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Discussione: Cuneo Fiscale

  1. #11
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    Citazione Originariamente Scritto da furbo
    prima di aprire il post di conterio mi chiedevo cosa potesse unire l'argomento alla monarchia.( non avendo mai visto contributi del suddetto su argomenti veri )
    Scopro che anche i fans della mona cercano di fare gli spiritosi.
    Progressi?
    ...anche tu cerchi di darti un tono "furbo" ?

  2. #12
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    Citazione Originariamente Scritto da furbo
    Se , come annunciato , la riduzione del cuneo serve per promuovere la competitivita' è inutile farlo con le imprese che operano in regime di monopolio sostanziale e quelle non esposte alla concorrenza estera.
    Oltre alle banche non serve per :
    a) studi professionali
    b) commercio
    c) pubblici esercizi
    d) tlc
    e) televisioni

    estenderlo ai settori che si fanno al massimo concorrenza fra loro significa premiare l'inefficienza : chi con piu' dipendenti realizza lo stesso risultato di un concorrente è meno efficiente e riceverebbe di più ( contributo proporzionale al numero di dipendenti ed al loro costo )

    Cio' detto il "cneo" è una cazzata : una mancetta per Confindustria ( sorry Confservizi! )

    La riduzione del cuneo contributivo

    Rapporto con la competitività

    In questa ottica il provvedimento non può che essere selettivo, perchè non ha senso estenderlo a quei settori che:

    - operando in un monopolio di fatto, non competono,
    - coperti strutturalmente dalla competizione internazionale, competono ma solo all'interno del nostro sistema: estendere i benefici a questi soggetti sarebbe addirittura controproducente poichè si premierebbe l'inefficienza (le imprese che fanno le stesse cose di altre con più lavoratori).

    L'insistenza di Confindustria per il contrario è a mio avviso un brutto segno (non inatteso) e la prova che la stessa vede il provvedimento come una "mancetta" piuttosto che come uno strumento per stimolare la crescita.
    Secondo i criteri precedenti le imprese elegibili per la riduzione sarebbero circa il 28% con un costo annuo del lavoro di circa 200 miliardi.
    Ciò significherebbe una riduzione del costo del lavoro del 3,3% (6,7 miliardi destinati alle imprese).

    COMPETITIVITA'

    Esiste anzitutto una competitivatà all'interno dei vari segmenti merceologici ed una competitivita globale.

    a) competitività per prodotti omogenei

    Semplificando si può ritenere la competitività di ciascuno dei vari prodotti sul mercato, destinati a soddisfare lo stesso bisogno del cliente, possa essere proporzionale al rapporto VALORE/COSTO dove COSTO=COSTO DEL LAVORO+ALTRI COSTI).
    Per VALORE, appurato che i vari prodotti soddisfano sulla carta in egual misura il bisogno del consumatore, si intende una somma di fattori quali:

    a) qualità
    b) disponibilità e tempi certi di consegna
    c) affidabilità e durata
    d) facilità d'uso
    e) assistenza cliente e reperibilità ricambi
    f) aspetto estetico
    g) reputazione e sua conoscenza da parte dei potenziali acquirenti

    La competitività di un prodotto (VALORE/COSTO) dipende in modo attenuato dal costo del lavoro: più basso è il contenuto di lavoro e meno è sensibile. La dipendenza dal VALORE è invece diretta e piena.

    Se così non fosse non si capirebbe come Francia e Germania, con costi del lavoro 28,2 e 26,6 euro/ora, possano essere più competitivi di noi con un costo di 21,4 euro/ora (dati Eurostat 2004) e come le nostre imprese possano resistere tutto sommato alla concorrenza dei paesi emergenti dove il costo del lavoro è sotto i 2 euro/ora.

    Immaginando che il costo del lavoro sia mediamente il 50% del costo totale mi chiedo se si possa ragionevolmente pensare che riducendo il costo dell'ora da 21,4 euro a 20,7 euro e quindi dei prodotti dell'1,7% gli esistenti rapporti di competitività possano essere cambiati in misura significativa.
    Agire sul costo del lavoro assumerebbe inoltre un preciso significato: volere velleitariamente rincorrere i paese emergenti anzichè quelli più evoluti.

