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Discussione: Equo e solidale

  1. #1
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    Predefinito Equo e solidale

    Per me è utile perchè (contrapposto allo sfruttamento delle multinazionali) stimola la formazione di una piccola borghesia locale. Infatti i fortunati agricoltori "pagati equamente" hanno magari la possibilità di avere una marcia in più degli altri e mettere su piccole imprese.

  2. #2
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    Si tratta, invece, della solita impresa che sfrutta la creduloneria della gente......

    Ma quale equo e solidale.....solito intrallazzo.

    I prodotti sono di seconda scelta e impacchettati "a comando".

    Se volete potete farvi fare 100.000 scatole di acciughe col vostro nome...direttamente sul posto (marocco per es).

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Ragioniamo! Visualizza Messaggio
    Per me è utile perchè (contrapposto allo sfruttamento delle multinazionali) stimola la formazione di una piccola borghesia locale. Infatti i fortunati agricoltori "pagati equamente" hanno magari la possibilità di avere una marcia in più degli altri e mettere su piccole imprese.
    Generalmente non si tratta di singoli agricoltori, ma di cooperative.
    Saluti

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da ricard Visualizza Messaggio
    Si tratta, invece, della solita impresa che sfrutta la creduloneria della gente......

    Ma quale equo e solidale.....solito intrallazzo.

    I prodotti sono di seconda scelta e impacchettati "a comando".

    Se volete potete farvi fare 100.000 scatole di acciughe col vostro nome...direttamente sul posto (marocco per es).
    Che ci sia chi sfrutta il marchio "equo e solidale" per vendere è un'opinione diffusa anche tra gli addetti ai lavori. Ma una stroncatura come la tua di tutto il mercato equo e solidale (che, quando è genuino, vede relazionarsi cooperative "occidentali" non a scopo di lucro con cooperative dei Paesi poveri) è un esempio del peggior qualunquismo.
    Saluti

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Franzele Visualizza Messaggio
    Che ci sia chi sfrutta il marchio "equo e solidale" per vendere è un'opinione diffusa anche tra gli addetti ai lavori. Ma una stroncatura come la tua di tutto il mercato equo e solidale (che, quando è genuino, vede relazionarsi cooperative "occidentali" non a scopo di lucro con cooperative dei Paesi poveri) è un esempio del peggior qualunquismo.
    Saluti

    considerato il personaggio, non mi stupisco del commento "per sentito dire"

  6. #6
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    Cosa ne sai che sia per "sentito dire"?

    Ho girato molto tra africa e sud america e non da turista e le peggiori schifezze sono fatte in nome della "solidarietà"....le ONG sono ormai le zecche sul buco del c***o del mondo...e questo "equo e solidale" serve solo per attirare i turisti "radical chic" dall'europa (italia in particolare) e spellarli per bene...fornendo servizi vergognosi, perchè è questo il VERO buz...turismo mascherato.... e quanto alle "cooperative" europee, in realtà solo Italiane.....MA AVETE LE FETTE DI SALAME SUGLI OCCHI?...altro che conflito di interesse di Berlusca....qui ci sarebbe da mettere TUTTI dentro per violazione delle leggi sul lavoro e evasione fiscale.

    Le "cooperative", nel terzo mondo invece, in realtà, producono solo se stesse...cioè fotografie di bambinetti e donne al "lavoro"....ma poi, purtroppo, un lavoro VERO devono cercarselo se no non mangiano!

    Ed è vero sono QUALUNQUISTA... una volta il qualunquismo si chiamava BUON SENSO ed è da molto tempo che è sparito dai cervelli degli italiani...

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da ricard Visualizza Messaggio
    Cosa ne sai che sia per "sentito dire"?

    Ho girato molto tra africa e sud america e non da turista e le peggiori schifezze sono fatte in nome della "solidarietà"....le ONG sono ormai le zecche sul buco del c***o del mondo...e questo "equo e solidale" serve solo per attirare i turisti "radical chic" dall'europa (italia in particolare) e spellarli per bene...fornendo servizi vergognosi, perchè è questo il VERO buz...turismo mascherato.... e quanto alle "cooperative" europee, in realtà solo Italiane.....MA AVETE LE FETTE DI SALAME SUGLI OCCHI?...altro che conflito di interesse di Berlusca....qui ci sarebbe da mettere TUTTI dentro per violazione delle leggi sul lavoro e evasione fiscale.

    Le "cooperative", nel terzo mondo invece, in realtà, producono solo se stesse...cioè fotografie di bambinetti e donne al "lavoro"....ma poi, purtroppo, un lavoro VERO devono cercarselo se no non mangiano!

