Pagina 2 di 5 PrimaPrima 123 ... UltimaUltima
Risultati da 11 a 20 di 42
  1. #11
    Moderatore
    Data Registrazione
    13 Dec 2002
    Località
    Milano
    Messaggi
    2,969
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Roberto Mime Visualizza Messaggio
    Il mio rilievo era portato all'attenzione di quanto si facciano male da sole queste "apine" signor Skorpion.
    O Lei concorda con le donne incappucciate?
    Poche settimane fa in Iran avevo letto che una squadraccia di Pasdaran era irrotta nello studio d'arte di un pittore persiano che stava ritraendo una donna nuda. Risultato? Lui sbattuto in carcere, Lei in via di lapidazione.
    Anche l'arte subisce questo assurdo gioco della violenza isalmica.
    Lei concorda con questi comportamenti? O preferisce una opzione culturale molto più libera e progressista come la nostra cristianità?
    Ah un appunto: guardi che il Papa non è una marionetta di Bush.
    Io sono dell'opinione che ognuno a casa propria sia libero di fare ciò che vuole e chiunque si arroghi il diritto di voler far cambiar per forza usi e costumi ad un altro popolo, agisce in mala fede e per scopi reconditi che nulla hanno a che vedere con i reali interessi delle popolazioni. Le volontà pretestuose di ingerenza umanitaria da parte di organismi internazionali creati apparentemente per fare gli interessi delle popolazioni , sono direttamente strumentali agli scopi di “imperialismi” occidentali alla ricerca di forme mascherate di espansionismo principalmente per motivazioni di natura economica e volontà di sottomettere gli altri inducendoli ad adottare modelli che nulla hanno a che fare con le tradizioni che sono indispensabili alla salvaguardia della sopravvivenza dei popoli e delle differenze culturali che sono alla base della storia dell’umanità. Il villaggio globale, secondo il mio parere, risulta essere inutile e pericoloso, se orientato ad appiattire tutti sotto l’egida di un modello unico imposto oltretutto da una civiltà nata di recente come risulta essere quella americana.