    Mi chiedo anche se aumentare la competitività della stessa misura agendo su uno o più dei componenti del VALORE non possa costare meno e quindi se investendo gli stessi soldi in questa direzione non si possano raccogliere frutti maggiori.

    Penso per esempio al Marketing: se si raddoppia il numero delle persone che conoscono un prodotto di quanto aumenta il suo VALORE?
    Certo molto più di qualche punto percentuale.
    Lo stesso si può dire per tutti gli altri fattori.

    Agire sul COSTO o sul VALORE non è però lo stesso:
    agire sul costo da risultati immediati e non richiede intelligenza e grande partecipazione degli imprenditori; i risultati sono però fragili perchè basta un contratto per azzerarli.
    Agire sul valore da risultati a medio termine, è più difficile, ma i risultati sono più solidi.

    b) competitivita globale

    La competitività globale oltre che dalle singole competitività per prodotti omogenei dipende dal PORTAFOGLIO PRODOTTI.
    Offrire prodotti maturi, semplici con scarso contenuto di INTELLIGENZA significa bassa competitività.
    Migliorare il PORTAFOGLIO PRODOTTI, offrendo prodotti più rischiosi, ma molto più remunerativi in caso di successo mi pare illusorio con questa classe imprenditoriale che aborrire il rischio: sarebbe forse possibile finanziando nuovi aspiranti imprenditori.

    Dopo queste riflessioni ritengo che la riduzione del cuneo contributivo possa produrre deboli effetti anche in rapporto alla competitività: provvedimento tecnicamente facile e veloce quanto debole ed effimero.
    Se usato "erga omnes" addirittura sarebbe uno spreco di risorse (peraltro scarse).

    A mio parere varrebbe la pena di soffrire qualche anno in più, ma usare al meglio i pochi soldi disponibili.


    Effetto sui consumi


    Mi limiterò ad analizzare i possibili effetti sui consumi, avendo usato per i miei calcoli, quanto segue:

    # lavoratori dipendenti Q3 2005: 16.604.000 (ISTAT)
    aliquota contributiva: 32,7% (la più diffusa)
    spesa media mensile famiglie 2003: 2381 euro (ISTAT - analisi povertà relativa)
    Sgravio: 1/3 ai lavoratori, 2/3 alle imprese
    cifre mese per 13 mensilità

    Dalla visione globale del provvedimento i 2,5 miliardi (netti perchè 0,8 miliardi saranno restituiti come imposta personale sul reddito - IRE) che saranno dati ai lavoratori rappresenteranno meno dello 0,5% della cifra destinata ai consumi: i 6,0 miliardi della ultima riduzione delle tasse ebbero effetto irrilevante, questi 2,5, solo un poco meglio distribuiti, ma meno, avranno lo stesso effetto.

    Voglio poi analizzare il provvedimento anche in funzione della sua ricaduta sui lavoratori e sulla sua equità, calcolando il vantaggio per quattro tipi di lavoratori che si differenziano per il reddito lordo di lavoro dipendente:

    a) lavoratore medio (lordo annuo 36800 euro): sgravio di 201 euro lordi annui ---> 9,81 euri netti / mese
    Lo stesso lavoratore aveva avuto dall'ultima riduzione delle tasse uno sgravio di 21,6 euro / mese

    b) metalmeccanico di I livello (lordo annuo 18000 euro): sgravio di 98,1 euro lordi annui ---> 5,35 euri netti / mese
    Lo stesso lavoratore NON AVEVA AVUTO SGRAVIO ALCUNO dall'ultima riduzione delle tasse: questo è l'unico (MODESTISSIMO) elemento di giustizia del provvedimento.

