Gli incontri di questi giorni tra il leader di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini e gli esponenti della sinistra di governo Massimo D'Alema e Fausto Bertinotti hanno sancito definitivamente la caduta di veti ideologici decennali e l'avvio di nuova stagione della politica italiana, caratterizzata da un generale ricollocamento su posizioni centriste di tutte le forze politiche ed ampie convergenze su tematiche condivise. A sinistra ormai si parla con sempre maggiore insistenza di costituzione di un partito democratico, gli ex democristiani tornano a parlare di "nuovo centro", le ale estreme dei due schieramenti rivedono la loro linea in senso moderato con la conseguente fuoriuscita delle frange più radicali, mentre si riducono sempre di più le distanze tra i partiti e gli schieramenti con il raggiungimento di intese sui principali temi della politica estera ed economica del paese. Si va così profilando la nascita di un vasto blocco trasversale ai due schieramenti, teso a traghettare il paese in una determinata direzione. Questo scenario sempre più plausibile vedrebbe la scena politica bloccata per anni, con un possibile riorientamento generale dell'opinione pubblica su posizioni centriste e la marginalizzazione estrema delle forze antagoniste al sistema, che fino ad ora non sono riuscite finora a trovare il loro spazio nello scacchiere politico e che rischiano ora di veder chiusi tutti gli spazi di azione politica.




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