  2. #12
    Nebbia
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da skorpion Visualizza Messaggio
    Io sono dell'opinione che ognuno a casa propria sia libero di fare ciò che vuole e chiunque si arroghi il diritto di voler far cambiar per forza usi e costumi ad un altro popolo, agisce in mala fede e per scopi reconditi che nulla hanno a che vedere con i reali interessi delle popolazioni. Le volontà pretestuose di ingerenza umanitaria da parte di organismi internazionali creati apparentemente per fare gli interessi delle popolazioni , sono direttamente strumentali agli scopi di “imperialismi” occidentali alla ricerca di forme mascherate di espansionismo principalmente per motivazioni di natura economica e volontà di sottomettere gli altri inducendoli ad adottare modelli che nulla hanno a che fare con le tradizioni che sono indispensabili alla salvaguardia della sopravvivenza dei popoli e delle differenze culturali che sono alla base della storia dell’umanità. Il villaggio globale, secondo il mio parere, risulta essere inutile e pericoloso, se orientato ad appiattire tutti sotto l’egida di un modello unico imposto oltretutto da una civiltà nata di recente come risulta essere quella americana.
    Io quì non sono d'accordo.
    Tu sai amico Skorpion quanto mi disgusti la politica americana quando non addirittura gli americani stessi, però c'è da dire una cosa: noi siamo realmente obiettivi? Difendiamo i diritti secondo cui "ognuno a casa propria sia libero di fare ciò che vuole", ma tu, io e gli altri sappiamo veramente cosa voglia il popolo iraniano? Io di Iraniani ne conosco tanti e non li capivo quando loro stessi nel 2002 mi auspicavano una qualche azione militare americana nel loro paese pur essendovi loro parenti e trattandosi della loro gente; ma poi ho capito.
    Ho capito vivendo sulla mia pelle un altro esempio: quello della vita a Cuba.
    Come tu sai io ho moglie in parte cubana e in parte spagnola e legami sufficienti quindi per avere rapporti stretti con le persone (anche parenti quindi) che di lì non possono "fuggire". Ti dirò che da quando entro nelle loro case, vedo quello che mangiano, vado a fare la spesa con loro, vedo la paura che hanno nel manifestare il loro pensiero contrario all'attuale sistema ho cambiato radicalmente idea. Sia chiaro, i metodi americani ancora non mi piaciono, ma dire che i cubani o gli iraniani siano e debbano essere liberi di fare quello che vogliono sottintendendo che se vogliono una dittatura sono liberi di volerla questo è assolutamente mendace. Io ho ben presente quali siano le necessità dell'uomo e anche tu, e ho ben presente quali siano le possibilità in paesi come in Iran. Dal giorno alla notte dopo la caduta dello Scià sono arrivati i loro "preti" hanno chiuso le discotece, i nightclub, i cinema, hanno messo alle donne un velo nero e le hanno private di ogni libertà decisionale: matrimoni organizzati, possibilità di ripudio da parte del marito, libertà da parte dell'uomo di picchiarle, nessun diritto sui figli. E ancora: spiagge al mare divise in due parti: donne e bambini fino ai 7 anni da una parte, uomini e ragazzi dall'altra, così in qualsiasi altro locale o luogo: famiglie divise sui pulman, nei metrò, ecc ecc. Quando i ragazzi che non hanno assolutamente nulla da fare se non lavorare e pregare decidono di fare una festa in casa rischiano in caso di soffiata alla polizia un'irruzione dei pasdaran "guardiani della rivoluzione" con botte e arresti.
    No amico Skorpion, il sistema americano sarà la corruzione vivente dell'essere umano, ma volendo si è anche liberi di non aderirvi, il sistema iraniano invece è l'alienazione totale e da essa è impossibile decidere di non aderirvi.
    Noi parliamo così finchè non abbiamo parenti che vorremmo strappare a quei sistemi di vita, parliamo così perchè non viviamo le loro restrizioni. Siamo come dei bambini che si lamentano con la mamma di mangiare sempre la solita minestra e infantilmente rivendicano o addirittura invidiano il nulla dei bambini africani. Parliamo senza conoscere, parliamo senza viverle quelle vite, e questo è un errore di vanità.

  3. #13
    Nebbia
    Ospite

    Predefinito Alcuni "regali" dell'Islam nei confronti dell'arte e della cultura dell'umanità

    La Biblioteca di Alessandria




    Storicamente, si può collocare la sua fondazione all’inizio del III Secolo a.C.; l’idea di rendere Alessandria depositaria del sapere tramite una biblioteca fu di Tolomeo I, grande cultore delle arti letterarie; egli intuì quanto fosse importante preservare, ma allo stesso tempo mettere a disposizione dei dotti, tutto il sapere dell’umanità, anche al fine di tramandarlo ai posteri.
    Per dare vita alla propria idea, Tolomeo si avvalse della collaborazione di un illustre letterato dell’epoca, il greco Dimetro Falereo; grazie a questa sinergia di intenti presero vita due importanti istituzioni in Alessandria, la Biblioteca ed il Museo.

