Una delle caratteristiche del sistema elettorale cubano è che alle votazioni non partecipano partiti politici, elemento questo che viene giudicato di massimo valore da parte di molti esperti in materia.
A differenza degli altri paesi dove agli elettori si concede l’opportunità di votare per candidati presentati in liste di organizzazioni, il processo cubano comincia con riunioni di vicini di casa (isolati di quartiere -n.d.t.-) i quali eleggono i propri aspiranti per alzata di mano.
Per intraprendere la strada verso il governo municipale, al cubano è richiesto unicamente che la metà più uno dei partecipanti all’assemblea di nomina del suo quartiere voti in suo favore, ciò che gli specialisti considerano molto più prossimo ai principi originali della democrazia.
Dopodichè la votazione successiva (mediante voto segreto e diretto) sceglie il candidato tra quelli proposti dal popolo e non dalle segreterie dei partiti o organizzazioni.
L’elettore dovrà sincerarsi che sia regolarmente iscritto nelle liste del registro elettorale che sono pubbliche ed esposte nel quartiere di residenza.
Sulle stesse devono comparire tutti gli abitanti del quartiere con età superiore ai 16 anni, che è l’età minima per l’accesso al voto, che non siano logicamente interdetti per sentenza passata in giudicato o per infermità mentale. Per essere eletti invece occorre aver compiuto il 18esimo anno di età.
Questo sistema è stato concepito per garantire ai votanti una facile accessibilità alle urne, in effetti se si considera che per otto milioni di aventi diritto al voto vengono istituiti 37 mila seggi si ha una media di 300 persone per seggio.
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