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Discussione: Nessun nemico a destra

  1. #21
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    Predefinito Rif: Nessun nemico a destra

    Citazione Originariamente Scritto da Candido Visualizza Messaggio
    non capisco che utilità possa avere ricercare un minimo comun denominatore di destra, soprattutto in un momento dove possiamo tranquillamente fare pezzi di strada anche con avversari politici per poter varare riforme condivise da tutti per far funzionare meglio il paese, ma senza un fanatico come Di Pietro, questo io lo farei anche con la sinistra se fosse necessario.

    con Forza Nuova ad esempio a parte la religione cattolica, tutto il resto ci divide
    Mi sembra che il tuo atteggiamento verso la politica sia quello pragmatico che domina attualmente nelle cancellerie europee. Io invece smetterò a preoccuparmi della "destra" solo quando dall'altra parte verrà messo in discussione il concetto stesso di "sinistra".

    A mio avviso una destra divisa, una destra conflittuale con se stessa non sarà mai in grado di imporre la sua agenda politica e ad affermare il proprio ordine di idee, finendo inevitabilmente col rimanere succube dell'establishment di sinistra anche quando ha la fortuna di stare al governo.

    Nel caso di POL, una destra divisa è in grado solo di produrre distanze, solipsismi e sconfitte.
    Ultima modifica di Florian; 02-02-10 alle 17:18

  2. #22
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    Predefinito Rif: Nessun nemico a destra

    Citazione Originariamente Scritto da Candido Visualizza Messaggio
    con Forza Nuova ad esempio a parte la religione cattolica, tutto il resto ci divide
    E hai detto niente...

  3. #23
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    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    E hai detto niente...
    si ma faccio religione non faccio politica, come quando faccio monarchia che non confondo con la politica e poi scusa tu cosa intendi per destra? per te è destra Casini? Sicuramente lo è la Poli Bortone, che stimo e che voterei ad occhi chiusi in Puglia

    ... e fino a dove arriva la destra che intendiamo noi? Fiore è destra? Non saprei perchè il suo programma sociale è opposto al liberismo economico e talmente avanzato da essere quasi simile a quelo dei partiti di estrema sinistra, gli estremi si toccano...

  4. #24
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    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    Nel caso di POL, una destra divisa è in grado solo di produrre distanze, solipsismi e sconfitte.
    in questo caso manca un leader carismatico in grado di aggregare rimanendo al di sopra delle parti, io sogno un partito tipo quello francese UMP che nasce e opera per sostenere il presidente della repubblica e il suo governo

    Su PIR di leaders del genere ce ne sono ma sono rari, se vuoi in privato ti spiego meglio quale potrebbe essre la mia idea, non voglio scoprire le carte visto che siamo divisi e che non è la prima volta che mi soffiano le mie idee.

    Una cosa è certa: io in una coalizione simile non vorrei nè gli estremisti, nè coloro che vogliono la secessione di parti d'Italia
    Ultima modifica di FrancoAntonio; 02-02-10 alle 17:39

  5. #25
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    Predefinito Rif: Nessun nemico a destra

    Citazione Originariamente Scritto da Candido Visualizza Messaggio
    Su PIR di leaders del genere ce ne sono ma sono rari, se vuoi in privato ti spiego meglio quale potrebbe essre la mia idea, non voglio scoprire le carte visto che siamo divisi e che non è la prima volta che mi soffiano le mie idee.
    A me le questioni di Camera non interessano più di tanto. Ho preso spunto dalle varie liste che la destra di PIR è riuscita ad esprimere per evidenziare la difficoltà che dalle nostre parti si ha - rispetto a sinistra - di percepirsi come una sorta di famiglia. In famiglia ognuno ha le sue idee e si litiga anche, ma poi prevale un innato senso di lealtà, favorito dal sentimento reciproco.

