

non mi pare una discussione produttiva, per ora, quindi non mi dilungherò.
lo stato è, in un certo senso, etico anche se permette ad un uomo di uccidersi, perchè afferma che la vita umana non è tra i valori che lo stato stesso decide di tutelare.
per quanto riguarda la questione specifica, vi sono una serie di conseguenza giuridico-sociali che a parer mio fanno si che l eutanasia debba rimanere vietata.
A livello giuridico ci dovrebbero esser differenze tra eutanasia attiva, passiva e suicidio assistito, anche se tra la prima e l'ultimo in effetti la differenza è data esclusivamente dall'intervento attivo del malato.
Poi i cattolici la pensassero come je pare, ma è una scelta individuale.


In teoria per eutanasia si intende la morte senza sofferenze, quindi anche una morte naturale.
L'eutanasia attiva va oltre il principio di operare solo per il bene del malato e del "non uccidere". Il medico interviene direttamente a porre fine alle sofferenze del malato, tramite somministrazione deliberata di farmaci letali, e su precisa richiesta dello stesso.
L'eutanasia passiva è "l'astensione", il non continuare nell'accanimento terapeutico facilitando la morte, che naturalmente sarebbe già avvenuta. Questo per un rifiuto da parte del paziente, sempre libero e consapevole.
Nel suicidio assistito il paziente richiede invece assistenza nella somministrazione di un farmaco letale, e appunto c'è poca differenza con l'eutanasia attiva.


chi è a favore dell eutanasia è a favore anche del suicidio legale ed assistito per motivi psicologici, immagino.
Un uomo si toglie la vita come e quando vuole. Non deve chiedere permesso a nessuno, neppure a Dio posto che esista. Quindi non è questione di malattia o di necessità. Un uomo oltrepassa la Soglia anche quando è pienamente lucido e in forze. Chiunque si opponga è semplicemente un totalitarista dell'anima, un tiranno. I monoteisti hanno già la loro arma: è proibito dal loro Dio e chi va contro ha la dannazione eterna. E qui poi viene in emersione tutta la contraddizione di chi tenta di stabilire arbitrari collegamenti tra la dottrina cristiana e la concezione del mondo e della vita di Roma.


quindi secondo te uno potrebbe paradossalmente farsi aiutare a togliere la vita anche in un periodo di depressione, dopo un forte shock emotivo, addirittura quando uno è ubriaco o sotto effetto di stupefacenti?
e non è una provocazione nè un caso estremo perchè in questa battaglia rivedo quella dell aborto: si parte con il caso particolare per aprire un piccolo foro nel muro. ben presto il forellino si trasforma in una falla ingestibile e generalizzata.
ammettere che l uomo ha il diritto di uccidersi, e conseguentemente che lo stato debba e possa aiutarlo in questo, significa legittimare pericolosissime situazioni, perchè presuppongono un indagine sulla effettiva e profonda volontà del "aspirante suicida". si deve ovviamente presupporre una volontà attualmente libera, cosciente e lucida.
ma questo è un ossimoro, perchè chi vuole uccidersi la maggior parte delle volte è in una fase emotivavente o fisicamente sofferta, non quindi in grado di poter giudicare obiettivamente.
molto molto pericoloso, a parer mio.
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