Grazie frater il mantello nero lo userò per altre cose..
Grazie frater il mantello nero lo userò per altre cose..
A proposito di folgorati... come si chiama quel gentile romano morto folgorato per un fulmine entrato da una finestra...? (era un'attore mi pare)... storia inquietante...
P.S. Quindi Ulfenor non improvvisare riti che potrebbero essere pericolosi...
A me servirebbe un larario un brucia profumi e una ciotola votiva..
perche sul comodino in camera mia ci ho due corni potori e l'irminsul..che col rito gentile romano ci cozzano un pò
valete


Scusate se m'intrometto di nuovo, ma il discorso di Baltik mi ha lasciato un attimo perplesso (senza offesa)... Si parlava in termini di 'pericolosita'' qua, come se il rito privato costituisse una sorta di rito magico o d'invocazione demoniaca... Questo non lo capisco affatto.
Voglio dire: un conto è cercare di seguire per quanto possibile quello si sa della prassi rituale antica, un altro è affermare che sia in qualche modo 'pericoloso' non seguirla perfettamente.
Per come la vedo io, una preghiera sincera non puo' mai essere pericolosa, nè puo' non essere 'effettiva' (sul piano spirituale). Su questo non ho alcun dubbio. Basterebbe d'altronde citare le parole di uno qualsiasi dei grandi Maestri dell'antichita' (a me vengono in mente in particolare Porfirio - Lettera a Marcella - e Giuliano, per non parlare della Bhagavad-gita): se un cuore sincero si rivolge in preghiera agli Dei senza intenti cattivi o scopi materiali, questi ascoltano (e non si rischia di evocare forze oscure).
La preghiera non è un'"evocazione", è un tentativo di purificare l'anima. Con questo non sto dicendo di lasciar perdere certi dettagli nel rito privato, ma che scrupoli eccessivi non riflettono la mia nozione di preghiera. Un formalismo eccessivo mi pare anche controproducente in quanto se davvero l'omissione di qualche dettaglio fosse cosi' deleteria (pericolosa) per il rito privato, allora, visto che in fondo non possiamo pretendere di conoscere questa prassi nella sua interezza, sarebbe meglio lasciare proprio perdere (dando quindi ragione ai guenoniani & co., che fondano sulla necessaria 'continuita' rituale' le loro tesi...)
Curioso di sentire l'opinione di Gentili piu' "anziani" a riguardo.


E' bello sentire di qualcuno che sta attravesando le sue fasi di 'costruzione' di uno spazio votivo. Questo dovrebbe essere un capitolo importante nella vita di tutti i Gentili. Ovviamente anch'io sono in continua fase di cambiamento/miglioramento (anche perchè spostandomi spesso mi è difficile mantere adeguatamente un altare...). Ho giusto comprato online una moneta antica (del tipo 'imperatore barbuto' su un lato e 'vota x' sul retro) dell'Imperatore Giuliano, da aggiungere agli altri oggetti sull'edicola (triskel, Mjollnir, statuetta di Reitia...).![]()
Ma io ho il libretto memoranda et agenda delle edizioni del tridente che dice di memorizzare le preghiere e le formule recitandole senza errori.
valete bene..


Per le libagioni uso una specie di bicchierone di terracotta (fatto artigianalmente) - anche se sinceramente mi capita di rado di libare (giusto per Vinalia, direi...).
La moneta si, l'ho presa su Ebay. Spero non sia taroccata!![]()


Le formule, e i 'passaggi' del Rito Italico vanno rispettati scrupolosamente.
Sennò non è più tale. Quindi la purificazione iniziale, la Concentrazione e il Silenzio, il 'confinamento nello spazio e nel tempo' del momento operativo, l'Apertura, la "Preghiera/Offerta", la formula piacolare, la Chiusura.
Se si compie un errore madornale accorgendosene, ci si ferma e si ricomincia il rito e la preghiera daccapo. In ogni caso, alla fine, il rito romano prevede una formula piacolare per quegli errori lievi di cui non ci siamo resi conto.
E' un'altra preghiera anche questa, e tutto lo 'stato' e l'approccio inerente, sono un 'offerta'.
Per esempio, utilizzare un corno con decorazioni celtiche per libare a Giove, non ha nulla di illecito. Semplicemente è opportuno non destinare ad uso profano ciò che si utilizza per le operazioni sacrali.
Compiere Ritus Romanus non è una questione di 'stile' degli strumenti d'officio.
Saluti,
Frumentarivs
Frumentarius
"Punctim et Caesim ferire"
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