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Risultati da 31 a 40 di 67
  1. #31
    Digitale rossa
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    Citazione Originariamente Scritto da cristiano72
    Infatti la critica Tarchiana sul "mito incapacitante" era grossomodo questa...
    Ricordo, ricordo...
    Tarchi e i tarchisti hanno esagerato nell'altro senso, perché a loro premeva ottenere un riconoscimento/legittimazione dalle sinistre, in particolare.
    Come sempre (a mio avviso) la verità sta nel mezzo: e forse l'unico testo di Evola che oggi meriterebbe di essere studiato a fondo è Cavalcare la tigre, riservando agli altri un interesse diciamo così contemplativo.

    P.S.: Ho volgarizzato all'estremo, eh? La questione è ardua, complessa ed emotivamente assai coinvolgente...

  2. #32
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    Citazione Originariamente Scritto da Digitale rossa
    Ricordo, ricordo...
    Tarchi e i tarchisti hanno esagerato nell'altro senso, perché a loro premeva ottenere un riconoscimento/legittimazione dalle sinistre, in particolare.
    Come sempre (a mio avviso) la verità sta nel mezzo: e forse l'unico testo di Evola che oggi meriterebbe di essere studiato a fondo è Cavalcare la tigre, riservando agli altri un interesse diciamo così contemplativo.

    P.S.: Ho volgarizzato all'estremo, eh? La questione è ardua, complessa ed emotivamente assai coinvolgente...
    Per dare conto di un certo atteggiamento mentale che è quello di cui parlavi, un piccolo episodio personale, a suo modo divertente...
    Eravamo appena dopo i successi dell'MSI alle amministrative di Roma e Napoli seguiti a tangentopoli, e un gruppo di rautiani si incontrano in una cittadina umbra per decidere come riorganizzarsi...
    Clima molto euforico, presente un avvocato di mezza età, cattolico tradizionalista anche preparato ma che non ha mai capito una cippa di politica, che a un certo punto per commentare il successo se ne esce con
    "Avete visto camerati?La Torre Immobile prima o poi viene vista!!"
    Al che una voce risponde "see, qui dovemo ringrazià Di Pietro, altro che la torre immobile"

  3. #33
    TORINO E' GRANATA
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    BOUGIA NEN autentico, cioè come per l'Esercito Piemontese, io NON ARRETRO MAI !!
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    Citazione Originariamente Scritto da civis_romanus
    Quante idiozie!

    L'"estrema destra" -come la chiami te riferendoti ai partiti d'Area- è fatta da gente , militanti e simpatizzanti che fanno inizative che lottano ogni giorno che rischiano anche fisicamente in prima persona , che perdono tempo e soldi e rinunciano a tante cose per mantenere viva l'"idea". Che non si fanno solo le "pippe mentali" sui forum ...

    e poi ,fenomeno , visto che si così bravo te perchè non fondi ( ce ne sono tanti ... ) anche tu un tuo bel partito o movimento e vediamo cosa sai fare...

    le critiche se costruttive sono sempre ben accette ma se si distrugge e getta fango e basta non ci sto più!
    come sempre l'ottimo civis mi legge nel pensiero (ammazza un caso di telepatia !!) e scrive quello che penso su tanti..su troppi...

  4. #34
    Digitale rossa
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    Citazione Originariamente Scritto da cristiano72
    Per dare conto di un certo atteggiamento mentale che è quello di cui parlavi, un piccolo episodio personale, a suo modo divertente...
    Eravamo appena dopo i successi dell'MSI alle amministrative di Roma e Napoli seguiti a tangentopoli, e un gruppo di rautiani si incontrano in una cittadina umbra per decidere come riorganizzarsi...
    Clima molto euforico, presente un avvocato di mezza età, cattolico tradizionalista anche preparato ma che non ha mai capito una cippa di politica, che a un certo punto per commentare il successo se ne esce con
    "Avete visto camerati?La Torre Immobile prima o poi viene vista!!"
    Al che una voce risponde "see, qui dovemo ringrazià Di Pietro, altro che la torre immobile"
    Te ne potrei citare a iosa...

