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Discussione: La Mafia in Libano

  1. #1
    SENATORE di POL
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    Predefinito La Mafia in Libano

    "Quello che nessuno scrive sui bravi Hezbollah

    di FRANCESCO RUGGERI


    BEIRUT L'uomo dal cappello giallo entra nel negozio del barbiere con passo sicuro. Malgrado nessuno lo conosca, si sente come fosse a casa sua. Subito accolto con una deferenza così ostentata da apparire sospetta. Mentre i gestori dell'esercizio fanno di tutto per evitare gaffes dalle conseguenze imponderabili. A dargli il diritto di spadroneggiare non è tanto il colore del suo copricapo, né la fermezza dell'approccio, bensì il minuscolo stemma impresso appena sotto la visiera. Si tratta del logo di Hezbollah, col mitra verde che sporge da un semovente stilizzato sovrastando il mondo. Il nostro uomo è venuto a chiedere il pizzo, 30.000 livres (15 euro), come accade quasi ogni giorno dell'anno per i commercianti dei quartieri controllati dal Partito di Dio. È il prezzo per la protezione (non richiesta) dalla minaccia sionista, che si traduce nel più classico voto di scambio. Ma in realtà stavolta l'esattore ce lo abbiamo mandato noi, convincendolo a recitare la parte di chi riscuote "spontanee" zakat o fitre (elemosine islamiche). Per dimostrare un'assunto piuttosto evidente. Ossia che gli Hezbollah sono anzitutto una mafia, analoga a quella siciliana, russa o cinese. Un'associazione criminale per cui religione e resistenza antisraeliana sono solo dei pretestuosi collanti, usati per tenere in ostaggio fra terrore e omertà un intero Paese che mal li sopporta, il Libano. Immaginate di trovarvi un giorno nella vostra città, quella in cui avete sempre vissuto, e di scoprire che per entrare in un certo quartiere dovete passare da un checkpoint. Un posto di blocco dove dei privati che non appartengono ad alcun corpo ufficiale ma sono armati fino ai denti, vi chiedono spiegazioni sul perché della vostra visita, riservandosi il privilegio di perquisirvi o di non farvi passare. È precisamente quanto capita agli abitanti di Beirut che intendano recarsi nei quartieri popolari di Dahi, Hart Hreik, Rueis, Ghoubairy. I quali ricadono sotto l'asfissiante controllo dei miliziani di Hassan Nasrallah. Preannunciato da enormi cartelloni autocelebrativi dell'arsenale dei "resistenti", accesi giorno e notte.