    Possiamo benissimo comprendere quanto ardua fosse l’illuminazione del sovrano, in quel periodo la conservazione dei testi era per lo più affidata a privati oppure ai sacerdoti; la diffusione dei testi era molto limitata anche a causa del costo proibitivo di tavolette, papiro e pergamene. Il primo a concepire l’idea di una trasmissione dei testi sotto forma di raccolta fu Aristotele, il filosofo tramandò la sua opera letteraria ai propri allievi, tra i quali c’era Teofrasto, a sua volta molto amico di Demetrio Falereo.
    Sull’esempio di quanto detto sopra, la Biblioteca di Alessandria fu proprio di tipo aristotelico, cioè basata sulla raccolta sistematica dei testi che venivano in seguito messi a disposizione di un più vasto pubblico.
    La Biblioteca ed il Museo furono costruiti molto vicini l’una all’altro, i testi venivano materialmente raccolti nella Biblioteca, mentre nel Museo venivano redatte le rispettive relazioni critiche; lo scopo iniziale era quello di raccogliere i soli testi greci, ma ben presto la collezione si arricchì di opere che spaziavano in ogni campo e che provenivano da ogni parte del mondo; in virtù della sua enorme popolarità la Biblioteca venne ingrandita, fino ad avere dieci enormi sale e molte altre salette più piccole riservate agli studiosi.
    Divenne in breve tappa obbligata per gli studiosi, la frequentarono assiduamente Euclide, il padre della geometria, Aristarco di Samo ed Erone di Alessandria; giunta al massimo del proprio splendore accadde però l’imprevisto, dopo quasi un migliaio d’anni dalla sua fondazione, nel 47 a.C., i romani di Giulio Cesare incendiarono una delle sezioni della Biblioteca trasformando in cenere circa quarantamila rotoli; seguirono gli incendi ad opera di Zenobia, sovrana di Paimyra, di Diocleziano nel 295 d.C., fino alla completa distruzione da parte del Generale Amr Ibnel-as, agli ordini del Califfo Omar I.

    In quell’occasione il destino della Biblioteca di Alessandria si compì tragicamente e definitivamente; era il 646 d.C. quando Omar I pronunciò le famose parole: “…….Se i libri non riportano quanto scritto nel Corano allora vanno distrutti, poiché non dicono il vero. Se i libri riportano quanto scritto nel Corano vanno distrutti ugualmente perché sono inutili”.

    La Biblioteca, tutto il suo contenuto ed il sogno che essa rappresentava, vennero per sempre avvolti dalle fiamme.

    Non sappiamo esattamente quali opere contenesse e quale fosse il loro reale valore, è ovvio comunque pensare che buona parte delle conoscenze antiche è stata per sempre sottratta agli studiosi e che tra queste conoscenze c’erano sicuramente le risposte a tante di quelle domande che oggi tormentano l’uomo di fronte ai misteri ancora insoluti della storia.

  4. #14
    Nebbia
    Ospite

    Predefinito Santa Sofia






    Santa Sofia: ovvero il più grande tempio cristiano eretto nella storia. Usurpato e violato archiettonicamente dal nemico islamico subì l'aggiunta di quattro minareti e fu coperto da strati di colore all'interno per coprirne i sui meravigliosi mosaici bizzantini. Solo il laicismo del massone Ataturk permise a quegli stupendi mosaici di ritornare alla luce con accurati restauri dopo secoli di oscurantismo islamico.

  5. #15
    Nebbia
    Ospite

    Predefinito I Budda di Baymian



    Bamiyan era nome di un tempio buddhista situato in Afghanistan, sviluppatosi tra il VI e il VII sec. d.C. [n.d.r. ma le statue erano più antiche!]. Edificato in un sistema di grotte, presenta delle caverne a forma di cupola dove sono rappresentati i paradisi del Buddha. C'erano anche due enormi statue di Buddha di 35 e 53 metri. Le scorribande dei Musulmani e dei Tartari lo fecero decadere attorno al XIII secolo. Nel dicembre del 2003 Le statue giganti di Buddha della valle di Bamiyan, in Afghanistan, sono state definitivamente distrutte dagli estremisti islamici al potere a Kabul: i talebani.

  6. #16
    Nebbia
    Ospite

    Predefinito Le antiche chiese cristiane del Kosovo e i cimiteri







    Questo è ciò che hanno fatto alla chiesa di Podujevo e alle altre chiese: assaltata, dissacrata, buttate nella polvere le croci cristiane e infine incendiata.
    Anche il cimitero vicino non è stato risparmiato: le tombe sono state scoperchiate e profanate, in una furia cieca che non ha giustificazioni.

  7. #17
    Nebbia
    Ospite

    Predefinito Cosa dicono alla Mecca gli Imam di noi cristiani

    E il dialogo interreligioso è la più insidiosa delle tentazioni. Le khutbah sono concordi nel condannarlo senza remissione. Perché sotto l’insegna dell’«amicizia islamocristiana», spiegano, si cela la trappola «nella quale cadono anche molti che si credono musulmani», dimentichi che «Allah ha proibito al Profeta e ai credenti di invocare perdono per gli infedeli, anche se fossero loro parenti».