  5. #35
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    Predefinito Perché non sono di destra

    Non sono di destra, perché i concetti di “destra” e di “sinistra” sono categorie che risalgono al XVIII secolo. Esattamente: al 1789, anno della Rivoluzione Francese. Nel frattempo, però, qualcosa è accaduto a scompaginare le nominologie e i derivati schieramenti ideologici:la Rivoluzione Fascista, per esempio. Per cui, risalire all’indietro della Rivoluzione Italiana, o assimilare destra e fascismo, è un’indubbia operazione reazionaria...

    Non sono di destra, perché il fascismo, sempre per esempio, non era né di destra né di sinistra. Oppure, era: e di destra e di sinistra. Ma interpretare il fascismo secondo le categorie di destra e di sinistra, come fa Evola, è fuorviante: nel senso che distorce le possibilità di cogliere la superiore identità storica del fascismo, adeguandola ai canoni interpretativi del XVIII secolo. Sempre reazione è...

    Non sono di destra, perché l’assidersi di Mussolini sull’ultimo scranno in alto, a destra, dell’emiciclo parlamentare, all’atto della sua prima elezione democratica, vale tanto quanto il passaggio di D’Annunzio, qualche decennio prima, dagli scranni di destra a quelli di sinistra, al motto: “Vado verso la vita”. La vita non è né di destra né di sinistra... E le loro (di Mussolini e di D'Annunzio) erano semplici provocazioni... Assimilare tali provocazioni per legittimare una collocazione “a destra” di chi discende (o pretende di discendere...) dal fascismo vuol dire non averne capito lo spirito, adeguandosi, pigramente, ad una lettera muta. Roba da Testimoni di Geova o, come dice Gabriele Adinolfi: da Testimoni di Evola...

    Non sono di destra, anche se so perfettamente che quella che si chiama destra, oggi: liberale e democratica, non ha niente a che vedere con il concetto sano di “destra”. Gli è che il concetto “sano” o “non sano" “di destra” è stato reso impraticabile proprio dal fascismo... Che andò oltre, infischiadosene altamente: “Per me tutte queste terminologie di destra, di sinistra, di conservatori, di aristocrazia e democrazia, sono vacue terminologie.” (Benito Mussolini dixit).

    Non sono di destra, perché la destra ha sposato il fascismo per interesse e, ogni volta che ha potuto, l’ha puntualmente tradito. Per ulteriori delucidazioni in merito, rivolgersi a: Chiesa, Capitalismo e Monarchia di qualsiasi epoca: dal 25 luglio 1943, a oggi...

    Non sono di destra, perché la visione sociale del fascismo (puntualmente concretizzata, come da programma del Manifesto dei Fasci di Combattimento, dalla legislazione del Ventennio, fino al successivo e coerente Manifesto di Verona...) ha trovato come strenui oppositori postumi, proprio i duri e puri della destra dall’alto di principi assoluti che non tengono assolutamente conto del divenire dei rapporti dinamici della storia. Ai quali, proprio non va giù che il fascismo abbia pienamente realizzato lo Stato del Lavoro (oltretutto con obiezioni a posteriori che nulla c’entrano col contesto storico: vedi Evola, in particolare...). Per non citare le recenti esternazioni isteriche della Sig.ra Floriani, a proposito della sua ostilità alla “Socializzazione delle Imprese...”.

    Non sono di destra perché, per la destra, le masse lavoratrici non sono “il” soggetto storico a cui le politiche devono rendere conto, ma nemmeno “un” soggetto degno di considerazione. A meno che non s’intenda (a parer suo) il “soggetto massa lavorativa” nel senso di “a-ssoggettato” ai superiori interessi delle elite autoelette, o elette per discendenza di sangue o di pecunia. Dei quali interessi - permettete - me ne scucio il baffo destro e anche quello sinistro...