    Ed è vero sono QUALUNQUISTA... una volta il qualunquismo si chiamava BUON SENSO ed è da molto tempo che è sparito dai cervelli degli italiani...

  8. #8
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    Commercio equo: fiera e conferenze a Milano
    http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=253371
    Ci sono 2 articoli su una proposta di legge.

  9. #9
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    Il caffè "corretto" della Nestlè? Giù le mani dal commercio equo!

    Da www.metamorfosi.info

    12/10/2005
    Il caffè "corretto" della Nestlè? Giù le mani dal commercio equo!

    Facendo riferimento alle recenti notizie apparse sulla stampa internazionale (Finalcial Times) e ora anche italiana (la Repubblica 08.10.05 pag. 25 "la Nestlè lancia il caffè corretto...") siamo a segnalare la nostra assoluta contrarietà al fatto che sia concesso un marchio di commercio equo e/o etico alla Nestlè.

    Il marchio FLO concesso al caffè della Nestlè è, per giunta, il frutto dell'unificazione di alcuni dei principali marchi del commercio equo e solidale ( come Fairtrade Foundation, Max Havelaar, Transfair) ed è molto diffuso nel mondo (in Italia è Transfair Italia).

    Perché siamo contrari alla concessione di questo "marchio" alla Nestlè?

    Per una ragione contingente : la Nestlè è sottoposta a campagna di boicottaggio internazionale per la sua politica sul latte in polvere contraria alle direttive OMS e, di fatto, ostacolatrice dell'allattamento al seno (fondamentale per la buona salute del bambino)".

    Per una ragione di strategia economica di fondo. Il commercio equo e solidale ha fra i propri fondamenti "la visibilità del produttore" sulla confezione finale. E' un elemento in controtendenza alla politica fondante delle "grandi marche" che "oscurano" la fonte delle loro materie prime. E' il "consentire ai piccoli produttori" il "libero accesso al mercato" e, come dalla risoluzione del Parlamento Europeo del 2 luglio 1998 detta "isoluzione Fassa", una norma esplicita che "impedisce posizioni di monopolio" nell'ambito di quel mercato che può fregiarsi della dizione: commercio equo e solidale, commercio giusto etc.

    Per queste due "robuste ragioni", e non per preconcette opposizioni, con fermezza invitiamo in tutto il Mondo le strutture del commercio equo e solidale a esprimere pubblicamente la loro contrarietà.

    Se a queste ragioni poi vogliamo aggiungere considerazioni in merito a come la maggioranza delle multinazionali si comporta di fronte ai diritti umani, sociali, sindacali, culturali, e alle politiche di tutela ambientale e della biodiversità il discorso si farebbe ancor più motivato.

    Ritenendo che il vasto e variegato movimento del commercio equo, dei consumi etici, critici, consapevoli, delle reti e dei distretti dell'economia solidale sia incompatibile con il modello di sviluppo proposto dalle Multinazionali e che ha distrutto fortemente l'ambiente, sfruttato lavoratrici e lavoratori di tutto il mondo, omologato e omogeneizzato saperi, culture e identità, manipolato geneticamente le piante come l'essenza stessa dell'umanità.

    Ritenendo, quindi, che qualsiasi operazione di "certificazione etica" possa "trarre in inganno il consumatore" tendendo ad accreditare una immagine "diversa" da quella reale attraverso "un frammento" della intera produzione di una grande marca.

    Chiediamo immediatamente all'organismo inglese Fairtrade Foundation di ritirare la concessione del marchio internazionale FLO alla Nestlè.
    Chiediamo a FLO (Fairtrade Labellings Organizations) di sospendere cautelativamente l'inglese Fairtrade Foundation dal proprio organismo.
    Chiediamo agli organismi europei e internazionali del Fair Trade e a Ifat di sospendere sospendere cautelativamente l'inglese Fairtrade Foundation.

    Invitiamo FLO Italia (già TransFair Italia), di cui apprezziamo la pubblica presa di posizione di contrarietà a quanto sta avvenendo, ad esprimersi ancor più nettamente e - qualora non si arrivi ad una immediata sospensione della concessione del marchio alla Nestlè (che, ricordiamo, è il medesimo in ogni parte del mondo) - ad agire responsabilmente e di conseguenza.
    10 ottobre 2005

    Fonte: Consumi Etici

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Kowalsky Visualizza Messaggio
    considerato il personaggio, non mi stupisco del commento "per sentito dire"
    Questa devi spiegarmela...

 

 
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