - loro, una vita alla difesa dei deboli e dei lavoratori - di accorciare il mese lavorativo dei deputati e senatori di fronte all'immagine di un bimbo che grida: "Latte!!!"
    E come pensare che - invece dell'indulto - di fronte a tanta tragedia, non ci fosse qualcuno dei difensori dei deboli che si fosse messo a cavalcare - lancia in resta - l'ignobile pensione dopo 27 mesi ai parlamentari!
    Tutto ciò mi fa riflettere e pensare che siano state solo delle frottole.
    Voi che ne dite ?

    Dico che vive su Marte!
    Chiunque svolge un lavoro e vive di quello e magari mantiene una famiglia lo sa.
    Chiunque si possa confrontare con colleghi ed amici con famiglia conosce che non è una realtà parziale.

    Per cui mi domando: "COME FA A SCRIVERE QUESTE....COSE?"

    O non sa o la faziosità le fa chiudere occhi ed orecchie e le fa credere a tutte le demenzialià che Berlusca & C. con il potere dei mezzi di informazione di cui dispone le propone giornalmente. Non c'è altra spiegazione!

    Saluti

  10. #70
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    Citazione Originariamente Scritto da Nelson
    Il processo di divaricazione della capacità di spesa a cui abbiamo assistito nei passati 5 anni ha avuto effetti vastissimi. Se a questo si aggiungono le politiche berlusconiane, che hanno favorito il protezionismo corporativo e i settori più obsoleti dell'economia, l'effetto finale, a cui abbiamo assistito, era prevedibile. Ovvio che ad averne sofferto di più siano stati quei settori della classe media che potevano offrire prestazioni più qualificate: di fronte ad un evasore fiscale senza laurea, che paga in nero manodopera scarsamente qualificata, un concorrente che applichi processi più sofisticati e impieghi, al livello di competenza proprio, madopera qualificata, è in linea di massima fuori mercato. Questo meccanismo ha trascinato verso il basso, anno dopo anno, tutto il "sistema paese" e i redditi reali di chi era portatore di compenza.
    Anche per questo l'inversione di tendenza nelle politiche fiscali ed economiche del nuovo governo fa sperare in una inversione di tendenza.
    L'attesa ora è che nei prossimi anni questo grafico veda un tracciato simile a quello della sua prima parte:



    e questi si invertano:

    Quoto ...

 

 
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