dal quotidiano LIBERO di oggi

"AVEVA RAGIONE ORIANA

di RENATO FARINA


Bin Laden minaccia: conquisteremo Roma. Si avvera la profezia della Fallaci
Il Papa sta pensando a due donne. Due donne sue e diversissime. Suor Leonella uccisa a Mogadiscio domenica. E Oriana Fallaci. A lui e a noi mancano tutt'e due. Entrambe sono una profezia. La violenza islamica ha per nemico il cristianesimo, la sua realtà di amore indifeso. Al Qaeda avverte, con sottofondo di kamikaze che ritmano il passo: «È vicino il giorno in cui gli eserciti dell'islam distruggeranno le mura di Roma». Molte sono le minacce dirette a Benedetto XVI, raffigurato in un cartone animato di Al Jazeera con un fucile che abbatte le colombe della pace lanciate da Giovanni Paolo II, in singolare coincidenza con le tesi di Repubblica. I dispositivi di sicurezza a Castelgandolfo, dove ora risiede, sono rafforzati. Già in passato Libero aveva scritto di possibili kamikaze su aerei con obiettivo San Pietro (intervista a Berlusconi, 27 dicembre 2003). Mai la minaccia è stata piena e totale come ora. Al Qaeda è la superficie emergente di un mondo unanime nel pretendere dal Papa l'impossibile: e cioè il rinnegamento di se stesso e delle sue convinzioni su che cosa siano la fede e la ragione, e su chi sia Dio. E l'Occidente guarda il Papa come a dirgli: ma sì, dagli retta, dì che hai avuto torto. Ma il Papa non può. Piuttosto si fa ammazzare. Fa bene. Tocca a noi difenderlo. E dovremmo farlo come agirebbe Oriana. Piuttosto morti che islamici. Suor Leonella è caduta nel sangue dicendo «perdono, perdono, perdono». Non pretendeva di convertire nessuno, ma solo di servire i bambini malati e senza famiglia. Ma era terra islamica. Il Papa ha osato dire che l'islam talvolta pretende di espandersi con la spada? Ci insulta! Ammazziamo una suora. Oriana anche nelle discussioni con chi scrive diceva che il cristianesimo andava benissimo, e che Gesù era perfetto, meno che sulla faccenda del perdono. A furia di perdonare gli islamici sarebbero arrivati alle porte di Roma. L'avrebbero presa. Ma lei avrebbe combattuto come a Fort Alamo. Anche noi, credici Oriana. Il cristianesimo perdona, ma non è imbelle. Uno si fa ammazzare, ma prova a disarmare il tiranno e i suoi giannizzeri. Glielo deve aver spiegato Benedetto XVI a Castelgandolfo, e glielo deve aver ripetuto il vescovo Fisichella, compagno delle sue ultime ore. Ratzinger sta pensando a queste due donne. E al destino di questo nostro Occidente, che l'ha lasciato solo. D'accordo. I cristiani devono perdonare, suor Leonella con il suo sangue è garanzia di vittoria, lo scriveva già Tertulliano. La questione non è sui martiri cristiani, così diversi da quelli islamici che ammazzano innocenti per papparsi le vergini. È quella del suicidio di questo mondo ricco e scemo, che si arrende e lascia fare per tirare a campare. Oriana alla fine ha accettato l'idea di perdono cristiano (lo si capisce da molte piccole cose). Esso però non c'entra nulla con il consegnare noi stessi e i nostri figli, la nostra memoria e il nostro futuro alla barbarie. Questo pretendono i teorici del dialogo. Ma coi tiranni non si dialoga, diceva Oriana: si dà guerra. Non guerra di religione, quella la fanno loro. Per noi si tratta di essere liberi di professare anche l'ateismo. Teniamo giù la croce, non adoperiamola come una spada, inginocchiamoci ad essa - chiede il Papa. Ma se i musulmani la bruciano, se ci impediscono di essere noi stessi, come giudicare chi dà ragione a questi sbudellatori e fornisce loro giustificazioni? Come si fa a non considerarlo un traditore? Uso il linguaggio forte della Fallaci senza valerne un'unghia, ma che devo fare se lei non c'è più, se non copiarla? All'Angelus di domenica Ratzinger ha spiegato che non voleva offendere, desidera solo un «dialogo sincero». Sincero vuol dire, tra uomini, cercare di capire il motivo delle diversità. Il Santo Padre a Ratisbona si è interrogato, con la voce di un imperatore bizantino, se sia giusto o no imporre la fede con la forza. Il Paleologo allora regnante rispose: la libertà è un bene supremo, non così per Maometto. L'intellettualità e la politica occidentali chiedono di lasciar correre, di soprassedere. Di lasciare che i musul mani facciano i musulmani, questo è il dialogo per loro. Lasciare che ci mettano in testa il turbante delle loro leggi. Peggio loro dell'islam. Basta leggere Repubblica, che è il quotidiano di riferimento dell'insegnante tipo delle scuole superiori, per capire il nostro disastro. Su quel giornale si spiega che il Papa in Germania ha sbagliato, per fortuna si è corretto (falso), e comunque resta un poveretto perché ha distrutto il lavoro di anni del predecessore Wojtyla. Un discorso del genere, copiato da Al Jazeera, è benzina per il ricatto, una miccia per Al Qaeda. È il modo di fornire un alibi ai terroristi e a quelli che, negando il terrorismo, ma fiancheggiandolo, vogliono prendere possesso di Roma. Roma intesa simbolicamente, perché c'è il Papa, ma anche fisicamente. Ed oggi, come capitò a Falcone prima dell'attentato di mafia, è abbandonato persino dal popolo cristiano. Chi va in chiesa ha sentito nelle omelie domenicali qualche sacerdote chiedere una preghiera speciale, un invito a difenderlo in ufficio e in pubblico? Silenzio anche dai vescovi. Finalmente ieri il cardinal Camillo Ruini è intervenuto. Ha detto: minacce e offese inaccettabili. Ieri dall'Iraq sono arrivate immagini terrificanti. Il fantoccio del Papa, con una croce su petto, incendiato con urla e bandiere sventolate da sciiti legati al regime iraniano. Lì, il successore di Khomeini ride del Pontefice, lo abbassa ad anello della catena american-sionista. Oriana, le tue profezie erano giuste alla lettera. Prima di tutto disprezzavi la fatuità dell'Occidente che si è frantumato di dentro. Non ama più nulla, non sa più proporre un ideale per cui si possa vivere e morire, perché la vita vale se c'è un amore più grande. Invece... Ha ragione Casini ad accusare i leader democratici di aver taciuto. Finalmente, due giorni dopo il nostro lamento, ha mosso un piedino Franco Marini. Ma qui ci sarebbe da radunare il Parlamento. D'accordo: per Telecom. Ma che cosa ci telefoneremo un giorno se passano le minacce islamiche? Che razza di messaggini ci invieremo se la sharia, la legge coranica, si imponesse? Piace qui trascrivere una frase di Ruini in ricordo di Oriana, tra le più belle lette: «Vorrei terminare con un personale ricordo di una donna, Oriana Fallaci... che ha dato una grande testimonianza di coraggio, di forza morale, di ingegno e di qualità letterarie, finalmente di amore per l'Italia. Il Signore la accolga nelle braccia del suo amore sovrabbondante». Non ti trastullare in cielo, Oriana, vieni giù a darci una mano.
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Saluti liberali