
Originariamente Scritto da
furbo
Se , come annunciato , la riduzione del cuneo serve per promuovere la competitivita' è inutile farlo con le imprese che operano in regime di monopolio sostanziale e quelle non esposte alla concorrenza estera.
Oltre alle banche non serve per :
a) studi professionali
b) commercio
c) pubblici esercizi
d) tlc
e) televisioni
estenderlo ai settori che si fanno al massimo concorrenza fra loro significa premiare l'inefficienza : chi con piu' dipendenti realizza lo stesso risultato di un concorrente è meno efficiente e riceverebbe di più ( contributo proporzionale al numero di dipendenti ed al loro costo )
Cio' detto il "cneo" è una cazzata : una mancetta per Confindustria ( sorry Confservizi! )
La riduzione del cuneo contributivo
Rapporto con la competitività
In questa ottica il provvedimento non può che essere selettivo, perchè non ha senso estenderlo a quei settori che:
- operando in un monopolio di fatto, non competono,
- coperti strutturalmente dalla competizione internazionale, competono ma solo all'interno del nostro sistema: estendere i benefici a questi soggetti sarebbe addirittura controproducente poichè si premierebbe l'inefficienza (le imprese che fanno le stesse cose di altre con più lavoratori).
L'insistenza di Confindustria per il contrario è a mio avviso un brutto segno (non inatteso) e la prova che la stessa vede il provvedimento come una "mancetta" piuttosto che come uno strumento per stimolare la crescita.
Secondo i criteri precedenti le imprese elegibili per la riduzione sarebbero circa il 28% con un costo annuo del lavoro di circa 200 miliardi.
Ciò significherebbe una riduzione del costo del lavoro del 3,3% (6,7 miliardi destinati alle imprese).
COMPETITIVITA'
Esiste anzitutto una competitivatà all'interno dei vari segmenti merceologici ed una competitivita globale.
a) competitività per prodotti omogenei
Semplificando si può ritenere la competitività di ciascuno dei vari prodotti sul mercato, destinati a soddisfare lo stesso bisogno del cliente, possa essere proporzionale al rapporto VALORE/COSTO dove COSTO=COSTO DEL LAVORO+ALTRI COSTI).
Per VALORE, appurato che i vari prodotti soddisfano sulla carta in egual misura il bisogno del consumatore, si intende una somma di fattori quali:
a) qualità
b) disponibilità e tempi certi di consegna
c) affidabilità e durata
d) facilità d'uso
e) assistenza cliente e reperibilità ricambi
f) aspetto estetico
g) reputazione e sua conoscenza da parte dei potenziali acquirenti
La competitività di un prodotto (VALORE/COSTO) dipende in modo attenuato dal costo del lavoro: più basso è il contenuto di lavoro e meno è sensibile. La dipendenza dal VALORE è invece diretta e piena.
Se così non fosse non si capirebbe come Francia e Germania, con costi del lavoro 28,2 e 26,6 euro/ora, possano essere più competitivi di noi con un costo di 21,4 euro/ora (dati Eurostat 2004) e come le nostre imprese possano resistere tutto sommato alla concorrenza dei paesi emergenti dove il costo del lavoro è sotto i 2 euro/ora.
Immaginando che il costo del lavoro sia mediamente il 50% del costo totale mi chiedo se si possa ragionevolmente pensare che riducendo il costo dell'ora da 21,4 euro a 20,7 euro e quindi dei prodotti dell'1,7% gli esistenti rapporti di competitività possano essere cambiati in misura significativa.
Agire sul costo del lavoro assumerebbe inoltre un preciso significato: volere velleitariamente rincorrere i paese emergenti anzichè quelli più evoluti.
Mi chiedo anche se aumentare la competitività della stessa misura agendo su uno o più dei componenti del VALORE non possa costare meno e quindi se investendo gli stessi soldi in questa direzione non si possano raccogliere frutti maggiori.
Penso per esempio al Marketing: se si raddoppia il numero delle persone che conoscono un prodotto di quanto aumenta il suo VALORE?
Certo molto più di qualche punto percentuale.
Lo stesso si può dire per tutti gli altri fattori.
Agire sul COSTO o sul VALORE non è però lo stesso:
agire sul costo da risultati immediati e non richiede intelligenza e grande partecipazione degli imprenditori; i risultati sono però fragili perchè basta un contratto per azzerarli.
