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Discussione: presentazione

  1. #41
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    Malasanità: Morire di droga senza terapie

    Umbria. L’ennesima dimostrazione di buona volontà sbandierata di fronte all’opinione pubblica: il piano per ridurre i casi di morte da droga. L’ennesima occasione per chiudere un occhio sulla sanità che non funziona, per non offendere nessuno tranne i morti. Esistono alcuni dati di fatto sull’overdose. Il primo è che di overdose si muore per sbaglio, ma nel 2006 anche per terapie insulse o non applicate.
    Può darsi che con gli stupefacenti legali nessuno più muoia, ma certamente non ha più molta ragione per curarsi, e certamente non ha più nessuna ragione per star lontano dagli stupefacenti. Quindi: più persone malate e meno persone curate ? Non è un buon affare.
    Io conosco un metodo efficacissimo per evitare le morti per overdose: curare le persone come si deve. Esistono farmaci protettivi, dosaggi protettivi, che rendono improbabile poter, anche per sbaglio, morire di eroina. Si sa dalla fine degli anni ’60. La riduzione delle overdose è stato uno dei primi risultati dei programmi degli anni ‘60’-’70 negli USA. Ma questo sarà mai detto alla popolazione ? Sarà mai detto che abbiamo gli strumenti già in mano per vincere la lotta alla droga, e alla morte da droga ? Sapete come funziona il nostro Sistema Sanitario sulle tossicodipendenze ? Oltre 8 malati su 10 sono trattati con dosaggi inefficaci, senza un perché, tranne la malasanità. Ma su questo si chiude un occhio, e si sa soltanto perché alcuni dei nostri scienziati hanno pubblicato questi dati all’estero. La vergogna è di fronte a tutta Europa ma da noi è nascosta. Si finge di non aver trovato la soluzione per continuare a investire in consulte, progetti più o meno inutili, campagne di prevenzione prive di fondamento psicologico ? I tossicodipendenti da restituire alla dignità propria e della società sono in strada senza terapie, escono dal carcere senza terapie, muoiono perché curati con dosi di medicine troppo basse. Quarant’anni sono pochi per capire il meccanismo di una cura, o per leggersi una decina di studi ?
    La proposta di alcuni contro le morti per droga è poi oltremodo offensiva: la legalizzazione dell’eroina, la cosiddetta “riduzione del danno”. Perché ridurre il danno quando si può eliminare del tutto ? Perché mettersi in cento ad strofinare i legnetti per accendere il fuoco nell’era nucleare ?
    Chiediamo che la popolazione sia informata della verità sulle terapie efficaci e non applicate. Ci opponiamo alla rinuncia agli strumenti efficaci in favore di iniziative dannose di diffusione degli stupefacenti. E’ inaccettabile creare una bugia sulle possibilità di cura soltanto per assecondare la bizza delle droghe libere ! Le persone malate e quelle che si ammaleranno meritano assistenza. La società tutta merita di essere sanata con le giuste terapie date agli individui da reinserire, e non di essere scompaginata da un torrente di droghe tossiche.

  2. #42
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    Roma, 14-4-2007.
    La Street Parade antiproibizionistica ha avuto il suo immeritato spazio con le seguenti richieste ufficiali: 1) che i consumatori siano soggetto politico nella decisione delle politiche antidroga; 2) che la legge 309/90 e successive modifiche siano riviste in un'ottica di libero consumo e abolizione delle sanzioni. 3) che si istituisca ufficialmente un monopolio dell'assistenza pubblica ai tossicodipendenti partendo dalle istituzioni già esistenti.
    In questa sciocca commistione tra le problematiche del consumo voluttuario, che non costituiscono per noi una proprità sociale, e il destino sanitario dei malati, che invece lo è insieme a quello delle famiglie, il nome "simbolo" è una inconsapevole bandiera dell'irresponsabilità: MDMA, ovvero movimento di massa antiproibizionista, ma anche acronimo dell'ecstasy. Non si capisce cosa c'entri l'ecstasy, e la cannabis consumata in abbondanza sotto il gigantesco spinello che faceva da vessillo, con il trattamento delle malattie causate per la quasi totalità da eroina, cocaina e alcol. E' deplorevole l'irresponsabilità di un'amministrazione che ha concesso gli spazi cittadini per celebrare il consumo di sostanze neurolesive, consentendone di fatto il consumo libero all'interno dei cordoni della manifestazione, quando poi si lanciano proclami (come l'ultimo di Ferrero) sulla centralità della prevenzione.
    Il monopolio pubblico in una situazione in cui il pubblico offre a 8 tossicodipendenti su 10 un servizio inadeguato scientificamente è una proposta raggelante.
    Ribadiamo in questa occasione alcuni punti fondamentali: a) che i problemi dei consumatori di droghe non sono un problema centrale nell'intervento sui danni da droga; b) che è il livello scientifico a dover essere tutelato, nel pubblico come nel privato, e non sono i "luoghi" fisici ma le persone e le loro competenze a determinare l'efficacia delle cure. c) che le droghe leggere, a differenza di quelle pesanti, non mettono a rischio soltanto chi ne é dipendente, ma anche soltanto chi le usa per un periodo limitato.
    Ci chiediamo se all'interno di questo MDMA ci fossero rappresentanze di malati, e quale differenza può esistere tra una manifestazione del genere ed un rave party, a meno che la nuova politica di prevenzione sia basata su rave party finanziati coi fondi pubblici.