    Per questo ogni idolo dev’essere distrutto. Bene hanno fatto i talibani d’Afghanistan a bombardare i Budda. È comando di Allah. L’islam è la sola vera religione ed è l’unica ad avere il diritto di cancellare le diverse da sé. Può concedere che dentro le chiese i cristiani suoi sudditi tengano le loro immagini: ma che nulla appaia all’esterno. E passi per le Piramidi d’Egitto: «troppo grandi per essere distrutte, anche se un califfo ci provò». Quanto alla Sfinge, s’è salvata «solo perché coperta dalle sabbie».

  8. #18
    Nebbia
    Ospite

    Predefinito

    «O Allah, fai trionfare i combattenti islamici in Palestina, in Cecenia e altrove nel mondo! O Allah, distruggi le case dei nemici dell’islam! O Allah, aiutaci ad annientare i nemici dell’islam! O Allah, assicura ovunque la voce della nazione dell’islam!».

    Tratto dalla khutba predicata il venerdì 6 giugno 2003 a Roma presso la la più grande moschea d’Europa, inaugurata nel 1995 per volere di Papa Giovanni Paolo secondo.

  9. #19
    Nebbia
    Ospite

    Predefinito Dietro al Golpe militare in Thailandia l'ombra della religione musulmana



    BANGKOK - Nuovo premier entro due settimane, nuove elezioni nell'ottobre del prossimo anno. Sono queste le assicurazioni fornite dalla giunta militare che martedì ha preso il potere in Thailandia con un colpo di Stato incruento. Lo ha detto il capo dell'esercito, generale Sondhi Boonyaratkalin, in una conferenza stampa a Bangkok dell'autoproclamato Consiglio per le riforme politiche. Il generale ha inoltre affermato che il primo ministro deposto, Thaksin Shinawatra, sorpreso dal golpe a New York dove si trovava per l'inaugurazione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite (mercoledì è giunto a Londra), è «il benvenuto» se vorrà rientrare in Thailandia, anche se avvertito che potrebbe essere «inquisito» come «tutti coloro che hanno infranto la legge». Boonyaratkalin è il primo ufficiale di religione musulmana a prendere il potere in Thailandia, nazione dove il 95% della popolazione è di religione buddista.

    Quando questa nuova dittatura sovrintesa dall'esercito islamizzato si sarà consolidata, che cosa diremo? Che anche i thailandesi devono "essere liberi di fare quello che vogliono a casa loro"? O avremo la decenza di dire che un paese è stato rovesciato da quattro bifolchi da mandare via a calci in culo?

  10. #20
    Nebbia
    Ospite

    Predefinito In Egitto le squadracce musulmane rapiscono le ragazze copte

    In Egitto, negli ultimi anni, è entrato in uso il rapimento di giovani ragazze copto-cristiane per convertirle all'Islam in modo forzato, attraverso matrimoni altrettanto forzati da cui esse non possono più affrancarsi, a causa del modo in è concepita la legge islamica (shari'a). Il 17 agosto scorso Mona Yacoub Kiriakos, di 23 anni, è improvvisamente scomparsa dalla propria abitazione di Fayyum (paese a circa 100 chilometri dal Cairo). Un suo collega di lavoro, interrogato dalla polizia, ha dichiarato di aver sposato la giovane copto-cristiana nel mese di giugno ed ha esibito un certificato di matrimonio sui cui è stata apposta la firma della ragazza. C'è da precisare che il collega è già sposato ed ha quattro figli. I genitori della ragazza dichiarano invece che la firma del certificato non è autentica. Su questo nuovo episodio di rapimento è intervenuto il vescovo locale, che ha chiesto di poter parlare con la ragazza; ma la polizia ha rifiutato di dare sia altre informazioni che di concedere il permesso all'incontro.