    c) dirigente medio livello (lordo annuo 100.000 euro): sgravio di 545 euro lordi annui ---> 25,6 euri netti / mese
    Lo stesso lavoratore aveva avuto dall'ultima riduzione delle tasse uno sgravio di 136,2 euro / mese

    d) dirigente di I livello (lordo annuo 200.000 euro): sgravio di 1090 euro lordi annui ---> 47,8 euri netti / mese
    Lo stesso lavoratore aveva avuto dall'ultima riduzione delle tasse uno sgravio di 304,2 euro / mese

    Si può agevolmente vedere come il provvedimento PEGGIORERA' addirittura il rapporto di reddito disponibile del dirigente di medio livello rispetto al metalmeccanico che passerà da 4,372 a 4,374.

    L'altra considerazione da fare è che questa distribuzione è ingiusta in quanto come sempre da' di più a chi più ha (fasce alte di reddito o famiglie con più componenti che lavorano).
    Questo non è solo un fatto etico ma anche ecomomico per almeno due ragioni:

    1) i lavoratori a reddito più basso spendono sicuramente tutto quindi tutti i soldi in più erogati vanno in consumi,
    2) i lavoratori a reddito basso spendono per lo più in consumi primari erogati di solito da imprese nazionali; il dirigente di alto livello userà probabilmente i 620 euro per un week end in più all'estero o per un nuovo PC americano o giapponese.

    Abbiamo riso dell'ultima riduzione delle tasse del Governo Berlusconi, vorrei non farlo per la prima misura del governo PRODI (che ho tanto atteso).

    Forse i soldi, se si trovano, sarà meglio usarli in modo più selettivo (finanziamento a NUOVE IMPRESE, prestiti a giovani con idee)

    Non tutte le considerazioni che fai nel post che ho quotato sono condivisibili, alcune sono interessanti altre quanto meno opinabili.

    Credo che abbassare il costo del lavoro, riducendo il prelievo fiscale dalla produzione di reddito corrisponda ad un atto di giustizia sociale sopratutto laddove il prelievo si orienti maggiormente verso il patrimonio.

    La manovra è quindi politicamente interessante in quanto va a tutela di coloro che il reddito lo producono ed a discapito di coloro che invece campano di patrimonio, non solo, riduce anche la forbice che esiste tra imprese che pagano le tasse ed imprese che non le pagano, su queste ultime manovre di alleggerimento del costo del lavoro non producono alcun tipo di beneficio.

    In sintesi, sebbene i benefici in termini competitivi possano essere relativi, non condivido la tua visione su eventuali aspetti negativi e resto convinto della bontà della manovra.



    p.s. se accetti un consiglio, non perdere tempo con i monarchici

  3. #13
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    Citazione Originariamente Scritto da Marco Piccinini
    Il fatto che si parli di "Esclusioni" apparentemente è una buona cosa, ma nella realtà dei fatti è una pessima cosa.
    Indica chiaramente le vere intenzioni sulla ridistribuzione del denaro derivante dalla riduzione del cuneo.
    E' più che evidente che la maggior parte di quei soldi andrà alle aziende !!!!
    Solo in quest'ottica ha senso parlare di esclusioni in base ai citati criteri.
    Se invece il vantaggoio andasse ai lavoratori i criteri di esclusione dovrebbero essere ben altri, ovviamente in fasce di reddito. Ma nessuno ha mai citato questa ipotesi (almeno mi sembra)
    Un povero operaio neoassunto che prende 800 Euro dovrebbe essre escluso dall'aumento di stipendio legato alla riduzione del cuneo perchè la sua azienda opera in regime di pura concorrenza interna ???
    Citazione Originariamente Scritto da Marco Piccinini
    Io temo che la Quota lavoratori non ci sia o sia ben poca cosa !!!
    Condivido e ho l'impressione che finirà proprio così...

  4. #14
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    Citazione Originariamente Scritto da xvmayo
    Non tutte le considerazioni che fai nel post che ho quotato sono condivisibili, alcune sono interessanti altre quanto meno opinabili.