  6. #26
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    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    A me le questioni di Camera non interessano più di tanto. Ho preso spunto dalle varie liste che la destra di PIR è riuscita ad esprimere per evidenziare la difficoltà che dalle nostre parti si ha - rispetto a sinistra - di percepirsi come una sorta di famiglia. In famiglia ognuno ha le sue idee e si litiga anche, ma poi prevale un innato senso di lealtà, favorito dal sentimento reciproco.
    un po' come per le famiglie, litigiose in tutto ma che sono pronte a unirsi nelle occasioni importanti e nei momenti di difficoltà per affrontare le situzioni.
    Nel centrosinistra questo sentimento è scattato mentre nel centrodestra no, per molti motivi: inimicizie personali, smania di protagonismo di alcuni, voglia di prevalere di altri, un quadretto sconfortante
    Ultima modifica di FrancoAntonio; 02-02-10 alle 18:14

  7. #27
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    Citazione Originariamente Scritto da Candido Visualizza Messaggio
    un po' come per le famiglie, litigiose in tutto ma che sono pronte a unirsi nelle occasioni importanti e nei momenti di difficoltà per affrontare le situzioni.
    Nel centrosinistra questo sentimento è scattato mentre nel centrodestra no, per molti motivi: inimicizie personali, smania di protagonismo di alcuni, voglia di prevalere di altri, un quadretto sconfortante
    Hai centrato il punto. Perchè tutta la sinistra è corsa dietro a Cabraizinho (un liberale laicista) e Malandrina (sinistra girotondina), mentre la destra ha sfoderato il suo straordinario "poker d'assi"?

    Perchè la sinistra, come la giri e come la volti, è Scalfari, Bonino, Veronesi... è quella gente lì, non molto distante dai Vattimo, Rossanda, Parlato.

    Mentre la destra cos'è? Berlusconi? Mussolini? Reagan? Padre Pio? Cercare di capire come mettere insieme queste capre e questi cavoli per fare un'insalata decente è lo scopo di questo specifico thread.

    Ribadisco comunque che il riferimento alle elezioni di POL è solo un pretesto per affrontare un discorso più generale e più serio.
    Ultima modifica di Florian; 02-02-10 alle 18:44

  8. #28
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    Predefinito Rif: Nessun nemico a destra

    Partirò anch'io dalla definizione 'romualdiana' di Destra:

    “Essere di Destra significa, in primo luogo, riconoscere il carattere sovvertitore dei movimenti scaturiti dalla rivoluzione francese, siano essi il liberalismo, o la democrazia o il socialismo. Essere di Destra significa, in secondo luogo, vedere la natura decadente dei miti razionalistici, progressistici, materialistici che preparano l’avvento della civiltà plebea, il regno della quantità, la tirannia delle masse anonime e mostruose. Essere di Destra significa in terzo luogo concepire lo Stato come una totalità organica dove i valori politici predominano sulle strutture economiche e dove il detto ‘a ciascuno il suo’ non significa uguaglianza, ma equa disuguaglianza qualitativa. Infine, essere di Destra significa accettare come propria quella spiritualità aristocratica, religiosa e guerriera che ha improntato di sé la civiltà europea, e – in nome di questa spiritualità e dei suoi valori – accettare la lotta contro la decadenza dell’Europa”.

    Adriano Romualdi


    Questa, a mio avviso, è l'accezione originaria di Destra.
    La Destra nasce come opposizione alla sovversione della sinistra rivoluzionaria.
    Simbolo di essa sono le rivolte di Vandea, il pensiero di De Bonald e De Maistre, la gioventù dorata, i moscardini, i controrivoluzionari che tanti colpi di Stato tentarono per rovesciare la situazione dopo il terrore giacobino, il legittimismo reazionario di Carlo X e lo 'squadrismo' ante literram degli ultras.