  3. #43
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    Sul sito www.resistenze.org, nella sezione “antifascismo”, è data notizia addirittura dell’affissione di due manifestini di MSFT su una bacheca di un circolo ARCI di Pisa. Vigendo a Pisa una legge non scritta che vieta il pensiero non conforme, e che autorizza i conformisti ad atteggiarsi ad alternativi e disobbedienti, la segnalazione è d’ufficio. Nel testo si legge “preoccupa il costante tentativo di insediamento territoriale di queste organizzazioni nazifasciste in Toscana”. A Pisa certamente l’ultima serie di fatti di cronaca derivò alla campagna di attentati incendiari contro esponenti locali di AN, e comunque quel che disturba la “cultura e memoria resistenti” (soprattutto alle verità storiche) è la sola presenza di MSFT. La distribuzione di volantini diviene “scorribanda”, una manifestazione è “deliberata provocazione”. Il contenuto dei manifesti, con le posizioni di politica economica di MSFT è taciuto: per mistificare si fa riferimento al solo slogan “arruolati”, per suggerire chissà quale losco proselitismo paramilitare (“per quale guerra si staranno preparando, e contro chi ?”). Si conclude con un enigmatico “che dire poi …dei consensi elettorali che queste organizzazioni ed i suoi (sic ! alla pisana) rappresentanti ricevono in alcuni comuni della nostra provincia ?”
    Il comunicato risale al 25.1: in vista della manifestazione poi revocata a Livorno si afferma che si sta preparando una contro-manifestazione contro “la presenza” di MSFT a Livorno, e si auspica, tradendo pigrizia e si invocano a tutela dell’inattaccabilità delle verità comuniste le forze dell’ordine, perché scongiurino le conseguenze di questa iniziativa. O divieto di Stato, o minacce (che infatti sono venute). Le tensioni si sono evitate se mai per iniziativa di MSFT, che ha rinunciato alla manifestazione. Purtroppo, per gli ARCI-democratici l’importante non è poter replicare, ma poter oscurare.

  4. #44
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  5. #45
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    A me le battaglie contro la droga sembrano una perdita di tempo.

    E il 'contro-volantinaggio' proprio non lo capisco.

  6. #46
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    Te le spiego in due parole le battaglie contro la droga. Le droghe inducono malattie, purtroppo sono piacevoli e soprattutto creano masse pilotabili in virtù del loro attaccamento alla droga. Soprattutto quelle leggere, perché masse di cocainomani e eroinomani sono scarsamente pilotabili a fini politici, mentre masse molto più grandi di entusiasti della canapa divengono un importante bacino di voti, come lo sono diventati omosessuali, come lo diventeranno gli immigrati regolarizzati, etc.
    Questi incoscienti di sinistra portano avanti il concetto demenziale che sopra tutto c'è la libertà, negano (e qui dicono bugie) la tossicità delle droghe e anzi ne fanno un vessillo culturale. Propugnano la liberalizzazione di sostanze tossiche, dicono di voler sviluppare l'uso consapevole e sicuro, che non esiste, perché le droghe condizionano il cervello, non si può sempre rimaner ein grado di scegliere, anche se all'inizio sicuramente sì. Per cui organizzano e volantinano con dei messaggi falsi e dal punto di vista sanitario irresponsabili, al momento spalleggiati da ministri e parlamentari che non sanno garantire cure e parlano di libertà. La battaglia per recuperare alla vita, alla libertà di scelta e di autodetemrinazione i cervelli di numerosi nostri connazionali è una battaglia sacrosanta per me. E io lo so anche fare tecnicamente, perché per questo ho studiato e su questo ricerco.
    Che nella città dove io faccio ricerca e dove ha sede un'Università che si occupa di questo, stimato nel mondo e preso a modello dagli americani come dai russi, si faccia una manifestazione pro-droghe leggere, camuffata da marcia per i diritti al libero consumo, proprio non mi va giù.

 

 
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