    LA PIOVRA In Libano l'espressione "controllo del territorio", ad opera dell'equivalente di una banda di gangster, è molto più che una categoria analitica. E dà la misura di come Hezbollah sia diventato una piovra che si insinua in ogni aspetto della vita quotidiana. Le similitudini con le nostre mafie italiane sono innegabili. A partire dalla giurisdizione esclusiva sulle periferie degradate. L'impatto coi palazzoni cadenti di Dahi assomiglia troppo a una cartolina dallo Zen o da Le vele. Anche qui, appena un estraneo vi mette piede, un efficientissimo passaparola diffonde la notizia ai quattro venti. È la comunità che protegge i suoi loschi affari. In Libano la chiamano ummah, ma almeno in questo caso non sarebbe sbagliato il sinonimo di "cosa nostra". Tra le viuzze lerce di rifiuti e una selva di ragazzini in tre sulle moto si estende il regno senza legge degli affiliati al Partito di Dio. Il cui nemico sembra essere il rinato Stato nazionale libanese più che Israele. Tutto qui funziona in proprio, a discrezione di una cupola di padrini che nessuno ha mai eletto, e che pure dettano le regole: ciò che è permesso (halal) e ciò che non lo è (haram). Senza fermarsi all'ambito religioso. Ad esempio è sconveniente non dare un'obolo richiesto dal personale con lo stemma giallo verde. COSA LORO Le occasioni sono infinite, come le festività islamiche o i mega raduni, più o meno informali, che danno la stura per l'eterna colletta. Definirla elemosina non sarebbe corretto, visto che rifiutarsi di corrisponderla può arrivare a comportare una serie di ritorsioni, dirette o indirette. Nel migliore dei casi si viene considerati dei cattivi musulmani, nel peggiore dei possibili traditori della causa antisionista. E senza il placet di boss e don locali, da queste parti non si trova lavoro, né una casa o una scuola per i figli. E dire che gli Hezbollah non avrebbero certo bisogno di altro danaro. Traffici illegali d'ogni genere, spesso dispiegati attraverso un dedalo di "tratturi" a dorso di mulo come nella Sicilia dell'800, riempiono la cassaforte dell'organizzazione. Armi, diamanti, droga, sigarette, documenti falsi, griffe contraffatte, cd pirata, farmaci taroccati, perfino il Viagra. E ancora il riciclaggio dei proventi di rapine estorsioni e sequestri, il lavoro sommerso, e più di tutto le percentuali (leggi tangenti) sugli appalti per le periodiche ricostruzioni di città e villaggi, dopo i bombardamenti innescati guarda caso dagli attacchi della medesima milizia di Allah. TRAFFICI ILLEGALI Il tutto condotto su scala internazionale, in joint venture con le altre mafie estere. Reclutare manovalanza nelle aree sottosviluppate del Libano o nei campi profughi palestinesi, dove lo Stato è una chimera, non è un problema. Tra i giovani disoccupati c'è la corsa a diventare shaheed (martiri) o mujahideen (combattenti), superando sanguinari riti d'affiliazione con capretti o missioni di prova. La diaria è allettante, e per le vedove dei caduti c'è la pensione a vita, più il culto pubblico degli eroici latitanti, tenuti nascosti sulla parola nel ventre della ummah col corrispettivo dei pizzini, pena le immancabili vendette trasversali contro i parenti del collaborazionista. E sempre che facciano parte del clan tribale vincente. Insomma più o meno quel che succede da noi con le famiglie dei picciotti o dei mammasantissima, quando non tradiscono la famiglia da "quacquaraquà". I mille rivoli dei vari racket servono agli Hezbollah, oltre che a oliare politici, colletti bianchi e papaveri dell'esercito dei cedri, a mantenere cellule in sonno e armi hi tech per perpetuare il conflitto anti israeliano, fonte del loro potere. E ovviamente ad eseguire periodici attentati ai danni di chiunque si opponga ad esso, da Hariri in giù, con autobombe modello Falcone e Borsellino. La società civile più moderna e dinamica da tempo li considera un cancro, ma ha ancora troppa paura per dirlo in pubblico. A Beirut come a Palermo, chi parla fa una brutta fine.
    www.laltrogiornale.com
    "

    Saluti liberali

  2. #2
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    Predefinito

    Strano, ho sempre creduto che HB fosse un partito pacifico, integrato nella vita politica libanese, i cui affiliati fossero molto simili alle crocerossine...

  3. #3
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    Sicuramente Francesco Ruggeri lavora per Libero:

    http://www.repubblica.it/2006/07/sez...hezbollah.html

    L'acquisita professionalità dell'ala militare del movimento, l'aver rinunciato all'iniziale progetto di fare del Libano un paese islamico e l'efficace rete da esso creata per assistere i meno abbienti del paese con ospedali, scuole, centri sociali e per la ricostruzione, hanno conquistato al 'partito di Dio' un certo seguito tra la popolazione libanese.

    Nelle ultime elezioni politiche del giugno 2005 Hezbollah e i partiti sciiti pro-siriani si sono aggiudicati 35 seggi, diventando la seconda forza nel Parlamento che conta 128 deputati.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Hezbollah
    L`ala politica di Hezbollāh è, inoltre, molto attiva in campo sociale, gestendo una serie di attività ed istituzioni che forniscono istruzione, assistenza sanitaria e sostegno economico alle famiglie meno abbienti, oltre ad aver giocato un ruolo chiave nella ricostruzione delle abitazioni e delle infrastrutture del Libano del Sud, a seguito delle gravi distruzioni inflitte al Paese dei Cedri, invaso a più riprese da Israele durante un trentennio.

    Ieri LA7 ha mandato un servizio, se qualcuno l'ha visto può farsi un idea della professionalità di qualche giornalista.

  4. #4
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    Ma non ti chiedi perchè il libano è stato attaccato a più riprese da Israele? Forse perchè era diventato un covo di terroristi in fuga palestinesi prima e poi covo per ugualmente terroristi sciti?

  5. #5
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    Le mafie hanno un seguito nei territori che controllano. Un seguito, intendo, non conseguito solo con il terrore, ma conseguito appunto con attività che gli ingenui e gli inetti, tipo taluni scribacchini di LA REPUBBLICA, chiamerebbero socio-assistenziali. Ovviamente Hezbollah non sono solo una mafia, ma un movimento politico islamista sciita e terrorista con tratti in comune, notevoli, anche con i "fascismi" e in particolare, con le debite differenze culturali e storiche, con il nazionalsocialismo.

