

sicuramente l' eni ha bisogno di uscire dal berlusconismo (pacche sulle spalle a Putin, scaroni AD, accordo Gazprom / Sonatrach, ingresso di Gazprom sul mercato italiano...).
su telecom, una volta che l' infrastruttura fisica e' gestita dal ministero dell' industria / comunicazioni, livellando il terreno di gioco, che la propriata' di chi eroga i servizi se la prenda chi ne ha voglia.
l' unico dubbio che ho e' che il tlc sta ancora cambiando rapidamente, e l' innovazione dovrebbe essere guidata dal mercato piuttosto che da un piano quinquennale (diverso il discorso sulla rete elettrica e su quella ferroviaria, che anche loro evolvono ma non cosi' rapidamente).
per esemplificare: col criterio del mercato l' ADSL universale non c'e' (dato di fatto, e cio' nonostante Telecom si prenda i soldi per il servizio universale, che oggi e' solo quello per la fonia).
e questo va a favore dell' infrastruttura pubblica.
se pero' non c'e' concorrenza qual' e' l' incentivo ad ampliare la banda? oggi i 20 mbit/s su ADSL servirebbero a differenziare l' offerta, il pubblico li farebbe? (secondo me non ci sono applicazioni che usano la banda, oggi: la banda larga serve per il P2P, un DVD in streaming non compresso "consuma" 4 mbit/s. avere banda larghissima (20-50 mbit/sec) sarebbe il fattore abilitante per TV HD su cavo...
per quanto sistemi pubblici (penso all' enel, ma anche all' ENI, funzionassero tecnicamente molto bene prima delle privatizzazioni)




In teoria sarebbe corretto peccato che se le nostre imprese provano ad acquistare aziende belghe, francesi o stanutensi ritenute strategiche sorgono migliaia di motivazioni "strane" "indotte" dai ogverni locali per impedirne la'azuisto ad imprese straniere.
Come mai?
L'unica differenza è che quei paesi sono ritenuti politicamente più potenti ed aventi il diritto di "pilotare e difendere" gli interessi di potenze economiche e politiche mondiali!
Saluti










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