    Credo che abbassare il costo del lavoro, riducendo il prelievo fiscale dalla produzione di reddito corrisponda ad un atto di giustizia sociale sopratutto laddove il prelievo si orienti maggiormente verso il patrimonio.

    La manovra è quindi politicamente interessante in quanto va a tutela di coloro che il reddito lo producono ed a discapito di coloro che invece campano di patrimonio, non solo, riduce anche la forbice che esiste tra imprese che pagano le tasse ed imprese che non le pagano, su queste ultime manovre di alleggerimento del costo del lavoro non producono alcun tipo di beneficio.

    In sintesi, sebbene i benefici in termini competitivi possano essere relativi, non condivido la tua visione su eventuali aspetti negativi e resto convinto della bontà della manovra.



    p.s. se accetti un consiglio, non perdere tempo con i monarchici
    Non ho parlato di effetti negativi ma :
    a) nulli o trascurabili
    b) ingiusti se la quota per i lavoratori sara' elargita proporzionalmente al costo contributivo di ciascuno e quindi proporzionalmente a reddito.

    Se si vogliono mettere 10 miliardi sul piatto e' a mio avviso più efficace promuovere l'imprenditoria giovanile , cosa che le nostre banche che prestano i soldi o a chi li ha già o a chi e' in bancarotta e garantito dal ricatto occupazionale , non fanno.

    Cuneo è una parola nuova ma dietro c'è una cultura vecchia che ha fallito negli ultimi 30 annni : pensare che il costo del lavoro sia la chiave di volta per la competitivita'!

    Possibile non si chiedano come mai Francia e Germania con un costo del lavoro molto più alto del nostro ci fanno vedere i sorci verdi.

    In Italia servono imprenditori veri : non si puo certo avere fiducia in chi ha abbandonato l'attività manifatturiera per i servizi ( Pirelli , Benetton parlando dei grandi ) ne' pensare che nel mondo globalizzato i "Brambilla" possano fare miracoli.

    questo invece mi piace :http://www.politicaonline.net/forum/...26#post4478526
    Il problema non è Berlusconi , il problema sono gli italiani!

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  5. #15
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    Citazione Originariamente Scritto da furbo
    Se , come annunciato , la riduzione del cuneo serve per promuovere la competitivita' è inutile farlo con le imprese che operano in regime di monopolio sostanziale e quelle non esposte alla concorrenza estera.
    Oltre alle banche non serve per :
    a) studi professionali
    b) commercio
    c) pubblici esercizi
    d) tlc
    e) televisioni

    Concordo
    estenderlo ai settori che si fanno al massimo concorrenza fra loro significa premiare l'inefficienza : chi con piu' dipendenti realizza lo stesso risultato di un concorrente è meno efficiente e riceverebbe di più ( contributo proporzionale al numero di dipendenti ed al loro costo )
    Non necessariamente. Questo è vero se gli output sono comparabili, ma se siamo in presenza di output maggiori il ragionamento non sta in piedi, a meno che io non abbia capito che cosa vuoi dire.

    La riduzione del cuneo contributivo

    Rapporto con la competitività

    [....]

    Secondo i criteri precedenti le imprese elegibili per la riduzione sarebbero circa il 28% con un costo annuo del lavoro di circa 200 miliardi.
    Ciò significherebbe una riduzione del costo del lavoro del 3,3% (6,7 miliardi destinati alle imprese).
    Per curiosità, dove hai trovato i dati?


    COMPETITIVITA'

    Esiste anzitutto una competitivatà all'interno dei vari segmenti merceologici ed una competitivita globale.

    a) competitività per prodotti omogenei
    [...]

    Mi chiedo anche se aumentare la competitività della stessa misura agendo su uno o più dei componenti del VALORE non possa costare meno e quindi se investendo gli stessi soldi in questa direzione non si possano raccogliere frutti maggiori.

