Quando "Orion" diceva quelle cose io riuscivo a parlare persino nei centri sociali. Avevo stabilito ponti con chi aveva militato e combattuto sotto insegne rosse. In mezza Europa si formavano raggruppamenti che volevano, come noi, andare al di là delle ortodossie ideologiche. Con alcuni che pure avevano fatto la lotta armata in Prima Linea tenni conferenze fino in Spagna e si trovò un comune terreno d'intesa, un punto di partenza. Quel treno là è stato perso, per la stessa ragione che oggi quello che noi definiamo ambiente, sta perdendo altri direttissimi. Ci si perde nella caccia al musulmano come ieri, per altro a tempo scaduto, ci si perdeva nella caccia al compagno. Siamo nell'epoca del post turbocapitalismo e della globalizzazione in salsa cinese, e pensiamo di risolvere tutto con la socializzazione. La stessa concezione dei partiti è, per chi veramente vuole essere fuori dal sistema, qualcosa di... inadatto. Quand'anche si trattasse di partiti extraparlamentari o di "destra radicale" (cioè di raggruppamenti che non aspirano al Parlamento ma alla creazione di un Movimento anti Sistema). Il partito è paragonabile all'esercito concepito per la guerra di trincea. Statico. Arroccamento che presuppone l'utilizzo del '80% delle energie poste a difesa, piuttosto che per l'attacco e l'aggressione.
Tornando alla domanda, posso dire che è venuto meno il rosso e il nero è stato omologato.



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