    Il divenire storico ha esposto la 'Destra' e la sinistra ad una contaminazione - sul piano politico concreto - quasi inevitabile.
    L'ingresso nella storia delle masse operaie e l'avvento dei socialismi in tutta Europa ha portato ad un riposizionamento a destra di parte del liberalismo europeo.
    Lo stesso avvenne, seppur in modalità differenti e con minor tormento, in Inghilterra, dove pure già esisteva la divisione fra conservatori - tories - e liberali - whigs - corrispondente grosso modo al 'destra/sinistra' originario che troveremo nelle aule parlamentari della Francia dell'ultimo decennio del '700 e del primo trentennio - ma non solo - dell'Ottocento.
    Ciò non tolse, però, che il liberalismo di per sè fosse in realtà un qualcosa di sinistra rispetto alla 'Destra primigenia' e ciò valeva nonostante il riposizionamento a destra di una parte di esso.
    Infatti, ribadisco: tale 'cambiamento' fu dovuto ad una mancanza di spazio al centro e a sinistra, non ad una reale conversione ai principi reazionari della Destra aristocratica.
    La stessa componente borghese della destra è - in realtà - la conseguenza dell'avvento del socialismo: una borghesia, un ceto medio, che vede minacciate le proprie posizioni sociali da un lato dall'alta borghesia e dagli industriali e dall'altro dalle masse operaie non può fare altro che porsi su posizioni difensive, che vedono con favore soluzioni politiche autoritarie, repressive, decisioniste e conservatrici sia politicamente che socialmente.
    Non c'è una rivalutazione del ruolo sociale e politico dell'aristocrazia, ma semplicemente si ha paura del nuovo che avanza.
    Certo, è pur sempre vero che fra gli intellettuali di destra d'estrazione borghese incominciano a diffondersi le teorie sulla circolazione delle élites, idee che auspicano l'avvento di un'aristocrazia dello spirito formata da combattenti o da guerrieri o da superuomini, ecc.
    Ma si tratta appunto di un voler restaurare un qualcosa che si dà per decaduto, per non più esistente, per spento. Questa però fu solo una fra le tante tendenze.
    E' qui che hanno origine le divisioni all'interno della destra politica, a livello storico.
    E' per questo che, ad esempio, un reazionario o un fascista a volte si scannano di più con il liberale conservatore piuttosto che col comunista o con l'anarchico.
    E' questa 'confusione', dovuta al già citato riposizionamento liberale, ad aver reso le categorie destra/sinistra/centro meno rigide di quello che erano all'inizio.
    Ed infatti la storia vide paradossi incredibili come quello di un Sorel e di un Maurras, che si trovarono sulla stessa 'barricata' politica, o come quello di un figlio di un fabbro socialista romagnolo che fondò un movimento di 'reazione nazionale' all'avanzata delle sinistre e alla decadenza dello stato liberale.
    Io intendo le categorie destra/sinistra nell'accezione originaria e ragiono spesso in base a quelle, ma se devo calarmi nel contesto politico contingente, soprattutto quello attuale, noto come esse siano non superate ma comunque parecchio 'flessibili'. Parlo ovviamente di un piano estremamente concreto, della pratica insomma. L'ideale e la teoria sono un'altra cosa.

    E' possibile un minimo comune denominatore? Forse deluderà un po' la mia risposta, ma non lo so. Purtroppo, nella pratica, è tutto vincolato alle contingenze storiche e politiche.
    Io personalmente ho sempre creduto ad una possibile unità delle destre contro le forze della sovversione.
    Ma se si vuole fare uno schieramento organico, è necessario avere delle basi 'ideali' comuni. Il che però significa che qualcuno ne potrebbe restare fuori, perchè se ci si confronta sulle idee o si buttano fuori i più 'moderati' o si buttano fuori i più 'radicali'.
    A meno che - appunto - non sorga l'uomo forte, autorevole, deciso, il cui carisma e le cui qualità uniscono componenti ideali che in teoria si scontrerebbero ma che in pratica si sentono rappresentante dalla figura del capo, del condottiero, del 'Cesare'.
    Questo perchè? Perchè in realtà, consapevolmente o meno, la Destra politica è orfana del katechon.
    Ebbene sì: qua dobbiamo fare nostra - totalmente nostra - la lezione di Donoso Cortes e Carl Schmitt.
    Le rivoluzioni varie hanno portato alla decadenza e all'inattualità dell'istituto monarchico concepito in senso legittimista.
    Ciò che rimane è la figura del 'dittatore coronato', che rappresenta un suo sostituto in attesa che nella storia sorgano nuovamente uomini degni di essere riconosciuti come Re o Imperatori.
    E' questa figura autoritaria, per la destra reazionaria di metà Ottocento, a rappresentare il katechon a fronte dell'avanzata inarrestabile della sovversione.
    Al di là dell'adesione o meno della varie correnti politiche e più o meno ideologiche o spirituali della destra politica europea alle tesi di Donoso Cortes, la storia dimostra inequivocabilmente come solo di fronte ad una figura carismatica e forte la destra è riuscita a ricompattarsi.
    Qual è allora la soluzione? Sembrerà banale, ma lo ripeto: la Destra o le destre che dir si voglia devono trovare nuovamente qualcuno o qualcosa che incarni storicamente il katechon.
    Ultima modifica di Giò; 02-02-10 alle 19:29

  9. #29
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    Predefinito Rif: Nessun nemico a destra

    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Partirò anch'io dalla definizione 'romualdiana' di Destra:

