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Discussione: È il mio orgoglio.

  1. #91
    M. Murelli
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    Citazione Originariamente Scritto da angelo.nero Visualizza Messaggio
    D'accordo nella sostanza con te.
    Ovvio che siano cambiate moltissime cose nel postcapitalismo o postturbocapitalismo, come lo chiama abbastanza propriamente Murelli, e sono quindi cambiati anche gli "stati" della povertà, spostandosi da posizioni propriamente inopiche a stadi interiormente inopi, per quanto riguarda l'europa.
    Vero che nel mondo invece la fame uccide ancora troppo; ma è un altro discorso, ben noto e di livello planetario e che riguarda gli interessi di Bilderberg, Aspen e Trilateral in primis.
    Ritornando a noi, e superando (non sempre, ma molto più spesso che in passato) la fame fisica, i nuovi poveri sono coloro che invece che comprendere contro chi lottare sono stati nel tempo depauperati della capacità critica, inglobati senza possibilità di uscita in un sistema spersonalizzante ed individualizzante.
    Quando cambiamento delle condizioni di vita in molte parti del mondo non può non avere ripercussioni su ciò in cui la gente crede e sulla politica in generale.

    L'individualismo sempre più accentuato, classico del "divide et impera", attuato attraverso l'uso improprio e frenetico di internet e della cosiddetta ed abusata "virtualità" genera la scomparsa frequente della necessità di socializzare e di amare degli individui generando altre aspettative ed altre necessità.

    Riproporre pertanto schemi indietro anche di venti/trenta anni è assolutamente inutile, a mio modo di vedere. L'unico rimedio, per me, è costringere gli uomini a stare insieme, a riprendere la forza della socialità, quel "fare quadrato" che il buon Natow riprende spesso.

    Molto frequentemente servono all'uomo cose semplici e meno filosofia.

    Saluti.
    Ognuno propone quel che ritiene giusto. Gli si augura poi di avere seguio e truppe. È però necessario smetteral con l'accusare chi non concorda con i nuovi progetti di riproporre minestre riscaldate. Qui nessuno lo sta facendo. Io non lo sto facendo e basta leggere quel che ho scritto in 22 anni e valutare i l percorso. Se poi si vogliono fare processi e si vuole fare di alcuni imputati, che lo si faccia. Io poi sono abbastanza allenato.

  2. #92
    M. Murelli
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    Citazione Originariamente Scritto da LEONIDA Visualizza Messaggio
    .....Le cose col senno del poi, vengono indubbiamente meglio ! Ora, però riguardo a questo specifico punto - correggimi se sbaglio - Evola affermò anche che il bolscevismo rappresentava una sorta di passo ulteriore nella "Decadenza" in ossequio al principio della "Regressione delle caste", per cui l' avvento di un regime comunista sarebbe significato il passaggio dal Terzo al Quarto stato, passaggio quindi da scongiurare. A questo si aggiungevano ovvie considerazioni d' ordine 'pratico' legate alla sopravvivenza fisica ...
    Evola ha detto tante cose su cui si può conocordare oppure meno. Ripeto ancora: Evola è essenziale nei fondamentali, per quel che attiene la visione del mondo e la concezione dell'uomo. Quando Evola usando il "metodo evoliano" compie certe analisi storiche sul contingente e si azzarda in previsioni, con lo stesso "metodo evoliano", Evola può essere rettificato. Nel merito: alla fine non ha vinto né il proletariato né il borghese, cioè nel Terzo stato né il quarto. È venuto fuori un quinto soggetto: l'uomo globalizzato nella globalizzazione globalizzante (non prendere troppo sul serio quest'ultima definizione...). Evola questo non 'aveva previsto. Aveva previsto e descritto la natura e la sostanza dei tempi che viviamo e avremmo vissuto. Ci ha detto come si potevano affrontare questi tempi. Se ci si riconosce nelle indicazioni che ha dato ci si comporta di conseguenza. Io trovo in Evola molte cose che mi corrispondono e ne prendo atto.

