Il mio intervento non ha nessun intento denigratorio, nè tantomeno vuole offrire indicazioni, ma semplicemente ( e sinceramente ) vorrei offrire qualche spunto di 'riflessione'. E' molto che non intevengo, e in questi ultimi tempi ho cercato di approfondire qualche tema e di riflettere ; e quanto percepivo in maniera indistinta ( o meglio non completamente razionalizzata ) mi si è via via proposto sempre più chiaramente. Mi riferisco alla 'deriva' (non certo debordiana) di "destra" che non sò quanto consapevolmente, non sò quanto volontariamente una parte sempre maggiore della cosiddetta "Area" stà manifestando. Utilizzo a questo punto una frase di Alain de Benoist " (..) La Destra è più sensibile alle qualità umane, che alle capacità intellettuali. Le piace 'ammirare' più che capire, attende 'esempi' più che lezioni. Ama lo stile, il gesto, gli atteggiamenti cavallereschi. Non ha torto. Una società composta interamente da intellettuali sarebbe invivibile. Il problema è che un atteggiamento di quesro genere, quando diventa sistematico, finisce col fare a meno di ogni dottrina, col rifiutare ogni sforzo del pensiero. L' intellettuale può essere definito come colui che cerca di capire e di far capire. La destra, molto spesso non cerca più di capire (..)" Qualcuno onestamente può affermare che de Benoist esageri ? Quando si esaltano gli 'stili di vita' , estrapolandoli dal contesto, quando cioè si 'ammira' la "qualità del vettore " e non si analizza la "direzione del vettore" (perchè troppo spesso non se ha la capacità) non si finisce per essere sempre passivamente pronti a metabolizzare colossali mistificazioni come quella del buon Pino Rauti sui marines americani quali "nuovi centurioni" ? Se questo fosse vero, bisognerebbe iniziare ad interrogarsi sul ruolo dell' "orientamento tradizionale" nell' ambito della storia (quella vera, non come avremmo auspicato che andasse ) della destra radicale ? Cioè, iniziare a valutare se e quanto quell' orientamento abbia influito a radicare un ormai grottesco rifiuto delle scienze sociali e dell' economia, campi del sapere che se ignorati conducono a fare delle scelte politiche sulla base di considerazioni che politiche non sono ? Questo lungo preambolo mi è servito per dire che sono a disagio per taluni atteggiamenti che non ho timore di definire esplicitamente 'reazionari' che temo sia il frutto di una errata messa a fuoco di taluni problemi ; perchè se si trattasse di altro ..




Rispondi Citando