Gli ultimi articoli pubblicati recentemente dal quotidiano La Nuova Sardegna e relativi all’affaire Mesina/Feltrinelli, hanno dimostrato ancora una volta, se ve ne fosse bisogno, che certi rappresentanti dei servizi (di servizio vero e proprio si tratta per chi lo subisce!) italici non hanno modificato di una virgola il loro modus operandi, di Ovriana memoria, relativamente al problema del “pericolosissimo separatismo sardo”.
Ossia aleggiare di un inesistente pericolo imminente, gettare nella mischia qualche agente provocatore e infiorare il tutto con qualche gola profonda prezzolata, depositaria di arcani segreti sardi forse risalenti alla resistenza nuragica!
Ad aggiungersi a tutto ciò le mirabolanti tecnologie moderne, cimici, pulci e intercettazioni telefoniche, elaborate da una sapiente regia maga del “taglia&cuci”.
Veniamo a sapere che il “pericolosissimo separatismo sardo” era costituito da alcuni dirigenti autonomisti sardisti - notissimi per le loro battaglie separatiste… - e da qualche inerme intellettuale sardo vagheggiatore di una, ma non ben definita, autonomia federalista.
Gli ultimi recenti avvenimenti relativi al movimento di A manca pro s’indipendentzia, ci dimostrano che i tempi non sono davvero cambiati; sulla base delle tanto in voga intercettazioni telefoniche (gli ultimi scandali forse ne hanno decretato il tramonto dal punto di vista legale) si è costruito un teorema accusatorio degno delle più fantomatiche polizie segrete!
Insomma, ritieni di essere una persona civile e democratica che persegue una via politica alternativa, alla luce del sole, nell’interesse della tua terra e nell’assoluto rispetto altrui?... tintinnare di manette!!
Ithokor




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