    Questo episodio è emblematico perché chiarisce attraverso quali perversi meccanismi la vita dei cristiani nei Paesi musulmani sia diventata, negli ultimi anni, molto difficile. L'intolleranza dei dettati islamici può arrivare a renderla insopportabile, dimostrando che la difficoltà dei cristiani a vivere nei Paesi islamici risiede proprio nel fatto che fra le due religioni esiste una differenza sostanziale, soprattutto in ragione del diritto. Inoltre la vicenda di Mona Yacoub Kiriakos dimostra come le parole rassicuranti sul rispetto delle altre fedi da parte dei musulmani restino nei fatti lettera morta.

    Il peggioramento della vita dei cristiani nei Paesi musulmani si evidenzia anche nel banale calcolo numerico della presenza cristiana, che è andata riducendosi in maniera esponenziale, per diventare ormai un'esigua minoranza con poca o nessuna incidenza nella vita dei Paesi islamici. Il gesuita egiziano Samir Khalil Samir, professore di islamologia all'università di Beirut, fondatore di un Centro Studi di cultura arabo-cristiana, e che d'intesa con la casa editrice Jaca Book promuove prestigiose collane editoriali, precisa che all'inizio del 1900 i cristiani nei Paesi musulmani del Medioriente e dell'Africa settentrionale erano circa il 25% della popolazione, mentre alla fine del secolo sono scesi al 7% e ora sembra stiano scomparendo.

    Per i musulmani il progetto religioso di Maometto è tutt'uno con il progetto politico e scopo e fine ultimo di questo progetto è la totale islamizzazione dei Paesi in cui i musulmani vivono, mentre per i cristiani la religione e la vita politica occupano due spazi ben distinti e questo fin dall'inizio del Cristianesimo, quando Gesù ne delimitò chiaramente i confini con la famosa espressione «date a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio». Nel volume Lo scontro delle civiltà e il nuovo ordine mondiale edito da Garzanti nel 1997, il politologo americano Samuel P. Huntington ha tracciato uno scenario molto verosimile nei rapporti tra il mondo islamico e l'Occidente ed ha indicato nell'islamizzazione della politica e della cultura nella maggior parte dei Paesi musulmani una delle cause principali della crescita dell'intolleranza verso le comunità non musulmane.

    È questo, per noi cristiani, il grande problema: essendo l'Islam società, politica, cultura e religione, come vivere in un sistema musulmano che ha come fine l'islamizzazione di tutti gli aspetti della vita? La difficoltà maggiore certamente risiede nel fatto che i non musulmani sono considerati dhimmi e devono vivere in uno stato di sudditanza, che prevede la loro esistenza all'interno dell'Islam come quella in un protettorato, senza il diritto all'autodeterminazione; inoltre - cosa fondamentale - i cristiani vengono invitati in tutti i modi possibili e non sempre accettabili a convertirsi all'Islam, mentre è impossibile il contrario, che rappresenta il peggior reato contemplato dalla legge islamica, punibile anche con la morte.

    Finché non prenderà fino in fondo coscienza di tale situazione e delle differenze radicali tra Islam e Cristianesimo, l'Occidente rischia veramente di perdere la sua identità. E alla perdita dell'identità alla quale inevitabilmente seguito la perdita dei principi del diritto, frutto di un cammino sociale e culturale, oltre che religioso, faticosissimo e durato secoli.

    Adriana Bolchini Gaigher

 

 
Pagina 2 di 5 PrimaPrima 123 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Un affresco significativo
    Di Emoned nel forum Prima Repubblica di POL
    Risposte: 9
    Ultimo Messaggio: 14-12-08, 21:13
  2. Quanto è attuale una canzone di 35 anni fa! Nulla è cambiato
    Di berluskhorror nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 8
    Ultimo Messaggio: 30-06-08, 10:03
  3. Un Affresco Sul Muro
    Di locke (POL) nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 14-11-03, 10:43
  4. Un Affresco Sul Muro
    Di locke (POL) nel forum Politica Estera
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 14-11-03, 10:41
  5. Quanto è attuale il Manifesto di Oxford del 1947
    Di Österreicher nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 31-03-03, 01:08

Chi Ha Letto Questa Discussione negli Ultimi 365 Giorni: 0

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito