





Veramente mi ricordo bene dell'anno scorso, quando il Presidente Bush fece un viaggio diplomatico in Cina... lì portò a casa importanti accordi commerciali ed economici (sull'informatica e sulla politica monetaria in particolare), e ebbe il coraggio di rinfacciare ai Cinesi che qualche concessione all'economia di mercato NON BASTA, che serve maggiore democrazia e maggiore rispetto dei diritti umani.
Ovviamente Prodi e ciarlatani al seguito non avranno mai il fegato di dire le cose come andrebbero dette...
Accusano il Governo Berlusconi di "servilismo" verso gli Stati Uniti (quando sappiamo bene che si tratta di una coerente scelta geopolitica, con l'Occidente CONTRO l'estremismo islamico), ma Prodi & co sono semplicemente ZERBINI SENZA SPINA DORSALE, incapaci non dico di farsi sentire, ma nemmeno di dissentire.


La Cine cresce al ritmo del 10% all'anno e tra qualche anno sarà la prima potenza mondiale.
VIVA IL COMUNISMO, VIVA LA CINA, VIVA L'ITALIA, VIVA IL COMPAGNO PRODI.


Poteva esserci Berlusconi, qualche tempo fa. Ma ha ritenuto non fosse un buon affare per il nostro Paese, tranne che per una sua azienda che produce decoder.....
Quindi, se ricordi, al posto di Berlusconi andò Ciampi con Montezemolo. E ora Prodi.
Inutile vergognarti ora. Dovevi vergognarti prima.


Esatto.




Ammesso che tu sia serio il pericolo è costituito da gente che lavora 2 volte più di noi... ma siccome voi della destra vi vantate spesso di essere lavoratori insuperabili lasciate a noi poveri comunisti sfaccendati il problema di arretrare di un altro gradino nella scala sociale! Ce la caveremo, vedrete.![]()


Ma certo che "tovarich" Romanov Prodof è ansioso di leccare i piedi agli uomini del partito comunista cinese!
Dopotutto i suoi burattinai del Pci-Pds-Ds, venivano allegramente finanziati da Pechino con copiosa munificenza di materie prime, come confermato dalle indagini sul kompagno G.
Ovvio che adesso l'Unione sovietico-olivastra debba sdebitarsi nei confronti dei loro generosi filantropici amici dagli occhi a mandorla, a tutto scapito degli operai italiani.....


iL sOLE 14 settembre 2006
Fiat d'attacco in Cina: 300mila vetture nel 2010
Al.An.
Giornata non brillante in Borsa (-1,58% a 11,96 euro a pochi minuti dalla chiusura delle contrattazioni) il giorno dopo il record dei 12 euro (top dal 2002) per Fiat, ma fuochi d'artificio da Nanchino dove l'amministratore delegato Sergio Marchionne ha presentato la nuova Perla, cinque porte 1600 di cilindrata destinata al mercato cinese, in attesa che l'anno prossimo nel celeste Impero atterri anche il Doblò.
I vertici Fiat, compreso il presidente Luca Cordero di Montezemolo, hanno lanciato il cuore oltre l'ostacolo dell'agguerrita concorrenza facendo sapere che il Lingotto intende rimontare rapidamente lo svantaggio nei confronti dei competitor partiti con largo anticipo. La Cina, in effetti, secondo Marchionne «è una battaglia che dobbiamo fare adesso perché tra il 2010 e il 2020 diventerà il mercato più importante per l'auto». Il traguardo? «Raggiungere le 300mila auto prodotte nel 2010, c'è, quindi, un grandissimo lavoro da fare. Quest'anno ne faremo 40mila».
Il mercato cinese nel 2010, ha spiegato Marchionne, «arriverà a quasi nove milioni di vetture, quasi quattro volte il mercato italiano. La Fiat sta partendo in ritardo, abbiamo perso un bel po' di tempo negli anni scorsi, 4-5 anni che sono stati importanti, ma la Fiat non era qui nonostante lo stabilimento funzionante». Negli ultimi 4-5 anni, ha ricordato Marchionne la Fiat ha venduto «un massimo di 40mila vetture, adesso stiamo investendo su una gamma di prodotti nuova e lanceremo un prodotto ogni anno, da oggi al 2010». Ad esempio, il 2007. I punti di forza della gamma saranno la nuova Bravo e l'attesissima Cinquecento, che uscirà tra un anno esatto. Inevitabile che venga aggiornato il piano industriale. «I primi di novembre - ha aggiunto Marchionne - ci vedremo con gli analisti: faremo vedere anche gli obiettivi per il 2008 e per il 2009 e sarà una vera revisione totale».
Accordo Iveco per la produzione di 70mila veicoli commerciali. Iveco, intanto, ha firmato un accordo con Nanjing Automotive Corporation (Nac) che prevede l'acquisizione da parte di Naveco (una joint venture di Iveco con lo stesso gruppo Nac) di tutte le attività dei veicoli commerciali delle Yuejin Motor Company, società controllata da Nac. L'acquisto di Yuejin da parte di Naveco, ha detto Paolo Monferino, ad di Iveco, «completa il disegno strategico di Iveco dei disporre di una gamma completa di veicoli commerciali leggeri e medi n Cina». L'accordo è stato firmato alla presenza del presidente del consiglio Romano Prodi, del governatore della provincia di Jiansu, Lian Bachua, del presidente di Confindustria e del gruppo Montezemolo e di Marchionne. Yuejin con la sua attuale offerta è già oggi una realtà significativa nel segmento, con una produzione di oltre 50mila unità all'anno.
I volumi previsti all'avvio della nuova Naveco saranno di circa 70mila veicoli commerciali all'anno. Il piano di medio termine prevede, però, un incremento dei volumi produttivi fino a 100mila unità. La nuova Naveco integrerà le «attuali produzioni dei veicoli commerciali Daily di alta gamma - precisa una nota Fiat - con l'attuale gamma Yuejin, sulla quale è in corso un consistente piano di miglioramento con l'apporto di tecnologie Iveco con sostanziali miglioramenti introdotti nel prodotto Yuejin che sarà gradualmente equipaggiato con componenti Iveco e motori rispondenti alle future limitazioni in materia di emissioni».