    Shalom

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Balian Visualizza Messaggio
    Ma non ti chiedi perchè il libano è stato attaccato a più riprese da Israele? Forse perchè era diventato un covo di terroristi in fuga palestinesi prima e poi covo per ugualmente terroristi sciti?
    Allora spiega il perchè di questo:
    Risoluzione n. 93 (18 maggio 1951)
    Il CS decide che ai civili arabi che sono stati trasferiti dalla zona
    smilitarizzata dal governo di Israele deve essere consentito di tornare
    immediatamente nelle loro case e che la Mixed Armistice Commission deve
    supervisionare il loro ritorno e la loro reintegrazione nelle modalita'
    decise dalla Commissione stessa.
    Risoluzione n. 101 (24 novembre 1953)
    Il CS ritiene che lazione delle forze armate israeliane a Qibya del 14-15
    ottobre 1953 e tutte le azioni simili costituiscano una violazione del
    cessate-il-fuoco (risoluzione 54 del Consigio di Sicurezza dellONU);
    esprime la pi forte censura per questa azione, che pu pregiudicare le
    possibilit di soluzione pacifica; chiama Israele a prendere misure
    effettive per prevenire tali azioni.
    Risoluzione n. 106 (29 marzo 1955)
    Il CS osserva che un attacco premeditato e pianificato ordinato dalle
    autorit israeliane stato commesso dalle forze armate israeliane contro le
    forze armate egiziane nella Striscia di Gaza il 28 febbraio 1955 e
    condanna questo attacco come una violazione del cessate-il-fuoco disposto
    dal Consiglio di Sicurezza dellONU.
    Risoluzione n. 111 (19 gennaio 1956)
    Il CS ricorda al governo israeliano che il Consiglio ha gi condannato le
    azioni militari che hanno rotto i Trattati dell'Armistizio Generale e ha
    chiamato Israele a prendere misure effettive per prevenire simili azioni;
    condanna l'attacco dell'11 dicembre 1955 sul territorio siriano come una
    fragrante violazione dei provvedimenti di cessate-il-fuoco della
    risoluziona 54 (1948) e degli obblighi di Israele rispetto alla Carta
    delle Nazioni Unite; esprime grave preoccupazione per il venire meno ai
    propri obblighi da parte del governo israeliano.
    Risoluzione n. 127 (22 gennaio 1958)
    Il CS raccomanda ad Israele di sospendere la "zona di nessuno" a
    Gerusalemme.
    Risoluzione n. 162 (11 aprile 1961)
    Il CS chiede urgentemente ad Israele di rispettare le decisioni delle
    Nazioni Unite.
    Risoluzione n. 171 (9 aprile 1962)
    Il CS riscontra le fragranti violazioni operate da Israele nel suo attacco
    alla Siria.
    Risoluzione n. 228 (25 novembre 1966)
    Il CS censura Israele per il suo attacco a Samu, in Cisgiordania, sotto il
    controllo giordano.
    Risoluzione n. 237 (14 giugno 1967)
    Il CS chiede urgentemente a Israele di consentire il ritorno dei nuovi
    profughi palestinesi del 1967.
    Risoluzione n. 248 (24 marzo 1968)
    Il CS condanna Israele per il suo attacco massiccio contro Karameh, in
    Giordania.
    Risoluzione n. 250 (27 aprile 1968)
    Il CS ingiunge a Israele di astenersi dal tenere una parata militare a
    Gerusalemme.
    Risoluzione n. 251 (2 maggio 1968)
    Il CS deplora profondamente la parata militare israeliana a Gerusalemme,
    in spregio alla risoluzione 250.
    Risoluzione n. 252 (21 maggio 1968)
    Il CS dichiara non valido latto di Israele di unificazione di Gerusalemme
    come capitale ebraica.
    Risoluzione n. 256 (16 agosto 1968)
    Il CS condanna gli attacchi israeliani contro la Giordania come fragranti
    violazioni.
    Risoluzione n. 259 (27 settembre 1968)
    Il CS deplora il rifiuto israeliano di accettare una missione dellONU che
    verifichi lo stato di occupazione.
    Risoluzione n. 262 (31 dicembre 1968)
    Il CS condanna Israele per lattacco allaeroporto di Beirut.
    Risoluzione n. 265 (1 aprile 1969)
    Il CS condanna Israele per gli attacchi aerei su Salt in Giordania.
    Risoluzione n. 267 (3 luglio 1969)
    Il CS censura Israele per gli atti amministrativi tesi a cambiare lo
    status di Gerusalemme.
    Risoluzione n. 270 (26 agosto 1969)
    Il CS condanna Israele per gli attacchi aerei sui villaggi del Sud del
    Libano.
    Risoluzione n. 271 (15 settembre 1969)
    Il CS condanna Israele per non aver obbedito alle risoluzioni dellONU su