    Non sono di destra perché - solo ad esempio - quando Evola afferma: “Mussolini proclamò la repubblica evidentemente per la forza dei sentimenti accumulatisi in lui nella semi [“semi”? nota mia] detenzione in cui dopo il 25 luglio l’aveva tenuto il nuovo governo...”, sottintendendo che, altrimenti sarebbe restato un convinto monarchico, o ignorava che nel Manifesto dei Fasci di Combattimento era dichiarata la volontà di convocare: “...Una Assemblea Nazionale per la durata di tre anni, il cui primo compito sia quello di stabilire la forma di costituzione dello stato”, con il chiaro proposito di istaurare la repubblica (altrimenti che senso avrebbe avuto convocare un’assemblea costituente, considerate anche le antecedenze repubblicane pre-belliche dei vari Mussolini, Corridoni, De Ambris?), o mentiva sapendo di mentire. Siccome non posso pensare che ignorasse (stimando, di Evola, le sue assolute capacità cognitive...), tirate voi le conseguenze.

    Non sono di destra perché, oggi, la destra-destra esercita sul pianeta le più virulente prassi reazionarie: o vi risulta che la politica imperialista di Usa e Sion siano progressiste e di sinistra? Ma anche se fossero tali, la logica non sarebbe diversa. Gli è che la sovversione reazionaria, esattamente come la rivoluzione, non è né di destra né di sinistra. Oppure, di nuovo, è di destra e di sinistra...

    Non sono di destra, non perché non concepisca i valori di Ordine, di Gerarchia, di Merito ma perché, per quello che la destra è diventata, ormai concepisce: l’Ordine come “poliziotto di quartiere”, la Gerarchia come gradi impiegatizi e il Merito come riconoscimento dovuto alle carriere politiche e/o economico-finanziarie dai dubbi meriti.

    P.S. Ovviamente, non sono nemmeno di sinistra.

  6. #36
    legione muti
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    Predefinito fascismo e destra

    Il Fascismo continuò la tradizione ideale di vera e propria mistica politica, religione civile, del mazzinianesimo prima, del sorellismo e del sindacalismo rivoluzionario poi. Dunque chiaramente annientò e superò l'astratta antitesi destra-sinistra. Appunto è doveroso rimarcare la continuità Mazzini-Mussolini!

  7. #37
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    Sono d' accordo soprattutto sul punto nel quale Miro espone qual' è il 'modo' di porsi della destra, oggi , nel mondo. Esercita certamente le prassi più virulentemente 'reazionarie' sul pianeta, e quando non le esercita le appoggia. Si sta sempre maggiormente connotando come lo schieramento che protegge (sempre più) gli interessi dei grandi gruppi industriali globali transnazionali e al tempo stesso intensifica la militarizzazione sul fronte interno ; e i due aspetti sono strettamente correlati. L' incertezza e l' angoscia prodotta dall' incertezza sono i prodotti principali della globalizzazione, i poteri statuali non possono fare quasi più nulla per placare l' incertezza tranne che "rifocalizzarla" su oggetti alla loro portata - spostarla cioè dagli oggetti per cui non possono fare nulla su oggetti che possono almeno 'mostrare' di sapere gestire e controllare. L' incertezza certamente, allo stato attuale, non può essere dispersa o disinnescata in uno scontro frontale con la vera causa. Sfugge forse che anche nella struttura delle città ( Usa in testa) si stà perseguendo un passaggio dallo stato sociale allo stato caserma (tendenza questa che non è assolutamente in disaccordo con le tendenze di fondo, anarcoidi, della globalizzazione ) ? E rispetto alle questioni della postmodernità, cosa vuol dire, essere di destra ?