  3. #93
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    Citazione Originariamente Scritto da M. Murelli Visualizza Messaggio
    Evola ha detto tante cose su cui si può conocordare oppure meno. Ripeto ancora: Evola è essenziale nei fondamentali, per quel che attiene la visione del mondo e la concezione dell'uomo. Quando Evola usando il "metodo evoliano" compie certe analisi storiche sul contingente e si azzarda in previsioni, con lo stesso "metodo evoliano", Evola può essere rettificato. Nel merito: alla fine non ha vinto né il proletariato né il borghese, cioè nel Terzo stato né il quarto. È venuto fuori un quinto soggetto: l'uomo globalizzato nella globalizzazione globalizzante (non prendere troppo sul serio quest'ultima definizione...). Evola questo non 'aveva previsto. Aveva previsto e descritto la natura e la sostanza dei tempi che viviamo e avremmo vissuto. Ci ha detto come si potevano affrontare questi tempi. Se ci si riconosce nelle indicazioni che ha dato ci si comporta di conseguenza. Io trovo in Evola molte cose che mi corrispondono e ne prendo atto.
    La cosa straordinaria è a mio avviso la rispondenza tra quella che tu chiami "natura e sostanza dei tempi che viviamo" individuata da Evola, e i risultati di analisi sociologiche svolte, è ovvio, partendo da differentissimi contesti culturali . Uno tra tutti : lo Z. Bauman della "Modernità liquida", che elegge proprio questo particolare 'stato' fisico come rappresentativo di questi ultimi tempi (o tempi ultimi ! ), in cui come diceva il poeta Paul Valery " Non riusciamo più a sopportare nulla che duri ", in cui insomma tutto è 'liquido' ( i liquidi non fissano lo spazio e non legano il tempo, la loro struttura molecolare è refrattaria la legame (a sua volta termine che indica la stabilità dei corpi solidi). Molte considerazioni relative alla dicotomia solido-liquido mi hanno fatto pensare a quella evoliana relativa alle "civiltà dello spazio e civiltà del tempo". Così come l' affermazione di Bauman che " La modernità è SEMPRE stata "liquida" dalla sua nascita", cioè che la sua tendenza è quella della "fusione" di quanto precedentemente ritenuto "sacro".

  4. #94
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    Citazione Originariamente Scritto da M. Murelli Visualizza Messaggio
    Sul potere e sulla microfisica del potere, in altri luogi e con parole diverse - e sottoscrivendo quanto esposto e studiato da altri - ho detto cose che, se ho ben capito quel che dici, gli assomigliano.
    Il potere non ha più un "Palazzo d'Inverno". In Italia e in quel che resta di ogni altro "Stato-nazione" ad avere "sovranità" (sic) sono i mezzadri, cioè coloro che amministrano per conto terzi.
    Ed è proprio l'attuale natura del potere (poco indagata dagli appartenenti a questa "area") che invalida in partenza lo strumento partito e fa di molte bandiere arditamente sventolate delle icone romantiche.
    Su questo concordo poco : non le definirei "icone romantiche" ma appiattimento si istanzr che dovrebbero esserci estranee. Oggi è in atto una "criminalizzazione della povertà" (che peraltro non è affatto nuova) per cui i meccanismi di "inclusione/esclusione" sono di natura economico-sociale. Prendere certi orientamenti significherebbe voler ratificare, rafforzare questi meccanismi.

  5. #95
    M. Murelli
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    Citazione Originariamente Scritto da LEONIDA Visualizza Messaggio
    Su questo concordo poco : non le definirei "icone romantiche" ma appiattimento si istanzr che dovrebbero esserci estranee. Oggi è in atto una "criminalizzazione della povertà" (che peraltro non è affatto nuova) per cui i meccanismi di "inclusione/esclusione" sono di natura economico-sociale. Prendere certi orientamenti significherebbe voler ratificare, rafforzare questi meccanismi.
    Mi spiace, ma non ho capito cosa vuoi dire. Io ho detto che il vero potere non risiede più nel "Palazzo d'Inverno" assaltando il quale esso potere viene conquistato. Ritengo che il potere sia qualcosa di circolante con vari gangli di una certa importanza, ma che esso sta più nella moneta che hai o non hai in tasca e nella possibilità di una banca di farti o non farti credito che nel Romano Prodi di turno. Ho detto che oggi il potere non lo si combatte o conquista con gli strumenti in uso nel secolo scorso. Tra questi strumenti i partiti. Più o meno ho detto questo. Tu in cosa non sei d'accordo e quale tesi/opinione vai sostenendo?