    Gerusalemme.
    Risoluzione n. 279 (12 maggio 1969)
    Il CS domanda il ritiro delle forze israeliane dal Libano.
    Risoluzione n. 280 (19 maggio 1969)
    Il CS condanna gli attacchi israeliani contro il Libano.
    Risoluzione n. 285 (5 settembre 1970)
    Il Cs domanda limmediato ritiro israeliano dal Libano.
    Risoluzione n. 298 (25 settembre 1971)
    Il CS deplora che Israele abbia cambiato lo status di Gerusalemme.
    Risoluzione n. 313 (28 febbraio 1972)
    Il CS domanda che Israele ponga fine agli attacchi contro il Libano.
    Risoluzione n. 316 (26 giugno 1972)
    Il CS condanna Israele per I ripetuti attacchi sul Libano.
    Risoluzione n. 317 (21 luglio 1972)
    Il CS deplora il rifiuto di Israele di rilasciare gli Arabi rapiti in
    Libano.
    Risoluzione n. 332 (21 aprile 1973)
    Il CS condanna i ripetuti attacchi israeliani contro il Libano.
    Risoluzione n. 337 (15 agosto 1973)
    Il CS condanna Israele per aver violato la sovranit del Libano.
    Risoluzione n. 347 (24 aprile 1974)
    Il CS condanna gli attacchi israeliani sul Libano.
    Risoluzione n. 425 (19 marzo 1978)
    Il CS ingiunge a Israele di ritirare le sue forze dal Libano.
    Risoluzione n. 427 (3 maggio 1979)
    Il CS chiama Israele al completo ritiro delle proprie forze dal Libano.
    Risoluzione n. 444 (19 gennaio 1979)
    Il CS deplora la mancanza di cooperazione di Israele con il contingente di
    peacekeeping dellONU.
    Risoluzione n. 446 (22 marzo 1979)
    Il CS determina che gli insediamenti israeliani sono un grave ostacoloalla
    pace e chiama Israele al rispetto della Quarta Convenzione di Ginevra.
    Risoluzione n. 450 (14 giugno 1979)
    Il CS ingiunge a Israele di porre fine agli attacchi contro il Libano.
    Risoluzione n. 452 (20 luglio 1979)
    Il CS ingiunge a Israele di smettere di costruire insediamenti nei
    territori occupati.
    Risoluzione n. 465 (1 marzo 1980)
    Il CS deplora gli insediamenti israeliani e chiede a tutti gli stati
    membri di non sostenere il programma di insediamenti di Israele.
    Risoluzione n. 467 (24 aprile 1980)
    Il CS deplora con forza lintervento militare israeliano in Libano.
    Risoluzione n. 468 (8 maggio 1980)
    Il CS ingiunge a Israele di annullare le espulsioni illegali di due
    sindaci e un giudice palestinesi, e di facilitare il loro ritorno.
    Risoluzione n. 469 (20 maggio 1980)
    Il CS deplora con forza la non osservanza da parte di Israele dellordine
    di non deportare Palestinesi.
    Risoluzione n. 471 (5 giugno 1980)
    Il CS esprime grave preoccupazione per il non rispetto da parte di Israele
    della Quarta Convenzione di Ginevra.
    Risoluzione n. 476 (30 giugno 1980)
    Il CS ribadisce che le rivendicazioni israeliane su Gerusalemme sono
    nulle.
    Risoluzione n. 478 (20 agosto 1980)
    Il CS censura con la massima forza Israele per le rivendicazioni su
    Gerusalemme contenute nella sua "Legge Fondamentale".
    Risoluzione n. 484 (19 dicembre 1980)
    Il CS formula limperativo che Israele riammetta i due sindaci palestinesi
    deportati.
    Risoluzione n. 487 (19 giugno 1981)
    Il CS condanna con forza Israele per lattacco alle strutture nucleari
    dellIraq.
    Risoluzione n. 497 (17 dicembre 1981)
    Il CS decide che lannessione israeliana delle Alture del Golan siriane
    nulla e domanda ad Israele di annullare immediatamente la propria
    decisione.
    Risoluzione n. 498 (18 dicembre 1981)
    Il CS ingiunge a Israele di ritirarsi dal Libano.
    Risoluzione n. 501 (25 febbraio 1982)
    Il CS ingiunge a Israele di interrompere gli attacchi contro il Libano e
    di ritirare le sue truppe.
    Risoluzione n. 509 (6 giugno 1982)
    Il CS domanda che Israele ritiri immediatamente e incondizionatamente le
    sue forze dal Libano.
    Risoluzione n. 515 (19 giugno 1982)
    Il CS domanda che Israele tolga lassedio a Beirut e consenta lentrata di
    rifornimenti alimentari.
    Risoluzione n. 517 (4 agosto 1982)
    Il CS censura Israele per non aver ubbidito alle risoluzioni dellONU e
    domanda ad Israele di ritirare le sue forze dal Libano.
    Risoluzione n. 518 (12 agosto 1982)
    Il CS domanda ad Israele piena cooperazione con le forze dellONU in
    Libano.