Agire sul valore da risultati a medio termine, è più difficile, ma i risultati sono più solidi.
b) competitivita globale
La competitività globale oltre che dalle singole competitività per prodotti omogenei dipende dal PORTAFOGLIO PRODOTTI.
Offrire prodotti maturi, semplici con scarso contenuto di INTELLIGENZA significa bassa competitività.
Migliorare il PORTAFOGLIO PRODOTTI, offrendo prodotti più rischiosi, ma molto più remunerativi in caso di successo mi pare illusorio con questa classe imprenditoriale che aborrire il rischio: sarebbe forse possibile finanziando nuovi aspiranti imprenditori.
Dopo queste riflessioni ritengo che la riduzione del cuneo contributivo possa produrre deboli effetti anche in rapporto alla competitività: provvedimento tecnicamente facile e veloce quanto debole ed effimero.
Se usato "erga omnes" addirittura sarebbe uno spreco di risorse (peraltro scarse).
A mio parere varrebbe la pena di soffrire qualche anno in più, ma usare al meglio i pochi soldi disponibili.
Effetto sui consumi
Mi limiterò ad analizzare i possibili effetti sui consumi, avendo usato per i miei calcoli, quanto segue:
# lavoratori dipendenti Q3 2005: 16.604.000 (ISTAT)
aliquota contributiva: 32,7% (la più diffusa)
spesa media mensile famiglie 2003: 2381 euro (ISTAT - analisi povertà relativa)
Sgravio: 1/3 ai lavoratori, 2/3 alle imprese
cifre mese per 13 mensilità
Dalla visione globale del provvedimento i 2,5 miliardi (netti perchè 0,8 miliardi saranno restituiti come imposta personale sul reddito - IRE) che saranno dati ai lavoratori rappresenteranno meno dello 0,5% della cifra destinata ai consumi: i 6,0 miliardi della ultima riduzione delle tasse ebbero effetto irrilevante, questi 2,5, solo un poco meglio distribuiti, ma meno, avranno lo stesso effetto.
Voglio poi analizzare il provvedimento anche in funzione della sua ricaduta sui lavoratori e sulla sua equità, calcolando il vantaggio per quattro tipi di lavoratori che si differenziano per il reddito lordo di lavoro dipendente:
a) lavoratore medio (lordo annuo 36800 euro): sgravio di 201 euro lordi annui ---> 9,81 euri netti / mese
Lo stesso lavoratore aveva avuto dall'ultima riduzione delle tasse uno sgravio di 21,6 euro / mese
b) metalmeccanico di I livello (lordo annuo 18000 euro): sgravio di 98,1 euro lordi annui ---> 5,35 euri netti / mese
Lo stesso lavoratore NON AVEVA AVUTO SGRAVIO ALCUNO dall'ultima riduzione delle tasse: questo è l'unico (MODESTISSIMO) elemento di giustizia del provvedimento.
c) dirigente medio livello (lordo annuo 100.000 euro): sgravio di 545 euro lordi annui ---> 25,6 euri netti / mese
Lo stesso lavoratore aveva avuto dall'ultima riduzione delle tasse uno sgravio di 136,2 euro / mese
d) dirigente di I livello (lordo annuo 200.000 euro): sgravio di 1090 euro lordi annui ---> 47,8 euri netti / mese
Lo stesso lavoratore aveva avuto dall'ultima riduzione delle tasse uno sgravio di 304,2 euro / mese
Si può agevolmente vedere come il provvedimento PEGGIORERA' addirittura il rapporto di reddito disponibile del dirigente di medio livello rispetto al metalmeccanico che passerà da 4,372 a 4,374.
L'altra considerazione da fare è che questa distribuzione è ingiusta in quanto come sempre da' di più a chi più ha (fasce alte di reddito o famiglie con più componenti che lavorano).
Questo non è solo un fatto etico ma anche ecomomico per almeno due ragioni:
1) i lavoratori a reddito più basso spendono sicuramente tutto quindi tutti i soldi in più erogati vanno in consumi,
2) i lavoratori a reddito basso spendono per lo più in consumi primari erogati di solito da imprese nazionali; il dirigente di alto livello userà probabilmente i 620 euro per un week end in più all'estero o per un nuovo PC americano o giapponese.
Abbiamo riso dell'ultima riduzione delle tasse del Governo Berlusconi, vorrei non farlo per la prima misura del governo PRODI (che ho tanto atteso).
Forse i soldi, se si trovano, sarà meglio usarli in modo più selettivo (finanziamento a NUOVE IMPRESE, prestiti a giovani con idee)