    “Essere di Destra significa, in primo luogo, riconoscere il carattere sovvertitore dei movimenti scaturiti dalla rivoluzione francese, siano essi il liberalismo, o la democrazia o il socialismo. Essere di Destra significa, in secondo luogo, vedere la natura decadente dei miti razionalistici, progressistici, materialistici che preparano l’avvento della civiltà plebea, il regno della quantità, la tirannia delle masse anonime e mostruose. Essere di Destra significa in terzo luogo concepire lo Stato come una totalità organica dove i valori politici predominano sulle strutture economiche e dove il detto ‘a ciascuno il suo’ non significa uguaglianza, ma equa disuguaglianza qualitativa. Infine, essere di Destra significa accettare come propria quella spiritualità aristocratica, religiosa e guerriera che ha improntato di sé la civiltà europea, e – in nome di questa spiritualità e dei suoi valori – accettare la lotta contro la decadenza dell’Europa”.

    Adriano Romualdi


    Questa, a mio avviso, è l'accezione originaria di Destra.
    La Destra nasce come opposizione alla sovversione della sinistra rivoluzionaria.
    Simbolo di essa sono le rivolte di Vandea, il pensiero di De Bonald e De Maistre, la gioventù dorata, i moscardini, i controrivoluzionari che tanti colpi di Stato tentarono per rovesciare la situazione dopo il terrore giacobino, il legittimismo reazionario di Carlo X e lo 'squadrismo' ante literram degli ultras.

    Il divenire storico ha esposto la 'Destra' e la sinistra ad una contaminazione - sul piano politico concreto - quasi inevitabile.
    L'ingresso nella storia delle masse operaie e l'avvento dei socialismi in tutta Europa ha portato ad un riposizionamento a destra di parte del liberalismo europeo.
    Lo stesso avvenne, seppur in modalità differenti e con minor tormento, in Inghilterra, dove pure già esisteva la divisione fra conservatori - tories - e liberali - whigs - corrispondente grosso modo al 'destra/sinistra' originario che troveremo nelle aule parlamentari della Francia dell'ultimo decennio del '700 e del primo trentennio - ma non solo - dell'Ottocento.
    Ciò non tolse, però, che il liberalismo di per sè fosse in realtà un qualcosa di sinistra rispetto alla 'Destra primigenia' e ciò valeva nonostante il riposizionamento a destra di una parte di esso.
    Infatti, ribadisco: tale 'cambiamento' fu dovuto ad una mancanza di spazio al centro e a sinistra, non ad una reale conversione ai principi reazionari della Destra aristocratica.
    La stessa componente borghese della destra è - in realtà - la conseguenza dell'avvento del socialismo: una borghesia, un ceto medio, che vede minacciate le proprie posizioni sociali da un lato dall'alta borghesia e dagli industriali e dall'altro dalle masse operaie non può fare altro che porsi su posizioni difensive, che vedono con favore soluzioni politiche autoritarie, repressive, decisioniste e conservatrici sia politicamente che socialmente.
    Non c'è una rivalutazione del ruolo sociale e politico dell'aristocrazia, ma semplicemente si ha paura del nuovo che avanza.
    Certo, è pur sempre vero che fra gli intellettuali di destra d'estrazione borghese incominciano a diffondersi le teorie sulla circolazione delle élites, idee che auspicano l'avvento di un'aristocrazia dello spirito formata da combattenti o da guerrieri o da superuomini, ecc.
    Ma si tratta appunto di un voler restaurare un qualcosa che si dà per decaduto, per non più esistente, per spento. Questa però fu solo una fra le tante tendenze.
    E' qui che hanno origine le divisioni all'interno della destra politica, a livello storico.
    E' per questo che, ad esempio, un reazionario o un fascista a volte si scannano di più con il liberale conservatore piuttosto che col comunista o con l'anarchico.
    E' questa 'confusione', dovuta al già citato riposizionamento liberale, ad aver reso le categorie destra/sinistra/centro meno rigide di quello che erano all'inizio.
    Ed infatti la storia vide paradossi incredibili come quello di un Sorel e di un Maurras, che si trovarono sulla stessa 'barricata' politica, o come quello di un figlio di un fabbro socialista romagnolo che fondò un movimento di 'reazione nazionale' all'avanzata delle sinistre e alla decadenza dello stato liberale.
    Io intendo le categorie destra/sinistra nell'accezione originaria e ragiono spesso in base a quelle, ma se devo calarmi nel contesto politico contingente, soprattutto quello attuale, noto come esse siano non superate ma comunque parecchio 'flessibili'. Parlo ovviamente di un piano estremamente concreto, della pratica insomma. L'ideale e la teoria sono un'altra cosa.