  6. #96
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    Citazione Originariamente Scritto da M. Murelli Visualizza Messaggio
    Mi spiace, ma non ho capito cosa vuoi dire. Io ho detto che il vero potere non risiede più nel "Palazzo d'Inverno" assaltando il quale esso potere viene conquistato. Ritengo che il potere sia qualcosa di circolante con vari gangli di una certa importanza, ma che esso sta più nella moneta che hai o non hai in tasca e nella possibilità di una banca di farti o non farti credito che nel Romano Prodi di turno. Ho detto che oggi il potere non lo si combatte o conquista con gli strumenti in uso nel secolo scorso. Tra questi strumenti i partiti. Più o meno ho detto questo. Tu in cosa non sei d'accordo e quale tesi/opinione vai sostenendo?
    Faccio ammenda ; sono io ad essere stato poco chiaro. Mi riferivo alle modalità nuove di 'stratificazione sociale', che possono essere 'descritte' secondo diversi parametri, uno dei quali è quello dell' accesso alla mobilità. Quello che molti studiosi della 'globalizzazione' mettono in risalto, è che il capitale è riuscito a fuggire in una sorta di "terra di nessuno", ove nessuna regola o confine restringe o limita la libertà 'imprenditoriale'. La strategia è quella del "di-impegno", del rifuggire dal coinvolgimento, dal rapporto diretto. Ora, in poche parole è chiaro come un segno di riconoscimento, lo status dell' elite globale sia questa possibilità di non restare invischiata nella fitta trame di rapporti territorializzati, cosa invece non possibile alla stragrande maggioranza degli uomini del pianeta. Il movimento come status, la capacità di muoversi che diviene forse il princiopale fattore di stratificazione dell' emergente gerarchia globale. Mi sembra palese una dis-eguaglianza nell' accesso alla mobilità. Ora, il porsi in una posizione di categorico rifiuto dell' immigrazione non ti sembra possa rischiare di ratificare quelle scelte di chi escludere e di chi accettare che sono già state fatte ?

  7. #97
    M. Murelli
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    Citazione Originariamente Scritto da LEONIDA Visualizza Messaggio
    Faccio ammenda ; sono io ad essere stato poco chiaro. Mi riferivo alle modalità nuove di 'stratificazione sociale', che possono essere 'descritte' secondo diversi parametri, uno dei quali è quello dell' accesso alla mobilità. Quello che molti studiosi della 'globalizzazione' mettono in risalto, è che il capitale è riuscito a fuggire in una sorta di "terra di nessuno", ove nessuna regola o confine restringe o limita la libertà 'imprenditoriale'. La strategia è quella del "di-impegno", del rifuggire dal coinvolgimento, dal rapporto diretto. Ora, in poche parole è chiaro come un segno di riconoscimento, lo status dell' elite globale sia questa possibilità di non restare invischiata nella fitta trame di rapporti territorializzati, cosa invece non possibile alla stragrande maggioranza degli uomini del pianeta. Il movimento come status, la capacità di muoversi che diviene forse il princiopale fattore di stratificazione dell' emergente gerarchia globale. Mi sembra palese una dis-eguaglianza nell' accesso alla mobilità. Ora, il porsi in una posizione di categorico rifiuto dell' immigrazione non ti sembra possa rischiare di ratificare quelle scelte di chi escludere e di chi accettare che sono già state fatte ?
    Discorso un po' complesso che è un po' fuori dal tema. Io la vedo così: il capitale è una "cosa" che è e genera potere ed è più potente e genera maggior potere quanto più è circolante. L'essenza del potere nella modernità è proprio questo. E paradossalmente più il capitale è circolante meno circolano le idee che anzi si sono astratte. Il capitale non è più governato dal potere politico ma viceversa governa e determina il politico.
    Non è però che se gli uomini acquisiscono la stessa forza circolante del capitale rimettono le cose in equilibrio. Anche perchè se nel secolo scorso la "mobilitazione delle masse" corrispondeva alla chiamata delle ideologie, l'attuale e potenziale circolazione delle masse corrisponde alle necessità del capitale per altro diventato Alta Finanza. Nel senso che spesso a circolare non è più neppure il capitale ma il credito. Mi rendo conto che questo sembrerebbe un discorso di tipo "neomarxista". Senonché il potere di determinare il credito risiede non nella natura del capitale (così direbbe un marxista) ma nell'idea vincente, l'idea a cui gli uomini hanno aderito e in baso alla quale gli uomini (i popoli) delegano, si spogliano di atutorità e dignità. Che è, in breve, l'ideologia materialista, che fa dell'uomo un semplice servente della tecnica e del consumismo.

  8. #98
    legione muti
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    Citazione Originariamente Scritto da M. Murelli Visualizza Messaggio
    Discorso un po' complesso che è un po' fuori dal tema. Io la vedo così: il capitale è una "cosa" che è e genera potere ed è più potente e genera maggior potere quanto più è circolante. L'essenza del potere nella modernità è proprio questo. E paradossalmente più il capitale è circolante meno circolano le idee che anzi si sono astratte. Il capitale non è più governato dal potere politico ma viceversa governa e determina il politico.
    Non è però che se gli uomini acquisiscono la stessa forza circolante del capitale rimettono le cose in equilibrio. Anche perchè se nel secolo scorso la "mobilitazione delle masse" corrispondeva alla chiamata delle ideologie, l'attuale e potenziale circolazione delle masse corrisponde alle necessità del capitale per altro diventato Alta Finanza. Nel senso che spesso a circolare non è più neppure il capitale ma il credito. Mi rendo conto che questo sembrerebbe un discorso di tipo "neomarxista". Senonché il potere di determinare il credito risiede non nella natura del capitale (così direbbe un marxista) ma nell'idea vincente, l'idea a cui gli uomini hanno aderito e in baso alla quale gli uomini (i popoli) delegano, si spogliano di atutorità e dignità. Che è, in breve, l'ideologia materialista, che fa dell'uomo un semplice servente della tecnica e del consumismo.