  8. #38
    Paul Atreides
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    Citazione Originariamente Scritto da LEONIDA
    Sono d' accordo soprattutto sul punto nel quale Miro espone qual' è il 'modo' di porsi della destra, oggi , nel mondo. Esercita certamente le prassi più virulentemente 'reazionarie' sul pianeta, e quando non le esercita le appoggia. Si sta sempre maggiormente connotando come lo schieramento che protegge (sempre più) gli interessi dei grandi gruppi industriali globali transnazionali e al tempo stesso intensifica la militarizzazione sul fronte interno ; e i due aspetti sono strettamente correlati. L' incertezza e l' angoscia prodotta dall' incertezza sono i prodotti principali della globalizzazione, i poteri statuali non possono fare quasi più nulla per placare l' incertezza tranne che "rifocalizzarla" su oggetti alla loro portata - spostarla cioè dagli oggetti per cui non possono fare nulla su oggetti che possono almeno 'mostrare' di sapere gestire e controllare. L' incertezza certamente, allo stato attuale, non può essere dispersa o disinnescata in uno scontro frontale con la vera causa. Sfugge forse che anche nella struttura delle città ( Usa in testa) si stà perseguendo un passaggio dallo stato sociale allo stato caserma (tendenza questa che non è assolutamente in disaccordo con le tendenze di fondo, anarcoidi, della globalizzazione ) ? E rispetto alle questioni della postmodernità, cosa vuol dire, essere di destra ?
    Ed essere di sinistra?

    PS. la tua analisi è sballata a priori in quanto le dinamiche globali sono trasversali.

  9. #39
    Figlio d'Europa
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    Citazione Originariamente Scritto da LEONIDA
    Sono d' accordo soprattutto sul punto nel quale Miro espone qual' è il 'modo' di porsi della destra, oggi , nel mondo. Esercita certamente le prassi più virulentemente 'reazionarie' sul pianeta, e quando non le esercita le appoggia. Si sta sempre maggiormente connotando come lo schieramento che protegge (sempre più) gli interessi dei grandi gruppi industriali globali transnazionali e al tempo stesso intensifica la militarizzazione sul fronte interno ; e i due aspetti sono strettamente correlati. L' incertezza e l' angoscia prodotta dall' incertezza sono i prodotti principali della globalizzazione, i poteri statuali non possono fare quasi più nulla per placare l' incertezza tranne che "rifocalizzarla" su oggetti alla loro portata - spostarla cioè dagli oggetti per cui non possono fare nulla su oggetti che possono almeno 'mostrare' di sapere gestire e controllare. L' incertezza certamente, allo stato attuale, non può essere dispersa o disinnescata in uno scontro frontale con la vera causa. Sfugge forse che anche nella struttura delle città ( Usa in testa) si stà perseguendo un passaggio dallo stato sociale allo stato caserma (tendenza questa che non è assolutamente in disaccordo con le tendenze di fondo, anarcoidi, della globalizzazione ) ? E rispetto alle questioni della postmodernità, cosa vuol dire, essere di destra ?

    Di fronte allo scenario da te delineato, il definirsi di destra prendendo questo termine nell'accezione datagli da Adriano Romualdi, significa affermare il primato della politica, intesa nella suo significato primario di scienza della polis, dello "stare insieme", sulle forze disgreganti anzi meglio, disaggreganti, dell'economia. Ancora, i moderni stati caserma figli del tracollo del welfare state, il ruolo storico del leviatano Americano, indicano come l'autorità statale non sia messa assolutamente in discussione dall'integrazione economica dei mercati, ma ridefiscisca il suo ruolo in appoggio alle lobbies politiche e sociali fautrici della globalizzazione.

  10. #40
    Paul Atreides
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da LEONIDA
    Quindi - tralasciando il tuo convincimento che io l' Antibancor non lo conoscessi, convincimento basato non si sà bene su che cosa - dal momento che tali 'analisi' sono state fatte...vorrà dire che va tutto bene ! Preciso che lungi dall' essere un 'verdetto' il mio intervento registrava semplicemente un atteggiamento mentale che, resto convinto si stia aggravando.
    A me pare che tu guardi il bicchiere mezzo vuoto. Io preferisco guardare quello mezzo pieno.

    Dire che tutto va bene, sarebbe ridicolo.

    Dire che tutto va male, sarebbe masochistico.

    Inoltre, io sono francamente stufo di queste diatribe destra-sinistra, che trovo sterili e improduttive, perché alla fin fine contano la sostanza umana, le idee e le proposte concrete. E non è che tutto ciò vien fuori magicamente da come uno si definisce.

 

 
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