    Risoluzione n. 520 (17 settembre 1982)
    Il CS condanna lattacco israeliano a Beirut Ovest.
    Risoluzione n. 573 (4 ottobre 1985)
    Il Cs condanna vigorosamente Israele per i bombardamenti su Tunisi durante
    lattacco al quartier generale dellOLP.
    Risoluzione n. 587 (23 settembre 1986)
    Il CS ricorda le precedenti richieste affinch Israele ritirasse le sue
    forze dal Libano e chiede con urgenza a tutte le parti di ritirarsi.
    Risoluzione n. 592 (8 dicembre 1986)
    Il CS deplora con forza luccisione di studenti palestinesi dellUniversit
    di Birzeit ad opera delle truppe israeliane.
    Risoluzione n. 605 (22 dicembre 1987)
    Il CS deplora con forza le politiche e le pratiche israeliane che negano
    il diritti umani dei Palestinesi.
    Risoluzione n. 607 (5 gennaio 1988)
    Il CS ingiunge a Israele di non deportare i Palestinesi e gli chiede con
    forza di rispettare la Quarta Convenzione di Ginevra.
    Risoluzione n. 608 (14 gennaio 1988)
    Il CS si rammarica profondamente che Israele abbia sfidato lONU e
    deportato civili palestinesi.
    Risoluzione n. 636 (14 giugno 1989)
    Il CS si rammarica profondamente della deportazione di civili palestinesi
    da parte di Israele.
    Risoluzione n. 641 (30 agosto 1989)
    Il CS deplora che Israele continui nelle deportazioni di Palestinesi.
    Risoluzione n. 672 (12 ottobre 1990)
    Il CS condanna Israele per violenza contro i Palestinesi a Haram
    al-Sharif/Tempio della Montagna.
    Risoluzione n. 673 (24 ottobre 1990)
    Il CS deplora il rifiuto israeliano di cooperarre con lONU.
    Risoluzione n. 681 (20 dicembre 1990)
    Il CS deplora che Israele abbia ripreso le deportazioni di Palestinesi.
    Risoluzione n. 694 (24 maggio 1991)
    Il CS deplora la deportazione di Palestinesi ad opera di Israele e
    ingiunge ad Israele di assicurare loro un sicuro e immediato ritorno.
    Risoluzione n. 726 (6 gennaio 1992)
    Il CS condanna con forza la deportazione di Palestinesi ad opera di
    Israele.
    Risoluzione n. 799 (18 dicembre 1992)
    Il CS condanna con forza la deportazione di 413 Palestinesi da parte di
    Israele e chiede il loro immediato ritorno.
    Risoluzione n. 904(18 marzo 1994)
    Il CS: sconcertato dallo spaventoso massacro commesso contro fedeli
    palestinesi nella Moschea Ibrahim di Hebron il 25 febbraio 1994, durante
    il Ramadan; gravemente preoccupato dai conseguenti incidenti nei territori
    palestinesi occupati come risultato del massacro, che sottolinea la
    necessit di assicurare protezione e sicurezza al popolo palestinese;
    prendendo atto della condanna di questo massacro da parte della comunit
    internazionale; riaffermando le importanti risoluzioni sulla applicabilit
    della Quarta Convenzione di Ginevra ai territori occupati da Israele nel
    giugno 1967, compresa Gerusalmemme, e le conseguenti responsabilit
    israeliane; Condanna con forza il massacro di Hebron e le sue conseguenze,
    che hanno causato la morte di oltre 50 civili palestinesi e il ferimento
    di altre centinaia e ingiunge ad Israele, la potenza occupante, di
    applicare misure che prevengano atti illegali di violenza da parte di
    coloni israeliani, come tra gli altri la confisca delle armi.
    Risoluzione n. 1402 (30 marzo 2002)
    Il CS alle truppe israeliane di ritirarsi dalle citt palestinesi, compresa
    Ramallah.
    Risoluzione n. 1403 (4 aprile 2002)
    Il CS chiede che la risoluzione 1402 (2002) sia applicata senza ulteriori
    ritardi.
    Risoluzione n. 1405 (19 aprile 2002)
    Il CS chiede che siano tolte le restrizioni imposte, soprattutto a Jenin,
    alle operazioni delle organizzazioni umanitarie, compreso il Comitato
    Internazionale della Croce Rossa e lAgenzia dellONU per lAssistenza e il
    Lavoro per i Profughi Palestinesi in Medio Oriente.
    Risoluzione n. 1435 (24 settembre 2002)
    Il CS domanda che Israele ponga immediatamente fine alle misure prese
    nella citt di Ramallah e nei dintorni, che comprendono la distruzione
    delle infrastrutture civili e di sicurezza palestinesi; domanda anche il
    rapido ritiro delle forze di occupazione israeliane dalle citt palestinesi
    e il loro ritorno alle posizioni tenute prima di settembre 2000.