    Sia il tuo discorso che quello di Leonida corrispondono purtroppo al quadro globale. Proprio per questo chi si trova o aspira ad agire politicamente quale possibilità ha di incidere nella coscienza comune se -come dici giustamente- gli uomini ed i popoli si sono spogliati di auto-legittimità? In precedenza dicevi che la stessa forma partito è ormai superata; quale azione si può prospettare, che abbia concreta incidenza (sempre nel nostro contesto di italiani ed europei forzatamente occidentalizzati...) nel tessuto sociale?

  9. #99
    M. Murelli
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    Citazione Originariamente Scritto da legione muti Visualizza Messaggio
    Sia il tuo discorso che quello di Leonida corrispondono purtroppo al quadro globale. Proprio per questo chi si trova o aspira ad agire politicamente quale possibilità ha di incidere nella coscienza comune se -come dici giustamente- gli uomini ed i popoli si sono spogliati di auto-legittimità? In precedenza dicevi che la stessa forma partito è ormai superata; quale azione si può prospettare, che abbia concreta incidenza (sempre nel nostro contesto di italiani ed europei forzatamente occidentalizzati...) nel tessuto sociale?
    Bella domanda! Il sociale è attualmente sordo. Vive un incredibile stato di schiavitù nella convinzione di essere libero. L'equazione democrazia=libertà ( e pensare che i popoli antichi che non conoscevano neppure la parola democrazia si sentivano prima di ogni altra cosa liberi - pensa ai greci o ai romani) in realtà determina l'invisibile catena della schiavitù.
    Il sociale è sordo ad ogni richiamo all'autentica libertà e comunque non disponibile a rivoltare la situazione. Perchè a parte l'idelogia democratica è il meccanismo sociale che agisce. Siamo tutti ricattati dal conto (rosso) in banca, dal mutuo da pagare, dalla necessità di avere in tasca i soldi per le tasse etc. etc.Cioè il sociale è anche sotto ricatto ed intrapolato. Per contro non prendono forma i "nuovi gruppi primari", soggetti all'altezza dei tempi e dello scenario. Questo forum ne è uno specchio. C'è sempre modo per trovare quel che divide piuttosto che il minimo comune denominatore.
    Io sono tra quelli che crede ancora nella funzione dei "movimenti". Un movimento può, per ragioni tattiche, avere popri esponenti dentro i partiti come in ogni altro tipo di organizzazione. Il partito (il concentrarsi dentro un partito da parte delle avanguardie politiche) è a mio avviso una sorta di trappola mortale che tra l'altro ti costringe ad utilizzare l'80% delle energie per difendersi in quanto nemico oggettivo di tutti i restanti partiti.
    Mi rendo conto che dovrei essere più preciso e circostanziato. Ma come fare qui?. Di queste cose - l'ho già detto - parlo, rifletto, scrivo e converso da oltre 20 anni.

  10. #100
    Enclave MUSSOLINISTA
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    Citazione Originariamente Scritto da M. Murelli Visualizza Messaggio
    Ognuno propone quel che ritiene giusto. Gli si augura poi di avere seguio e truppe. È però necessario smetteral con l'accusare chi non concorda con i nuovi progetti di riproporre minestre riscaldate. Qui nessuno lo sta facendo. Io non lo sto facendo e basta leggere quel che ho scritto in 22 anni e valutare i l percorso. Se poi si vogliono fare processi e si vuole fare di alcuni imputati, che lo si faccia. Io poi sono abbastanza allenato.


    Da sempre Murelli Maurizo, autentico ribelle e combattente, è per noi tutti un esempio e un ottimo punto di riferimento nel disordine caotico attuale.

    Con questo però non possiamo accettare (com'è naturale in ogni cosa) completamente la sua visione. Non è nostra l'idea del "minestrone riscaldato" ma inevitabilmente l'immagine stessa della destra radicale, verso la quale si rivendica la discendenza ci pone fuori dalla possibilità della lotta senza quartiere a quell'occidentalismo decadente che sopra proprio Maurizio indicava come il male da combattere. Anche a costo di essere banali e semplicistici, destra radicale è ormai un'idea troppo legata all'Occidente. Per questo ce ne dobbiamo assolutamente liberare!

 

 
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