
Originariamente Scritto da
civis_romanus
E' tutto quì in effetti...
E' chiaro che se si pensa a "legalizzare" l'eutanasia si debbono stabilire limiti e vincoli ben precisi.
Ma se una persona è in gravissime condizioni ( penso ai tetraplegici , o coloro che sono immobilizzati da anni su di un letto ) e liberamente e ripetutamente chiede di sua spontanea volontà di poter morire , perchè reputa la pseudo-vita rimastagli non dignitosa , gravosa e non più sopportabile chi siamo noi per impedirgli di portare a termine la sua volontà?
Con quale diritto andiamo a dirgli , dall'alto della nostra vita "normale" : tu devi andare avanti ?
Come possiamo arrogarci questo diritto senza sapere nulla dell'inferno che passa questa persona?
Che poi , ragionate si arriva all'assurdo che chi è in condizioni fisiche di farlo può "suicidarsi" se decide in tal senso , mentre chi è inabile fisicamente subisce anche la beffa che , poichè da solo per impedimenti fisici non può farlo, si trova costretto a proseguire...
Io credo che in certi casi somministrare l'eutanasia sia un atto caritatevole e di umanità non un crimine.
Parere del tutto personale sia chiaro...