    Penso per esempio al Marketing: se si raddoppia il numero delle persone che conoscono un prodotto di quanto aumenta il suo VALORE?
    Certo molto più di qualche punto percentuale.
    Lo stesso si può dire per tutti gli altri fattori.
    Lo stato però non ha strumenti per intervenire in quel campo nel breve termine, ma può intervenire solo con progetti a medio-lungo termine che vadano nella direzione di una maggiore collaborazione tra Università e impresa, di una migliore formazione di quadri, dirigenti e anche operai e con l'offerta di servizi di qualità alle imprese che operano sul territorio italiano.

    Come lo stesso Prodi ha più volte detto, la riduzione del cuneo fiscale rappresenta semplicemente una scossa per l'economia, e la scossa altro non è che un breve sussulto.



    a) lavoratore medio (lordo annuo 36800 euro): sgravio di 201 euro lordi annui ---> 9,81 euri netti / mese
    Lo stesso lavoratore aveva avuto dall'ultima riduzione delle tasse uno sgravio di 21,6 euro / mese
    Se non ho capito male, la riduzione a favore del lavoratore è dell'1.67% (6 periodico..) sui 5 punti percentuali totali di sgravio. in questo caso, il lavoratore con il reddito lordo che hai citato si ritroverebbe con 36800*0.0167 euro in più all'anno=614,56 o 47,27 lordi al mese.

    L'azienda dal canto suo ha un risparmio doppio rispetto al lavoratore, che può impiegare per maggiori investimenti.

    In linea teorica, l'effetto combinato dei maggiori investimenti delle imprese e del maggiore potere d'acquisto dei lavoratori dovrebbe essere in grado di spingere l'economia per un breve periodo.

    Forse i soldi, se si trovano, sarà meglio usarli in modo più selettivo (finanziamento a NUOVE IMPRESE, prestiti a giovani con idee)
    Proprio in virtù dell'effetto di breve periodo della misura di taglio al cuneo fiscale è importante sostenerla con provvedimenti come quelli che citi, nonchè con provvedimenti volti ad innalzare la qualità dell'intero sistema imprenditoriale italiano in ottica di lungo periodo.

  6. #16
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    Citazione Originariamente Scritto da laico
    Concordo
    Non necessariamente. Questo è vero se gli output sono comparabili, ma se siamo in presenza di output maggiori il ragionamento non sta in piedi, a meno che io non abbia capito che cosa vuoi dire.

    Per curiosità, dove hai trovato i dati?


    Lo stato però non ha strumenti per intervenire in quel campo nel breve termine, ma può intervenire solo con progetti a medio-lungo termine che vadano nella direzione di una maggiore collaborazione tra Università e impresa, di una migliore formazione di quadri, dirigenti e anche operai e con l'offerta di servizi di qualità alle imprese che operano sul territorio italiano.

    Come lo stesso Prodi ha più volte detto, la riduzione del cuneo fiscale rappresenta semplicemente una scossa per l'economia, e la scossa altro non è che un breve sussulto.


    Se non ho capito male, la riduzione a favore del lavoratore è dell'1.67% (6 periodico..) sui 5 punti percentuali totali di sgravio. in questo caso, il lavoratore con il reddito lordo che hai citato si ritroverebbe con 36800*0.0167 euro in più all'anno=614,56 o 47,27 lordi al mese.

    L'azienda dal canto suo ha un risparmio doppio rispetto al lavoratore, che può impiegare per maggiori investimenti.

    In linea teorica, l'effetto combinato dei maggiori investimenti delle imprese e del maggiore potere d'acquisto dei lavoratori dovrebbe essere in grado di spingere l'economia per un breve periodo.