    E' possibile un minimo comune denominatore? Forse deluderà un po' la mia risposta, ma non lo so. Purtroppo, nella pratica, è tutto vincolato alle contingenze storiche e politiche.
    Io personalmente ho sempre creduto ad una possibile unità delle destre contro le forze della sovversione.
    Ma se si vuole fare uno schieramento organico, è necessario avere delle basi 'ideali' comuni. Il che però significa che qualcuno ne potrebbe restare fuori, perchè se ci si confronta sulle idee o si buttano fuori i più 'moderati' o si buttano fuori i più 'radicali'.
    A meno che - appunto - non sorga l'uomo forte, autorevole, deciso, il cui carisma e le cui qualità uniscono componenti ideali che in teoria si scontrerebbero ma che in pratica si sentono rappresentante dalla figura del capo, del condottiero, del 'Cesare'.
    Questo perchè? Perchè in realtà, consapevolmente o meno, la Destra politica è orfana del katechon.
    Ebbene sì: qua dobbiamo fare nostra - totalmente nostra - la lezione di Donoso Cortes e Carl Schmitt.
    Le rivoluzioni varie hanno portato alla decadenza e all'inattualità dell'istituto monarchico concepito in senso legittimista.
    Ciò che rimane è la figura del 'dittatore coronato', che rappresenta un suo sostituto in attesa che nella storia sorgano nuovamente uomini degni di essere riconosciuti come Re o Imperatori.
    E' questa figura autoritaria, per la destra reazionaria di metà Ottocento, a rappresentare il katechon a fronte dell'avanzata inarrestabile della sovversione.
    Al di là dell'adesione o meno della varie correnti politiche e più o meno ideologiche o spirituali della destra politica europea alle tesi di Donoso Cortes, la storia dimostra inequivocabilmente come solo di fronte ad una figura carismatica e forte la destra è riuscita a ricompattarsi.
    Qual è allora la soluzione? Sembrerà banale, ma lo ripeto: la Destra o le destre che dir si voglia devono trovare nuovamente qualcuno o qualcosa che incarni storicamente il katechon.
    fuori dal transatlantico sei una bomba!
    senti ma per ovviare al fatto che non sempre un cesare o un condottiero pronto a dirigere e ricompattare la destra sia disponibile e anche se lo fosse con la sua scomparsa rischierebbe di cadere di schianto il regime (è successo molte volte negli ultimi 30 anni ad esempio in Africa dove alla morte dei leaders è sopraggiunto il caos sedato dai militari) non pensi che sia utile dare ampi poteri a un sovrano, magari sul modello dei poteri che avevano i Re prussiani, o magari gli imperatori napoleonici o ancora gli Zar russi?

    Non so se gli ampi poteri a un sovrano sono la soluzione ideale per ovviare ai vuoti di potere, quello che constato è che che è piu' facile instaurare il caos e i politburo della sinistra che un regime duraturo, autorevole e responsabile
    Ultima modifica di FrancoAntonio; 02-02-10 alle 19:42

  10. #30
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    Predefinito Rif: Nessun nemico a destra

    Citazione Originariamente Scritto da Candido Visualizza Messaggio
    fuori dal transatlantico sei una bomba!
    senti ma per ovviare al fatto che non sempre un cesare o un condottiero pronto a dirigere e ricompattare la destra sia disponibile e anche se lo fosse con la sua scomparsa rischierebbe di cadere di schianto il regime (è successo molte volte negli ultimi 30 anni ad esempio in Africa dove alla morte dei leaders è sopraggiunto il caos sedato dai militari) non pensi che sia utile dare ampi poteri a un sovrano, magari sul modello dei poteri che avevano i Re prussiani, o magari gli imperatori napoleonici o ancora gli Zar russi?

    Non so se gli ampi poteri a un sovrano sono la soluzione ideale per ovviare ai vuoti di potere, quello che constato è che che è piu' facile instaurare il caos e i politburo della sinistra che un regime duraturo, autorevole e responsabile
    Il problema, caro Candido, è che è proprio l'assenza e il vuoto di sovrani degni di essere considerati come tali, se non addirittura l'assenza fisica di un sovrano e/o di una dinastia regale, ad aver fatto sorgere a destra la necessità di una figura forte, carismatica, dittatoriale o addirittura con tratti 'populisti'.

 

 
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