    A luta continua

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Pieffebi Visualizza Messaggio
    Le mafie hanno un seguito nei territori che controllano. Un seguito, intendo, non conseguito solo con il terrore, ma conseguito appunto con attività che gli ingenui e gli inetti, tipo taluni scribacchini di LA REPUBBLICA, chiamerebbero socio-assistenziali. Ovviamente Hezbollah non sono solo una mafia, ma un movimento politico islamista sciita e terrorista con tratti in comune, notevoli, anche con i "fascismi" e in particolare, con le debite differenze culturali e storiche, con il nazionalsocialismo.

    Shalom
    Ma li hai visti almeno i reportage dei NOSTRI TG (e non solo certo del TG3...), mica di qualche canale "nazislamocomunista" , TUTTI ci dicono che la popolazione del Sud Libano sta con Hb, non hanno proprio l'aria di essere "terrorizzati", quello che chiedono ai nostri soldati è di proteggerli da Israele, mica da Hb (e adesso volendo potrebbero anche farlo data la presenza delle truppe ONU...).
    Ti risulta che in Sicilia stiano tutti con la mafia?

    Hb è una realtà con cui FARE I CONTI, come giustamente sta cercando di fare il governo italiano, chiedere ai nostri soldati di "disarmare Hb", come fa Berlusconi, è SEMPLICEMENTE DEMENZIALE...

  8. #8
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    Ho visto anche servizi dei nostri TG che mostravano la popolazione dei vicoli di certe citta' meridionali italiche...assaltare la polizia a protezione di picciotti e quaglioni di organizzazioni criminali. Che razza di discorsi. Il partito nazista aveva un consenso enorme, in certe aree, già prima della presa del potere raggiungeva percentuali bulgare alle libere elezioni per il Reichstag. E allora?

    Demenziale è la nostra sinistruzza. Anzi peggio: coscientemente irresponsabile.

    Shalom

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Balian Visualizza Messaggio
    Strano, ho sempre creduto che HB fosse un partito pacifico, integrato nella vita politica libanese, i cui affiliati fossero molto simili alle crocerossine...
    è vero !
    anche io credevo che erano dei volontari della croce rossa .
    mi hanno ingannato !
    e la colpa di chi è ?

    di quei merdosi nazislamici nostrani !

  10. #10
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    saro' fascista ma io mi domando una cosa .


    ci sono persone che ingannano tutti i giorni il prossimo con articoli falsi sui giornali .
    Possibile che la debbano passare sempre liscia ?
    A me sto dilemma non mi fa dormire !

    sono un fascista se la penso cosi ?

 

 
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