    Proprio in virtù dell'effetto di breve periodo della misura di taglio al cuneo fiscale è importante sostenerla con provvedimenti come quelli che citi, nonchè con provvedimenti volti ad innalzare la qualità dell'intero sistema imprenditoriale italiano in ottica di lungo periodo.
    1) i dati li ho presi dai breakdowns dei lavoratori per ramo di attivita' di solito riportati dalle : Relazione generale economico del paese pubblicati su www.dt.finanze.it ( nota 1 )


    2) due imprese di costruzioni competono fra loro : se do a ciascuna il contributo da cuneo contributivo non cambio i rapporti di competitività ed invece di premiare la più efficiente premio l'altra in quanto usando più lavoro / unità di prodotto prendera' più soldi

    Comunque la debolezza del cuneo puo evincersi da un ragionamento semplice : se un'impresa realizza un profitto del 20% ( e ce ne sono molte in Italia ) e non usa meta' dei profitti per crescere se le do un 1% del fatturato come riduzione del cuneo che garanzia ho che questo 1% lo usi per crescere e non per portare i profitti dal 20% al 21%?



    nota 1 : non so se ho preso quersto od uno più recente.


    UNITA' DI LAVORO - 2003
    AGRICOLTURA
    agricoltura 1221,6
    pesca 50,1
    INDUSTRIA estrazioni di minerali 38,7
    attivita' manifatturiere 5063,1
    energia 127,9
    COSTRUZIONI 1733,7
    COMMERCIO
    Commercio 3701,3
    alberghi e ristoranti 1319,7
    trasporti e comunicazioni 1497,6
    INTERMEDIAZIONE
    intermediazione finanziaria 645,3
    immobiliare e professionii 2683,9
    ALTRE ATTIVITA' DI SERVIZI
    pub.amm.,difesa , inps 1335,6
    istruzione 1613,8
    sanita' 1327,7
    servizi sociali 1077,8
    servizi domestici 801,9

    totale 23437,8
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  7. #17
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    Citazione Originariamente Scritto da furbo
    Cuneo è una parola nuova ma dietro c'è una cultura vecchia che ha fallito negli ultimi 30 annni : pensare che il costo del lavoro sia la chiave di volta per la competitivita'!
    Tipica mentalità da Cina india ed emrgenti asiatici di qualche anno fa !!!
    Loro la stanno rapidamente cambiano pur essendo ancora molto competitivi sui costi, noi invece perseveriamo !!!

  8. #18
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    Citazione Originariamente Scritto da Marco Piccinini
    Tipica mentalità da Cina india ed emrgenti asiatici di qualche anno fa !!!
    Loro la stanno rapidamente cambiano pur essendo ancora molto competitivi sui costi, noi invece perseveriamo !!!
    E pensare che il ruolo di Cina ed India lo abbiamo già recitato negli anni 60 ( Miracolo economico )
    Il problema non è Berlusconi , il problema sono gli italiani!

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  9. #19
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    Citazione Originariamente Scritto da furbo
    1) i dati li ho presi dai breakdowns dei lavoratori per ramo di attivita' di solito riportati dalle : Relazione generale economico del paese pubblicati su www.dt.finanze.it ( nota 1 )
    Grazie mille.


    2) due imprese di costruzioni competono fra loro : se do a ciascuna il contributo da cuneo contributivo non cambio i rapporti di competitività ed invece di premiare la più efficiente premio l'altra in quanto usando più lavoro / unità di prodotto prendera' più soldi
    Se la prima impresa ha 30 dipendenti e fabbrica 3 case mentre la seconda 20 e fabbrica 1 casa di dimensioni analoghe alle altre il ragionamento non sta in piedi
    Comunque la debolezza del cuneo puo evincersi da un ragionamento semplice : se un'impresa realizza un profitto del 20% ( e ce ne sono molte in Italia ) e non usa meta' dei profitti per crescere se le do un 1% del fatturato come riduzione del cuneo che garanzia ho che questo 1% lo usi per crescere e non per portare i profitti dal 20% al 21%?
    Nessuna. Penso che sia questo il senso dei continui richiami di Prodi, Bersani e company xkè le imprese facciano la loro parte.

  10. #20
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    Citazione Originariamente Scritto da furbo
    E pensare che il ruolo di Cina ed India lo abbiamo già recitato negli anni 60 ( Miracolo economico )
    Evidentemente non abbiamo imparato nulla. Loro si.

 

 
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